Riflessioni e meditazioni sui principali episodi della passione di Cristo. L'autore presenta la Passione di Gesu attraverso gli episodi che vanno dal Getsemani alla morte di croce. Ciascuno di essi e visto con gli occhi dei quattro evangelisti di cui vengono riportati i relativi racconti seguiti dal commento. Ne risulta una lettura della passione da quattro angoli visuali, dunque una lettura completa e, nello stesso tempo, diversificata e convergente. Bruno Maggioni, ben noto ai nostri lettori per la serieta dell'impegno scientifico e per l'agevolezza e chiarezza nell'esposizione, ha prodigato in questa opera il meglio delle sue doti.
Uno studio appassionato sul tema dell'Alleanza sacerdotale all'interno dell'Antico Testamento. Il volume si propone di portare un contributo allo studio dell'alleanza di Dio con i sacerdoti leviti nell'AT (tema che ha ricevuto un'attenzione limitata) analizzando i passi in cui essa e espressa con il termine berit. La riflessione che impiega tale termine in rapporto a Levi e ai sacerdoti va collocata in epoca post-esilica, ma non si possono attribuire tutti i testi a un'unica corrente letteraria. La ricerca evidenzia il valore relazionale della berit, che non puo essere interpretata come promessa unilaterale, anche se l'accento cade sull'iniziativa divina. Emergono anche gli stretti rapporti fra l'alleanza levitica e l'alleanza con il popolo, nonche l'accostamento esplicito con l'alleanza davidica, con afffermazioni che sembrano legare la permanenza della promessa rivolta al re alla continuita del sacerdozio.
Verso il prossimo convegno della Chiesa italiana a Verona una riflessione biblico-teologica sulla testimonianza del risorto. E' per contribuire alla diffusa riflessione ecclesiale sul tema affascinante, coinvolgente e - oggi piu che mai - inquietante della testimonianza cristiana, che don Franco Manzi pubblica il presente studio, ampio, articolato, ben fondato sia nel metodo che nei contenuti. Il suo principale scopo e tratteggiare qualche sentiero non solo di carattere biblico, ma anche teologico e liturgico orientato a far riscoprire alcuni contenuti fondamentali di una testimonianza autentica, credibile ed efficace del Signore Gesu. Percorrendo questi sentieri che prospettano un docile ritorno alla vita povera, obbediente, celibe e comunitaria di Cristo, si e ravvivata una convinzione gia da tempo molto nitida in me: chi crede nel Signore Gesu e da lui inviato e mandato a vivere nella Chies come memoria originale, creativa e testimoniale di Gesu.
Per una comprensione piu approfondita del Libro dei Proverbi, una collezione di collezioni" che ancor oggi continua a sorprenderci. " Il libro dei Proverbi e un Collezione di collezioni". I primi nove capitoli sono la prima collezione: un vero e proprio edificio letterario di cui la ricerca ha tentato di scovare il criterio con il quale sono raccolti componimenti di epoche diverse ed eterogenei nello stile. Due sono gli stili principali che si intrecciano: quello didattico dei dieci insegnamenti e quello metaforico dei poemi di Sapienza. Ne risulta un disegno originale, costituito da una struttura compatta e da un sistema metaforico dove i motivi tematici delle singole pericopi esibiscono una coerenza sorprendente. Prv 9 e la chiave di questa unita. Il lettore non puo che lasciarsi coinvolgere dalle due figure femminili: Sapienza e Follia a duello, due banchetti a confronto, uno dall'esito mortale, l'altro dall'esito positivo... "
Una ricostruzione della trama narrativa, simbolica, teologica di quella Grande Storia che e la Bibbia. La Bibbia come parola amicale di Dio, ma soprattutto come storia - la Grande Storia - della'amore di Dio per l'uomo attraverso la vicenda di un gruppo di ebrei liberati dall'oppressione egiziana nel 1300 circa a.C. E attraverso la vicenda di uno dei suoi figli piu straordinari, Gesu di Nazareth. Di questa Grande Storia, intesa nel duplice senso di racconto e di evento, l'autore ricostruisce la trama narrativa, simbolica e teologica, individuando i grandi temi o nuclei - esodo, deserto, monte e terra promessa per il Primo Testamento; passione, risurrezione, spirito e missione per il Secondo Testamento - che continuamente generano e rigenerano il lessico cristiano in forme sempre nuove e feconde.
Un'indagine sulla forma matteana del racconto della crocifissione e in particolare sui prodigi che accompagnano la morte di Gesu. I lettori sono guidati a capire perche soltanto l'evangelista Matteo collega con la morte di Gesu, oltre alla lacerazione del velo del tempio, anche il terremoto e cio che il terremoto provoca sulle rocce e sui sepolcri. Mentre infatti Marco e Luca lasciavano il centurione davanti alla nuda croce, Matteo poggia la professione di fede del centurione sui prodigi che accompagnano la morte di croce: "Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesu, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: "Davvero costui era Figlio di Dio!". Quando la liturgia parla di "duello meraviglioso" tra morte e vita, e da Matteo che attinge, perche e l'unico evangelista a scrivere che "i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi risuscitarono e apparvero a molti""
Il volume analizza esegeticamente le dieci istruzioni padre-figlio di Proverbi 1-9. La metodologia esegetica seguita (diacronica e sincronica) segue le istanze del metodo storico-critico e si avvale della ricchezza ermeneutica delle scienze umane (la sociolinguistica e la psicologia dello sviluppo). L'attenta esegesi dei testi, che muove dal lato sociolinguistico secondo il quale l'organizzazione sociale e relazionale avvengono attraverso il medium dell'attività linguistica, getta nuova luce sul concetto di autorità e delinea la portata e la forza dll'insegnamento del padre-maestro, recuperando la visione dell'uomo che soggiage all'insegnamento offerto dal maestro (obiettivi, valori, visione del mondo, paure, certezze). Si approfondisce così la dimensione personalistica delle istruzioni mediante l'analisi del "saggio in relazione". L'interazionismo simbolico costituisce un valido supporto per cogliere la costruzione sociale della persona. Questa prospettiva ermeneutica disegna un volto inedito della figura del padre-maestro e definisce i tratti della nuova identità educativa dl padre: egli abilita il figlio ad un approccio "olistico" alla realtà, alieno da duelismi antropologici che vorrebbero contrapporre e separare ambiti differenti dell'esistenza umana.
Il presente commento al Vangelo di Marco vuole essere un incontro con il testo nello spirito della lectio divina, un cammino alla scoperta di tutti gli stimoli formativi ivi contenuti. L'autore ci accompagna nel percorso di una lettura spirituale alla luce dei Padri, che ebbero il merito di vedere nella Scrittura la sorgente della vita in tutte le sue dimensioni: una proposta affascinante anche per il lettore moderno, che troverà stimoli alla lettura di Marco per farne fermento efficace nella vita di ogni giorno.
Un atto d'amore per il fratello è sempre anche un atto di fede: fermandosi a soccorrere l'uomo che giace abbandonato sul ciglio della strada, il buon samaritano della parabola evangelica "vede" ciò che del mistero della vita gli occhi da soli non possono vedere. E senza quel suo gesto concreto di interrompere i propri affari per curarsi dell' altro, "facendosene prossimo", quell'uomo sarebbe restato lì senza volto né dignità, al pari di un animale ferito e destinato a morire. Nelle braccia del soccorritore torna invece a essere se stesso, riconoscendo il proprio volto in quello del suo benefattore. Per questo, il "prossimo" non è qualcuno da riconoscere al di fuori di noi stessi, ma colui che si deve diventare, come figli dello stesso Padre, ogni volta che si presenta il bisogno dell'altro. Una rilettura originale e illuminante della parabola del Buon Samaritano e sui suoi molteplici significati.
Il quarto libro dei Maccabei è uno dei cosiddetti apocrifi dell'Antico Testamento che ha potuto salvarsi grazie alla raccolta della Bibbia greca dei Settanta, dove figura come ultimo dei libri storici. È uno scritto anonimo (anche se per secoli attribuito a Flavio Giuseppe), che apparentemente si distingue per i suoi obiettivi filosofici e che si presenta con una lingua interessante, non parlata ne praticata nelle scuole, ma composita e artefatta, con gran sfoggio di neologismi, dalla quale traspare un'assidua frequentazione della letteratura classica greca. Il commento linguistico e filologico di Giuseppe Scarpat mira a illustrare le peculiarità di una lingua tanto singolare ed è preceduto da una corposa introduzione in cui si affrontano le questioni della paternità e della datazione dell'opera, oltre che dei motivi intorno ai quali l'autore sviluppa la propria argomentazione con la vicenda dei martiri Maccabei. Apre il volume una nota storica di Giulio Firpo in cui si forniscono le coordinate storiche dei tempi e della temperie politica e culturale degli eventi narrati nel quarto libro dei Maccabei.
Il volume fornisce uno strumento che finora mancava in lingua italiana. Fondandosi sulla teoria e la pratica della retorica greca nel Nuovo Testamento, lo studio di George Kennedy mostra come gli scrittori del Nuovo Testamento scrivessero per persuadere l'uditorio della verità del loro messaggio e come a questo scopo si servissero delle convenzioni retoriche ben conosciute e largamente applicate nella società del tempo. In questo saggio la retorica è intesa non come lo stile a cui concorrono figure retoriche e metafore, ma come la proprietà del discorso che consente all'oratore o allo scrittore di conseguire i propri scopi. A supporto di altri metodi d'analisi, la critica retorica ha per oggetto il testo biblico così com'è pervenuto e mira a individuarne le basi dell'efficacia argomentativa e gli intenti dell'autore. Talvolta confermando ma spesso criticando le interpretazioni correnti, il breve e denso saggio di George Kennedy fornisce una presentazione sistematica della retorica in quanto elemento costitutivo del testo del Nuovo Testamento.
Lazzaro, riportato in vita da Gesu, e uno dei personaggi piu fecondi per la catechesi e la liturgia. Questa figura indimenticabile del silenzio" rivela il senso della venuta di Colui che e la risurrezione e la vita. " Venne dunque Gesu e trovo Lazzaro che era gia morto da quatgro giorni nel sepolcro. Marta, come seppe che veniva Gesu, gli ando incontro. E disse a Gesu: 'Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto'" (Gv 11,17.20). La storia di Lazzaro che, da ammalato e morto, viene riportato in vita da Gesu, e davvero sorprendente. In essa Gesu rivela il senso della sua venuta: egli e la risurrezione e la vita. Grazie a Lui il discepolo e invitato a prendere la parola di fronte all'esperienza della morte per vincere le proprie angosce e dare espressione alla speranza. Ma nell'episodio evangelico e l'umanita stessa che si interroga sulla morte e sulla risurrezione. Lazzaro resta uno dei personaggi piu fecondi per la catechesi e la liturgia, come lo e stato per la pittura e la letteratura. "