Prendersi cura degli altri come professionista, volontario o familiare può essere fonte di realizzazione personale e di affermazione di se stessi. Gli aforismi del libretto suggeriscono l'importanza di prendersi cura di se stessi per essere di vero aiuto agli altri, aprendo loro il cuore e testimoniando amore e fiducia. Assistere significa non solo occuparsi del fisico delle persone, ma dell'intera persona, in tutte le sue espressioni psicologiche, intellettuali e spirituali.
La sofferenza fa parte della vita umana. Occorre saperla affrontare in modo da trasformarla in opportunità di crescita e di energie da mettere a servizio degli altri. Questo non avviene automaticamente, ma attraverso un processo graduale e spesso faticoso. A volte è importante farsi aiutare anche da persone competenti per rendere il cammino più facile e fruttuoso.
La preghiera ha sempre necessità di apprendimento. Nonostante l'uomo di oggi sia convinto che la preghiera possa sgorgare spontaneamente dal cuore, è sempre necessario imparare a pregare. Nessun percorso è più vero e alto di quello che Gesù ha indicato ai suoi discepoli, quando gli hanno chiesto: "Signore, insegnaci a pregare" (Lc 11, 1). Queste pagine, senza dimenticare il difficile dialogo con la contemporaneità, intendono prendere sul serio le indicazioni di Gesù: parlare a Dio con le parole con cui Dio ci ha parlato, Lui che è Parola fatta carne nel Figlio. Riandare le parole del Padre Nostro e lasciare che esse si espandano fino a innervare la quotidianità e scoprire in essa la presenza di Dio.
Gesù ha la pretesa di condurci lungo le strade della felicità e vuole essere accolto come Signore della nostra vita. Presenta le sue richieste, traccia dei confini, non ammette neutralità: "o con me o contro di me". La sua parola non lascia scampo: "E per voi, chi sono io?". In questo libro l'autore attualizza i contenuti più importanti della vicenda del Figlio di Dio, per farci riscoprire la continua novità del Vangelo e ritrovare il coraggio di credere.
Attorno ai quattro simbolici alberi della vita, della conoscenza, del giudizio e della sapienza il libro articola un itinerario ispirato alla tradizione cristiana, soprattutto patristica, e all'esperienza dell'accompagnamento spirituale. Nella forma di un esteso commento al Salmo 119 e alle beatitudini evangeliche, il testo si propone di rispondere alla domanda d'integrità che emerge con forza nella coscienza contemporanea e nella Chiesa. In particolare, chi assume con serietà il rischio dell'avventura cristiana deve avere la più lucida cognizione dell'impegno da sostenere per portare a termine la "costruzione della torre", per non cominciare un'opera senza completarla.
"Solo nella misura in cui si affermano un'etica e una cultura del perdono si può anche sperare in una "politica del perdono", espressa in atteggiamenti sociali e istituti giuridici, nei quali la stessa giustizia assuma un volto più umano". Questa affermazione di Giovanni Paolo II, contenuta nel Messaggio per la Giornata mondiale della Pace 2002, indica una strada da percorrere per dare una risposta alle patologie sociali e ai conflitti che dividono gli uomini. Perché è certamente necessario arginare e disarmare i colpevoli, è necessaria la detenzione per impedire che i delitti vengano reiterati, ma nello stesso tempo è fondamentale pensare alla rieducazione dei detenuti e a percorsi di reinserimento nella società. Nel libro, un biblista, un pedagogista e tre cappellani con molti anni di esperienza pastorale nelle carceri riflettono sul perdono e su una giustizia che sappia ricucire i rapporti, promuovere il consenso ai valori della convivenza civile e orientare alla scelta del bene interpretando la libertà in modo responsabile.
Un libro che accoglie la sfida posta dalla crisi economica: la riscoperta del valore della povertà. Accanto alla lotta alla miseria, la proposta di assumere un atteggiamento povero verso se stessi e la vita, per giungere a una ricchezza che nessuna crisi economica può intaccare.
"Signore, vorrei tre cose. La prima staccarmi da tutto il creato e purificarmi. La seconda operare e patir per voi e confidarmi in voi nelle maggior cose, che immaginar si possa. La terza con grandezza d'animo spropriarmi di nuovo non solo da quanto mi avete dato, ma insieme ancora da quanto per vostra grazia mi confido, che mi state per dare e così tutto spropriato che io mi getti in voi e con voi così mi unisca e in voi mi trasformi; che voi solo siate il padrone e che un giorno senta per l'infinitissima vostra misericordia: Vivit in me Christus". (Alc. 3.31 concetti spirituali n. 50)
Nel suo messaggio per la giornata mondiale della pace 2014 papa Francesco presenta solo alcuni dei possibili cammini di pace, che derivano dall'assunzione e dalla coniugazione del principio della fraternità e si inoltrano negli ambiti cruciali della povertà, dell'economia, della corruzione, della guerra, oltre che della salvaguardia della natura. Nella prima parte delle sue riflessioni S. Ecc. Mons. Mario Toso si ferma a considerare la valenza ecclesiologica e comunitaria, cristiana e civile, teologico-morale del Messaggio. In un secondo momento ne considera la valenza sociale, sottolineandone la funzione architettonica.
L'autrice esterna il suo amore verso la Madonna e invita il lettore a vivere un tu per tu con Maria nella vita quotidiana. Un libro che diventa preghiera e che fa scoprire la necessità della consacrazione quotidiana.
E’ una profonda vita interiore quella che ha sempre animato l’esperienza ecclesiale e sociale di Madeleine Delbrêl (1904-1964) nella banlieue operaia di Parigi.
Autrice di opere importantissime come Noi delle Strade, La gioia di credere, ha sempre provato il desiderio di partire in mezzo ai non credenti e ai poveri per vivere il Vangelo.
In occasione del 50° anniversario della sua morte che ricorrerà a ottobre 2014, questo libro ci fa penetrare nella sua preghiera al cuore del mondo.