I luoghi della celebrazione nell'aula dell'assemblea liturgica non sono spazi "neutri" o semplicemente "funzionali al rito". Essi sono pieni di "senso" e dei veri "luoghi simbolici", soprattutto quando la comunità dei credenti è radunata per celebrare i santi misteri ma anche fuori della celebrazione stessa con la loro semplice e nobile presenza. Le pagine di questo studio non propongono un corso di architettura per la liturgia, ma si offrono come una visita guidata nell'edificio della Chiesa ai luoghi liturgici o, meglio, come un percorso mistagogico che accompagna il lettore a scoprire la valenza, la bellezza e la ricchezza di questi "santi segni", al fine di aiutare ciascuno a passare dai segni al mistero e a coinvolgere in esso l'intera esistenza. Uno strumento che si propone alla formazione liturgica permanente sia dei ministri ordinati sia di tutti coloro, consacrati e laici, che sono impegnati nella catechesi e nella pastorale e, in modo speciale, nella cura, nella preparazione e nella guida della preghiera liturgica.
Il libro racconta la "battaglia per le coscienze" tra la Chiesa cattolica e il fascismo negli anni 1924-1938, con il confronto tra due modelli educativi alternativi: quello cattolico, che Pio XI rivendicava essere preminente, difendendo il ruolo educativo dell'Azione cattolica; quello fascista, teso a inquadrare gli italiani nelle organizzazioni del regime e a farne dei "credenti", devoti al culto del littorio. La Chiesa e il fascismo, entrambi impegnati nel tentativo di egemonizzare la vita italiana, coabitarono e collaborarono, in una sorta di pace armata, mentre ciascuno tentava di assorbire l'interlocutore nel proprio primato ideologico: la Chiesa cercò di cattolicizzare il fascismo; Mussolini, che giunse a definirsi "cattolico e anticristiano", delineò un'ideologia che valorizzava il cattolicesimo in senso identitario, culturale e nazionale, per cercare di inglobarlo nella visione fascista dell'Italia e del suo ruolo nel mondo. Con l'avvicinamento ideologico al nazismo e con la svolta razzista del 1938 caddero le illusioni del mondo cattolico italiano di poter cattolicizzare il fascismo, mentre Mussolini decise di "tirare dritto" sul razzismo, ignorando le proteste di Pio XI. Erano i primi segnali di uno scontro ben più drammatico che si sarebbe aperto in Europa tra lo Stato razziale e l'universalismo cristiano.
Sono passati più di cinquant'anni dalla pubblicazione di Lettera a una professoressa, ma nessuno ha mai risposto agli studenti che l'hanno scritta a Barbiana. A parte importanti e significativi articoli e saggi, non esiste una lettera di risposta ufficiale e completa. Così Marco Pappalardo ha provato a rispondere in queste pagine: quasi fosse un testo a fronte, dopo ogni paragrafo della lettera originale si trovano le sue riflessioni. Certo, l'autore è figlio di un altro tipo di scuola, ma crede che gli studenti di Barbiana e le loro parole, con gli insegnamenti di don Milani, abbiano moltissimo da dire oggi. Questo lavoro nasce dall'esperienza di ascolto che da anni Pappalardo vive a scuola con gli alunni, dalle loro mille e varie domande, dai tanti temi scritti e letti, dai dialoghi in aula, nei corridoi, sui social. Non sempre si hanno le risposte, sicuramente non quelle pronte o per l'occasione, però si cerca di ascoltare, di dedicare tutto il tempo necessario, di dare a ciascuno lo spazio richiesto, di "essere- scuola tra passione per lo studio e per la vita.
Una fiaba classica dove metrica e musicalità sono il tessuto principale del suo componimento. La narrazione sviluppa temi e concetti unicamente legati all'ambiente, avvalendosi dei suoi personaggi molto caratterizzati, celebrando la natura ed il legame profondo e sacro, che ogni essere umano dovrebbe avere. Un fantasy dedicato a tutti, piccoli e grandi. Una sorta di musical virtuale, grazie a 17 QRcode dotati di musica e canzoni, che integrano la narrazione, per un intrattenimento famigliare ricco di emozioni, in un'esperienza evocativa e immaginifica unica. Musica e arrangiamenti musicali: Fabrizio Voghera. Voci e interpreti: Fabrizio Voghera e Ilaria Deangelis.
Un pratico metodo di lavoro per approfondire e meditare la Parola, nato nel contesto della Famiglia carismatica di don Ottorino Zanon. Si propongono 13 temi affrontati con un approccio "rinnovato" alla Lectio Divina: ai brani della Scrittura si accompagnano materiali digitali e testimonianze di santi di ieri e di oggi, utili per comprendere meglio i tratti caratteristici della persona di Gesù. La proposta operativa può essere adattata e praticata sia individualmente sia da gruppi più o meno grandi.
Tre anziane suore in un monastero benedettino vivono tra di loro rapporti conflittuali, che oscillano tra rassegnazione, gelosia, indulgenza e malvagità. La loro esistenza, scandita da regole severe e mal sopportate abitudini, viene messa in crisi dall'arrivo di una giovane postulante indiana, che con la sua silenziosa riluttanza, turba soprattutto l'equilibrio spirituale e il ruolo rivestito nella piccola comunità dalla madre superiora. Un racconto intenso, avvincente, caratterizzato dalla straordinaria abilità narrativa dell'autrice, che riesce a restituire un disincanto reale e un sentimento autentico, talmente tanto da farla sembrare una storia vera.
Lo studio, prendendo in esame la corrente del Nuovo Ateismo, ne evidenzia gli aspetti salienti che, rivelandosi pretenziosi e lacunosi, finiscono per affermare ciò che intendono demolire. Sviluppato in un'ottica di Misericordia, esso apre ad una prospettiva di dialogo, che sa cogliere ogni realtà come opportunità di riflessione su sé stessi e come via privilegiata per testimoniare, nella Verità, l'Amore incarnato.
"Nel Settembre del 1967 avvicinai Padre Pio per l'ultima volta prima di trasferirmi dalla Puglia nel Veneto. Mi confessai e venni accolta dal Santo come sua figlia spirituale. Quale grazia! Quanta riconoscenza! In tutti questi anni, forte della sua paterna benedizione ho cercato di esprimere la mia gratitudine per il Santo del Gargano con pubblicazioni, conferenze e testimonianze varie. Non mi restava che trovare una certa dose di coraggio per raccontare fatti personali che mi riguardavano. Il Santo mi ha dato questo coraggio con la sua presenza nel sogno del 16/12/2021 in cui invitava tutti i Cristiani e i suoi Figli Spirituali a meditare i Salmi mentre mi porgeva la sua mano piagata affinché la potessi baciare. Dopo aver fatto questo sogno ho iniziato a scrivere il libro "Padre Pio nei miei sogni" in cui invito il lettore a soffermare la sua attenzione sul dono mistico del Sogno, concesso da Dio al Santo Stigmatizzato e nel contempo a meditare alcuni Salmi correlati ad ogni sogno. Le mie povere parole non vogliono avere pretese di alcun genere ma sono state scritte per un bisogno di comunicare la mia fede a coloro che cercano inutilmente di spiegare ogni cosa, servendosi della loro fredda logica nella ricerca della verità." Prefazione di Gianluigi Pasquale.
Le zie sono tutte speciali, soprattutto quelle che non lo sono! La protagonista di questo racconto ha una zia che non ha nulla a che fare con le parentele perché è l'amica del cuore della mamma, fin dai tempi dell'infanzia. Lei è la persona che è stata accanto alla mamma per tutta la gravidanza e oltre, e che si è giustamente meritata il titolo di "zia di cuore". Età di lettura: da 5 anni.
Il protagonista di questa storia è un bambino il cui nonno si chiama Piero, ma che lui chiama Pieno come faceva da piccolo storpiandolo, e la cui nonna è Daria di nome e d'aria di sostanza perché sta in cielo e se non fosse fatta d'aria cadrebbe giù. Una storia dallo stile scoppiettante e genuino, per parlare dei nonni e della loro perdita con serenità e profondità, attraverso gli occhi incantati dei bambini. Età di lettura: da 5 anni.
Solo chi trova uno sguardo che lo educa può proporsi come educatore. Questa è la sfida che accompagna ogni momento dell'insegnante-educatore-testimone e che provoca, nei momenti di lucida coscienza, come un senso di vertigine per la responsabilità della missione: aprire alla vita e al suo senso! Questo volume, che raccoglie i percorsi formativi del Servizio per l'insegnamento della religione cattolica della diocesi di Milano, si propone due obiettivi principali: fare memoria dei passi fatti insieme per crescere come insegnanti e realizzare, innanzitutto tra i docenti di religione, una sorta di «verticalità» tra gli ordini scolastici.
Mai come negli ultimi anni la Chiesa ha prestato notevole attenzione all'universo giovanile. Si pensi al lavoro svolto in occasione del Sinodo del 2018. Eppure, si deve riconoscere che da quell'evento non è scaturita una rinnovata azione pastorale nei confronti dei giovani, in particolare con coloro - e sono la maggioranza, in Occidente - che faticano con la fede cristiana. Il saggio avanza l'ipotesi che la ragione ultima di tutto ciò sia da individuare nel fatto che il Sinodo sui giovani non abbia sino in fondo riflettuto sulla «rottura nella trasmissione generazionale della fede», chiaramente indicata da papa Francesco sin dai tempi dell'Evangelii gaudium, e dunque sulla trasformazione della nostra in una società senza adulti. Il nostro è, in verità, il tempo del trionfo di Peter Pan nel cuore degli adulti e delle adulte attuali, i quali non fanno più crescere e credere nessuno dei loro cuccioli. Per questo, il nostro è il tempo giusto per riportare i giovani a Messa. Non solo perché, senza giovani, la Chiesa muore, ma soprattutto perché, unicamente permettendo ai giovani di incontrarsi e innamorarsi del Cristo vivo, potranno onorare ciò che oggi risulta loro praticamente impossibile: il compito di diventare adulti e adulti credenti.