Un incidente di percorso spezza il cuore a un ventenne trasformando la sua estate in una tragicomedia. Il meraviglioso primo amore, finito in frantumi, diventa un'impensabile, divertente, affascinante avventura fino a rivivere nelle pagine di un libro. L'autrice costruisce un singolare racconto a due voci, madre e figlio, in cui si confrontano due diverse generazioni. Tra ironia, commozione, amore e lacrime, una cocente delusione diventa, poco alla volta, il trampolino di lancio per una nuova ripartenza. Lo schianto al suolo si rianima come un cammino, una risalita, dura come una scalata, che porta su una vetta da cui la vista diventa meravigliosa. Un libro che coinvolge ragazzi e adulti in una riflessione ironica e appassionante.
L'autore, mentre cammina con un gruppo di pellegrini, colleziona pensieri, informazioni storiche e bibliche, preghiere e racconti in un diario che diventa anche un pellegrinaggio del cuore e dello spirito interiore nella vita di tutti i giorni. Il viaggio nello spazio e nel tempo a sua volta si fa persona. Il "Sesto Vangelo" non è un reperto archeologico ma il "testo" che ogni persona scrive nella propria vita, illuminata dal Vangelo di Gesù. È anche il filo rosso che attraversa le pagine di questo viaggio nella Terra del Santo, sui luoghi che hanno conosciuto il passaggio del Messia.
In una Orvieto divisa tra l'ortodossia e le spinte ereticali, tra il ricorso alla persuasione della ragione e la predicazione delle Crociate, san Tommaso decide di commentare il Libro di Giobbe, operando una scelta sorprendente rispetto alla prassi abituale. Per quale motivo? Mediante l'impiego di un metodo innovativo il presente studio cerca una risposta a questa opzione tommasiama. Il metodo intende rintracciare attraverso l'indagine microstoria e testuale, il clima interiore che anima l'autore e che inevitabilmente riverbera sottotraccia nelle sue opere.
Nelle raffinate argomentazioni dell'Aquinate, sostengono le autrici del saggio, il Libro di Giobbe si rivela utilissimo anche per coniugare i principi della teologia cattolica con riflessioni sulla condizione umana che appartengono alla letteratura, alla filosofia e a tradizioni culturali diverse, come quella giudaica e quella araba, costantemente presenti nello scenario e nel vissuto medievale.
In passato era il Ministero della Guerra. Poi il Ministero della Difesa. Oggi questo non basta più. Nessuna guerra è solo di difesa, ogni conflitto estende la "guerra mondiale a pezzi" di cui parla Papa Francesco: si ammazza e si distrugge anziché concentrare le risorse sulle vere emergenze dell'umanità, e il rischio di un conflitto irreversibile è sempre più vicino. «L'uomo ha sempre organizzato la guerra, è arrivata l'ora di organizzare la pace» diceva don Oreste Benzi. Attorno a questa idea è nata una Campagna che promuove un nuovo Ministero, quello della Pace, per dare strumenti e una architettura politica ad una parola, pace, che va messa al centro delle scelte di governo. Molti enti e personalità, tra cui 30 premi Nobel, hanno già aderito e ne hanno sostenuto l'istituzione. Questo libro propone una analisi e raccoglie contributi che dimostrano come questa scelta sia davvero possibile e necessaria per assicurare un futuro all'umanità.
Per preparaci alla solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù proponiamo questo libro in cui l'autore, dottore in Teologia Dogmatica, approfondisce gli attributi del Sacro Cuore di Gesù attraverso delle riflessioni attualizzate per aiutare il lettore a dare un significato concreto all'amore e, di conseguenza, a vivere al servizio degli altri rispondendo positivamente alla chiamata di quel Cuore che è simbolo per eccellenza della misericordia di Dio, cuore della rivelazione e della nostra fede.
Il libro raccoglie una nutrita serie di episodi, dove sono protagonisti i bambini i quali, nelle normali e più diverse situazioni quotidiane, offrono messaggi che interpellano gli educatori e non raramente esprimono in maniera ingenua e nella massima semplicità quegli interrogativi che sollecitano il pensiero umano e lo tengono continuamente sveglio. Gli episodi, raccolti direttamente da genitori o da insegnanti (in particolare della scuola dell'infanzia, ma non solo), sono commentati in alcune brevi considerazioni. Sono riflessioni brevi: spunti per pensare, punti interrogativi, sollecitazioni ad ascoltare e comprendere. L'Autore ha preferito la brevità e la sobrietà, anche per rendere più facile cogliere l'essenziale.
Lo sport è oggi più che mai un'opportunità di pace, per il suo linguaggio popolare e universale, in particolare con la tregua olimpica proposta dalle Nazioni Unite per le Olimpiadi e le Paralimpiadi estive a Parigi. Attraverso numerose testimonianze dei protagonisti dello sport ecco una "guida", un "manuale" curato da Vincenzo Parrinello per vivere l'anima e i valori dei Giochi. Andando al cuore delle storie delle donne e degli uomini di sport, oltre le medaglie. Con il contributo del cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l'Educazione, e di Athletica Vaticana e la partecipazione di vere e proprie "leggende" come Jannik Sinner, Nadia Comaneci, Federica Pellegrini, Sofia Goggia insieme ad atlete e atleti paralimpici e rifugiati. Prefazione di papa Francesco.
Età di lettura: da 5 anni.
All'interno del complesso dibattito circa l'identità della disciplina che va sotto il nome di Teologia pastorale, questo libro sposa e sostiene le tesi dei "Laterani" - la Scuola romana del Redemptor Hominis, presso la Pontifica Università Lateranense, la quale non prescinde dalla specifica teologicità sia dell'oggetto della materia (l'agire umano-divino della Chiesa) sia del metodo da usare ai fini della progettazione e azione pastorale. La posizione dei Laterani nel dibattito marca un passaggio nella storia della disciplina: dall'ancillarità rispetto alle scienze umane o alla dogmatica, alla propria identità specifica di disciplina teologica. Identità e specificità date dall'oggetto: la fides qua e l'agire ecclesiale; e dal metodo: il discernimento evangelico (o pastorale). Due fili legano i contributi in cui si articola il libro. Il primo consiste nella proposta di ripensare l'intero dell'azione pastorale, congedando il trinomio evangelizzazione-liturgia-carità, e strutturando due ambiti essenziali: uno ad intra e l'altro ad extra Ecclesiae. Il secondo è dato dalla persuasione che l'azione ecclesiale sia in se stessa eccentrica. Dunque che i temi tradizionalmente sviluppati dalla Dottrina sociale della Chiesa sono parte integrante della Nuova evangelizzazione, e perciò il pensiero teologico-pastorale se ne deve fare carico in termini progettuali.
Ratzinger aborda la conexión entre libertad individual y justicia social, o democracia y Estado, en una sociedad donde el relativismo y el poder de la mayoría pretenden relegar los valores absolutos.
Los tres artículos reunidos en este breve libro surgen por motivos muy distintos, pero en el fondo de todos ellos late un mismo mensaje. Ratzinger aborda la conexión entre libertad individual y justicia social, conciencia y verdad, o democracia y Estado, en un mundo en el que la subjetividad y el poder de la mayoría pretenden relegar a los valores absolutos.
En el curso de la lúcida argumentación del autor, dos principios básicos ?la verdad y el bien? se alzan como fundamento y garantía de una conciencia recta, de la libertad y los derechos humanos, y de una sociedad justa y pluralista.
El término humanismo está obsoleto. El nuevo humanismo, vacío de sustancia, se extiende como un cáncer. ¿Hay solución a este problema, quizá desde una mirada cristiana?
Atravesamos una crisis del humanismo. El término está casi obsoleto. Su dificultad para respirar no proviene de discursos despectivos hacia el hombre, no nos equivoquemos. Es a través de la compasión como este nuevo humanismo, vaciado ya de sustancia, se extiende como un cáncer. Al querer ser mejor humano, sólo humano, demasiado humano, el hombre moderno genera quimeras.
El nuevo hombre soñado por los regímenes fascistas o soviéticos era un anticipo del hombre aumentado con el que sueñan los transhumanistas; de la misma manera, el Untermensch (infrahumano, como llamaban los nazis a los no arios) encuentra hoy sus avatares en una muchedumbre que no se ajusta al proyecto deseado para la humanidad. La tentación de definir al hombre a partir de sí mismo lo relega a esa condición inferior. Sólo una imagen del hombre que lo salva impide esta división idólatra ¿Por qué?