Il Sistema non può essere messo in discussione e, nella mente di tutti, deve rappresentare it migliore dei mondi possibili. Per questo ha imparato a distogliere l'attenzione creando di volta in volta un nemico da combattere, che in questo caso è il virus. La massa rimane nell'ignoranza, nella mediocrità, nel senso di colpa e continua a ridurre a "complotto" un progressivo colpo di stato mondiale, che ha già reso schiava buona parte dell'umanità. La propaganda passa per visionari coloro che hanno compreso, mentre gli altri sono politicamente ammaestrati a rispettare correttamente le regole imposte dall'oligarchia. Una minoranza reqge le sorti del pianeta e, in modo consapevole o meno, buona parte dell'umanità la sostiene: sono coloro che traggono vantaggi dal Sistema e da quello che "conviene" o che hanno sposato l'ideologia transumanista. Ricoprono posti di potere, dell'alta finanza, operano in Borsa, traggono guadagno dal caos e dalla disperazione. Viene loro assicurato successo, denaro, visibilità, potere: in cambio si devono impegnare a tradire i valori dell'umanesimo, della cultura, del classicismo, della bellezza, del sentimento. Il mondo è oggi diviso in transumanisti, che sostengono il Sistema a suon di crimini e menzogne, e umanisti che difendono la vita. Il Sistema è come una grande mela marcia. E in una mela marcia vivono bene soltanto i vermi. Apocalisse l'Eresia continua.
Massimo Citro, Verona, 1956, è laureato in Medicina e Chirurgia, in Lettere Classiche a indirizzo Storico e Specializzato in Psicoterapia. Lavora a Torino come medico e come ricercatore indipendente. Autore del caso editoriale dell'anno 2021, Eresia (Byoblu Edizioni, 2021} e di numerose altre pubblicazioni, tra cui i saggi The Basic Code of the Universe (Inner Traditions, Usa, 2011, prefazione di Ervin Laszlo], Rischi di star bene (Verdechiaro, 2017), il romanzo lavé, il delirio segreto di Hitler (Verdechiaro, 2019) e Auscultando il passato (Lindau, 2022).
Il presente manuale potrà risultare estremamente utile a tutti coloro che frequentano corsi di contabilità generale, che intendono prepararsi per affrontare un concorso o un Esame di Stato. Il metodo utilizzato dall’Autore per illustrare la tecnica di registrazione in Partita Doppia - quasi sconosciuto in Italia, ma ampiamente diffuso nel resto del mondo per la sua maggiore chiarezza e semplicità - consente, infatti, di acquisire velocemente la capacità di comprendere ed analizzare un Bilancio d’Esercizio, in quanto: › è completamente diverso da quello tradizionalmente utilizzato, basato sulla distinzione tra "Valori Finanziari" e "Valori Economici" e sulle conseguenti "Variazioni finanziarie attive e passive" e "Variazioni economiche positive e negative" › permette la costruzione dell’articolo contabile basandosi sulla sola classificazione dei conti espressa nei prospetti di bilancio (attività e passività, costi e ricavi d’esercizio) › consente di visualizzare graficamente il diverso significato algebrico che assume il lato Dare (a sinistra) e il lato Avere (a destra) di ciascun conto › evidenzia il collegamento logico tra l’articolo a Libro Giornale, i singoli conti analitici di mastro, i prospetti di Bilancio. L’esposizione è corredata di numerosi esempi di rilevazioni contabili e si conclude con una serie di esercizi svolti, ulteriormente arricchiti in questa terza edizione, allo scopo di dare evidenza di come applicare nella pratica le nozioni illustrate. L’analisi si conclude con un capitolo dedicato alle registrazioni contabili delle imprese che fanno parte del settore turistico e alberghiero. Marcellino Giubilato Docente di Ragioneria e di Economia Aziendale presso gli Istituti Superiori e autore di numerosi volumi in materia di contabilità.
Nella seconda metà del xii secolo Nerses – giovane vescovo armeno, nativo di Tarso in Cilicia – addolorato dalla divisione regnante tra i cristiani, interviene con evangelica franchezza al sinodo della sua chiesa per caldeggiare l’unione con la chiesa greca. Profondamente radicate nella preghiera di Cristo per l’unità della chiesa, le parole appassionate di Nerses – messe finalmente a disposizione del pubblico italiano – travalicano i secoli e risuonano attualissime ancora oggi per tutti i cristiani. Il suo pressante appello a spezzare la logica dell’inimicizia e a rinunciare alle ricchezze non essenziali pur di far prevalere la carità vuole essere balsamo di riconciliazione versato sulle lacerazioni inferte all’unico corpo di Cristo.
Nella storia il rapporto tra cattolicità e culture si è configurato in modalità molteplici implementandosi reciprocamente esuberando ora più l'una ora più l'altra. L'esito ha dato vita a quella pluralità di visioni che ancora oggi fatichiamo ad «ammettere» sia a livello ecclesiale che socio-ciulturale. Nel rapporto chiesa-mondo è forte (e a volte purtroppo preminente) ancora oggi un bisogno di determinare l'intra e l'extra obbligandosi quasi in un'alternativa aut-aut. Il fascicolo esplora, invece, un paradigma capace di valorizzare quell'intelligente mediazione tra cristianesimo (cattolicità) e culture in una comprensione reciproca e inclusiva (et-et) della varietà multiforme dei fenomeni che interessano entrambe. La fede non è più promotore o generatore di senso? Qualcuno pensa che la cultura europea e nordoccidentale stia meglio? Va superato tanto nella chiesa quanto nella società quell'eurocentrismo che tende ancora a «colonizzare» (e mortificare) ogni altra espressione della fede cristiana e delle culture d'altro genere. Direbbe papa Francesco che necessita un'«ospitalità» delle culture nella logica della «fraternità».
Il libro introduce in maniera rigorosa e semplice al tema del Gesù storico: che cosa sappiamo davvero di Gesù, quanto sono attendibili le notizie che leggiamo nei Vangeli?
Diciamo la verità, confessarsi non è facile e le obiezioni sono numerose:
- "A che serve? Tanto poi ricado sempre negli stessi errori";
- "Quando apro bocca davanti al sacerdote, mi viene l'ansia";
- "Io non vado a raccontare i miei peccati a un uomo, me la vedo direttamente con Dio".
E l'elenco potrebbe continuare.
Carlo Dallari prova a fare un po' di luce su questo tema così importante: con un linguaggio semplice, alla portata di tutti e con esempi raccolti dall'esperienza quotidiana, guida i lettori a riscoprire un "sacramento dimenticato" e a vincere i possibili timori. Un'esperienza di fede che apre al perdono, alla pace e a una rinnovata libertà.
L'aver fatto coincidere il termine “spirituale” con il mondo interiore ha portato a credere che lo Spirito Santo operi solo a quel livello, come se l’essere uomo o donna, la corporeità, l’'affettività non avessero alcuna importanza.
Per le donne, in particolare, si ritiene che l’azione dello Spirito svilisca o ridimensioni il valore della femminilità, specie per chi ha scelto la via nella vita consacrata.
Onde evitare di andare a pure teorie e per sfatare molti luoghi comuni, l’Autore si serve di due strumenti tangibili per fare luce su un mistero tanto grande: la Parola di Dio e la Vergine Maria. Li propone come spunti di riflessione a tante donne - sposate o consacrate -, diverse per formazione, storia personale e scelte concrete. Alcune testimonianze riportate nel testo esprimono al vivo questa armonica complementarietà.
Il risultato è un incantevole dialogo tra il mondo maschile e quello femminile, una sinfonia ricca e preziosa per il lettore che vorrà coglierne le note più belle, anche per la propria vita.
La Lettera ai Colossesi si colloca tra la corrispondenza autoriale e quella della prima tradizione paolina. Si tratta di uno scritto protoepistolografico, in cui risuona e rivive la memoria Pauli in una situazione di poco lontana nel tempo dalla morte dell'Apostolo. È indirizzata principalmente ai «fratelli, santi e fedeli che sono a Colosse» (Col 1,2) e alle comunità della valle del Lico (Laodicea, forse anche Gerapoli), attraversate anch'esse, a quanto pare, dalla medesima problematica: i credenti sono minacciati e sedotti molto probabilmente da una parte minoritaria del giudaismo, di stampo mistico-apocalittico, che tenta in ogni modo di presentare alternative alla salvezza in Cristo. I Colossesi daranno prova dell'essere in Cristo e resisteranno a qualsiasi forma di seduzione e/o inganno attraverso il loro ethos (comunitario e domestico).
I posti lasciati vuoti dai giovani nelle nostre chiese sono sempre più numerosi e suscitano preoccupazioni in quanti hanno a cuore il futuro del cristianesimo. Finora nelle nuove generazioni le parrocchie avevano sempre trovato la freschezza di coscienze che si aprono al vangelo e la vivacità di una dedizione appassionata e creativa alle iniziative pastorali. E ora che ne sarà delle nostre comunità cristiane? Se il ricambio generazionale viene meno, l'esperienza religiosa è destinata a finire? Il libro parte da questi interrogativi per avviare una esplorazione dell'universo umano, spirituale e religioso dei giovani. E ipotizza che in essi vi sia non il rifiuto della religione e delle sue forme, ma piuttosto la ricerca di strutture nuove del credere, il dialogo con i caratteri di un'inedita esperienza umana ed esistenziale. Si profila una metamorfosi del credere che potrebbe essere in grado di interpretare i caratteri di questo tempo. Nei tratti della sensibilità giovanile potrebbero nascondersi i germogli di una novità promettente, in grado di immettere nella vita delle comunità cristiane una spinta verso il loro rinnovamento evangelico.
Elena (249-328 ca), originaria della Bitinia, era la sposa del futuro cesare Costanzo Cloro, poi da lui lasciata per motivi politici. Quando diventa imperatore suo figlio Costantino, viene richiamata a corte con tutti gli onori imperiali. Nel 327-328, Elena, ultrasettantenne, decide di fare un pellegrinaggio in Terra Santa. A Gerusalemme trova la vera croce di Gesù e altri oggetti della Passione, che riporta a Roma, dove fa trasformare il suo palazzo in una Basilica per custodirvi le preziose reliquie.