In una caverna presso Melicuccà di Seminara (RC) gocciola dal soffitto un'acqua ritenuta miracolosa. La grotta fu nel Medioevo sede di un monastero rupestre fondato da sant'Elia lo Speleota. Questo monaco, anzi padre di monaci e taumaturgo (T ca. 960) appartenne alla grecità calabrese, fiorente quando quella regione era parte integrante dell'Impero Romano d'Oriente ed era stata linguisticamente, culturalmente e religiosamente ellenizzata. In quel periodo fu anche sede di un monachesimo pienamente inserito per spiritualità, liturgia e organizzazione nell'ecumene "bizantina". Di questo monachesimo italo-greco restano oggi a malapena dei ruderi, ma in compenso molte sono le testimonianze agiografiche, in notevole parte raccolte nell'archimandritato del Salvatore, fondato in età normanna sulla penisola del faro (in glossa phari) del porto di Messina. Un codice qui scritto nel 1308 è l'unico a riportarci la Vita dello Speleota e una raccolta dei miracoli avvenuti alla sua tomba, scritte in greco prima della fine del X secolo da un monaco del suo monastero. Tale testo viene qui pubblicato in edizione critica con traduzione italiana e un commento storico.
I "Padri del mondo" sono tutti i maestri protagonisti della Mishnà, espressamente menzionati nel trattato che si intitola appunto Avot, i "Padri". Si presenta qui la prima traduzione in italiano della versione tradizionale della raccolta dei detti attribuita a Rabbi Natan, maestro babilonese del II-II secolo, che amplifica detti dei Padri e si può considerare come un loro commento. Questo trattato extratalmudico offre al lettore un vero e proprio compendio. della sapienza rabbinica e della sua trasmissione di generazioni in generazione.
Un testo impregnato dell'amore per la Torà, scritta e orale, che è in grado di orientare ancora oggi la nostra vita, perché " su tre cose il mondo sta: sulla Torà, sul culto e sulle opere di misericordia".
EDIZIONE BILINGUE ITALINO LATINO
Il testo si prefigge di delineare la pneumatologia ad intra bonaventuriana, esposta principalmente in alcune distinzioni del Commento al Primo Libro delle Sentenze di Pietro Lombardo e ripresa nel Mistero della Trinità, nel Breviloquio e nelle Collazioni sull'Exameron. L'indagine si avvale della ontologia relazionale ossia del punto di vista ontologico che riconosce alla relazione il primato nella costituzione degli enti. Lo Spirito Santo è duplice relazione (habitudo) con il Padre e con il Figlio, i quali - nella reciproca distinzione personale e come unico principio originante (notio) - lo spirano ab æterno. Scopo del presente lavoro è quello di approfondire il contributo del Dottore serafico in ordine alla categoria relazione nella perichoresis e la sua attualità per la contemporanea ricerca teologica.
Nei libri VIII e IX della Storia ecclesiastica, Eusebio di Cesarea tratta dell'ultima persecuzione contro i cristiani e dunque dei rapporti fra l'Impero Romano e il cristianesimo. Muovendo dal commento di questi due libri, l'autore si sofferma sull'elaborazione storiografica, compiuta da Eusebio, delle informazioni e della documentazione in suo possesso e del loro adattamento agli scopi dell'opera. La narrazione della persecuzione, come, in generale, quella di tutta la sua storia della Chiesa fanno infatti parte di un genere che può essere certamente definito "storiografia apologetica". Eusebio non intende fornire un quadro relativamente equilibrato e chiaroscurato del fenomeno della persecuzione contemporanea, ma individuarne e dimostrarne la direttrice essenziale nella vittoria del cristianesimo dei martiri nella definitiva guerra fra l'impero pagano ed il cristianesimo, in un complicato rapporto fra verità storica ed elaborazione ideologica.
Opera, in due volumi, di ampio respiro e di altissimo valore esegetico, l'unica dedicata dal vescovo di Milano a un libro del Nuovo Testamento. Edizione bilingue latino-italiano.
Capolavoro di Aelredo di Rievaulx sull'amicizia spirituale, che nasce dal bisogno di amare e di essere amati, esperienza centrale nella vita che matura e cresce alla scuola di Gesù. Il genere letterario scelto dall'autore è quello del dialogo, suddiviso in tre "libri": il primo tratta della natura e dell'origine dell'amicizia, il secondo presenta i suoi vantaggi e i suoi limiti, l'ultimo illustra la scelta degli amici e la pratica dell'amicizia."Non appena lo si è letto viene voglia di rileggerlo", era scritto sulla tomba di Aelredo. Tutti coloro che hanno compreso come la relazione interpersonale sia il centro della vita, della morale e dell'esperienza spirituale, troveranno di che nutrirsi abbondantemente e con gioia in queste pagine del XII secolo, che nulla hanno perduto della loro freschezza.
L'Adversus haereses, intitolato originariamente da Ireneo di Lione Smascheramento e confutazione della pretesa gnosi, è un'opera in cinque libri nella quale il vescovo di Lione si propone di confutare lo gnosticismo, del quale era un ottimo conoscitore e del quale avvertiva tutti i pericoli. Lo stile brillante e la profonda cultura sia biblica sia classica, uniti a una solida formazione cristiana, fanno di quest'opera una delle fonti più antiche e autorevoli sulle dottrine gnostiche e al tempo stesso un'ampia esposizione della dottrina cristiana e della fede della Chiesa.
La Vita di Antonio si presenta come una lettera che Atanasio invia ai monaci d'Occidente perché imitino e diffondano l'ideale monastico così come fu vissuto da Antonio. All'interno del racconto di Atanasio si possono individuare quattro fasi, quattro "fughe" che spinsero Antonio a cercare una solitudine sempre maggiore.
La straordinaria eloquenza che valse a Giovanni Crisostomo (349-407), già celebre presbitero di Antiochia, l'elezione a patriarca di Costantinopoli, gli meritò anche l'appellativo di "bocca d'oro": Crisostomo, appunto. Accanto alle doti oratorie, egli mostrò una incrollabile fedeltà alla Parola, che risuonava nella sua vita non meno che nei suoi discorsi, e un'attenzione amorevole per i poveri e per gli ultimi. Questo atteggiamento gli procurò molti nemici tra i ricchi e i potenti, anche nei ranghi del clero, che lo avrebbero ripagato con l'esilio. Persino nella cattiva sorte, tuttavia, Giovanni rimase lieto nella speranza, paziente nella tribolazione e perseverante nella preghiera. Questa antologia propone i passi più belli della sua vastissima produzione letteraria, solo in parte già tradotti in italiano.
San Rocco nativo di Montpellier, dopo aver elargito i suoi beni ai poveri, si mise in cammino verso Roma curando e confortando i malati di peste. Questo lavoro prende in esame la figura del santo pellegrino francese attraverso quattro capitoli. Il primo analizza il contesto storico in cui visse il giovane taumaturgo, il secondo le questioni legate alle fonti e alle tematiche ad esse attinenti, il terzo ripercorre la vicenda delle reliquie con uno sguardo ai testi liturgici, mentre l'ultimo presenta le Vite principali del santo tradotte in italiano. Un'appendice contenente alcuni testi fondamentali chiude il lavoro.
Raccolta di testimonianze scritturistiche a dimostrazione che la storia della salvezza e la realizzazione progressiva di una serie ininterrotta di profezie divine.