Arturo Marzano è nato a Roma nel 1973. E’ stato allievo del corso ordinario e del perfezionamento in scienze politiche presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. E’ autore di alcuni contributi sulla politica britannica in Medio Oriente e sulle relazioni tra governo inglese e sionismo nei primi decenni del Novecento. Attualmente collabora con la Cattedra di storia contemporanea della Facoltà di scienze politiche dell’Università di Pisa e lavora nell’ambito della cooperazione internazionale con l’organizzazione non governativa UCODEP.
Questo libro è composto da tre lunghi reportage. Nel primo, William Langewiesche esplora le rovine sottostanti alle Torri gemelle. Nel secondo, ricostruisce momento per momento la dinamica del loro crollo. Nel terzo, descrive la lotta quasi per bande che nei mesi successivi all'11 settembre ha visto pompieri, poliziotti e dipendenti delle imprese edili contendersi, per ragioni molto diverse, il terreno desolato di Ground Zero. William Langewiesche è corrispondente di "The Atlantic Monthly", su cui questo libro è apparso in tre parti. La prima edizione in volume di "American Ground" è del 2002.
Pubblicata originariamente in tedesco a Zurigo nel 1934 dall'esule Silone, questa monografia appare ora in italiano in un'edizione critica curata dallo storico Mimmo Franzinelli, che in un ampio saggio introduttivo ricostruisce genesi e impatto del testo. Si tratta di una rivisitazione di importanti capitoli della storia italiana, alla ricerca delle radici del fenomeno fascista, dalla quale emerge un quadro complesso, un groviglio di fattori in cui risulta impossibile individuare un'unica causa determinante.
Individuate le radici del razzismo nell'ambiente culturale illuministico, nel naturalismo scientifico come nel pietismo religioso, Mosse ne segue il diramarsi nei vari movimenti letterari, scientifici, politici nell'Europa dell'Ottocento e del Novecento, fino a ricostruire le tappe e i modi in cui i nazisti arrivarono alle esecuzioni in massa degli ebrei. Mosse è stato uno storico del nazismo e del fascismo, di cui ha contribuito a rinnovare l'interpretazione. Ha insegnato nell'Università di Madison (Wisconsin) e nell'Università ebraica di Gerusalemme.
Fra lo scoppio della Rivoluzione francese e la vigilia della Grande Guerra, l'Europa subì una radicale trasformazione. Alla fine del XIX secolo, la stessa carta geografica del continente presentava un aspetto diverso: erano crollati imperi ed erano emersi nuovi Stati nazionali. Molti Stati si trasformarono, assumendo funzioni sociali moderne. I mutamenti economici non furono meno eclatanti. Ma come cambiò, in realtà, la vita della gente? Questo volume analizza l'influenza che i mutamenti economici e politici hanno avuto sui modi in cui le famiglie si formarono e si ruppero, sui matrimoni, sui rapporti di autorità e affetto e mostra le enormi differenze fra i vari Paesi europei. Differenze del passato che ci aiutano a capire quelle del presente.
La storia della città bizantina è quanto mai complessa. È la storia della capitale, Bisanzio, e delle città dell'impero che, dall'ultima età romana, ebbe vita fino alla metà del XV secolo e dove coesistettero centri di formazione antica accanto a città di nuova fondazione. È la storia della crisi definitiva dei modelli urbani di matrice classica e dell'affermarsi delle nuova polis cristiana, dell'abbandono dell'agorà e della difficile persistenza altomedievale entro spazi ridotti e difesi da mura spesso edificate con le spoglie smembrate delle città antiche, ma anche di un recupero avvenuto con criteri diversi da quelli dell'Occidente, responsabile in gran parte della sua interruzione.
L'opera di Toynbee, filosofo della storia, storico, politico e diplomatico inglese, si aggira con particolare intensità intorno a un solo problema: è possibile evitare la paralisi e la morte di una civiltà? Se la storia a prima vista appare come un cumulo di rovine, come un "lugubre girotondo" alla fine del quale c'è solo la dissoluzione, quale possibilità di salvezza rimane per il mondo? Per Toynbee la soluzione esiste ed è attraverso lo studio delle diverse civiltà nonché l'osservazione delle contingenze e delle attualità che questo interprete della storia giunge a risposte audacemente pragmatiche e innovative.
Questo dizionario nasce dal desiderio di colmare una lacuna. Esistono già altri dizionari che riuniscono le più recenti acquisizioni della ricerca sul medioevo, ma un libro del genere mancava. Sessantatre autori hanno scritto più di ottanta voci, da Aldilà a Violenza, passando per Amore cortese, Cattedrale, Cavalleria, Immagini, Impero, Islam, Predicazione, Ragione, Re, Simbolo, Sogni, Stato, Terra, per ricostruire l'Occidente medievale e suggerire possibili percorsi di lettura. In questo volume, il primo, sono proposte le voci da Aldilà (a cura di Jacques Le Goff) a Lavoro (dello stesso Le Goff).
Questo libro racconta il ruolo dell'Islam nell'immaginario europeo, i fraintendimenti, le menzogne, le mistificazioni, gli errori, le calunnie. Dal Maometto "cristiano eretico" all'Islam "religione diabolica", dal "feroce Saladino" al Turco "nemico della croce", i rapporti e gli scambi tra Europa e Islam - che furono molti, intensi, fecondi, amichevoli - si configurano come quasi sempre vissuti e pensati alla luce di un pregiudizio duro a morire. Tanto che, alla fine del Novecento, è riemerso quasi intatto dopo circa due secoli di apparente oblio.
"Ci vuole la straordinaria competenza e immaginazione di uno studioso come Anthony Grafton per rendere giustizia alla mente vivace, al pensiero brillante, alla personalità eccezionale di Leon Battista Alberti. Nello specchio del suo ingegno multiforme, Grafton, con assoluto dominio della materia, ricostruisce tutta un'epoca di civiltà" (David Quint, Yale University).