È passato più di mezzo secolo da quando il nonno di Jadran è giunto in Istria e ha costruito la sua famiglia. Ora è morto e anche il padre di Jadran li ha lasciati dopo lo scoppio della guerra in Bosnia. La ricerca della propria identità da parte del giovane inizia con una visita alla casa del nonno e lo conduce inevitabilmente nel tumulto dei Balcani. Il crollo dello Stato e i suoi nuovi confini hanno reciso anche i legami famigliari. Solo il fico nel giardino del nonno sembra essere sopravvissuto indenne a tutte le tempeste. Una splendida saga famigliare multigenerazionale, un tour de force che abbraccia tre generazioni dalla metà del XX secolo attraverso le guerre balcaniche degli anni Novanta fino ai giorni nostri. Vojnović è un narratore dotato e, nonostante le scelte fatali compiute dai suoi personaggi siano spesso dettate dalla grande Storia e dai tempi in cui vivono, riesce a condurre il lettore anche in un piano diverso e intimo tra famiglia, relazioni, amore, libertà e le scelte che ci rendono quello che siamo.
La obra que el lector tiene en sus manos contiene los conceptos básicos del proceso penal, que forma parte de las asignaturas obligatorias del plan de estudios del grado en Derecho. Comienza con una lección introductoria y seguidamente se estudian los sujetos y objeto de esta rama del derecho procesal. A continuación, se analiza el proceso ordinario por delitos graves, puesto que en él se encuentran reguladas las instituciones básicas del proceso. Después vienen las lecciones dedicadas al proceso abreviado -fundamentales para comprender el proceso penal actual-; al proceso ante el tribunal del jurado; al proceso para el enjuiciamiento rápido de delitos, al proceso sobre los delitos leves; a otros procesos penales. Finaliza con una lección sobre la ejecución penal.
Il Concilio di Firenze, nella storia della Chiesa, costituisce un evento in cui i cristiani sono riusciti ad incontrarsi per riflettere insieme sulla Chiesa e sulla sua missione, in una prospettiva di unità nella quale far confluire le diverse tradizioni, senza perdere di vista le proprie identità teologiche, spirituali, liturgiche, di esperienza di fede.
Nei giorni della celebrazione del Concilio, come altre volte è accaduto nella sua storia, Firenze è stata la capitale del dialogo, dove in ascolto della parola di Dio, i cristiani, che vi erano giunti da mille strade, da Costantinopoli, dall’Armenia, dall’Egitto, dall’Etiopia, dalla Francia e dalla Spagna, hanno trovato una “casa” per superare differenze e pregiudizi e per coltivare speranze e conoscenze, scoprendo una comunione spirituale con la quale affrontare le sfide del mondo.
The chapters brought together in this volume build on the idea that in the 1970s-1980s the global language of human rights contributed to stimulating ideas of reform in the communist world. The protagonists were Mikhail Gorbachev and the Italian communists. The experience of the PCI was in many ways a peculiar case, but one that was linked to underground ideas of cultural change even in Eastern Europe and the Soviet Union. Gorbachev's ascent signalled a fundamental shift, as he rejected the approach of reducing human rights to an ideological battleground and instead made it the centrepiece of a universalist relaunch. By exploring the encounter between reform communists and human rights, the authors reconstruct the metamorphosis and the end of communism within the context of the wider transformations taking place in European political cultures at the end of the Cold War.
"Perché alcuni personaggi creati dalla cultura greca hanno avuto tanto successo da diventare figure chiave per la propaganda politica romana, e come si è modificata la loro immagine nel tempo e in luoghi diversi del Mediterraneo antico, per assumere diversi significati? La rappresentazione di Enea e dei personaggi principali del suo mito, come Creusa, Anchise, Ascanio, Didone e sua sorella Anna, che fu associata alla ninfa-maga Anna Perenna, è particolarmente emblematica di questo processo di elaborazione della leggenda che, attraverso adattamenti e varianti, travalica i secoli per narrare storie di sentimenti forti e contrastanti, come la passione amorosa, il senso del dovere per accettare i sacrifici imposti da un destino glorioso. Un mito complesso quello di Enea, che coniuga messaggi di piaceri privati e di pubbliche virtù, utili comunque alla certificazione di un'eccellenza storica in diversi contesti del mondo antico ma, in particolare, a Roma". (dall'Introduzione del volume)
Maria Ressa è una delle più importanti giornaliste del mondo. Da sempre in prima fila nella difesa della libertà di stampa e dei diritti umani, la sua attività le ha attirato l'odio della persona più potente del suo paese: il presidente Rodrigo Duterte. Dopo essere cresciuta e aver studiato negli Stati Uniti, alla fine degli anni Ottanta è tornata nelle Filippine, dove ha lavorato per la CNN, raggiungendo importanti risultati. Dal suo osservatorio privilegiato sul Sud-Est asiatico ha visto e raccontato gli epocali cambiamenti intervenuti nell'area, dalla democratizzazione dei regimi post-coloniali, all'insorgere del terrorismo islamico, all'ascesa di "uomini forti" che, eletti democraticamente, hanno quasi trasformato i loro paesi in dittature, fino all'esplosione dei social con la loro profonda e pericolosa influenza sulla società e la politica. Nel 2012 ha cofondato Rappler, divenuto in breve tempo il sito di notizie più importante delle Filippine, con l'obiettivo di indirizzare l'azione collettiva verso il cambiamento climatico e il buon governo, nel tentativo di contribuire ad aumentare le conoscenze degli elettori e la loro partecipazione alla vita politica. L'attività di Maria e dei suoi collaboratori, però, è ben presto diventata un bersaglio per il governo di Duterte, di cui avevano denunciato la corruzione, le malversazioni e la violenza. Per questo ha subito dieci mandati d'arresto in meno di due anni e, tuttora, corre il rischio di passare in carcere il resto della sua vita. "Come resistere a un dittatore" è la storia di come la democrazia muoia ogni giorno, poco alla volta, e di come online esista una minaccia silenziosa che sta gradualmente mettendo a repentaglio le nostre libertà. In questo libro Maria Ressa mappa il sistema di disinformazione - un'atroce rete di causa ed effetto - che ha segnato il globo nell'ultimo quinquennio e che influenza la nostra percezione della realtà e i nostri voti. Un'opera urgente e necessaria per ricordarci di tenere la guardia sempre alta e gli occhi aperti, prima che sia troppo tardi.
La ricerca, partendo da una rilettura delle istanze del magistero di papa Francesco e di alcuni recenti documenti ecclesiali, tratteggia il profilo teologico-pastorale del presbitero accompagnatore nel discernimento morale e ne definisce le implicazioni per la formazione presbiterale. Nello specifico, mostrando la valenza teologico-morale del paradigma formativo dell'accompagnamento, lo studio chiarisce gli aspetti che rendono questo ministero una vera diaconia allo Spirito e alla coscienza, al fine di formare ad una soggettività autentica, libera e responsabile, fuori da logiche dirigiste e autoritarie. La prospettiva interdisciplinare che guida il testo, inoltre, permette di entrare nella concretezza del processo di discernimento morale, andando ben oltre una sua mera trattazione speculativa. L'ultimo capitolo, rispondendo all'obiettivo precipuo della ricerca, presenta alcuni criteri utili a strutturare un progetto pedagogico per la formazione presbiterale e teologico-morale che consenta ai pastori di svolgere in maniera efficace e competente questo particolare munus ministeriale. Tra essi emerge la peculiare e originale proposta del Metodo teologico-morale dei vissuti morali personali spendibile sia nella formazione accademica quanto in quella presbiterale (iniziale o permanente).
Il volume raccoglie gli Atti del Convegno, organizzato il 20 giugno 2022, dalla Facoltà di teologia dell'Università Lateranense e dall'Istituto Universitario Sophia sull'identità dei movimenti e delle nuove comunità nel cammino sinodale della Chiesa, in continuità con una precedente giornata di studio su Carisma e istituzione in movimenti e comunità ecclesiali, svoltasi nel 2018 al Palazzo della Cancelleria Apostolica a Roma. Il saluto del rettore della Pontificia Università Lateranense (Vincenzo Buonomo) ha avviato i lavori e la presidente del Movimento dei Focolari (Margaret Karram) ne ha indicato le attese a nome dei promotori dell'iniziativa: Comunità Cattolica Shalom, Nuovi Orizzonti, Fazenda da Esperança e Comunità dell'Emmanuele. Nella sessione di apertura il Presidente del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita (card. Kevin Joseph Farrell) volgendo lo sguardo alle sfide del terzo millennio si è soffermato sulla fedeltà dinamica al carisma, l'unità, la sinodalità e la missionarietà. Nella prima sessione, moderata dal decano della Facoltà di teologia dell'Università Lateranense (Riccardo Ferri), il focus è stato su formazione, dinamismo missionario e affidamento allo Spirito Santo (Mary Healy) e sul kairós del processo sinodale oggi per movimenti e nuove comunità (Piero Coda). Nella seconda sessione, moderata da Giovanni Tangorra, i promotori hanno offerto alla riflessione la propria esperienza di fondazione (Moysés Louro de Azevedo Filho, Chiara Amirante, Iraci Silva Leite), sviluppo (Michel-Bernard De Vregille) e incarnazione del carisma (Luigino Bruni). Nella terza sessione, moderata da Agostino Montan, il Prefetto del Dicastero per i Vescovi (card. Marc Ouellet) ha indicato i fondamenti teologici e pastorali per un governo ecclesiale più aperto allo Spirito Santo. Sono emerse nuove prospettive dal diritto canonico di istanza riformatrice (Elena Di Bernardo) e il Sottosegretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita (Linda Ghisoni) ha presentato nella dimensione comunionale della Chiesa polarità dialettiche tipiche traendo considerazioni pratiche da vivere. Nella sessione conclusiva alcune domande dei partecipanti hanno consentito di giungere a prime conclusioni di riflessione e d'azione, come ha sintetizzato la vicepresidente di Nuovi Orizzonti (Daniela Martucci).
Nel giardino in cui Dylan ha piantato un orto, un tempo si aggirava il signor Thorpe, un tipo alto, con i capelli bianchi e un paio di occhiali che riflettevano sempre un po' di luce, di modo che era impossibile guardarlo negli occhi. A parte il giardino e qualche albero che il ragazzo ha tagliato per procurarsi legna da ardere, la casa è esattamente come i coniugi Thorpe l'hanno lasciata. Un tempo per le strade di Nebo camminavano donne che Dylan vede ora soltanto sulle copertine dei libri: con labbra rosse e carnose, pelle liscia e bianca come il latte, capelli morbidi e ben pettinati. Un tempo lui festeggiava il compleanno con la torta e le candeline insieme con altri bambini, di cui ormai non ricorda più nulla se non il nome, Freddie, Dewi, Ned, Ella. Un tempo... prima della Fine. Dylan se la ricorda la Fine, arrivò all'improvviso mentre lui era a scuola e la madre al lavoro. Rowenna faceva la parrucchiera, tagliava i capelli a bambine e vecchiette nel negozio in cui un giorno annunciarono alla radio sempre accesa che erano state bombardate alcune grandi città americane. Prima della Fine, portava i capelli corti e se li tingeva di biondo, ora li ha neri come la notte. Nella zona morta in cui abitano insieme con la piccola Mona, un posto sperduto dove non viene piú nessuno, madre e figlio si aggirano nelle case abbandonate alla ricerca di piccole cose: libri, fiammiferi, trappole per topi, qualche quaderno, come quello blu che Rowenna ha regalato a Dylan per scriverci sopra, visto che, avendo letto un bel po' di libri, sa scrivere bene. Dylan lo ha intitolato il Libro blu di Nebo, ricordando i libri in cui gli antichi narravano la loro storia: il Libro nero di Carmarthen, il Libro rosso di Hergest. Il ragazzo scriverà della sua storia, la storia di un sopravvissuto a una catastrofe nucleare. Ma anche Rowenna vi annoterà i suoi pensieri, consegnando al Libro blu di Nebo i ricordi della sua vita, la vita prima della Fine in cui nessuno avrebbe mai immaginato che il mondo sarebbe diventato una terra desolata.
Michele è grassottello e la sua mamma, atletica e sempre in forma, inventa di tutto per fargli perdere peso e trasformarlo in un bambino modello. Niente da stupirsi se lui si sente un po' solo e se chi lo capisce meglio al mondo è Frig, il frigorifero di casa, che lo ascolta e ha sempre una bella storia da raccontare: è tutto ciò che serve a Michele per trovare il coraggio di affrontare un'avventura davvero speciale. Una storia ricca di fantasia e tenerezza sulla grande sfida di accettare se stessi. Età di lettura: da 10 anni.