I nuovi compendi GFL consentono di apprendere i concetti chiave e la sostanza di ogni materia per uno studio efficace. Grazie alla loro struttura innovativa e alla completezza degli argomenti, rappresentano strumenti indispensabili per affrontare con successo concorsi, esami universitari e di abilitazione. Ogni compendio si caratterizza per le icone che permettono di inquadrare e memorizzare all'istante: le norme di riferimento; la giurisprudenza di rilievo; i dubbi e la soluzione; i concetti-chiave; il focus di approfondimento; la timeline con l'evoluzione dell'istituto; le nozioni in evidenza.
Nel costrutto di inclusione, oggi al centro del dibattito della comunità scientifica nazionale, confluiscono numerose aree di eterogeneità, concettuali e operative. Il volume rispecchia appieno tale complessità e multidimensionalità. Il testo, infatti, dà voce a una varietà di ricerche, esperienze e riflessioni teoriche sulle istanze di una educazione inclusiva declinata in tre diversi ambiti: scolastico, accademico ed extra-scolastico. Una particolare attenzione viene rivolta ai fondamenti e ad alcune strategie e interventi specifici promettenti per una didattica inclusiva a scuola. Contemporaneamente vengono messi a fuoco i principi giuridici e pedagogici su cui si radica l'inclusione in università, illustrate esperienze virtuose in proposito e discussi alcuni iter formativi dei professionisti dell'inclusione. È esplorato infine il tema della piena inclusione sociale delle diverse forme di marginalità, assumendo la prospettiva che deve caratterizzare l'azione degli educatori e degli altri operatori nel sociale, nell'ottica di una più ampia partecipazione delle persone con disabilità nei differenti domini della qualità della vita. Un libro che restituisce approfondimenti, suggestioni, indicazioni, proposte, promuovendo un legame ricorsivo e generativo tra ricerca, pratiche e nodi concettuali e fornendo strumenti di lavoro per gli operatori del settore che si occupano di processi inclusivi, a tutti i livelli e nei vari contesti.
In molti avvertiamo l'esigenza di ripensare la bioetica a partire da alcune verità sulla condizione umana che l'esperienza della pandemia ha reso tangibili: la vulnerabilità, la consapevolezza di dipendere gli uni dagli altri, l'incertezza. Tra tutte è la vulnerabilità l'idea trainante, che reca in sé un'istanza di rinnovamento. Il testo propone un'analisi critica della sua presenza in bioetica; esamina la possibilità di una teoria che ne distingua le forme; ricerca, infine, la connessione tra vulnerabilità e cura, attraverso una rilettura dei saggi che Warren Reich ha dedicato, tra la fine degli anni '80 e gli inizi del 2000, all'intreccio dei due temi e alla proposta di un "nuovo" paradigma di cura. La parte centrale del testo rilancia la proposta, chiarendone l'impianto teorico. Traccia i lineamenti di "una bioetica della cura", insistendo sulla sua doppia origine: l'etica della cura e una riflessione sulla condizione umana che muove dal concetto heideggeriano di Cura e dalle filosofie di Lévinas e Jonas. Da tali premesse teoriche derivano i fondamenti e il metodo di questa bioetica, che esamina i problemi a partire dalle relazioni, senza rinunziare a proporre principi che orientino le relazioni di cura, e virtù che ne consentano una buona pratica. L'intento è promuovere una bioetica che, nelle diverse sedi in cui opera, sia sempre di più una "bioetica della prossimità".
Nel libro sono proposti e commentati testi di Teilhard de Chardin sul rapporto uomo-donna e sulla castità che "possono dare un significativo contributo al dibattito attualmente in corso sul ruolo della donna nella Chiesa, sul celibato ecclesiastico, sul significato della pratica della castità nella vita religiosa" (dalla Prefazione di Gianfilippo Giustozzi). Nell'ambito del pensiero di Pierre Teilhard de Chardin (scienziato, filosofo, teologo, Sarcenat 1.5.1881 - New York 10.4.1955), che può essere definito come una "unitaria visione cosmica", il libro di Annamaria Tassone Bernardi (per vent'anni Presidente della storica Associazione Italiana Teilhard de Chardin, esperta e traduttrice delle opere del grande pensatore), presenta l'affascinante riflessione sull'elemento femminile che Teilhard maturò soprattutto grazie all'amicizia con diverse donne che incontrò nell'arco della sua vita (come Leontine Zanta, Maryse Choisy, Lucile Swan). Di particolare rilievo nel libro la proposta di differenti tipologie di testi, commentati dall'autrice, attraverso i quali Teilhard medita sul rapporto uomo-donna e sulla castità. Il primo è un poema, "L'Eterno femminino", composto al fronte nel marzo del 1918, nel quale la donna viene definita come «l'aspetto congiuntivo dell'essere». Il secondo è un importante saggio del 1934, "L'evoluzione della castità", nel quale il gesuita delinea una visione della castità difforme da quella egemone nel modello ascetico, che, per i religiosi, viene pensata soprattutto in termini di "separazione" dal mondo femminile. Il terzo tipo di testi è costituito da tre omelie pronunciate dal gesuita in occasione di matrimoni di parenti o amici.
Nel pieno di una trasformazione strutturale della scuola, specchio di quella della società, si offre in questo libro una proposta di visione e di speranza ispirata alla responsabilità etica di tutti i protagonisti del processo di insegnamento-apprendimento. Una proposta che muove dal recupero di alcune educazioni valoriali che riportano al centro la persona, nella sua unicità fatta di ricchezze e fragilità. Emozione, rispetto, lentezza, visione, comprensione, gratuità, ironia, gentilezza, bellezza, sono "educazioni" certamente iscritte nella filigrana delle Indicazioni nazionali e delle Linee guida dell'ordinamento scolastico; ma anche mancanti poiché si avverte nostalgicamente la necessità di ricentrarle nel discorso pedagogico, di renderle ancor più esplicite e riconoscibili, di dichiararle nell'azione progettuale del curricolo.
Pane Quotidiano è un bimestrale che consente di avere la Parola di Dio di ogni giorno sempre a portata di mano, per la preghiera personale, in famiglia, in comunità.
Il testo comprende tutte le prove Cineca assegnate dal 2017 a oggi, risolte e commentate, consentendo di familiarizzare con le tipologie di quiz generalmente somministrate e al contempo di favorire il ripasso delle nozioni teoriche previste dal programma d'esame ministeriale, così da individuare gli argomenti in cui si è più deboli e procedere a uno studio mirato della teoria. Il codice personale, contenuto nella prima pagina del volume, consente di accedere a una serie di servizi riservati ai clienti tra cui il software di simulazione online che consente di effettuare infinite esercitazioni di prove d'esame.
Le riflessioni di teoria della religione esposte da Peter Sloterdijk in Il furore di Dio (2007) e Devi cambiare la tua vita (2009) hanno riscosso grande attenzione, ma hanno anche provocato fraintendimenti e critiche. In questo volume, uscito nel 2013, il filosofo e saggista tedesco prende le mosse dall'episodio del Monte Sinai per chiarire le sue dichiarazioni sul monoteismo e sulla violenza, nonché sul ruolo della religione nelle società premoderne. Affronta la questione della funzione etnoplastica delle semantiche unificanti parareligiose e spiega per quale motivo, sulla base di questa eredità storica, reagiamo nervosamente a ogni forma di fondamentalismo - che si tratti di radicalismo islamico, della Fraternità di San Pio o delle sette evangeliche degli Stati Uniti.
La mitezza, esperienza umana così importante, e così dimenticata, nella vita personale e sociale, è la più radicalmente lontana dalla aggressività e dalla angoscia, dalla impazienza e dalla fretta, dall'orgoglio e dalla superbia, dalla indolenza e dalla indifferenza, dalla distrazione e dalla sicurezza di sé. La mitezza sconfina nella gentilezza e nella tenerezza, nella timidezza e nella bontà, nella nostalgia e nella amicizia. È questa una riflessione filosofica, etica e politica sulla mitezza intesa come virtù sociale e quindi al servizio del singolo e della collettività. In queste pagine Eugenio Borgna svolge le sue considerazioni sulle possibili articolazioni tematiche della mitezza, che la sua vita in psichiatria gli ha fatto conoscere. Eugenio Borgna continua, con questo volume, la sua costruzione di un personale e toccante lessico delle emozioni.
Psicologia clinica per insegnare è un libro pensato per chi insegna e per chi educa, con un'attenzione specifica all'insegnante di sostegno. È uno strumento per lavorare sulle prospettive teoriche e sugli approcci clinici utili a progettare interventi di inclusione e di cura, che tengano conto della molteplicità di dimensioni nella vita di una persona con disagio psichico. Prende in considerazione quei costrutti della psicologia clinica che analizzano, da una prospettiva biopsicosociale, le nozioni di benessere, salute e malattia. Descrive le famiglie nosografiche di svariati disturbi: traumatici, del neurosviluppo, d'ansia, del comportamento dirompente, depressivi e dell'alimentazione; e lo fa proponendo la prospettiva clinica e dimensionale dell'International Classification of Functioning (ICF), come quadro di riferimento trasversale ai singoli orientamenti. In quest'ottica, la malattia diventa un'esperienza che non coinvolge solo il "malato" in virtù della sua malattia (approccio patient-oriented) o solo la "cura" (approccio disease-oriented), ma include l'analisi delle situazioni di vita in cui la persona si muove, le caratteristiche psicologiche e le aspettative individuali nei confronti della malattia (approccio person-centered), spostando così il focus degli interventi dal to cure al to care, dall'assistenza a un progetto di vita esteso. Aggiornato all'ICD-11, alla revisione di marzo 2022 del DSM-5-TR e al DC:0-5TM del 2016, questo libro allena a guardare alla disabilità, al disturbo psichico, alla sofferenza e alla marginalità come a caratteristiche della persona che hanno bisogno, per essere comprese, di una metodologia intersezionale nella quale la formazione abbia un ruolo preponderante. E, sopra ogni altro aspetto, ricorda che l'obiettivo ultimo di chi insegna non è individuare categorie di soggetti da difendere, non è affidarsi a un'etichetta diagnostica, ma individuare le abilità delle persone (indipendentemente dalla presenza di disabilità o disagio) e le risorse individuali sulle quali lavorare. Con un obiettivo irrinunciabile: progettare pratiche di inclusione efficaci che superino la disabilità come riduzione e limitazione, come fenomeno che favorisce la discriminazione, la stigmatizzazione o la marginalità.
Un mondo dagli equilibri pericolosamente instabili, un'Italia sempre sull'orlo della recessione con una classe dirigente in disarmo, una società impoverita e divisa, una crisi climatica conclamata: questo libro si apre con una spietata fotografia del presente. Eppure, si chiude con un'ampia e luminosa visione del futuro. Cosa c'è in mezzo, cosa si inserisce nello spazio del possibile, tra disastro e rinascita? La politica e, in particolare, la sinistra. Risollevarci dall'attuale stagnazione, infatti, è possibile, ma servono soluzioni radicali per una lotta senza quartiere alle disuguaglianze - a partire dalle politiche fiscali - e per il contrasto al cambiamento climatico e al consumo di risorse, in modo da fermare la devastazione non di un Paese, ma del pianeta intero. In pagine battagliere e appassionate, Carlo De Benedetti attinge alla sua lunga esperienza di imprenditore e a dati, informazioni, analisi di respiro internazionale per proporre, a questa Italia e alla sua politica, una prospettiva diversa, capace di dare speranza alle giovani generazioni, nuova linfa alla partecipazione democratica, una direzione chiara a un popolo sconfortato e stanco. Riforme al risparmio e manovre minime sono una perdita di tempo che non possiamo più permetterci, scrive De Benedetti: oggi è il tempo di un nuovo e moderno socialismo, è il tempo del coraggio.