Il vescovo Monari in questo libro ci porta alla scoperta della lettera Paolina ai Filippesi attraverso nove meditazioni caratterizzate dal suo stile, dal profondo amore e dalla conoscenza approfondita di Paolo di Tarso e delle comunità da lui raggiunte. Un percorso spirituale e storico per ripercorrere le radici della vita cristiana.
Rileggendo le diverse tappe della propria esistenza attingendo alla ricchezza della tradizione cristiana in particolare le Scritture e la spiritualità monastica, l'autrice ci aiuta a riflettere sui cambiamenti e sulle perdite che si verificano con l'avanzare attraverso le età della vita. In pagine ricche di sapienza semplice, di rimandi alla poesia e alla bellezza di ciò che ci circonda, il libro ci accompagna nella scoperta del profondo significato esistenziale e spirituale del lasciare la presa, per non restare attaccati al passato e così aprirsi al nuovo che nasce. Ci introduce con delicatezza in una vera e propria arte che ha il sapore della libertà, per vivere ogni momento della nostra vita con intensità.
In queste pagine inizierete a conoscere una donna straordinaria nella sua semplicità: Chiara Grillo, ricca di quella santità - come direbbe Papa Francesco - "della porta accanto", indicando così quelle persone che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio. Chiara, sposata e mamma di tre figli, è scomparsa prematuramente, nel 2017, a 37 anni, ma, nel suo percorso esistenziale, ha lasciato in tutti quelli che l'hanno conosciuta una traccia indelebile di bontà, di solidarietà, di vitalità, di gioia. Ripercorrendo insieme i suoi primi passi in questo mondo, attraverso il suo racconto in prima persona, vogliamo presentarvela come una stupenda testimonianza di sequela evangelica, per lasciarvi impresso nel cuore il suo bel sorriso di amore a Dio e alla vita.
Attraverso una serie di discorsi e interventi, tenuti fra il 2019 e il 2023, l'Arcivescovo di Milano legge con lucidità i tratti della nostra epoca; attraversa regole e comportamenti nei mondi dell'economia, della società, della giustizia, della politica; ne denuncia le derive; sollecita impegni personali e collettivi; smuove i cristiani ad assumersi responsabilità per il futuro della polis. Scrive monsignor Delpini: «La mia persuasione è che il bene comune, il bene della convivenza civile, dell'attività imprenditoriale di mercato, della libertà individuale e sociale si costruiscono con la legalità: quindi il rispetto delle leggi, la correttezza delle procedure e la trasparenza degli affari sono modi per garantire questi valori irrinunciabili». Parole che incoraggiano decisamente singoli e comunità a una «rivoluzione morale» fondata - sottolinea nella Prefazione Gianni Borsa - su una «responsabilità specifica nel modo di agire, lavorare, governare in modo "più giusto", per garantire a tutti di essere "più liberi"». «È necessario dimostrare che l'opera onesta è più solida e più redditizia dell'opera disonesta. È necessario dimostrare che la cura per il bene comune favorisce e arricchisce i cittadini, più che l'ossessione per il proprio interesse privato. Una rivoluzione morale è necessaria perché ci sia una cura della legalità.» Arcivescovo Mario Delpini Introducono alla lettura e approfondiscono il senso del volume gli interventi di monsignor Carlo Azzimonti, avvocato, vicario episcopale per gli Affari Generali e Moderator Curiae della diocesi di Milano; Giuseppe Ondei, presidente della Corte di Appello di Milano; Mattia F. Ferrero, presidente dell'Unione Giuristi Cattolici di Milano. Apre poi la raccolta dei testi dell'arcivescovo Delpini il discorso tenuto in Consiglio comunale a Milano nel settembre 2023 in cui emergono i temi principali che vengono affrontati nei contributi successivi: il valore della giustizia, i tratti della legalità, le origini delle ingiustizie, i "volti" e le conseguenze delle disuguaglianze, le infiltrazioni del male nel mondo dell'economia (usura, sovraindebitamento...), l'azione in risposta alle mafie.
Il sorprendente romanzo inedito dell'autore di Cent'anni di solitudine e L'amore ai tempi del colera. Si sentì maliziosa, allegra, capace di tutto, e imbellita dalla mescolanza sacra della musica con il gin. Pensava che l'uomo del tavolo di fronte non l'avesse vista, però lo sorprese a osservarla quando lo guardò per la seconda volta. Lui arrossì. Lei sostenne il suo sguardo mentre lui controllava l'orologio da tasca con la catenina. Ogni anno, il 16 agosto, Ana Magdalena Bach - quasi cinquant'anni di età e una trentina scarsa di soddisfacente vita matrimoniale - raggiunge l'isola dei Caraibi dove è sepolta sua madre. Il traghetto, il taxi, un mazzo di gladioli e l'hotel: questo rituale esercita su di lei un irresistibile invito a trasformarsi - una volta all'anno - in un'altra donna, a esplorare la propria sensualità e a sondare la paura che silenziosa cova nel suo cuore. Lo stile inconfondibile di Márquez risplende in "Ci vediamo in agosto", romanzo musicalissimo di variazioni sul tema che è nello stesso tempo un inno alla libertà, un omaggio alla femminilità, una riflessione sul mistero dell'amore e dei rimpianti. Un'esplorazione del desiderio che non si affievolisce con l'età.
Gli Stati Uniti di oggi, alla fine del «fallito esperimento quarantennale del neoliberismo», come lo ha definito Biden, e appena prima delle elezioni presidenziali del 2024, in cui si deciderà il ritorno oppure la sconfitta definitiva del «trumpismo». Una fase cruciale, con la democrazia interna alterata dallo strapotere del Grande capitale e dalle trasformazioni profonde del mondo del lavoro, e resa «fragile» dalle disuguaglianze sociali e dalle divisioni ideologiche e politiche che attraversano la società. L’unica certezza, per ora, risiede nel grave insuccesso dei progetti di ricomposizione cui Biden aveva puntato, con il quadro internazionale investito sia dalla guerra in Ucraina, sia dal montare della contrapposizione nei confronti della Cina: due «fronti» diversi tra loro e che investono entrambi il Paese nelle sue aspirazioni «neo imperiali». Un quadro che, nell’insieme, riguarda anche l’Europa e l’intero sistema dei rapporti economico-politici e culturali su scala mondiale.
In Grecia come a Roma, sia pure in forme diverse, il ritrovarsi per mangiare e bere in compagnia era un'attività così centrale e significativa che studiare le due culture dal punto di vista della commensalità, pubblica e privata, consente di indagarle da un angolo prospettico del tutto privilegiato. Tra osservanza delle regole e flagranti infrazioni alle norme; tra intrattenimenti leggeri e riflessioni serie, spesso di taglio propriamente filosofico; tra schermaglie amorose e pensieri di morte, la scena del simposio greco e quella del banchetto romano si presentano particolarmente eterogenee quanto a occasioni, contesti, personaggi. Il volume, attraverso una selezione di testi letterari greci e latini, documenta questa straordinaria varietà di registri, che è poi, a ben vedere, la varietà stessa dei multiformi casi della vita.
Tiziano è un gigante e non è facile raccontarlo. Ma c'è un Tiziano Terzani personalissimo, in molti di noi, che potrebbe essere un peccato non condividere e cercare di tramandare. Tamara Baris ripercorre l'immaginario di un autore da non perdere, oggi più che mai: è saggio custodire la sua lezione, il suo essere sveglio senza sconti, senza soste, in questo mondo divorato dalla fretta, addormentato e schiacciato dall'economia, dalle visioni campanilistiche ed egoistiche. Ripercorrere la sua Asia non è rileggere reportage, articoli sul Giappone, la Cina, il Vietnam: è mettere insieme i pezzi di un puzzle che disegnano un vero e proprio modo d'essere. È la costruzione continua di un io, perennemente in movimento, teso verso l'altro e le sue ragioni: l'Asia se la cuciva addosso, la portava con sé a casa propria, ricercandola tra gli oggetti di mercati e mercanti lontani. Armato della sua Leica, sentiva dentro il giornalismo come una missione, come la sacra e inalienabile ricerca della verità, di quello che cercava e vedeva, dei dettagli che fanno il mondo. Sempre accanto ad Angela, «il palo al quale l'elefante si fa legare con un filo di seta» e a Folco e Saskia: il suo grande amore e la famiglia, gli unici punti fermi di una vita vissuta «guardando i fiori da un cavallo in corsa».
L'autore offre una lettura diversa e più ampia del piccolo testo biblico di Tobia per andare oltre la consueta interpretazione legata ai temi della coppia e della famiglia. Secondo don Borsato il tema centrale presente nel libro non è principalmente la coppia, ma il modo di pensare e di vivere la fede. Il libro di Tobia contesta un modo di considerare e concepire la fede perché vi è dentro un cammino che va "dalla religione alla fede", con protagonista Tobia, uomo religiosissimo e fedelissimo alla sua tradizione ebraica, ma non propriamente credente. È ubbidiente alle leggi religiose, ma non a quel Dio che parla sempre e parla a tutti, il cui pensiero è inafferrabile. Il messaggio del libro di Tobia è quindi attuale perché pone la questione del rapporto tra religioni e culture. Ai cristiani in particolare, come invito per superare le tradizioni-convenzioni che rendono ciechi di fronte a Dio che arriva da altre culture e popoli, per realizzare un rapporto sempre nuovo con il mondo.
Il tema fondante di questo libro: vivere l'amore per essere più forti e vincenti di fronte alle difficoltà della vita. Le storie di alcune donne, che l'autrice ha incontrato nel suo percorso professionale, tutte insieme raccontano le molte e diverse facce dell'amore. Storie d'amore che si vivono nel periodo adolescenziale, periodo in cui comunemente si sperimentano i primi turbamenti del cuore, il cambiamento del corpo e delle relazioni. Storie di amore tra donne e uomini adulti, che inseguendolo si sono dimenticati di cosa questo sentimento significhi davvero. Attraverso la lettura di questo libro si intraprende un viaggio che apre al coraggio, che fa decidere di andare e lasciare, di chiudere porte e situazioni per ritrovare se stesse e soprattutto la cura per se stesse. E' anche un viaggio in quell'amore che esige rispetto. Queste pagine parlano, "Io sono qui, per amore", esprime l'Autrice e con lei tutte le protagoniste del libro: ci sono per esserci, per aiutarti, e per amarmi. "Credo che la vita di una persona sia come un libro, dove la libertà sta nel fermarsi a un capitolo piuttosto che a un altro, saltare frasi e paragrafi fino ad arrivare a riscriverlo con un finale diverso. Grazie alle persone che incontriamo e al destino che ci procuriamo, alle narrazioni che facciamo di noi e della nostra vita, possiamo riscrivere il nostro libro mille e mille volte." (dalla Prefazione di Eleonora Daniele)
I problemi sollevati dall'uscita dallo stato di natura pura emergono con forza e intensità straordinarie nei dibattiti propri della filosofia moderna. La comparsa sul mercato editoriale dell'Augustinus (1640) coincise infatti con una nuova fase della plurisecolare disputa su giustificazione e libero arbitrio. Difesa da Saint-Cyran e Arnauld, nel lungo braccio di ferro che Port-Royal ingaggiò con la Compagnia, la teoria agostiniana della grazia necessaria costituì il fondamento anche della proposta apologetica elaborata da Pascal in risposta a dogmatismo e scetticismo. Due nature tra loro opposte coesistevano nel genere umano riscattato dalla Rivelazione: da un lato il peccato, conseguenza materiale della ribellione dei progenitori, dall'altro il sentimento, suscitato dalla fede, dell'antica felicità perduta insieme all'Eden. Allo scopo di illustrare tale dissidio, i sette studi raccolti nel presente volume prendono in esame alcune diverse riletture del racconto biblico della caduta originaria al crocevia tra Cinquecento e Seicento, da Montaigne ai pensatori libertini, sino a Giordano Bruno e alla critica che quest'ultimo mosse all'intera eredità cristiana.