Uno dei maggiori esperti italiani della nonviolenza sintetizza, per un primo approccio propedeutico, i luoghi comuni più erronei sul tema e, dopo aver analizzato i tre ambiti in cui sperimentiamo la violenza (nella comunicazione sociale, negli scontri istituzionali e nei rapporti interpersonali quotidiani), l'autore illustra i principi essenziali della nonviolenza (da Gandhi a Galtung), le sue tecniche, le sue regole etiche, i suoi campi d'applicazione (dalla mediazione familiare all'opposizione alle guerre fra Stati). L'agile volumetto è completato con delle schede bio-bibliografiche su alcuni dei maggiori protagonisti della storia della nonviolenza nel mondo e con delle indicazioni pratiche per collegarsi con le 2 maggiori associazioni nonviolente in Italia.
Bisogna entrare con coraggio e creatività nel cambiamento d'epoca recuperando l'insegnamento del Concilio Vaticano II che aveva già indicato nella diakonía nella storia la grande missione della Chiesa. Ma ciò non può avvenire senza una nuova coscienza ecclesiale dei protagonisti nel e per il cammino sinodale.
L'autore ci propone un breve studio sul tema del pane, quale ulteriore approfondimento dopo la pubblicazione del suo libro Sacramenti e inculturazione. Per un cammino in una Chiesa in uscita, e soprattutto dopo aver accolto il gesto compiuto dal nuovo arcivescovo di Bari, Mons. Satriano, quando nel suo insediamento, a sorpresa, consegnò ai presenti "un semplice pezzo di pane" invitando tutti a prendere "la forma del pane per vivere il dono e il servizio". Viene proposta una riflessione sull'attualità del tema e sul valore intrinseco e simbolico di questo irrinunciabile alimento che in Cristo, "pane spezzato", assume un più alto valore di comunione e condivisione.
Ogni disamina sull'Intelligenza artificiale (IA) parte da un riferimento pioneristico legato al famoso «test» di Alan Turing, il matematico inglese che nel 1950 propose un metodo per misurare il livello di intelligenza di macchine computazionali messe a confronto con l'intelligenza umana. La Chiesa negli ultimi decenni non ha lesinato di porsi il problema degli «effetti » della IA sulle nostre esistenze. A partire da Giovanni Paolo II, infatti, è possibile tracciare un percorso dal quale emerge l'approccio etico e antropologico maturato rispetto alle tecnologie e alle innovazioni più sofisticate. Il volume offre una introduzione di base a questo attualissimo tema.
Il volume raccoglie le meditazioni tenute dall'autore durante ritiri per adulti. In un tempo in cui è forte la tentazione della distrazione, diventa fondamentale lo stare dentro la realtà con la domanda di senso, poiché solo un "io" impegnato rispetto al suo cuore riesce a percepire esistenzialmente l'irruzione del mistero nella vita. Non si tratta di ridurre Dio alla risposta alle nostre domande ma riconoscere che il fascino che proviene dall'incontro con Cristo fa sì che Egli sia confessato come l'essenziale. Solo appartenendo e seguendo Cristo, si realizza la vittoria sul nichilismo che oggi sembra il senso ultimo dell'uomo e il suo destino.
Spesso siamo coinvolti in vicende più grandi di noi e facciamo fatica a trovare il bandolo della matassa, a sbrogliare la vita e a renderla nostra, ad assumerci il compito di vivere appieno. Come si può vivere la propria vita, lasciar entrare in sé qualcosa dell'Amore, estirpare l'odio e il marciume, accogliere e dare riparo al dolore? Anche se ci sentiamo prigionieri di un gomitolo aggrovigliato è sempre possibile diventare un rocchetto di filo che viene lentamente srotolato. Tra queste due immagini si snoda il percorso proposto in queste pagine che hanno come matrice e guida il Diario di Etty Hillesum. Si tratta di imparare a «lavorare» alla propria pace interiore. È un compito a cui non ci si può sottrarre, perché, dovunque ci troveremo, dobbiamo esserci con tutto il nostro cuore. Ed Etty può essere l'ostetrica di molte anime.
Un libro che vuole fare un po' di chiarezza sulla realtà della famiglia che sta attraversando una stagione difficile. Perché il tentativo in atto di ingessare il passato con definizioni come famiglia tradizionale, famiglia classica, famiglia normale rischia di assumere un sapore rivendicativo e discriminatorio e non contribuisce alla comprensione del presente.
Il rito del tutti contro uno attraverso le fake news, i linciaggi virtuali degli haters nei confronti di una vittima prescelta - con l'illusione di una riappacificazione della folla carnefice digitale - sono ormai il nostro pane quotidiano. Attraverso un confronto con René Girard, poliedrico intellettuale francese, il testo analizza la complessità e l'ambivalenza del confine tra le radici della violenza (mitologiche, bibliche e teologiche) e quelle dell'ordine sociale.
Se "la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia" (SC 10), l'"accurata riforma generale della liturgia" (SC 21), voluta dal Concilio Vaticano II e attuata con immane sforzo, con la collaborazione di numerosi storici, biblisti, studiosi di liturgia, teologi e pastori di tutto il mondo, implica una riforma e un rinnovamento della Chiesa, della sua coscienza, della sua spiritualità, del suo modo di presentarsi al mondo e della sua prassi pastorale. Il volume, nei suoi cinque capitoli percorre il cammino, non privo di difficoltà e di resistenze, della riforma liturgica, per concludere che la liturgia come la Chiesa è semper reformanda.
«L'ultima volta che lo vidi era a casa sua sulla Cassia, sulla poltrona che era di suo nonno e poi di suo padre: avevamo intenzione di fare un libro intervista insieme. Stemmo insieme qualche ora. Poche settimane dopo, senza che nessuno potesse immaginarlo, è mancato. Ne è uscito uno zibaldone liberale che troverete in questo libro.» Essere liberali, nel vero senso della parola, in Italia, è sempre stata un'anomalia culturale e una scelta politica minoritaria. Perché in questo Paese è prevalsa sempre, con persistenza, un'egemonia statalista, fatta di spesa pubblica e consociativismo. Ma sposare il liberalismo è un'altra cosa. Neanche il partito liberale era veramente liberale. Nicola Porro riflette sul ruolo e la figura dei liberali italiani rievocando il grande maestro di questa tradizione: Antonio Martino. Ne viene fuori un ricordo spassionato, divertente, acuto, irriverente sui capisaldi, sull'essenza della cultura liberale, sui contributi dati alla crescita di questo Paese. Un libro che ha il merito di sfatare luoghi comuni e supposti miti. Attraverso aneddoti e retroscena molto personali su Berlusconi, su Montanelli e sulle figure apicali della tradizione liberale italiana, Porro riflette sul perché, quest'idea romantica tesa ad esaltare le virtù dell'essere umano, sia così tanto sfruttata, ma così poco amata e così poco profondamente seguita.
Il presente libro è un viaggio "nel mondo del bacio". Profano o sacro, questo piccolo e magico gesto non interessa soltanto i vari popoli dal punto di vista umano, sociale, antropologico, erotico, ecc., ma anche da quello religioso. Il libro è quindi un trattato sulla sacralità di questo semplice gesto nelle sue affascinanti manifestazioni, nel passaggio dalla connotazione semplicemente erotica che si dà per scontata ma che così scontata non è, a quella sacrale che ci offre la Bibbia, sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento. Il Dio della Bibbia è un Dio che bacia le sue creature. Dio è un bacio. Ci bacia e gioisce el contraccambio, ci comunica la sua vita divina e il suo amore traboccante da ridonare.
Il volume incrocia fatti di cronaca con approfondimenti teorici, per affrontare il tema del corpo costruito a colpi di marketing e fatto oggetto di propaganda. A partire dalla denuncia di alcune derive del capitalismo avanzato, l'autore si sofferma ad analizzare la reificazione erotizzata della fisicità nella pubblicità, nel cinema, nella musica e nello sport. Una vasta opera di sensibilizzazione emotiva e visiva che, estranea alla razionalità del confronto dialogico, pone delle criticità educative spesso non intercettate, con opportuna distanza critica, da famiglie e scuola.