Le vicende storiche che hanno determinato le divisioni interne al cristianesimo, hanno purtroppo disperso ricchezze spirituali che erano all’inizio un prezioso patrimonio comune. La speranza di ristabilire l’unità, voluta da Gesù (“… che tutti siano una sola cosa…”) è comunque già oggi realizzabile nel cuore di ogni credente, purché si compia il primo passo: conoscere meglio il cristiano altro da me.
Ci avvicina all’Ortodossia e alla sua spiritualità questo limpido scritto di p. Fiorenzo Reati, nel cui titolo il termine “cuore” è la chiave di lettura. E non potrebbe essere altrimenti poiché per la tradizione ortodossa esso è «il centro dell’esistenza umana».
«Una introduzione unica, densa, chiara, teologicamente precisa ed affascinante alla teologia bizantina. Il lettore può finalmente capire la differenza e la complementarità delle teologie ortodossa e cattolica: può iniziare a respirare la vita dello spirito con l’altro polmone, quello dell’Oriente.
Si avverte la competenza, la passione e l’esperienza dell’autore acquisita sul campo in 20 anni di vita vissuta in mezzo agli ortodossi con gioia e gratitudine» (p. Michel Evdokimov, prete ortodosso russo, figlio del celebre Pavel Evdokimov).
Certo può sembrare strano accostare i quattro vangeli e l'ipercubo, la teoria di Cantor degli insiemi e della loro cardinalità al mistero stesso di Dio, l'insieme vuoto e la costruzione dei numeri naturali all'Incarnazione e alla kenosis del Figlio di Dio, gli spazi metrici, gli omeomorfismi tra insiemi e le funzioni continue al regno di Dio, o, ancora, le varietà topologiche all'esperienza della carità. Si tratta di recuperare un modo di pensare capace di vedere le cose non solo in se stesse come nell'approccio scientifico, ma anche come simboli. E anche in questo senso il confronto con la matematica, che vive di simboli, appare di grande interesse. Come altri hanno utilizzato altre arti per parlare della bellezza del cristianesimo, così ci si può legittimamente servire della astratta e limpida bellezza della matematica per parlare di Gesù Cristo. Dalla Postfazione di Ferruccio Ceragioli. "La matematica è bellezza, poesia, fantasia e allora, coraggio, lasciamola parlare un po' di Cristo!"
Pensando alla sovrana maestà di Dio, l'uomo ha la tendenza a tralasciare un tratto distintivo del suo volto: la misericordia del Padre nostro. Perciò, guardando alla propria creaturalità, è indotto a porsi certe domande: Con quali parole io posso? Come posso io rivolgermi ancora? Come può Lui salvarmi ancora? Il Figlio di Dio ci ha donato per questo una preghiera esemplare, accessibile a tutti ed efficace per tutti, il Padre nostro.
Padre Maria Eugenio di Gesù Bambino (1894-1967), carmelitano, fondatore, missionario, scrittore, direttore spirituale, promotore instancabile di Teresa di Gesù Bambino, fu sopratutto seminatore e testimone della gioia della misericordia. Se dalla meditazione della scrittura e dalla preghiera silenziosa apprese la sorgente e l'essenza della vera gioia, le infinite risorse e sfumature della misericordia, nella vita concreta cooperò in modo qualificato nel diffondere questa verità, ed egli stesso fu, tra prove e travagli, un uomo davvero felice. I testi qui presentati, tratti esclusivamente dagli insegnamenti orali di padre Maria Eugenio, ci permettono di metterci all'ascolto del vangelo, di meditare le rivelazioni di Gesù ai suoi discepoli scoprendo poco a poco il legame reale che esiste tra gioia e misericordia; di fissare lo sguardo su Dio, e poi progredire ancora nel cammino della fede con l'immagine della creatura umana abitata dalla gioia della misericordia, contemplata ora in Maria.
"Attraversare quella porta" è l'ultimo libro della Collana "In Ascolto" delle Edizioni VivereIn scritto da Nicola Giordano e ispirato all'insegnamento di Papa Francesco al quale il volume è dedicato. L'autore si è ispirato al pensiero e alla dottrina del Papa, il vero maestro della Misericordia, come cammino del nuovo anno. Il volume più che una meditazione quotidiana sulla Quaresima è una costante e illuminata meditazione sull'intero anno dedicato al cammino della Misericordia. Motivo ispiratore è sempre la Sacra Scrittura. Non si può prescindere dallo studio e dalla contemplazione della Parola. Il volume intitolato "Attraversare quella porta" espone anche la immagine di una conchiglia che vuole richiamare la dimensione eucaristica come motivo di singolare meditazione e amore.
"Nessun cammino è lungo per chi crede e nessuno sforzo è grande per chi ama. Seminiamo l'aurora, oggi, di un giorno nuovo." (Canto popolare dell'America Latina)
"L'avete fatto a me" è una meditazione teologica sul mistero della misericordia divina contemplato anzitutto in Cristo e di riflesso nelle opere di misericordia della Chiesa.
Il volumetto aiuta a meditare, in un clima di preghiera, il Salmo 139 per scoprirvi sia la chiamata alla vita di ogni uomo e donna, dell'orante in particolare, sia la risposta a tale chiamata, e le difficoltà che derivano dal rispondere. La parola del Salmo 139, letto, mediato e contemplato con gli occhi e il commento di Sant'Agostino, non è una parola del passato "da mettere sott'olio", ma vuole essere una parola di Dio che opera oggi. E' una parola che interpella ciascuno: stai seguendo veramente il Signore? L'interpretazione del testo evoca sentimenti e immagini suggestive, che toccano l'interiorità del cuore e descrivono il modo spirituale della persona umana chiamata a vivere un'autentica relazione con Dio a testimoniare il suo primato nella storia.
La "vittima", nella Bibbia e nella tradizione cristiana, non è ciò che si immola, ma piuttosto ciò che viene offerto a Dio. Affinché il sacrificio sia sincero e gradito a Dio, dev'essere espressione di ciò che c'è nel cuore, di uno spirito di sincero amore e di un animo umile e contrito: "Un cuore contrito è sacrificio a Dio, un cuore contrito e affranto" (Sl 51,19). Gesù ha rivelato la sua volontà a Sr. Maria della Trinità, una clarissa di Gerusalemme. Il suo grande desiderio è che un esercito di anime eucaristiche e apostoliche si consacrino a Lui, con un "voto di vittima" privato.
“Spero che questo piccolo contributo del carissimo don Pasqualino, che ripercorre le 14 stazioni
della Via Crucis, accompagnate dai “crocifissi della storia”, possa diffondersi, ed essere utile
strumento di meditazione sulla passione di Cristo, e di attenzione per coloro che stanno
completando nella loro carne i patimenti di Cristo (Cfr. Col 1,24), e per tutti coloro che si
prendono cura di loro” (dalla prefazione del Card. Peter K. A. Turkson).
Don Pasqualino Di Dio è nato a Gela nel 1982, è il primo di sei figli. Presbitero della Diocesi di Piazza Armerina dal 2009, svolge attualmente il servizio di esorcista diocesano. Nel 1996 ha dato inizio al Movimento “Fraternità Apostolica della Divina Misericordia” di cui è assistente spirituale generale. Insieme a delle giovani famiglie ha fondato la “Piccola Casa della Misericordia” di Gela che si occupa dei poveri del territorio nisseno. È stato scelto da Papa Francesco come Missionario della Misericordia durante l’Anno Giubilare.
"Vi sono linee tracciate o rinvenibili nel percorso quotidiano, in parte decidibili e in parte no; vi sono intrecci di cui si è protagonisti molto parziali, gli incontri che si fanno, i colleghi che si hanno, gli affetti che si scelgono o da cui siamo scelti; le contraddizioni che si incontrano e si riconoscono, ma non si possono evitare... questo è il procedere dell'esistenza e delle parole con le quali si chiamano le cose. Le parole sono la stessa cosa dei pensieri e degli oggetti che descriviamo, anche se qualcuno non è d'accordo. Dobbiamo essere rigorosi con le parole e la loro densità, non si scherza con le parole. E invece di questi tempi molti scherzano con le parole, non riconoscendo loro la vita che hanno nell'essere pensate e dette e scritte. Quanti insultatori della parola, quanto pochi uditori della parola (cf. K. Rahner)! Per parte mia mi sento proprio, con Rahner, un uditore della parola. Ho nostalgia della parola, come un dolore per la lontananza."
Questo libro è una testimonianza di un'esperienza concreta della vicinanza realmente stupefacente di Dio nelle nostre difficoltà, e in modo particolare di fronte alla morte. È un canto d'amore alla Vergine Maria che vuole toccare tutti i cuori.