Il Vangelo per i ragazzi i cui racconti per il giovane pubblico sono stati costruiti con un linguaggio fresco e biblicamente molto puntuale, viene riofferto in una speciale edizione per la Prima comunione. Un'edizione la cui copertina la rende un regalo mirato a questa particolare tappa di fede. Con originalità e ricchezza di particolari, le tavole illustrate che accompagnano i racconti evangelici evocano il senso degli eventi oltre le parole e consentono di entrare piano piano nel testo biblico, alla scoperta di Gesù e della storia delle origini cristiane. Età di lettura: da 8 anni.
Estar preparado no es querer morir, sino tener conciencia de que eso puede ocurrir. ¿Hemos asumido esa realidad? Contemplar la cumbre, siempre gozosa, orienta la peregrinación y la llena de sentido. Estamos llamados a la verdadera alegría, tanto mientras caminamos como al final, cuando llegue.
En este libro, Grosjean ofrece puntos de referencia para recorrer con plenitud la propia vocación de hombres y mujeres cristianos; y lo hace mediante diez meditaciones que son, a su vez, luz, fuerza, consuelo y confianza.
Crítica:
«Para un cristiano, uno puede agregar: ¿cuál es el corazón de mi fe? He tratado de responder a esta pregunta proponiendo estos diez puntos de referencia que iluminan mi camino de hombre, de cristiano y de sacerdote, y que quizás también puedan acompañar y animar a los lectores en esta dura y hermosa aventura que es su vida.»
Pierre-Hervé Grosjean, autor
«Con este libro espiritual concreto, sencillo y encarnado, el Padre Grosjean nos anima y comparte con nosotros los frutos de su ministerio, sus encuentros y su experiencia. Se dirige aquí a todas las generaciones ya todos los estados de vida para consolarnos con su tono franco y su habitual entusiasmo: sí, estamos hechos para la alegría, la verdadera alegría.»
Artège, casa editorial
Tutti conoscono il racconto che i Fioretti dedicano alla "Perfetta letizia"; pochi conoscono il testo originale latino, su cui si basa la poetica traduzione dei Fioretti.
Si tratta di un testo paradossale, nel quale la radicalità della scelta evangelica di Francesco d’Assisi si manifesta in tutta la sua crudezza. E' una lettura affascinante e, al tempo stesso, inquietante.
L'autore ci aiuta a situare questo racconto nel contesto storico della sua origine: emergono così le difficoltà incontrate da Francesco d’Assisi per rimanere fedele alla forma di vita che Dio gli aveva rivelato, difficoltà che provenivano sia dalla Chiesa del suo tempo, sia dai suoi stessi frati, non sempre consapevoli della radicale novità di vita che veniva loro richiesta.
"È che siamo stati educati dal benedetto neodarwinismo che tanti meriti ha (assieme a qualche demerito) a pensarci al ribasso. La nostra galassia? Periferica. La nostra stella, il sole? Anonima. Il nostro pianeta? Piccolo. Il genere Homo? Un ramoscello tra i tanti del cespuglio della vita. La nostra specie, Sapiens? Una fogliolina tra le tante di quel ramoscello di quel cespuglio. Sapiens? Un vivente la cui mente non è che una variazione della mente degli animali. E via e via sempre sminuendo, cosicché si è portati a chiederci come sia possibile che questo modello per così dire di acclarata mediocrità possa risultare ineguagliato nell'universo mondo. Poi succede che passa il tempo, i decenni, che sempre più mostruosi telescopi scrutano lo spazio in ogni anfratto, che le missioni di sonde su questo e quel pianeta ci sommergono di informazioni. Ma di vita, zero. Di artificiosità che provi l'esistenza di un'intelligenza che plasma la natura meglio non parlare neppure". È ancora possibile, in un contesto culturale tanto condizionato, parlare di Dio e caso, di Big Bang e creazione, di scienza e fede, della ratzingeriana "ragionevolezza di Dio" e della visione di Monod compresa tra "caso e necessità" senza essere pregiudizialmente presi a pesci in faccia perché anche a Dio, alla creazione, alla fede, alla ragionevolezza ratzingeriana concediamo una chance, una probabilità, una quotazione nelle scommesse su ciò che neppure la scienza potrà mai arrivare a sapere? Questo piccolo libro parte dalla convinzione che sia prima ancora che possibile necessario non solo concedere ma valutare quelle chance, quelle probabilità, quelle quotazioni nelle scommesse che ciascuno di noi può sempre fare o pensare di fare su Dio, la vita e il destino umano.
Un saggio sul tema della cooperazione, affrontato sotto molteplici punti di vista. L'autore tratta l'argomento suddividendo la pubblicazione in tre parti: le radici, le forme, le trappole della cooperazione. La prima parte è dedicata alle origini evolutive, psicologiche e culturali dei meccanismi che rendono possibile l'azione cooperativa. Nella seconda, attraverso l'applicazione della teoria dei giochi, viene documentato come differenti comportamenti sociali possano ostacolare o facilitare risultati cooperativi. Nella terza, grazie anche all'uso di esempi pratici, sono definite quelle "trappole", cioè quegli atteggiamenti individualistici, che fanno parte della vita di tutti i giorni e che possono essere di ostacolo alla cooperazione fra persone. Ne esce una "sfida colossale", da affrontare superando ostacoli a volte enormi ma che, se vinta, può portare grandi vantaggi a beneficio dell'intera comunità.
Il libro di Miryam Choi, dedicato a Maria, Madre di Gesù Cristo, rappresenta un unicum nella vasta letteratura sulla figura di Edith Stein, affrontando questioni che sembrerebbero secondarie, ma che, al contrario, mostrano di essere al cuore degli interessi della pensatrice tedesca, come accade per la descrizione dell'esperienza mistica sulla quale si sofferma l'Autrice. Da notare è il peculiare approccio che caratterizza il libro: si "sente" che tutto ciò che è detto è frutto di una profonda condivisione che si può attribuire ad una vicinanza "affettiva" con la Stein, ma non esclude il rigore dell'indagine intellettuale. I lettori e le lettrici, sia che conoscano il pensiero della Stein sia che si avvicinino ad esso per la prima volta, saranno senz'altro attratti da ciò che l'Autrice espone in questo suo scritto; esso muove da una piccola parola, fiat, per allargarsi a questioni fondamentali nel campo della filosofia e della teologia. Prefazione di Angela Ales Bello.
Questo libro è un contributo importante a una delle aree più impegnative della salute mentale: l'abuso di sostanze. Si concentra sulle esperienze psicopatologiche a esso associate: sia le conseguenze dell'abuso di sostanze che le vulnerabilità esistenziali che lo portano, anche se una distinzione così netta è raramente possibile. Il lavoro apporta una prospettiva innovativa alla questione, in quanto attinge a due campi scientifici la cui associazione non è stata ancora pienamente esplorata: la psicopatologia fenomenologica e gli studi sull'abuso di sostanze. L'associazione di queste due prospettive potrebbe costruire una maggiore comprensione di questo importante argomento ed essere di aiuto pratico per una vasta gamma di professionisti nella loro pratica clinica. La struttura del libro si ispira a questa prospettiva generale. La sua divisione in tre parti ha lo scopo di introdurre il lettore, in modo graduale, alle complessità del tema, sulla base degli ultimi progressi della letteratura specifica. L'obiettivo generale di quest'opera è quindi quello di offrire uno strumento utile ai clinici della salute mentale, agli psichiatri, agli psicologi, agli infermieri, agli studenti universitari di queste discipline e a tutti gli operatori dell'abuso di sostanze.
Due dei termini più usati in medicina sono placebo ed effetto placebo, anche se non è sempre chiaro cosa significhino esattamente. I recenti progressi della ricerca biomedica hanno permesso di chiarire meglio l'effetto placebo. Ora sappiamo che si tratta di un fenomeno psicobiologico attivo che ha luogo nel cervello del paziente e che è capace di influenzare sia il corso di una malattia che la risposta a una terapia. Una nuova edizione significativamente aggiornata e ampliata di un libro sui placebo di grande successo e acclamato dalla critica. Incorpora ampio materiale dal testo complementare dell'autore, Il cervello del paziente. Ogni capitolo contiene un riassunto e punti chiave di apprendimento, inclusi suggerimenti per ulteriori discussioni, che rendono il libro molto utile per l'insegnamento. Evidenzia come ci siano molti effetti placebo e li rivede criticamente in diverse condizioni mediche, come i disturbi neurologici e psichiatrici, le malattie cardiovascolari e respiratorie, le risposte immunitarie e ormonali, così come nell'oncologia, nella chirurgia, nella medicina sportiva e nell'agopuntura. Inoltre, esamina il contesto psicosociale, considerato cruciale per l'effetto placebo.
«Conosciamo le regole del calcio, ma non abbiamo una padronanza nemmeno paragonabile delle regole del discutere, un gioco molto più vitale. E mentre sappiamo giudicare di testa nostra le prestazioni in campo di un calciatore, non sappiamo valutare, con altrettanta autonomia di giudizio, le prestazioni di due che discutono. Una volta tanto, facciamo diventare oggetto di dibattito il dibattito stesso. Riflettiamo sulle sue mosse e le sue regole». A vent'anni dall'uscita di Botta e risposta torna, in un'edizione aggiornata, il libro di culto che ha reintrodotto l'arte della disputa nel nostro Paese. Una lettura agile e brillante che non si limita a definire cosa sia un dibattito regolamentato, ma suggerisce schemi argomentativi tipici, mosse prevalenti (nel duplice senso di più frequenti e più forti) e criteri di valutazione utili per mettere in difficoltà l'interlocutore e difendersi dagli attacchi verbali.
Il volume prende spunto da due seminari di studi svoltisi uno presso il Dipartimento di Scienze giuridiche e politiche dell'Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma, uno in forma di webinar nel 2020, di cui raccoglie gli atti. L'approccio prescelto è stato quello multidisciplinare, con il coinvolgimento di studiosi di vari settori scientifici sia dell'area giuridica che di quella economica, appartenenti a diversi Atenei italiani e stranieri. Il filo conduttore di entrambi i momenti di studio è stato quello della tutela dell'ambiente in una chiave che tende a esaltare questo valore fondamentale e il bisogno di preservarlo in armonia con l'uomo in tempo di pandemia. Lo studio della tutela dell'ambiente, inoltre, è fondamentale per evitare differenziazioni di condizioni di vita e diseguaglianze. Condotta in termini diversi dall'esclusiva efficacia e efficienza delle misure messe in campo, l'indagine rappresenta un primo momento di riflessione e di approfondimento della tematica prescelta. Pienamente consapevoli che si tratta solo di un punto di partenza di un ragionamento più che mai attuale, intriso di questioni dagli esiti incerti, coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questa collettanea hanno tentato di ragionare in modo critico e senza preconcetti sulle ricadute pratiche delle questioni teoriche affrontate. La convergenza di tutti i contributi sulla necessità di tutelare le risorse naturali e il territorio, come elemento vitale della comunità, emersa in quella sede e dal dibattito che ne è scaturito dopo ha dato vita a una rete di rapporti scientifici ed ha rinsaldato il proposito comune di continuare ad analizzare le complesse questioni poste.
Durante il Concilio Vaticano II, i padri conciliari, nell’atto di interessarsi alla formazione sacerdotale, hanno espresso la consapevolezza "che l'auspicato rinnovamento di tutta la Chiesa dipende in gran parte dal ministero sacerdotale animato dallo spirito di Cristo" (Optatam Totius, Proemio). Pertanto, la riflessione teologica, come servizio alla comprensione del sacerdozio, in un tempo in cui il cristianesimo sembra vivere una notevole crisi, assume una certa rilevanza. Tale consapevolezza sta al cuore di questo nostro lavoro. Occorre domandarsi seriamente se si possa andare oltre ai due riduzionismi teologici che spesso hanno condotto ad una comprensione ridotta del sacerdozio ministeriale; ovverosia quello cristomonista e quello ecclesiominista. Partendo dallo studio dei testi di J. Ratzinger e di E. Schillebeeckx queste pagine vogliono provare a formulare una risposta che possa tenere conto di entrambe le scuole di pensiero. Tale strada e stata percorsa assumendo le poco praticate prospettive escatologica e quella biblica di "testimonianza" offerta dagli Atti degli Apostoli (1,7).
Giuseppe Fazio (Cosenza, 1992), nel 2010 ha conseguito la maturità classica presso il Seminario Minore della Diocesi di San Marco Argentano. Dal 2010 al 2020 è stato alunno dell’Almo Collegio Capranica e della Pontificia Università Gregoriana dove ha conseguito i baccellierati in filosofia (2012) e teologia (2015), la licenza (2017) e il dottorato (2021) in teologia dogmatica. Nel 2018 è stato ordinato presbitero.
Attualmente è docente incaricato di teologia sacramentaria presso I’Istituto Teologico Calabro e di Cristologia e trinitaria presso la scuola diocesana di formazione per laici. Ha pubblicato Il sacerdozio in J. Ratzinger: un'identita in relazione, in Rivista di Teologia dell'evangelizzazione, 47 (2020), 157 -1706.
L'ottica del libro è strettamente evangelica, e il dato di quelle fonti resta essenziale e normativo, anche se le parole e i silenzi di quei testi aprono alla possibilità di una lettura più profonda. Nel racconto evangelico del cosiddetto tradimento c'è spazio anche per la scoperta di aspetti che non possono essere trascurati, neppure riguardo al caso di Giuda, che non è solo l'archetipo e il modello dell'errata condotta tout court. A suo modo, doveva volere ancora bene a Gesù, se ne piange la sorte e si tormenta al punto da togliersi la vita. È questa la domanda che - senza voler sottrarre la figura di Giuda al suo mistero - soggiace a ogni passo del libro e ne costituisce il filo conduttore.