In un breve e denso saggio Gobbi conduce il lettore alla scoperta della realtà della gioia, indagandone espressioni letterarie e linguistiche nella cultura europea: etimologie, testi poetici, filosofici e mistici, riflessioni e attualizzazioni sono posti in ascolto della concreta esperienza della gioia. Le sue riflessioni coinvolgono, in questo volume, poeti come Hölderlin e Leopardi e scrittori come Katherine Mansfield, Montale e Proust; ma anche San Francesco e Jacopone da Todi.
La domanda sulla gioia si mostra misteriosamente inscindibile da un’attenta riflessione sul dolore; essa, forse, è la più difficile che un uomo possa porsi, ma è anche la più ricca di possibilità per chi desideri tentare una comprensione spirituale e feconda della propria esistenza.
Uscito nel 1998, presto ristampato e altrettanto velocemente esaurito, non più disponibile da diversi anni, Lessico della gioia viene ora presentato in una edizione rivista e accresciuta, nello spirito che caratterizza i “Quaderni di ricerca” delle Edizioni Servitium.
Lorenzo Gobbi, (Verona, 1966), ha pubblicato il saggio Gerusalemme nella memoria di Amos Oz, (“Le città letterarie”, UNICOPLI, Milano 2006)], e raccolte di poesie, tra le quali: Nel chiaro del perdono (con una lettera di Roberta De Monticelli, Book Editore, Bologna 2002), Le rose più di tutto (plaquette artigianale, "I Quaderni di Orfeo", a cura di Roberto Dossi, Milano 2005) e Luce alla mia destra (Book Editore, Bologna 2006).
Ha tradotto e curato opere di poesia, tra cui: Rainer Maria Rilke, Vita di Maria (Qiqajon, Bose 2000; ora anche in Maria "I Meridiani" Mondadori, Milano 2000); Un guscio di nocciola. I fiori e le erbe di Shakespeare (Il filo di Partenope, Napoli 2006); Rainer Maria Rilke, Le rose, "I quaderni di Orfeo", Milano 2006).
Formatosi nella Parigi di Huysmans, di Maritain, di Charles de Foucauld e di Claudel, è in Nord Africa e nel Vicino Oriente, dove giovanissimo realizzò le sue prime missioni geografiche e archeologiche, che Louis Massignon, uno dei maggiori orientalisti del secolo scorso, fece l'incontro decisivo con la parola araba e la spiritualità musulmana. A partire da queste esperienze il rapporto tra il mondo occidentale e quello musulmano verrà da lui interamente ripensato ponendo al centro di tutto l'itinerario mistico. Ma cogliere il destino comune della spiritualità islamica, ebraica e cristiana, implicava un cammino diverso da quello, per esempio, del sacerdote spagnolo Asín Palacios: si trattava anzitutto di apprezzare l'assoluta differenza di ciascuna storia, di distinguere la genesi spirituale dei simboli dell'islam e del cristianesimo, ma anche di cogliere le differenze fra l'ispirazione poetica e l'esperienza mistica, tra la filosofia e il misticismo. Ovvero, distinguere Dante da Ibn 'Arabi. Dai saggi raccolti in questo volume che esaminano i rapporti e le differenze fra mistica e poesia nell'islam e nel cristianesimo, emerge come per Massignon sia indispensabile riconoscere l'unicità delle diverse storie umane, individuali e collettive. Soltanto praticando questo discernimento spirituale, secondo il grande islamista, si può incontrare veramente l'Altro. E tale modo di conoscenza si scioglie, appunto, nell'esperienza mistica.
Il contatto con la montagna, e con il creato in generale, suscita in molti un senso del trascendente che può sfociare in una spiritualità più determinatamente «cristiana». «È legittimo ipotizzare che la Parola, di cui ogni vero credente è assiduo ascoltatore, trovi in qualche modo riscontro in quel creato che si osserva con religiosa venerazione; che il Trascendente, percepito in tanti approcci con la realtà di montagna, altro non sia che Colui che la Fede chiama “Padre Nostro”».
Alle meditazioni sulle pagine bibliche che hanno per tema l’universo creato, seguono pagine che trapassano dalla preghiera alla poesia; chiude il volume una breve antologia di brani della Scrittura.
Fotografie di montagna fanno da specchio ai testi.
Pregare e camminare come due facce di una stessa dimensione dell’anima, quella dell’interiorità, della profondità. Affrontando i diversi aspetti «pratici» di una camminata (in montagna, ma non solo) i due autori ne svelano i tratti squisitamente spirituali. Tre i momenti fondamentali: conoscere: preparare l’itinerario; camminare: aprirsi al mondo, dialogare con la natura, salire alla vetta e discendere nel cuore; celebrare: fare festa una volta giunti alla meta.
I tre momenti segnano un cammino personale e interiore, dall’attesa al desiderio, dal timore al coraggio, dalla fatica alla fiducia, dalle parole alla Parola. Domande alla fine dei capitoli stimolano ad interiorizzare l’esperienza che si sta vivendo e invitano al dialogo.
Trasversale a tutte le culture e a tutte le religioni, la dimensione spirituale è una componente essenziale e distintiva dell'animo umano. Percorrendo la civiltà classica, ebraica, egiziana, indiana, buddista e cristiana alla luce del loro peculiare approccio alle "potenze dell'anima", Elémire Zolla tratteggia un vasto affresco antropologico, in cui si alternano suggestioni sulla letteratura, la storia della cultura, la filosofia, e la teologia.
Prima di proclamare con la sua arroventata eloquenza - nella Firenze del 1945 - l'urgenza di una "tramutazione pura" dell'uomo, del reale, di Dio" (Giulio Cattaneo) e di proporre un Movimento di Religione teso a una incommensurabile novità, e destinato a dileguarsi come un miraggio, Tartaglia pubblicò alcuni saggi su figure fondamentali del pensiero cristiano quali Pascal, Malebranche e Newman, nonché su un controverso contemporaneo, Gabriel Marcel. "Dissolvendosi il vecchio atto religioso, anche i tradizionali contenuti religiosi verranno a trovarsi cambiati. La realtà di Dio viene rapidamente portata al massimo della sua liberazione, viene trascesa in una realtà diversa oltre Dio e non Dio": bastano queste parole, pronunciate a Ferrara in occasione dell'ultimo convegno del Movimento, per comprendere la radicalità dell'azzardo di Tartaglia. Il suo presupposto, come dimostrano questi saggi, era una profonda conoscenza della tradizione cristiana, in tutte le sue diramazioni.
«Il volume che avete tra le mani», scrive Dino Boffo nella Prefazione, «è il quarto e conclusivo tomo dell’apprezzata serie di Persone & parole, la rubrica che Cesare Cavalleri ha tenuto su Avvenire dal 1985 a tutto il 2007, assumendo poi la titolarità di un altro appuntamento settimanale, quello di Leggere, rileggere. Per il quotidiano dei cattolici Cavalleri rappresenta una firma storica: lo dico con ammirazione e anche con una certa invidia, pensando al gruppo di coraggiosi professionisti che, giusto quarant’anni fa, nel fatidico 1968, misero intelligenza e coerenza al servizio del progetto di comunicazione personalmente voluto da Paolo VI.
«In questa avventura, nell’avventura di Avvenire, Cesare Cavalleri ha investito con generosità, portatore di una curiosità culturale inesausta radicata – come spesso accade ai cristiani veramente adulti – in una spiritualità dottrinalmente rigorosa. Non a caso, tra i suoi primi impegni per il giornale ci fu quello, quanto mai spinoso e necessario, della critica televisiva, affrontata con il piglio sicuro del letterato di vaglia e, all’occorrenza, dell’umorista sottile. Doti che poi Cavalleri ha confermato, di settimana in settimana, nello zibaldone di Persone & parole. Per rendersene conto basta sfogliare quest’ultima collezione, dove raffinate divagazioni letterarie convivono in tutta naturalezza con appassionate incursioni nel mondo della musica leggera, mentre il ricordo degli amici scrittori va di pari passo con le note di una laicissima, doverosa indignazione civile».
Un volume fotografico che va "oltre la soglia" della clausura di 30 monasteri, eremi, conventi sparsi per tutta Italia.
Le foto sono accompagnate da testi che raccontano con brevi flash le impressioni di questo "viaggio nel silenzio".
Il racconto appassionato si di una mamma che da sempre sa nel suo intimo che adotterà un figlio… Così avviene, passando attraverso l’esperienza della sterilità fisica,l’inizio dell’iter per l’adozione fino ad arrivare ad un orfanotrofio russo,dove appunto c’è Andrea,che è aspettato e che aspetta a sua volta la sua mamma. Scritto in modo fluido, si legge come un romanzo, ma è un racconto di vita vera che può aiutare altri a mettersi sulla stessa strada.