Una testimonianza potente di fede e speranza nel cuore di un conflitto che non ha fine. Pagine di vita dalla Città che non ha mai avuto pace, ma custodisce la promessa di Dio. Nonostante il paradosso di una città che, pur portando un nome di pace, è costantemente insanguinata dall'odio e dalla violenza, Gerusalemme rimane il luogo in cui Dio ha scelto di far germogliare la speranza. L'anno trascorso dall'autore ha coinciso con una fase molto dura della guerra e con la totale assenza di pellegrini in Terra Santa. In questa terra privilegiata don Luigi Milani ci invita a camminare con lui. Attraverso le sue pagine, l'autore intreccia le piccole storie degli abitanti di Israele con la Grande Storia della salvezza, dimostrando che il Cristo continua a camminare tra le vie pericolose, i bombardamenti e l'angoscia. Questo non è solo un resoconto, ma un profondo invito a leggere le vite dei popoli e dell'umanità intera alla luce della Parola. Un testo che sfida a credere nella "storia santa" che Dio continua a scrivere, animato dalla speranza che la Gerusalemme terrena possa finalmente riflettere la pace di quella celeste. Un libro essenziale per chi cerca un messaggio di fede incrollabile dove tutto sembra perduto.
Alle meste considerazioni di Qohelet sembrano opporsi le pagine del Cantico dei Cantici, in cui la visione della vita e del mondo sembra pure condizionata da un eccesso ma questa volta opposto. C’è una luce che permette all’uomo di vedere le cose nella loro verità più profonda. E questa verità non è l’inconsistenza, ma l’eternità che scorre sotto ogni cosa e che l’amore rivela. Con un invito alla lettura di Luigi Maria Epicoco.
Un libro per ritrovare e mantenere il contatto e la consapevolezza, il miglior modo per preservare l'equilibrio mentale, emotivo e spirituale. Crescere non significa realizzarsi unicamente dal punto di vista esteriore, ma anche, e soprattutto, interiormente: da qui nasce questo diario di viaggio che propone riflessioni attraverso stimoli psicologici e spirituali, al fine di promuovere la ripresa e il recupero della crescita umana, compromessa per motivi diversi. Uno strumento attraverso il quale, nello scandire delle giornate e degli impegni, riuscire a ritagliarsi qualche momento di dialogo e riflessione, in compagnia di sé stessi. Gli stimoli, offerti come spunto di riflessione da cui partire, ricalcano i temi fondamentali della psicologia e della spiritualità, e sono raccolti, come le quattro stagioni, in quattro grandi argomenti, affrontati in chiave costruttiva. Il richiamo ai Vangeli, considerati anticipatori della moderna psicopedagogia e in dialogo armonico con essa, conduce al nucleo più profondo della salvezza della persona. La parte più preziosa di questo diario sarà però quella affidata al lettore: uno spazio personale in cui raccontarsi e riflettere su di sé. Attraverso alcune domande guida, sarà accompagnato in un confronto quotidiano con il proprio vissuto e con il cammino che sta compiendo. Soffermarsi per un mese intero su un singolo aspetto consentirà di andare oltre la superficie e di approfondire in modo autentico il rapporto con sé stessi. Se la superficie restituisce l'immagine del volto, l'ascolto interiore permette di accedere alla propria profondità.
Guillaume ha 15 anni ed è arrabbiato con gran parte dell'umanità: con sua madre che lo ha costretto a fare un ritiro in un convento di suore e che vuole ancora decidere per lui; con suo padre che ha lasciato casa; con i suoi compagni di classe, con cui spesso le cose non vanno molto meglio. In un mondo di studenti esemplari, di ragazze che sembrano inaccessibili, di amici che non rispondono più ai messaggi, non è facile trovare il proprio posto. Ma è comunque con Dio che Guillaume ha più problemi. Perché credere in Lui? E come? Con l'acume spirituale per cui è conosciuto e il talento per il romanzo che qui scopriamo, Adrien Candiard ci immerge nel mondo dei giovani, con le crisi e l'intransigente ricerca di verità e libertà che li accompagna. Un libro per tutte le età, che ci ricorda come ci sia sempre tempo per riscoprire la fiamma dell'adolescenza.
Colleen Dulle è una giovane giornalista statunitense che segue le notizie dal Vaticano per America, una rivista gesuita. Educata fin dall'infanzia nel cattolicesimo, oggi scrive sulle brutture, come sulla bellezza, della Chiesa. In questo libro d'esordio, Dulle condensa il suo lungo lavoro d'inchiesta sugli scandali che hanno investito il Vaticano negli ultimi anni e sulle questioni che oggi si pongono con urgenza alla Chiesa cattolica. Tra le altre cose, il libro tratta gli abusi sui minori compiuti dal clero, il ruolo delle donne all'interno dell'istituzione, la speculazione economica attorno alle cause dei santi. Davanti a tutto ciò, l'autrice si domanda, come giornalista ma soprattutto come (giovane) credente: può la fede vacillare sotto i colpi che la Chiesa di oggi riceve (e dà), senza esserne abbattuta? Prefazione di James Martin.
Il vento come inchiostro d'amore, come veicolo, che non conosce ostacoli, di pensieri, di desideri, di frasi a volte difficili da pronunciare persino con sé stessi.
Come ideale ponte che un cuore senza risposte getta in direzione di chissà quale luogo, confidando però che dall'altra parte ci sia qualcuno in attesa.
E capace di ascoltare.
"Questo primo Vangelo scritto non è un libro come tutti gli altri. È molto di più: vuole aiutare a vivere. La sua stessa composizione ce lo mostra. Marco non scrive una vera e propria storia di Gesù, sebbene si basi su fatti storicamente avvenuti. Egli sceglie di narrare una storia realmente accaduta ma che potesse aiutare tutti a sentirsi come partecipi di quanto era accaduto. Insomma, trasforma la vicenda storica di Gesù in un ‘buon annuncio' che riguarda tutti gli uomini. Questo piccolo libro, infatti, interroga chi lo legge e chiede una risposta. Si potrebbe dire che queste pagine rendono presente Gesù a chi le legge. O, se si vuole, rendono Gesù contemporaneo al lettore così come lo era per i discepoli". (dall'introduzione)
Galilea, 32 d.C. Elia è un ragazzo goffo, più incline a inciampare e rovesciare brocche di vino che a farsi notare per il suo coraggio. Mentre vende pesce al mercato di Cafarnao, sogna in silenzio una vita meno banale. Quando incontra Gesù di Nazaret decide di seguirlo per qualche giorno, convinto di assistere a prodigi che potrebbero cambiare il mondo — e magari anche lui stesso. Viaggiare con il Maestro, però, significa attraversare villaggi in fermento, assistere a guarigioni inattese ma anche camminare insieme a una comitiva di testimoni imperfetti: dal burbero e impetuoso Simone al cinico e calcolatore Giuda, fino alla luminosa Maria di Magdala, l'unica capace di vedere la bellezza nel disordine. Durante un viaggio di formazione di otto giorni, in cui le aspettative di gloria si scontrano con la fatica del quotidiano e dell'umano, Elia cerca il segno eclatante, fin quando il Maestro gli indica il vero miracolo: vivere l'ordinario in modo straordinario. Con uno sguardo fresco e una scrittura vivace, don Diego Goso racconta Gesù dal punto di vista dell'"ultimo arrivato", intrecciando ironia, tenerezza e profondità spirituale. Ne nasce un romanzo che offre il ritratto vivo di una sequela fatta di inciampi e rinascite, dove la straordinarietà di Dio irrompe nella quotidianità più semplice, a ricordarci che nessuno è inadatto per diventare discepolo.
Tito Brandsma fu carmelitano, professore e giornalista, saggista e poeta; e fu martire. Questa raccolta di testi cerca di mostrare almeno in parte la sua operosità e di rendere giustizia alle numerose sfaccettature del suo carattere indomito, che non si è piegato alla minaccia nazista ma che, anzi, l'ha portato a esporsi pubblicamente, consapevole ma incurante dei rischi. Questa variegata antologia, quindi, sapientemente introdotta da padre Luigi Borriello, si rivela lo strumento ideale per conoscere o riscoprire la figura di questo santo moderno che ha affrontato la vita e la morte con la devozione propria dell'ordine a cui apparteneva.
Cosa vede una persona che ha vissuto un trauma infantile quando si guarda allo specchio? Spesso, un'immagine deformata, perturbante, che gli altri non riconoscono. Chi convive con le sue conseguenze riferisce che certe emozioni appaiono fuori scala e non si presentano in modo lineare. Lo specchio convesso è, allora, una metafora per raccontare come l'eredità involontaria del trauma continui a plasmare l'identità, il corpo, lo spazio e le relazioni, anche a distanza di anni. Questo libro nasce da una ricerca etnografica condotta tra persone sopravvissute ad abusi sessuali durante l'infanzia e l'adolescenza. Ne raccoglie le storie, i gesti quotidiani, i rituali di protezione, le architetture intime e invisibili che servono per convivere con i segni del trauma. Come società, siamo ancora reticenti a discutere apertamente il tabù dell'infanzia violata, salvo quando esplodono i casi di cronaca o le nefandezze dei grandi scandali. Un unico caso è un fulmine a ciel sereno e scuote le coscienze; una sequela di casi diventa il solito temporale, un brusio di fondo, e le cose vanno avanti per (quasi) tutti. Il libro è dedicato, anzitutto, a chi sperimenta in prima persona questo tipo di ardua elaborazione ed è alla ricerca di un nuovo equilibrio. Poi, è rivolto anche a chi è vicino a queste persone: famigliari, partner e amici. Infine, è destinato a chi opera al loro fianco, in ruoli di formazione, sostegno e cura: come insegnanti, allenatori, catechisti e operatori sanitari.
L'opera nasce dall'interesse dell'autore per le Chiese di lingua siriaca, sorto durante la sua prolungata esperienza in Terra Santa. Tale interesse si è ulteriormente sviluppato prima con la partecipazione alla Commissione della Diocesi di Milano per il dialogo ecumenico e interreligioso, e successivamente con l'insegnamento di Sacra Scrittura presso la Pontificia Università Urbaniana, caratterizzata da una significativa presenza di studenti provenienti dalle Chiese Orientali. L'occasione accademica decisiva per approdare alla presente opera è stata offerta dall'incarico ricevuto dall'autore di redigere uno status quaestionis della ricerca sulla versione siriaca della Peshitta dell'Antico Testamento per il primo incontro tra l'Associazione Biblica Italiana e l'Associazione Biblica Spagnola, tenutosi a Roma, presso la Facoltà Teologica Marianum (Roma, 2-3 marzo 2018). La presente opera include anche alcune integrazioni riguardanti la versione siriaca Siro-Esaplare e una sezione finale dedicata all'ermeneutica della Peshitta dell'Antico Testamento nelle antiche Chiese di lingua siriaca.
La letteratura rabbinica ha riscritto le donne della Bibbia secondo la propria visione del mondo. Quando e perché alle donne bibliche è stata data voce? E quando invece sono state messe a tacere? Quindici contributi esplorano i meccanismi con cui l'ebraismo classico ha negoziato il ruolo delle donne tra norma e racconto, tra memoria e oblio.