«Il materialismo brutale e nichilista in cui siamo immersi non solo accentua le ingiustizie sociali e danneggia la salute del pianeta, ma è anche un'implacabile assicurazione sull'infelicità: le nazioni più avanzate economicamente sono piene di depressione e solitudine». Presi da un mondo frenetico e competitivo, ci dimentichiamo di essere vivi. In questo libro, Franco Arminio e Guidalberto Bormolini cercano di tracciare un sentiero che vada in direzione contraria: una terapia della parola come risorsa antica e a disposizione di tutti, per chi desidera ritrovare un senso di comunione più ampio e profondo con l'umanità. Imparare dalla sofferenza, fare nuove tutte le cose, prendere il volo, cogliere la meraviglia: in ogni breve capitolo di questo saggio, il ragionare poetico di Arminio si interseca con le riflessioni in prosa di Bormolini, dando vita a un testo denso di spiritualità e poesia, che cura l'anima e aiuta a ritrovare il senso perduto. Con uno stile lirico e coinvolgente allo stesso tempo, i due autori ci guidano in un viaggio alla scoperta non tanto del mondo, ma di noi stessi nel mondo.
Il libro, pubblicato a cura dell’eremo dei Santi Apostoli di Kerasià, sul Monte Athos, è il primo volume della raccolta delle omelie spirituali dell’archimandrita Sofronio (Mosca 1896-Essex 1993). Pittore, si trasferisce a Parigi a causa della situazione politica russa. Qui riscopre la fede, studia all’Istituto di teologia Saint-Serge, per poi partire alla volta del Monte Athos, dove diviene fedele discepolo dello starets Silvano (“Silvano del Monte Athos”) e instaura con lui un legame che risulterà indissolubile. Nel 1948, dopo la seconda guerra mondiale, torna in Francia e pubblica gli appunti autografi che Silvano gli aveva consegnato, aggiungendovi un’ampia spiegazione. Nel 1959 fonda il monastero di San Giovanni Battista in Essex, Inghilterra, dove esercita il suo ruolo di padre spirituale fino alla morte. Il libro contiene 55 istruzioni e omelie spirituali rivolte ai monaci del suo monastero negli ultimi tre anni della sua vita.
Comunione e Liberazione nasce a Milano alla fine del 1969 come tentativo di rispondere all'esigenza di autenticità che aveva caratterizzato l'inizio della contestazione giovanile. Nell'arco di appena due anni, da Milano, CL si diffonde in Italia e comincia a varcarne i confini. Come assicurare la possibilità di un cammino condiviso alle tante comunità nelle scuole, nelle università, negli ambienti di lavoro, nelle parrocchie e nei quartieri? In risposta a tale interrogativo, don Luigi Giussani promuove una «Scuola Quadri», coinvolgendo un gruppo di responsabili con i quali desidera condividere metodo e contenuto della stessa proposta di fede, recuperando tutta la ricchezza dell'esperienza precedente di Gioventù Studentesca, dagli inizi nel 1954 alla crisi del Sessantotto. Nel volume sono raccolte per la prima volta le dieci lezioni svolte nella Scuola Quadri, negli anni 1971-1972. Il libro si colloca all'interno di un percorso di riflessioni iniziato con Una rivoluzione di sé (1968-1970) e proseguito con Un volto nella storia (1969-1970). Si tratta di un testo di straordinario valore storico e teorico. Il centro della vita documenta il percorso appassionato - e a tratti infuocato - di Giussani nel fissare le linee contenutistiche e metodologiche dell'esperienza del «movimento», sviluppate intorno all'intuizione fondamentale: Cristo centro della vita e della storia, centro della cultura e quindi della dinamica del mondo; Cristo non come idea, ma come avvenimento contemporaneo, sperimentabile in un incontro oggi, attraverso la comunione della Chiesa, Suo corpo. Qui trova la sua origine l'impeto di presenza nel mondo, a tutti i livelli, carico di urgenza di giudizio e di azione, che caratterizza Comunione e Liberazione e il cui scopo è che Cristo e la Chiesa incontrino la sete e i bisogni di tutti, offrendosi come risposta affascinante e adeguata.
Con l’aiuto dei Padri monastici e in particolare dei Racconti di un pellegrino russo, l’autore intende delineare un percorso per entrare nella preghiera del cuore e farci trasformare da essa. Infatti, per dialogare con Dio bisogna imparare a dialogare con il cuore.
Un invito alla riflessione personale che aiuta a vivere più serenamente la giornata: un piccolo dono per farsi ricordare tutto l'anno e per far giungere a tutti la Parola di Dio. Nel suo pratico formato, si adatta sia a essere appeso che a un utilizzo da scrivania. Per la copertina, sono disponibili soggetti differenti, in modo da accompagnare ogni giorno dell'anno con l'immagine sacra preferita.
La morte non costituisce il fallimento della vita, ma è piuttosto la “nascita alla vita eterna”. Eppure l’uomo in molti casi la respinge, mostrando di non saper riconoscere la direzione per orientare il destino della sua anima: per vivere l’eternità unito a Dio o per allontanarsi definitivamente da Lui.
Tutti dovremo confrontarci con la morte, e lì cesserà di definirsi il nostro destino. A partire dal racconto di alcuni avvenimenti vissuti dall’autrice, questo libro vuole trasmettere una nuova ottica su questo “transito inevitabile” per ogni essere umano. Si tratta di un vero aiuto per trovare in Dio la pace che ci ridà la speranza.
Fra gli anni Venti e Trenta del Novecento un laico scrive al suo parroco: lettere pungenti, ironiche e a tratti spietate in cui gli dice quello che ai suoi occhi proprio non va in parrocchia: troppo clericalismo, un Vangelo troppo recitato e poco vissuto, troppa indifferenza verso i poveri. L'epistolario sarebbe già sorprendente in sé per la lungimiranza profetica e il coraggio di parlare alla chiesa di quegli anni, ma diventa una testimonianza straordinaria perché quel finto laico è in realtà lo stesso don Primo Mazzolari.
Chi era davvero san Rocco, oltre l’immagine del santo taumaturgo? Questo libro racconta la sua vita come cammino umano e spirituale: un pellegrino del XIV secolo che incontra Cristo nei volti dei poveri, dei malati e degli esclusi, attraversando la peste, la solitudine, l’ingiustizia e il silenzio. Non un eroe idealizzato, ma un uomo libero, capace di donarsi senza riserve fino alla morte anonima in prigione. Tra memoria storica e tradizione agiografica, emerge una santità essenziale, fatta di prossimità e fedeltà quotidiana, che continua a parlare all’uomo di oggi. San Rocco non offre soluzioni facili. Indica una strada.
L'autore, da anni in cura per una depressione maggiore, ripercorre il suo cammino di sofferenza, aprendosi con speranza verso il futuro. Facendo tesoro della fede condivisa con i malati incontrati lungo il percorso della sua vita di prete e di cappellano, è in grado di proporre, come in un «breve manuale», un percorso di preghiera nella malattia, illuminato dalla Parola di Dio e sostenuto dalla preghiera dei salmi. Una testimonianza e un incoraggiamento per tutti coloro che si trovano ad affrontare momenti di avversità.
Questi scritti, riuniti qui in un unico volume, costituiscono una lunga riflessione sul Cuore di Cristo, che ha occupato la mente e l'affetto dell'Autore lungo la sua vita; nascono dal suo desiderio di offrire una rinnovata riflessione su questa spiritualità, così feconda e connaturata al Vangelo stesso, per poterla riproporre nella sua freschezza alla pietà dei fedeli. Si tratta di scritti vari: alcuni più di ampio respiro, volti a svilupparne la dimensione più precisamente teologica, altri più semplici, tracce di preghiera per i primi venerdì del mese o per l'Ora santa; altri ancora volti a ripresentare la storia di questo centro e culmine della nostra fede, testimoniata dai santi e corroborata dal magistero.
I messaggi ai “piccoli figli della Divina Volontà” sono terminati nel 2017, ma il Signore ha continuato a far sentire la sua vicinanza con visioni e locuzioni per guidare i suoi figli in questo tempo di tenebre morali e spirituali.