Il parlare di anime, di spiriti, di interiorità non appartiene soltanto a chi medita o a chi vive nel silenzio di un monastero o di un convento: ciascuno di noi porta in sé il desiderio e la consapevolezza che qualcosa, in noi, va oltre la carne, il tempo, lo spazio. La narrazione è una delle forme con cui, da sempre, questa "vita interiore" si è espressa e i poeti e i narratori sono coloro che hanno la vocazione di intuirla e ripresentarla, attraverso storie che valicano i confini personali. Sette narratori di oggi, in questa raccolta, narrano parte della folla di anime che riempiono le nostre esistenze e che possono, a mano a mano, prendere la forma di un piccolo coltello, di una lapide, di una fraterna amicizia, di una rosa... persino di un cumulo di sabbia. Al lettore resta di lasciarsi portare dalle avventure interiori che, nella forma del racconto, aprono a ciascuno gli spazi del non detto, del semplicemente intuito, di speranze possibili. Con racconti di Daniele Mencarelli, Mariapia Veladiano, Alessandro Zaccuri, Melissa Magnani, Davide Brullo, Irene Salvatori ed Emanuele Fant.
Questo volume raccoglie quasi duecento lettere scritte da Tonino, ragazzo e giovane, ai familiari, in particolare alla amatissima madre. Si tratta di un testo che offre nuovi e originali elementi per la ricostruzione sempre più completa della biografia di una delle figure che, con il passare del tempo, diventa non solo significativa, ma essenziale per la comprensione della profezia nella Chiesa del XX secolo e oltre. Le lettere, molto semplici nel linguaggio, poiché rivolte alla famiglia pure semplice in cui Tonino ragazzo crebbe, testimoniano però già una profonda attenzione che egli ebbe fin da subito nei confronti del prossimo, in primis proprio dei suoi fratelli e di sua madre. La semplicità che emerge da questo epistolario racconta un'epoca fino a qui poco conosciuta del futuro sacerdote e vescovo: quella della sua formazione e della comprensione del proprio ruolo nel mondo e nella Chiesa. I materiali sono tutti inediti e resi disponibili da poco dai familiari. Prefazione di Giancarlo Piccinni.
I corridoi umanitari sono uno strumento di ingresso legale in Europa offerto a persone vulnerabili, in fuga da guerre, persecuzioni, fame. Salvano soprattutto famiglie con bambini, soggetti con disabilità, donne sole, anziani, malati. Rappresentano una grande speranza malgrado la sproporzione numerica tra i beneficiari e quanti languono in lunghi esodi tra mari, montagne, deserti. Non sono un lasciapassare per chiunque, ma poiché debolezza e patimento sono la realtà di pressoché tutti i profughi e i migranti, i corridoi hanno un significato universale. Promossi dalla società civile con l'appoggio dello Stato, i corridoi sottraggono persone sradicate ai trafficanti delle rotte illegali, ai barconi di fortuna delle traversate mediterranee, alle violenze delle rotte balcaniche, ai soprusi dei paesi canaglia, ai rovinosi rimpatri forzati. Nella forma sperimentata in Italia, hanno la caratteristica d'integrare efficacemente i beneficiari nelle comunità locali d'approdo, in un processo di sponsorship e di autofinanziamento focalizzato sulla società civile.
Negli ultimi trent'anni la globalizzazione ha reso sempre più complessa la definizione di giustizia. Nel tempo della post-democrazia gli Stati nazione sono sempre più deboli mentre crescono i nuovi Imperi che dilatano confini, pongono questioni radicali sul rapporto tra la sicurezza e la libertà individuale e gestiscono le paure e i sentimenti delle persone attraverso l'intelligenza artificiale e il Metaverso. Quale sarà il modello di giustizia del futuro? Quali le condizioni minime per ricostruire la giustizia nella storia? In queste pagine Francesco Occhetta si interroga su come rifondare la giustizia attraverso una conversione culturale che contrapponga alla visione retributiva quella riparativa, che si fonda sull'interrogativo: cosa può essere fatto per riparare il danno? Come mettere in pratica il "saper rendere giustizia" che il Re Salomone domandò in dono a Dio?
Siamo nel 1300. In una radura nel bosco, al termine di una sanguinosa battaglia tra guelfi e ghibellini, un ragazzino si risveglia con un gran mal di testa e senza l'ombra di un ricordo. Prima ancora di riuscire a raccapezzarsi, si imbatte in un coetaneo che, ironia della sorte, ha perso pure lui la memoria nel corso della battaglia. Indossano casacche diverse, quindi sono nemici! Ma come sono capitati lì? E, soprattutto, chi sono? I due, dopo essersi azzuffati e aver stabilito chi sia prigioniero dell'altro, diventano amici e decidono di andare in cerca di qualcuno che li possa aiutare a ritrovare identità e famiglia. È l'inizio di una serie di rocambolesche avventure che li porta a imbattersi in loschi avventurieri, mercanti, eremiti, poeti e belle dame, fino alla sorprendente rivelazione finale. Età di lettura: da 9 anni.
Mons. Vincenzo Bertolone ci offre la vita di questo moderno martire, il Beato Rosario Livatino, suddivisa nelle quattordici stazioni della Via Crucis, donando così alle comunità la possibilità di conoscere, in forma orante, la sua testimonianza cristiana. Le originali stazioni della Via Crucis, opera di Susana Polac, ci aiutano, nella loro essenziale espressività a interiorizzare la vicenda del giovane magistrato agrigentino. Rappresentano i frammenti di un itinerario che non solo scuote le coscienze, ma invita a farsi carico di un impegno concreto: riconoscerci come cristiani capaci di seguire Cristo lungo la strada della vita quotidiana.
Album da colorare di ben 192 pagine, ricchi di disegni e soggetti fantasiosi. Immagini grandi e dai bordi spessi per aiutare i più piccoli a sviluppare la propria manualità divertendosi. Età di lettura: da 3 anni.
Album da colorare di ben 192 pagine, ricchi di disegni e soggetti fantasiosi. Immagini grandi e dai bordi spessi per aiutare i più piccoli a sviluppare la propria manualità divertendosi. Età di lettura: da 3 anni.
Questo volume dedicato a santa Monica è il secondo della collana I Santi del Messalino, che intende offrire al lettore la possibilità di conoscere da vicino i santi più amati, di cui il Messalino offre un breve profilo. Il libro - dal formato piccolo e pratico, con un prezzo contenuto - sulla base della fonte autorevole delle Confessioni di sant'Agostino (figlio di santa Monica), presenta un agile profilo biografico di Monica, che permette di conoscerla come sposa e come madre per poi trarre da questo ritratto il messaggio che con la sua vita ha dato e scoprirla innanzitutto e soprattutto come donna di preghiera. La preghiera infatti è la costante della sua vita ed è quello che ancora oggi le permette di parlare a tutti: questa donna ha intessuto i suoi giorni in un dialogo ininterrotto con Dio, è questo il suo "segreto", la fonte inesauribile della sua forza.
Il crescente e diffuso interesse per la responsabilità sociale d'impresa (RSI), o Corporate Social Responsibility (CSR), ha creato numerose spinte sull'impresa che, nella sua veste di "istituzione sociale", è chiamata ad operare in una prospettiva più ampia in cui gli aspetti economico-finanziari si intrecciano con i riflessi ambientali e sociali. La necessità di rendicontare all'esterno gli impatti complessivi dell'agire aziendale in termini di tutela ambientale, etica, sicurezza sul lavoro, governance e coesione sociale ha ben presto portato alla diffusione di sistemi, pratiche e modelli di corporate reporting più olistici e integrati. In questo scenario si inserisce la trattazione del presente lavoro che si articola in due parti. Nella prima parte del lavoro si ripercorre l'evoluzione e gli aspetti fondanti della CSR e, dopo aver approfondito le principali disclosure theory che hanno esaminato le motivazioni del management alla base della comunicazione non finanziaria, si delinea il processo evolutivo dei principali strumenti di rendicontazione non finanziaria sino ad arrivare alla proposta di Direttiva Europea (c.d. Corporate Sustainability Reporting Directive - CSRD). Nella seconda parte si esamina la reazione di un campione di società quotate in Italia alla trasformazione culturale innescata dalla rapidissima rivoluzione nello scenario del reporting internazionale e nazionale.
Cosma Indicopleuste fu un mercante egiziano, originario di Alessandria d'Egitto, vissuto a cavallo tra V e VI secolo, la cui biografia rimane ancora piuttosto ambigua e di difficile identificazione. La sua unica opera giunta a noi è la Topografia Cristiana, della quale qui si offre la prima traduzione in lingua italiana. Nei primi cinque libri la Topografia Cristiana affronta la polemica contro coloro che tra i cristiani ritenevano che il cielo fosse sferico e dichiara l'incompatibilità di questa concezione con la fede cristiana. Successivamente, trattando di geografia, l'autore offre diverse informazioni sui propri viaggi. Le parti successive, invece, risultano essere aggiunte posteriori e trattano di argomenti più disparati ed eterogenei, quali ad esempio i movimenti e la grandezza delle stelle, un commento al Cantico di Ezechia o ancora una descrizione e rappresentazione degli animali e delle piante dell'India.
L'autore, padre di sette figli, miscela con ironia il racconto di episodi quotidiani vissuti da una famiglia numerosa, insieme a riflessioni sulla società e la fede. Come scrive Costanza Miriano nella prefazione, «quello che conquista qui è un'umanità vera, che ti fa sentire fratello, sorella di questa coppia di sposi». «Tutto il libro è un intreccio di alto e basso che ti godi dalla prima all'ultima riga, perché non sai mai quando verrà l'idea folgorante che ti fa alzare in piedi ad applaudire» (Costanza Miriano).