Immaginiamo una ruota, con i raggi e, al centro, il mozzo.
I raggi sono le religioni storiche, limitate e influenzate dal contesto culturale e sociale in cui sorgono.
Il mozzo è la fonte da cui esse scaturiscono: la Verità, unica ed eterna.
Le prime sono rivelazioni imperfette e relative della seconda, che, manifestandosi nel mondo, si riflette nella natura finita e molteplice di quest’ultimo.
In Ritorno al Centro, Bede Griffiths mette a confronto le principali tradizioni religiose dell’Occidente e dell’Oriente – l’ebraismo, il cristianesimo, l’induismo, il buddhismo, l’islam –, e ne esamina i contenuti fondamentali con l’obiettivo di segnalarci il mistero ultimo che si cela dietro la dimensione del particolare e del contingente e di indicarci la via per rientrare in contatto con l’Uno.
Questa capacità di trascendere, di andare oltre, è presente in ciascuno di noi. Il nostro essere, come la religione, è duplice: finito e determinato da un lato, eterno e assoluto dall’altro.
Attraverso la pratica del silenzio e dell’ascolto di noi stessi, della preghiera e della meditazione, possiamo accedere a quell’interiorità che è lo spazio nel quale Dio si rivela.
Come le vetrate delle cattedrali e i chiostri delle abbazie, le miniature dei manoscritti testimoniano le meraviglie del Medioevo cristiano. Ecco 72 miniature inedite da colorare, ispirate alle più belle realizzazioni dei copisti e dei miniaturisti che, nell'arco di mille anni, hanno copiato la Bibbia e meditato con i libri santi. Le pagine iniziali tracciano la storia della miniatura, presentano i differenti stili e guidano il lettore a un metodo di lavoro e nella scelta dei colori. Un itinerario di Lectio divina propone di entrare nella meditazione della Sacra Scrittura fino alla contemplazione del mistero divino. 72 miniature da colorare, Breve storia della miniatura, Guida al metodo, Itinerario di Lectio divina.
Prefazione di Stefano Zamagni
Con i contributi di Giorgio Bruno, Giuseppe Frangi, Claudine Hugonnet-Berger, Giovanni Maddalena
Il libro è illustrato con oltre 50 tavole a colori
“Il significato profondo del messaggio che da questo testo si trae è un messaggio oggi ancora più rilevante che non nel passato. La vicenda umana di Nicolas Rolin, fondatore nel 1443 del suo ospedale e cancelliere per diversi decenni al servizio dei duchi di Valois Borgogna, è qui descritta come meglio non si potrebbe. Senza tema di smentita, si può dire che quello di Rolin è stato un esempio notevole e ante litteram di imprenditore civile ovvero della realizzazione di una concezione di attività economica di per sé votata alla generazione di bene comune”. (Stefano Zamagni)
Un volume di spiritualità, sul modello della meditazione monastica degli antichi Padri della Chiesa: in preciso riferimento alle Scritture, l'autore commenta i temi della speranza e del perdono, quanto mai attuali.
Molti oggi desiderano vivere con maggiore consapevolezza l'anno liturgico. Il suo ritmo è sentito come qualcosa di benefico: controbilancia la frenesia del lavoro che, in contrasto con il nostro "orologio interiore", ci impone di essere costantemente efficienti e disponibili, e ci mette sotto pressione. Ebbene, in questo libro Anselm Grün reinterpreta in una chiave totalmente nuova le feste dell'anno: dapprima ne spiega il retroterra storico e tradizionale, poi apre prospettive su come esse possano riacquistare un significato più profondo per l'oggi. E lo fa ricorrendo a delle immagini. L'anima ha bisogno di immagini. Ci sono certe immagini - quelle che lo psicologo Carl Jung chiamava "archetipiche" - che hanno una forza sanante: fanno bene all'anima, guariscono, accompagnano nel cammino di umanizzazione. Spiega Grün: immagini bene che del genere ci sono presentate - come un sistema terapeutico - dall'anno liturgico cristiano, nelle diverse solennità e nei diversi tempi. Non sono un insegnamento autoritario, ma una scuola di vita che chiede di imprimere in noi i suoi valori, affinché noi, tramite le immagini interiori, entriamo sempre più in contatto con l'immagine unica, genuina, originaria che Dio si è fatto di ciascuno di noi.
L’opera non intende minimamente apparire come un manuale di teologia cristiana dei primi secoli. In essa vengono presentati con semplicità gli scritti dei primi Padri della Chiesa per lettori non necessariamente specializzati. Una guida di facile consultazione, ispirata dalla convinzione che, subito dopo la lettura del Vangelo, sia oggi più che mai utile e doveroso conoscere gli scritti più importanti di quegli uomini che hanno saputo difendere e trasmettere la tradizione apostolica, contribuendo alla maggiore comprensione degli scritti evangelici.
Questo libretto, modellato sul metodo della lectio divina, propone una delicata e appassionata riflessione sull'Amore. Grazie all'aiuto di grandi uomini di fede, come Don Tonino Bello, e traendo spunto dalla sua esperienza sul campo, l'autore (animatore di un gruppo adolescenti per sette anni) desidera proporre un itinerario che guidi a Dio il quale, nella sua Santissima Trinità, è Amore; Aiutandosi con l'inno scritto per la 49^ Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni: "Rispondere all'amore... si può". Il libro presenta, alla fine, un'appendice, frutto del servizio prestato come catechista del gruppo di cresima "Fuoco d'Amore".
La preghiera è una parte vitale della vita del cristiano, ancora oggi, un tratto distintivo del discepolato evangelico. Molti, però, ancora identificano la preghiera con la recita di (sante e valide) formule. Ma è solo così? Seguendo le orme del Nazareno, il grande orante, possiamo riscoprire il grande dono della preghiera cristiana. E capire in che senso è indispensabile per l'intercessione dei vivi e dei defunti.
Profondo indagatore dell'animo umano, Vittorino Andreoli affronta il tema "sopportare pazientemente le persone moleste", una delle opere di misericordia spirituale, mettendo in campo la sua consapevolezza di psichiatra.Le opere di misericordia sottendono un modello di umanità (un ideale) a cui tutti, credenti, non credenti, atei, gnostici,dovrebbero tornare ad ispirarsi.
Pierre Favre è tra i più importanti esponenti della Chiesa cattolica e della spiritualità cristiana del ’500, membro del gruppo dei fondatori della Compagnia di Gesù, fonte di ispirazione per generazioni di cattolici, è tornato negli ultimi anni al centro dell’attenzione a seguito della canonizzazione decisa da Papa Francesco, che ne è sempre stato un fervente ammiratore. Il Memoriale è il suo testo più importante, un diario spirituale, intenso e appassionato, in cui s’intrecciano mistica e vita apostolica, slancio missionario e meditazioni intime sul rapporto con Dio. La spiritualità di Pierre Favre, connotata dall’apertura all’altro e dalla costante ricerca del dialogo, palesa oggi la sua attualità nel solco del rinnovamento della Chiesa avviato dal Concilio.
Gesù a Suor Consolata: “Ricorda che un atto di amore decide l’eterna salvezza di un’anima. Quindi abbi rimorso a perdere un solo ‘Gesù, Maria vi amo, salvate anime’. Ho sete del tuo Amore e per un tuo atto d’Amore creerei il Paradiso. L’atto di Amore ti fa valorizzare al massimo ogni istante di questa vita terrena. Non perdere un atto d’amore, un atto di carità, un sacrificio, da una S. Comunione all’altra. No, Consolata, in Purgatorio non andremo, passeremo dalla cella al Cielo. Quando il tuo ultimo: ‘Gesù, Maria vi amo, salvate anime’ sarà pronunciato, io lo raccoglierò, e lo tramanderò a milioni di anime, che lo accoglieranno e ti seguiranno nella semplice via della confidenza e dell’amore”.
L'amore può essere sublime, la via per un'esistenza migliore, ma può avere anche un volto crudele e malato e farsi strumento di oppressione. Khalil Gibran ne ha narrato entrambe le facce con parole vibranti di luce e poesia che invitano a navigare nello spazio dei sogni; e con parole dure che si levano come un grido contro l'infamia e la perfidia di uomini che considerano la donna un mero oggetto di piacere. In questi scritti Gibran ci trasporta nel mondo orientale, dove le donne e i deboli sono vittime di sopraffazioni e prepotenze. Una denuncia da ascoltare ancora oggi. Un'antologia ricca, curata da uno dei principali conoscitori dell'opera di Gibran.