Non lontano dai sessant'anni sono tornato in campagna, nel cuore della Sabina, in un casale che guarda il monte Soratte. C'è Bonnie la capobranco, una maremmana abruzzese di cinque anni; Sandro e Valentino, anche loro maremmani, adottati dopo essere stati abbandonati dai pastori, e cinque gatti: l'invisibile Jefferson - un enorme Maine Coon che ama nascondersi -, Sergio il vagabondo, l'implacabile cacciatrice Laura, Otto, che crede di essere un cane, e la vecchia Lola sempre in giro per la campagna. Insieme siamo una famiglia. Gli animali sono capaci di vivere nel momento presente meglio dei più illuminati maestri zen; nel conflitto, una volta stabilite le gerarchie sociali, sanno che è meglio evitare gli scontri violenti; trovano serenità e appagamento quando sono liberi di comportarsi secondo la loro natura. Siamo davvero sicuri che sia l'uomo a dover "educare" i suoi animali da compagnia e non il contrario? La scelta di Fabrizio Rondolino di trasferirsi nella campagna sabina e iniziare una nuova vita circondato da una famiglia allargata di cani, gatti e umani parte un po' anche da questo interrogativo: cosa possono insegnarci gli animali? Ed è così che nel racconto di episodi di vita quotidiana di questa colorata e bizzarra comunità scopriamo tante grandi piccole cose su noi stessi e sui nostri animali, impariamo a riconoscere i segnali di paura, di tensione o di sconforto che si celano dietro ai loro sguardi e a leggere i loro gesti per quello che sono e non per quello che sembrano a noi. "Compagni di viaggio" è il racconto di un mondo allegro, commovente e profondo; è un invito ad ascoltare, con gli occhi e con il cuore, i nostri amici a quattro zampe e a sorprenderci ogni volta che ci insegnano qualcosa che non sapevamo; è un'occasione per riflettere sul comportamento animale e per riscoprire quella parte di noi, troppo spesso dimenticata e anestetizzata, che in comunione con la natura e la terra ci restituisce un senso di pace e felicità.
L'opera di Hannah Arendt prende corpo tra Europa e Stati Uniti, nello sforzo costante di comprendere gli eventi storici più rivelatori delle migliori possibilità e delle peggiori miserie della condizione umana. Riflettendo sul concetto di "politico" dopo Auschwitz, Arendt ha evidenziato i limiti dei precedenti tentativi di afferrarne il significato senza considerare che non l'Uomo al singolare, ma gli esseri umani abitano la Terra. La pluralità che Arendt ha in mente è quella che riesce a trovare piena espressione, attraverso discorsi e azioni, soltanto qualora esista uno spazio pubblico-politico in cui sia possibile condividere un mondo comune, come accadde, in modi differenti e per un breve periodo, nella polis democratica dell'antica Grecia e con il "nuovo inizio" della Rivoluzione americana. Dell'opera di Arendt il libro propone una ricostruzione dettagliata, attenta a cogliere motivi e modalità del suo profondo ripensamento del nesso tra filosofia, politica e storia, compiuto quando appariva ormai inesorabilmente spezzato il "filo della tradizione" risalente alla Bibbia e a Platone e Aristotele.
Preziosi frammenti di vita - cartoline che fermano l'immagine di un istante da non dimenticare - che si susseguono mese dopo mese dove luci e ombre si alternano nel loro splendore. L'esperimento ben riuscito è quello di vedere la bellezza in ogni sua sfumatura. Persino l'insonnia in una notte calda può diventare l'occasione per cogliere l'incanto di suoni sconosciuti. Un viaggio in treno diventa un film in bianco e nero dove a sprazzi ricompaiono i colori a formare di nuovo la tavolozza della realtà. Sensazioni, profumi, sapori si intrecciano a creare una sorta di partitura che suona la musica della vita con toni bassi e alti, ma alla fine la melodia è sempre un'emozione da ascoltare percependo ogni nota nella sua unicità.
In questo romanzo l'Autore condensa tutte i suoi timori, i suoi ideali e tutti i pericoli che vede condensarsi sul futuro dell'umanità, riuscendo a raggiungere tutti i lettori che normalmente non sono interessati a saggi economici/populisti o di controllo sociale.
Questo manuale si propone di dare un aggiornato quadro d'assieme dell'organizzazione giudiziaria, tenuto conto anche della riforma Cartabia (legge n. 71/2022). L'opera descrive la struttura e il funzionamento degli organi che compongono l'Ordinamento giudiziario: il CSM e i Consigli giudiziari, gli uffici giudicanti e del pubblico ministero, dandosi rilievo anche al sistema tabellare di organizzazione giudiziaria degli Uffici. È descritta la novellata disciplina dell'accesso alla magistratura ordinaria e della carriera dei magistrati ordinari, del sistema delle incompatibilità e delle responsabilità disciplinare, civile e contabile dei magistrati. Un diffuso esame è dedicato alla magistratura onoraria e alle prospettive determinatesi dalla riforma in corso di attuazione. Il manuale affronta, poi, i temi del ruolo del Ministero della giustizia e dell'organizzazione dei servizi amministrativi. Il volume si completa con una ricostruzione complessiva delle giurisdizioni speciali amministrativa, contabile e tributaria (come riformata dalla legge n.130/2022).
Ci sono teologi che meritano di essere riletti a distanza di un secolo poiché la loro visione permette di cogliere un metodo di accostamento al pensiero attuale grazie alla radicazione nella tradizione. Tra questi Pierre Rousselot (1878-1915): scomparso prematuramente sul fronte della prima Guerra mondiale, lascia una comprensione della fede nella quale lo "sguardo" occupa un posto fondamentale. Credere è vedere, ma connesso con una dimensione affettiva, senza la quale non si riuscirebbe a percepire l'identità della realtà che si manifesta e alla quale ci si unisce. Educato al pensare di Tommaso d'Aquino e alla tradizione mistico-spirituale, il giovane teologo riesce a coniugare la "razionalità" del credere e l'imprescindibile aspetto affettivo dello stesso: «L'amore dona occhi, il fatto stesso di amare fa vedere, crea per il soggetto amante un nuovo tipo d'evidenza». Mediante questo sguardo si crea un nuovo tipo di evidenza. Alla fine, la fede è una forma di perspicacia, capace di vedere l'invisibile nella consapevolezza che esso permane nella sua eccedenza e quindi mai esauribile nel linguaggio che cerca di dirlo. (Giacomo Canobbio)
Con la cosiddetta "rinascita della filosofia pratica" (o "riabilitazione", per i suoi detrattori), che ha caratterizzato buona parte della riflessione etica della seconda metà del Novecento, è tornata di moda la "saggezza", indicata come virtù dianoetica per eccellenza da Aristotele, ma poi criticata da Kant come abilità tecnico-pratica e quindi quasi completamente accantonata dalla filosofia dell'Ottocento e della prima metà del Novecento. Ed è di saggezza, di etica, di intelligenza, di ragione, di libertà e di felicità che parla questo nuovo libro di Enrico Berti, uno dei massimi filosofi italiani, scomparso poco dopo averlo consegnato a Studium.
Il titolo latino tramandatoci è "Contra errores Graecorum". Non rende molto l'idea dell'opera. Tommaso la redige su richiesta di papa Urbano IV alla fine del 1263 o all'inizio del 1264. Tommaso mette in luce il contenuto dottrinale di alcuni importanti testi dei Padri della Chiesa di lingua greca. Spiega i testi ambigui, dimostra che alcune traduzioni sono mal fatte e si sofferma su quattro temi: la processione dello Spirito Santo dal Verbo; la missione del papa; l'uso del pane azzimo nella celebrazione della Messa e il purgatorio. Testo latino dell'Edizione Leonina. Traduzione, note e introduzione di Gianni Godoli. A livello mondiale è la prima edizione che accanto al testo originale latino riproduce una traduzione in lingua moderna.
Le Vitae Fratum, scritte intorno al 1260 da fra Geraldo di Frachet, vogliono imitare le famose Vitae Patrum, cioè i racconti edificanti dei primi monaci, i cosiddetti padri del deserto, il più famoso dei quali fu sant'Antonio Abate. Le Vitae Fratum, infatti, raccolgono più di 400 episodi edificanti, storici e no, relativi alla vita conventuale e civile dell'epoca, raccontati dagli stessi protagonisti: i Frati domenicani del XIII secolo. La maggior parte di questi racconti sono molto utili a conoscere la vita di san Domenico, sant'Alberto Magno e san Tommaso d'Aquino. Introduzione, Traduzione e Note di Pietro Lippini.
La notizia, come concetto, non cambia nel tempo. Cambia la modalità della sua raccolta e diffusione. Il medium siamo noi indica che il medium non è più il messaggio, o, meglio, non è più solo il messaggio. Medium è chiunque abbia un cellulare e sia iscritto a una rete sociale, con cui può essere diffusore della notizia. Novità devastante per i mediatori di massa, scalzati dal loro posto chiave nel villaggio globale. Più democrazia per tutti, ma anche enorme pericolo. Per chi vuole essere giornalista questo significa che non è possibile improvvisare, più che mai è necessario studiare, combinando curiosità e rigore. Bisogna imparare un metodo ed essere capaci di apprendere da chi ha fatto più strada, affinando le tecniche e districandosi tra generi e norme, tra regole antiche e strumenti nuovi. Il libro è scritto in collaborazione con Francesco Monti e Tommaso Romanin.
Il volume affronta le questioni legate al sesso/gender da una prospettiva biologica, relativa agli aspetti biodinamici che governano lo sviluppo di ogni essere umano; da quella socio-antropologica, relativa alle costruzioni culturali elaborate dalle differenti culture in rapporto al sesso/gender, e dal punto di vista dell'etica, che si interroga sulla sostanza etica dei differenti orientamenti relativi a questo tema nella modernità contemporanea. La proposta di fondo è quella di superare gli schemi classificatori delle teorie relative al sesso/gender, sottolineando la singolarità e unicità di ogni essere vivente al quale deve essere garantito il diritto di vivere una vita degna di essere vissuta.
Romanzi e saggi, opere poetiche e teatrali, sono uno strumento privilegiato per aprire il cuore e la mente alla curiosità, alla tolleranza, alla pace; una via preziosa per conoscere gli altri, il mondo e se stessi. Se letto nel momento giusto un libro può davvero cambiarci la vita e questo prontuario è una celebrazione del potere della letteratura di ogni tempo e paese, dai classici ai contemporanei, da opere famosissime ai libri più REPARTI rari e di culto.