Lo sviluppo psicoaffettivo e sessuale è un processo continuo, che inizia prima della nascita e continua per tutta la vita e che viene influenzato dall’interazione fra l’area corporea, quella psichica e relazionale e il contesto socioculturale di provenienza. Il volume raccoglie contributi che affrontano il difficile tema dell’identità di genere dal punto di vista della genetica, della psicologia, della sociologia e dell’antropologia. Il libro inquadra lo sviluppo psicoaffettivo e sessuale secondo il modello biopsicosociale, che integra gli aspetti biologici, psicologici e contestuali. Gli autori indagano nel dettaglio le tematiche relative all’infanzia, alla pubertà e all’adolescenza, riservando ampio spazio ai temi del consolidamento e della verifica dell’identità sessuoaffettiva nell’arco della vita: la formazione della coppia, la genitorialità e l’invecchiamento. Questa nuova edizione, aggiornata, ampliata e approfondita, analizza inoltre in che modo il bullismo può influenzare la costruzione dell’identità in età adolescenziale, ponendo particolare enfasi alle modalità di intervento.
Bruno Fabio Pighin, Il nuovo sistema penale canonico: motivazioni, criteri ispiratori e principali novità del riformato Libro VI del CIC José Bernal, Los remedios penales en el Libro VI reformado Andrea D'Auria, L'imputabilità penale nel CIC '83 riformato. Alcune innovazioni Davide Cito, Le pene espiatorie nel nuovo Libro VI del Codice di Diritto Canonico Giuseppe Comotti, Decorso del tempo e funzione della pena: in margine alla disciplina della prescrizione nel nuovo Libro VI del Codex Iuris Canonici Costantino-Matteo Fabris, Effettività della pena e riparazione dello scandalo: novità e prospettive di attuazione alla luce della riforma del Libro VI del Codice di diritto canonico Pierpaolo Dal Corso, I nuovi delitti di natura economica: analisi e criticità Damián G. Astigueta, Il nuovo Libro VI e i delitti contro il VI comandamento del Decalogo Matteo Visioli, Breve nota sul falso misticismo e la sua rilevanza penale Massimo del Pozzo, La soggettività dei diritti fondamentali nelle comunità carismatiche Naonyir Sébastien Somda, La rémunération des Catéchistes Titulaires dans les Églises particulières au Burkina Faso et au Niger Utrumque ius. Intersezioni Lorenza Violini, Principio di rappresentatività, accesso al voto e sistemi elettorali in movimento. Note minime di diritto costituzionale Emile Kouveglo, Principio di rappresentatività e accesso al voto nelle associazioni dei fedeli. Profili canonistici Recensioni Eduardo Baura - Thierry Sol, Chiesa persone e diritti. Corso introduttivo al diritto canonico (Antonello Blasi) Bartosz Trojanowski, Waznosc sakramentów w kategoriach aktów prawnych, (La validità dei sacramenti nelle categorie di atti giuridici) (Krzysztof Jànzef Nykiel) Peña Carmen - Campo Ibàñez Miguel, El Derecho Canònico ante los abusos sexuales (Pierpaolo Dal Corso) Libri ricevuti.
Navigando i mari della rete siamo giunti alle porte di un mondo nuovissimo. È il continente inesplorato delle intelligenze artificiali, dei sistemi di digital twin e del deeplearning; ma è anche quello degli squilibri della società digitale. Sembrano questioni nuove, ma attanagliano da sempre lo spirito umano. Questo libro, riscoprendo l'antica forma del dialogo, ripercorre la secolare questione dei limiti e delle dismisure delle tecnologie, dei rischi dell'innovazione e della necessità di pensare un'etica per lo sviluppo. Oggi, di fronte alla potenzialità della tecnica, la responsabilità è ancor più grande.
Il volume illustra l'evoluzione della libertà religiosa in Occidente, comparando la tradizione europea con quella statunitense. Alla prospettiva storica gli autori affiancano l'analisi della giurisprudenza della Corte suprema degli Stati Uniti, della Corte europea dei diritti dell'uomo e della Corte di Giustizia dell'Unione europea, divenute dei punti di riferimento globali per la tutela delle libertà, per poi considerare le attuali tensioni tra la libertà religiosa e i nuovi diritti sulle due sponde dell'Atlantico. Indice del volume: Prefazione. Introduzione. I. Diritti umani e libertà religiosa nella tradizione giuridica occidentale. II. La libertà religiosa nell'Occidente contemporaneo. III. Il futuro dei diritti e della libertà religiosa.
Vladimir Lenin, fondatore dell'Urss, per volontà di Stalin è stato esposto alla venerazione dei cittadini nel mausoleo della Piazza Rossa, e ha vegliato sui popoli del blocco sovietico attraverso migliaia di occhi di pietra o bronzo di altrettanti monumenti. Ma cosa è accaduto dopo il 1989? Il corpo, perduta l'aura della reliquia, è rimasto in mostra a Mosca, davanti al Cremlino, e le statue sono state in gran parte cancellate. Una vicenda esemplare per comprendere la complessità dei fenomeni iconoclastici. La pratica di tirare giù Lenin dal suo piedistallo ha riguardato tutto lo spazio post sovietico e, in Ucraina, ha assunto contorni talmente importanti da essere indicata con il termine Leninopad: il più grande movimento d'iconoclastia del Novecento, esploso prima ancora delle proteste che, più di recente, abbiamo visto in Gran Bretagna o negli Stati Uniti. A un secolo dalla morte di Lenin, Antonella Salomoni ne racconta ascesa e declino attraverso la storia del suo corpo e delle sue immagini: innalzate, rispettate e poi rimosse, distrutte, vandalizzate, reinterpretate come simbolo di sottrazione al colonialismo russo, e persino ricollocate sui piedistalli dagli occupanti durante la guerra in Ucraina. Un libro sulla memoria imposta e poi sovvertita, che va al cuore delle inquietudini del mondo contemporaneo.
Nonostante l'indubbio risveglio biblico verificatosi dopo la costituzione Dei Verbum, il lavoro prezioso di centri di spiritualità, l'impegno serio di diversi autori e alcune pregevoli iniziative di divulgazione nate negli ultimi decenni, di fatto si può notare, alle nostre latitudini, una certa stanchezza. Dopo aver ritrovato e posto nuovamente al centro della sua vita il libro delle Scritture, la Chiesa si trova di fronte a un compito arduo e affascinante: riaccendere il fuoco nascosto in queste sacre pagine.
L'Italia è un Paese nel quale si succedono le crisi, anzi c'è bisogno di crisi per realizzare i cambiamenti, perché le istituzioni si sviluppano grazie a esse. Ed è un Paese prismatico, con molte facce, più contraddittorio degli altri, nobile e misero allo stesso tempo. Il modo migliore per comprenderlo è allora dare voce tanto all'italiano quanto all'antitaliano che convivono in ognuno di noi. Come fa Sabino Cassese in questo saggio dal taglio originale e quasi autobiografico. Ogni capitolo si apre con un dialogo alla Diderot o alla Voltaire tra un riformista e un illuminista, uno statalista e un globalista, un militarista e un pacifista, un aristocratico e un plebeo: di fatto le due anime dello stesso autore che si interrogano a vicenda facendo luce su leggi e deroghe, burocrazia buona e cattiva, passato e futuro della Repubblica, pro e contro dell'Unione Europea, riforme presidenziali e ruolo del capo dello Stato. Due o più voci consentono infatti di confrontare sentimenti opposti, come il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà, e di affrontare senza pregiudizi temi come il cambiamento di regime in atto, la provvidenza e la tirannia sanitaria, la giustizia e l'ingiustizia, il governo e il sottogoverno, la guerra e la pace, il progresso e il tramonto dell'Occidente. Un saggio lucido e ricco di spunti e citazioni che illustra pregi e difetti dell'Italia e degli italiani consegnandone un ritratto disincantato e rivelatore.
Un confronto sul destino del cristianesimo, sui rapporti tra religione e libertà, tra morale e scienza, tra diritti e doveri. In gioco è cosa si intende per liberalismo, se la democrazia liberale abbia un fondamento relativistico e pluralistico (Antiseri) o presupponga un'etica comune con valori assoluti della tradizione cristiana (Pera). Questioni che nella contemporaneità segnata dalla secolarizzazione, con la religione relegata per lo più a fenomeno privato ed estraneo al dibattito pubblico e soccombente al dominio della scienza, assumono particolare importanza. Il vecchio continente sta affrontando un complesso processo di integrazione economica e normativa, ma sembra dimenticare le sue radici cristiane, fondamentali - lo ricorda Agostino nella Città di Dio - per costruire le basi stesse di una convivenza sociale. Ma può esistere un'Europa senza cristianesimo?
In questo dizionarietto, dalla particolare struttura tematica, la filosofia si confronta con i saperi e con le pratiche educative. Le quaranta voci sono raccolte in tre parti. La prima seleziona alcune linee del dibattito recente sull'educazione, individuando dieci approcci pedagogici (da quelli basati su capacità, complessità, dialogo alla prospettiva fenomenologica, della liberazione, pragmatista...) definiti "sistemi di cattura", perché intendono fare presa su soggetti, nella consapevolezza che qualcosa sfugga sempre, resti inafferrabile. La seconda parte ("Le maglie della rete") presenta una serie di coppie di termini - da "Affezione/Azione" a "Violenza/Potere" - per mettere in evidenza il particolare tipo di rapporto che li lega e la tensione che nasce dal loro accostamento. L'ultima parte ("Quel che non si lascia acchiappare") è dedicata a parole che indicano questioni fondamentali nel dibattito educativo - da "Alterità" a "Scarto". Termini aperti, che ci restituiscono il senso dell'azione educativa, costretta ad occuparsi di quello che non si lascia definire, ridurre, uniformare.
Il presente volume intende mettere in luce che la categoria di "relazione" ha giocato un ruolo fondamentale nella storia del pensiero, e lo fa esplorando in che modo questa nozione sia stata elaborata, ripresa e trasformata nel corso della storia delle idee. I quattordici saggi che compongono quest'opera si concentrano su figure o tappe della storia del pensiero in cui questo concetto emerge in modo particolarmente evidente e centrale, ricorrendo ad una prospettiva al contempo diacronica, cioè dall'antichità fino all'epoca contemporanea, interdisciplinare, cioè dalla storia della filosofia all'estetica, dalla metafisica alla storia del cristianesimo, e dialogica, in quanto i diversi saggi si richiamano vicendevolmente. Il risultato è quello di un percorso trasversale e plurale che mette in risalto che le radici dell'identità e della cultura europea si innestano in profondità proprio nell'idea di "relazione".
L'autrice di questo libro è al contempo Shahrazad, l'inesauribile narratrice, e la sua analista: attraversa la sua storia e quella dei suoi pazienti tessendo un filo che passa dal dolore per la morte del padre alle vite straziate da lutti e separazioni di chi ha vissuto la guerra da molto vicino. Un filo che, come un blues, passa dal lutto all'amore, dalla morte alla vita, sradicando contemporaneamente tutti gli stereotipi sull'Iran e le donne iraniane. In questo libro provo a "seguire le note del blues, dove c'è musica ma non melodia, dove l'improvvisazione scalza la composizione. Perché anche il blues, come la psicoanalisi, abita i margini: sia l'uno sia l'altra fanno parlare le anime del sottosuolo." Attraverso un viaggio musicale imprevedibile e vivace, fatto di psicoanalisi, autobiografia, attualità e cultura, l'autrice ci mette in guardia dal desiderio di una guarigione completa. È grazie alle ferite, non malgrado le ferite, che la vita merita di essere vissuta.
Se il trauma ha origine in una fondamentale ingiustizia, la piena guarigione necessita di una riparazione che deve passare da una qualche misura di giustizia. In questo libro, Judith Herman ascolta i sopravvissuti e, attraverso le loro idee, prova a immaginare quanto potrebbero essere diversi i nostri sistemi giudiziari se i loro bisogni e desideri venissero davvero presi in considerazione. "Chi sopravvive alla violenza conosce e sente fin nelle ossa verità che molti altri preferirebbero non conoscere" scrive l'autrice. "Il primo passo consiste semplicemente nel chiedere ai sopravvissuti cosa renderebbe le cose giuste, o il più possibile giuste, per loro. Sembra una cosa ragionevole da fare, ma in pratica non viene fatta quasi mai. Ascoltare, quindi, finisce per diventare un atto rivoluzionario".