Avvocato matrimonialista di lunga esperienza, Daniela Missaglia racconta in queste pagine, dure ma emozionanti, dodici storie ispirate a casi reali per lanciare un doloroso allarme: nelle separazioni conflittuali molto spesso sono i figli - piccoli o adolescenti - a pagare il prezzo più alto. Si tratta purtroppo di un fenomeno tragicamente attuale, dal momento che, in Italia, il 66,4% delle separazioni e il 60,7% dei divorzi riguardano coppie con figli e che spesso le aule di Giustizia diventano arene dove si combattono guerre per l'affidamento di bambini e ragazzi calpestando in modo brutale le loro esigenze affettive e la loro sensibilità. Con una narrazione coinvolgente che ci accompagna dentro questi vissuti, l'autrice cerca di sbrogliare i mille dubbi di coscienza che possono assalirci in situazioni simili, e di dare un senso alle sofferenze cui ha assistito. Al tempo stesso presenta personaggi vividi che simboleggiano realtà sempre più comuni nella nostra società. Donne annichilite e schiacciate da anni di conflitti matrimoniali e umiliate dal marito, come Salirne, costretta a subire violenze fisiche e psicologiche quotidiane e a lottare per dimostrare di essere una buona madre. Ma anche uomini, come il signor Mantovani, che hanno perso tutto e non possono più nemmeno svegliarsi la mattina insieme con i propri figli... E soprattutto figli cresciuti all'ombra della follia di un padre e una madre che si odiano almeno quanto si sono amati e che li usano...
Forse non avete mai pensato al granduca Cosimo come a un rottamatore ante litteram. Considerare Dante un modello per la sinistra probabilmente vi stupirà, e di sicuro stupirebbe lui. Qualcuno troverà fuori luogo il paragone tra il "tecnico" Machiavelli e Mario Monti o tra la burocrazia ai tempi del Vasari e quella di oggi. Ma la storia di Firenze ha molto da insegnare alla politica contemporanea. I fiorentini realizzarono un miracolo chiamato Rinascimento investendo bene la montagna di soldi che erano stati capaci di guadagnare, e con quei soldi finanziarono opere utili e belle. Costruirono orfanotrofi e ospedali. Sovvenzionarono gli artisti ma si preoccuparono di accogliere i bisognosi. E non ebbero paura di mettere a confronto Leonardo e Michelangelo, con un sistema davvero meritocratico. Era un altro mondo, allora le banche salvavano gli Stati, come accadde con la corona inglese. Oggi invece succede il contrario: gli Stati salvano le banche. E dopo averle salvate non mettono nemmeno in discussione gli stipendi ultramilionari dei manager responsabili dei fallimenti. Anche i politici hanno le proprie colpe: rinunciano all'idea forte, preoccupati solo per la propria poltrona. E poi, umiliati e sconfitti, lasciano spazio ai tecnici, chiamati a costruire sulle macerie della loro pavidità. Ma non usciremo dalle difficoltà solo con una manovra finanziaria. La politica ha bisogno di uno stile nuovo, che sappia coinvolgere le persone, emozionarle.
Questo libro non è pro o contro il Tav. Questo libro spiega la "questione Tav". Da anni sentiamo parlare del treno ad alta velocità destinato a collegare Torino a Lione. Negli ultimi mesi ne abbiamo conosciuto gli esiti più esasperati, che hanno portato il movimento No Tav al presidio permanente della valle. Da che parte stare? Il Tav è un'opera necessaria, senza la quale l'Italia rimarrebbe tagliata fuori dai flussi europei, o si tratta di un inutile spreco di denaro e di un incalcolabile danno ambientale che non apporterà alcun beneficio effettivo, realizzato solo per favorire gli interessi economici di alcuni? Attraverso la storia del progetto, i suoi dati tecnici e istituzionali e il confronto delle differenti opinioni, Loris Mazzetti in questo libro fa chiarezza su una vicenda di cui tanti parlano senza averne una precisa cognizione. Contiene le interviste ad Andrea Debernardi, rappresentante del comune di Sant'Antonio di Susa presso l'Osservatorio Torino-Lione, e Luca Mercalli, climatologo, presidente della Società metereologica italiana.
A cento anni di distanza dalla fatale collisione, Massimo Polidoro ricostruisce la vicenda del Titanic in un racconto corale che intreccia le storie di ufficiali e passeggeri, naufraghi e soccorritori, scienziati e avventurieri. Attraverso gli occhi dei protagonisti assisteremo all'intero svolgimento di una storia intramontabile. Saremo accolti a bordo. Visiteremo la nave e i suoi meravigliosi saloni. Incontreremo i personaggi più interessanti. Vivremo le emozioni della traversata. Fino al momento del fatale impatto, quando la nave si inclina, il panico si diffonde e la sorte distingue tra sommersi e salvati. E poi si andrà alla ricerca del relitto, ci si inabisserà nelle profondità dell'oceano per scorgerlo ancora una volta da vicino, e infine vederlo risorgere a nuova luce. A rammentarci che "la vita non è che una partita giocata con la dea fortuna".
Mate-Magica è un libro dedicato a chi desidera stupire e stupirsi con antichi giochi tratti dalla tradizione popolare e allenare la fantasia con indovinelli istruttivi, divertenti e curiosi. Queste pagine, sono dedicate a quanti amano la magia di carte, monete e dadi e vogliono scoprire la "forza" e il prestigio dei numeri nascosta nei loro divertimenti. Il libro si propone di trasmettere al lettore la passione per il mondo sconosciuto e seducente della Mate-Magia, riscoperta in antichi trattati e ripropostaci in tutta la sua straordinaria attualità. Nell'affascinante atmosfera di fine '400 gli autori ci conducono all'incontro con la figura geniale di Luca Pacioli e alla riscoperta del suo manoscritto "De viribus quantitatis". In un'alternanza stimolante tra ragionamento e sorpresa, ci guidano mentre le nostre mani apprendono a ripetere giochi di abilità. Curiosità e divertimenti con i numeri aiutano il lettore ad apprendere la destrezza necessaria per risolvere arditi rompicapi matematici e ad intrattenere con effetti di divinazione. Le pregevoli illustrazioni sono tratte da manoscritti d'epoca e facilitano la lettura intensa e accattivante di un testo unico nel suo genere.
Quali sono le ragioni di ordine culturale, economico e politico che hanno favorito nel corso della storia recente «lo stare uniti» della nostra società e quali i fattori invece che hanno condotto a una «disunione» civile? È convinzione diffusa che i partiti politici non abbiano saputo contenere gli squilibri sociali, il dilagare della corruzione, l’opacità degli interessi e che si assista a un degrado della vita pubblica mai registrato in passato. Eppure la Costituzione offriva e offre gli strumenti del buon governo. Per riformare il sistema politico – questa è la tesi del libro – non è necessario ricorrere alla revisione costituzionale, basta la legislazione ordinaria integrata dalla prassi e orientata a rafforzare i presupposti della correttezza, della trasparenza e del controllo sociale. In breve una nuova etica pubblica.
Enzo Cheli ha insegnato Diritto costituzionale nelle Università di Cagliari, Siena e Firenze e Diritto dell’informazione e della comunicazione nelle Università di Napoli e di Roma. Membro dell’Accademia dei Lincei, è vicepresidente emerito della Corte costituzionale ed è stato presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni dal 1998 al 2005. Con il Mulino ha pubblicato «Il giudice delle leggi» (1999) e «La riforma mancata» (2000).
Queste pagine sono una "cronaca per immagini" dell'altra faccio dello "sballo", il business colombiano della Cocaina che si trascina dietro un'interminabile agonia.
"Si può vivere legati l'uno all'altro nella buona e nella cattiva sorte e scoprire a un certo punto che esiste un mondo parallelo, in cui il partner conduce, silenziosa e segreta, un'altra vita. In quel mondo la persona che si pensava di conoscere in ogni piega dell'anima interpreta ruoli inediti, lontanissimi da ciò che credevamo noto e indiscutibile. Eppure, a chi è capace di guardare dentro se stesso con lucidità e con un po' di spietatezza accade quasi sempre di scoprire, isolando indizi lungamente trascurati, che molto di ciò che appare improvviso e nuovo era presente fin dall'inizio. Certe laceranti sorprese non arrivano a tradimento da un altrove sconosciuto; ignorate (ma spesso oscuramente intuite), costituiscono sin dall'inizio il retroterra della maggior parte dei rapporti che legano tra loro gli uomini e le donne, i genitori e i figli, gli amici e i nemici." Ci piaccia o no, ogni relazione (coniugale, familiare, amicale...) presenta lati oscuri, segreti e ambivalenze. E sono proprio queste stanze segrete dell'amore che Gianna Schelotto ci fa esplorare in questo saggio
Lo smart power è la combinazione dell'hard power della coercizione con il soft power della persuasione e dell'attrazione: il dittatore nordcoreano Kim Jong-II guardava i film hollywoodiani, ma questo non ha avuto effetti di rilievo sul programma nucleare della Corea del Nord. E il soft power dell'attrazione non è riuscito certo a dissuadere il governo talebano dal sostenere al-Qaeda negli anni Novanta. È stato necessario impiegare l'hard power militare nel 2001 per porre fine a quella situazione, anche se il modo migliore di promuovere la democrazia e i diritti umani non è certo imbracciando il fucile. Nessuno ha ancora detto l'ultima parola sul controverso concetto di potere, ma dal momento che non possiamo evitare di parlarne è necessario pensare a una prospettiva più ampia nelle visioni strategiche, che tenga conto di profonde trasformazioni in atto. Come il fatto che il contesto globale sia investito dalla nuova rivoluzione informatica, che sta cambiando la natura stessa del potere favorendone la diffusione. Gli Stati resteranno sempre gli attori dominanti sulla scena mondiale, ma troveranno questo ciberspazio sempre più affollato e difficile da controllare. Anche questo è smart power
La notte del 10 settembre 1983, sul confine di Ventimiglia, un carico mortale di 41 bidoni di diossina - arrivati da Seveso - passa da un senatore italiano a un trafficante marsigliese, ex paracadutista. Pochi mesi dopo inizia una frenetica caccia in tutta Europa: dove erano finite le scorie dell'Icmesa? Quel giallo internazionale segna l'inizio della storia - che dura da trent'anni - dei traffici europei dei rifiuti. Il mondo dei trafficanti è fatto d'insospettabili uomini di affari. Come Giorgio Comerio, un esperto di mine marine che voleva affondare nei fondali le scorie radioattive. O come i manager di una società finanziaria svizzera che mandavano in giro vere e proprie circolari riservate alle aziende chimiche europee, annunciando la possibilità di far sparire i rifiuti tossici nei paesi africani. Hanno il volto di un semplice travet di La Spezia, il signor Franco, che passa le ore ad annotare su un'agendina nera codici indecifrabili e nomi che contano. Tutti loro s'incontrano, si scambiano favori, stringono accordi, si dividono i mercati. Andrea Palladino racconta come funziona questo sistema dove contano le agende piene di nomi e le contabilità in nero delle tangenti, attraverso le rivelazioni inedite di trafficanti di rifiuti e di collaboratori che vivono ancora oggi sotto copertura
Non vi siete distratti né addormentati sui banchi. Siete giovani, volenterosi e avete finito di studiare più o meno nei tempi giusti. Il problema però è che nonostante master, corsi di specializzazione e tripli salti mortali non avete ancora un lavoro retribuito il giusto, per guadagnare di più dovete lavorare in nero e se siete fortunati vi rinnovano il contratto a progetto facendovi stare a casa solo un mese, quanto basta per non avere troppi diritti. Oppure, se lavorate in un negozio come commesse vi assumono come "associate in partecipazione" anziché come dipendenti subordinate e così vi pagano meno. O, peggio ancora, il vostro lavoro diventa quello di cercare lavoro, un'attività con cui non ci si annoia mai. Sono alcune delle storie che trovate in queste pagine: non sono solo i "soliti noti" - artisti, giornalisti, ricercatori ma anche categorie insospettabili come medici, avvocati, architetti. Eleonora Voltolina spiega capitolo dopo capitolo perché nessuna categoria è immune e racconta come sia possibile che in Italia milioni di persone non riescano a mantenersi con quel che guadagnano e perché il periodo di formazione in tutte le professioni si stia dilatando a dismisura e aumentino i contratti "di collaborazione autonoma", cocopro e partite iva, che nascondono normale lavoro dipendente. Pagina dopo pagina, troviamo dati e racconti di vita vissuta di chi è stato - o è ancora - precario, ma soprattutto sfruttato
Il lavoro: condanna biblica o strumento di realizzazione personale? Partendo dal famoso aneddoto della fabbrica di spilli di Adam Smith, e attraverso le parole di alcuni grandi pensatori del Novecento e non solo, gli autori si interrogano sull'evoluzione del rapporto tra il sistema di produzione capitalistico e il più importante dei fattori produttivi, l'uomo. Negli ultimi due secoli il progresso tecnologico e la crescente globalizzazione dei mercati hanno infatti provocato enormi aumenti di efficienza produttiva, molto superiori all'incremento demografico. Questi ultimi tuttavia non sempre hanno determinato un aumento del benessere degli individui. La "mano invisibile" del mercato tende, paradossalmente, a trasformare lo sviluppo tecnologico in incrementi nell'offerta da una parte, e in disoccupazione dall'altra, piuttosto che in tempo libero e qualità della vita dei lavoratori. A livello macroeconomico, questo si traduce nella rincorsa sfrenata al Pil e al profitto, a discapito della sostenibilità sociale, ambientale e perfino economica del sistema: la sovrapproduzione richiede infatti un sostegno alla domanda che passa attraverso l'indebitamento e la finanziarizzazione dell'economia, preludio delle sempre più gravi crisi che hanno sconvolto l'economia globale negli ultimi anni. La soluzione, secondo gli autori, passa attraverso un sistema economico più etico e sobrio