Mediante la descrizione del vissuto interiore di santa Teresa d'Avila, la più grande mistica spagnola di tutti i tempi, l'autore giunge a svelare le reali «profondità» in cui una persona entra in dialogo con il Creatore, al pari di un sincero dialogo fra «due amici» o fra «due amanti». Dopo la lettura di questo saggio, non si potrà più equiparare la preghiera a una mera espressione poetica o creativa, bensì la si dovrà considerare per quel che essa è: la relazione dell'essere umano con Dio nel «centro» dell'anima.
Don Domenico Cassandro, giovane parroco di Moiano, diocesi di Sorrento Castellammare, è stato un testimone della vita bella del Vangelo. Morto in odore di santità nel 2012 a soli 33 anni a causa di un tumore che lo ha colpito in due riprese - la prima volta a soli 24 anni e poi nel 2010 -, ha lasciato un segno indelebile nella comunità parrocchiale che gli era stata affidata. I suoi scritti, le lettere e le omelie, che in queste pagine sono presentati, delineano il cammino spirituale di un'anima innamorata profondamente di Dio. Don Domenico è stato un pastore che ha amato il suo gregge, ha offerto davvero tutto per la conversione dei cuori a lui affidati e si è ancorato alla Croce nel momento più difficile della sua vita. Una vita resa breve dal cancro, ma vissuta con una intensità che ancora ci raggiunge a distanza di tanti anni.
Ne «i due libretti sulla penitenza» che Ambrogio scrisse nell'ultimo quarto del IV secolo (Ambrogio, Commento al Salmo 37 1), confluirono l'aspra polemica con i Novaziani (sostenitori di un inflessibile rigorismo morale) e un'esortazione alla penitenza che il vescovo pensò per i suoi fedeli della Chiesa di Milano. Si tratta di un documento di grande interesse perché, oltre a documentare l'intensità del dibattito ecclesiale e a offrire uno spaccato sulla prassi pastorale della penitenza, lascia trasparire, come in filigrana, una sorta di riflessione autobiografica di Ambrogio stesso che ascrive alla misericordia di Dio nei suoi confronti l'essere passato dall'esercizio severo della giustizia, amministrata nelle vesti di giudice, all'abito della compassione proprio del ministro della Chiesa.
Nina è una ragazza di 15 anni, gravemente obesa, che passa da una dieta all'altra su pressione della madre, avvocato in carriera spesso assente, con la quale ha un rapporto conflittuale e alla quale intesta la sua dipendenza dal cibo. Anche a scuola con i coetanei la situazione è molto problematica. Nina sfoga allora la sua rabbia componendo canzoni, incoraggiata dal nonno, suo fedele alleato, e le posta sui social in totale anonimato. In poco tempo i suoi brani a sorpresa ottengono moltissimi like, facendola apprezzare da tanti, anche da quei ragazzi per i quali a scuola è invisibile. Acquisisce così sicurezza e trova finalmente un amico, ma le delusioni sono dietro l'angolo e la ributtano nel gorgo della bulimia. A questo punto le cose per Nina si mettono piuttosto male e la costringono ad affrontare la situazione e a prendere in mano la sua vita e il suo corpo, per incamminarsi sulla strada della felicità.
Castrazione simbolica o pratica di prevenzione igienicosanitaria? Sostituto del sacrificio umano o rituale di fertilità? Rito di passaggio o stigma di appartenenza? La circoncisione è tutto questo, ma anche molto di più. Una pratica chirurgica, dal significato prettamente culturale o religioso, la cui origine sembra perdersi nella notte dei tempi. Senza dubbio il più antico enigma della storia della chirurgia, la circoncisione sembra essere divenuta oggi - soprattutto nel mondo occidentale - un intervento banale, svuotato di ogni significato simbolico ma caricato, secondo le mode, di virtù igieniche o profilattiche. Una pratica, dunque, estremamente diffusa, che riguarda più di un miliardo di persone in tutto il mondo. Con uno sguardo a tutto tondo, Roland Tomb, in uno sbalorditivo lavoro di ricerca, ricco di informazioni e costellato di citazioni, affronta in maniera accurata e oggettiva l'avvincente storia, passata e presente, di questo misterioso cerimoniale.
Il libro ricostruisce, attraverso una serie di vivaci quadretti, le vicende tragicomiche di un piccolo impertinente battezzato, Sinodino per l'appunto, che vuole testardamente partecipare al Sinodo sulla sinodalità e delle irritate e imbarazzate reazioni della Chiesa del "si è sempre fatto così". I lettori ritroveranno con piacere l'umorismo leggero, affettuoso verso le sue vittime e i loro limiti umani e spirituali, delle "fantacronache di rinnovamento pastorale" del libro Ricordati di sanificare le feste.
L'opera intende presentare in forma corale e sintetica le principali interpretazioni che il giudaismo ha dato della figura di Gesù di Nazareth in epoca moderna e contemporanea, ossia dal periodo rinascimentale fino a tutto il XX secolo. Si tratta di una carrellata affascinante che, a dispetto dei conflitti tra le due fedi e delle ondate di antisemitismo arrivate all'estremo della Shoà, mostra come la figura di Gesù sia stata studiata e approfondita da molti studiosi ebrei, sia rabbini sia liberi pensatori, accomunati dalla volontà di mostrare non solo l'ebraicità etnico- culturale del Nazareno ma anche la vicinanza religiosa dei suoi insegnamenti a tutta la grande tradizione rabbinica come si è espressa nel Talmud e nei midrashim.
In questo testo presentiamo il Vangelo nella versione ufficiale della traduzione CEI 2008, per gli adolescenti; tutto a colori con un percorso interattivo dove ad ogni capitolo corrisponde un commento, un impegno di Vangelo vissuto, una preghiera e QR code con video e audio. Testi personalizzabili dalle singole diocesi e parrocchie con contenuti propri.
Cosa s'intende oggi per "fine vita"? Gli "attori" di questa fase estrema dell'esistenza sono diversi. C'è il paziente, ovviamente, ma anche i medici, i parenti o eventualmente l'amministratore di sostegno o il curatore: tutte persone chiamate a confrontarsi con i medici e a prendere decisioni sulle cure che dovranno essere offerte alla persona in condizioni di salute irreversibili. In questo ambito si parla - spesso con pesante disinformazione - di eutanasia, di accanimento terapeutico, di cure palliative. Questo libro fa chiarezza su tutti gli elementi della questione del fine vita e ci aiuta a riflettere e a decidere per tempo a proposito delle cure che vogliamo e di quelle alle quali siamo convinti di voler rinunciare.
La mamma del piccolo Gustav è andata in vacanza col nuovo compagno lasciando il bambino da solo a Berlino, in compagnia dell'unico altro essere vivente della casa: Agatha, la pianta acquatica regalatagli alla sua richiesta di avere un cucciolo. Per ripicca, Gustav ha deciso di non parlare più. L'incontro con la strampalata Charles, la cui lingua invece non sta ferma un attimo, lo trasporta in una serie di avventure inaspettate alla ricerca (in barba alla mamma) di suo padre. Ad accompagnarli, oltre ad Agatha, c'è anche il nonno di che, sul suo pulmino Volkswagen, li porta in giro attraverso l'Europa dell'Est in un viaggio che gli farà conoscere amici e nemici ma soprattutto, alla fine, il papà tanto cercato. Età di lettura: da 9 anni.
Perché un libro su don Lorenzo Milani? Che cosa aggiunge di nuovo questo testo? Sostanzialmente la testimonianza diretta di chi ha conosciuto il Priore di Barbiana da vicino. Landi, prete fiorentino, ha conosciuto don Milani quando era un giovane seminarista e con altri seminaristi si recava a Barbiana per incontrare di nascosto dai superiori questo prete "ribelle" ed "esiliato". Dando vita ai suoi ricordi personali, don Mario Landi ci presenta un Milani sì in conflitto con i vertici della Chiesa fiorentina del suo tempo e con alcuni preti, ma anche un don Milani alla ricerca di una «comunione ecclesiale, rude, ma vera» con il suo vescovo e con i suoi confratelli. Cosa che avverrà purtroppo solo dopo la sua morte, con un tardivo riconoscimento della sua opera, suggellata dalla visita di Papa Francesco a Barbiana il 20 giugno 2017. Dal libro emerge soprattutto come oggi la Chiesa abbia riconosciuto don Milani nella sua verità: un uomo che dopo venti anni vissuti «nelle tenebre dell'errore» a pensare solo a stesso, diventa prete e trova il senso della propria vita nel donarsi a Dio donandosi ai poveri. A chi in punto di morte gli ha rimproverato di aver amato i suoi ragazzi più di Dio e della Chiesa, don Lorenzo rispose: «Tutto al suo conto», cioè metto tutto sul conto di Dio, sarà Lui a giudicare.
Qual è dunque il legame tra l'amarsi, essere famiglia, e credere? Esiste ancora un futuro per la spiritualità familiare, per tramandare la fede attraverso le generazioni? Don Francesco Pesce esplora il tema dell'amore in una prospettiva ampia e relazionale, spingendo la sua riflessione all'interno delle famiglie e delle comunità parrocchiali. Il suo sguardo spazia nelle storie d'amore, ciascuna unica e originale, ma guarda anche alla possibilità di portare l'amore oltre i confini della propria casa, e poi guarda alla piccola chiesa domestica, rafforzata dagli eventi della pandemia, che ha dato nuova linfa all'esperienza spirituale delle famiglie. Un ultimo capitolo è infine dedicato ai nonni, agli anziani, e all'attaccamento che dimostrano, anche in tempi di "disinnamoramento" dal culto, alla messa e alla chiesa.