"'Carta straccia' non è un pedante trattato sui media. È un libro carogna, un racconto all'arma bianca, sornione e beffardo, pieno di ricordi. Mette in scena una quantità di personaggi, tutti attori di una recita alla quale ho partecipato anch'io: l'informazione stampata e televisiva, di volta in volta commedia o tragedia. Sono un signore che ha trascorso cinquant'anni nei giornali, lavorando in molte testate con incarichi diversi. Che cosa ho capito della mia professione? All'inizio pensavo che avesse la forza di un gigante, in grado di vincere su chiunque. Poi ho cambiato opinione: in realtà, il nostro è un potere inutile, serve a poco, non conta quasi nulla rispetto a quello politico, economico e giudiziario. Il perché lo spiego in 'Carta straccia'. Dopo un'occhiata al passato, la mia prima macchina per scrivere e l'apprendistato ferreo imposto da direttori senza pietà, vi compaiono i capi delle grandi testate di oggi. E i misfatti delle loro truppe. La faziosità politica dilagante. Gli errori a raffica. Le interviste ruffiane. Le vendette tra colleghi. Lo schierarsi in due campi contrapposti, divisi da un'ostilità profonda. Il centrodestra, dove si affermano Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri, con le campagne di stampa condotte senza guardare in faccia a nessuno. E il centrosinistra, dominato dalla potenza guerrigliera di Ezio Mauro e dalle ambizioni politiche di Carlo De Benedetti, nemici giurati di Silvio Berlusconi." (Giampaolo Pansa)
"'I ventitre giorni della città di Alba', rievocanti episodi partigiani o l'inquietudine dei giovani nel dopoguerra, sono racconti pieni di fatti, con una evidenza cinematografica, con una penetrazione psicologica tutta oggettiva e rivelano un temperamento di narratore crudo ma senza ostentazione, senza compiacenze di stile, asciutto ed esatto." (Italo Calvino)
La svolta istituzionale e politica del 1946 rinnovò profondamente l'Italia, nel costume, nella cultura e nel linguaggio. Le città erano piene di cumuli di macerie, ma nella pace ritrovata le speranze prevalevano. In quel bisogno di esprimersi, la lingua comune fu chiamata a rispondere a una pluralità di impieghi e registri prima sconosciuta, e così accadde anche ai dialetti. Parte da questa volontà di nuovo la "Storia linguistica dell'Italia repubblicana", che si propone di continuare fino all'oggi la "Storia linguistica dell'Italia unita" dedicata agli anni dal 186l al secondo dopoguerra. Il libro racconta il quadro delle condizioni linguistiche e culturali del paese a metà Novecento: un paese contadino segnato da bassa scolarità, analfabetismo, predominio dei dialetti. Individua poi i mutamenti di natura economica, sociale, politica e le luci e le ombre di quel che è avvenuto nel linguaggio: largo uso dell'italiano nel parlare, ma continua disaffezione alla lettura, nuovo ruolo dei dialetti, scarsa consuetudine con le scienze, mediocri livelli di competenza della popolazione adulta, difficoltà della scuola. L'ultimo capitolo, infine, mostra come tutto ciò incida sui modi di adoperare la nostra lingua: sul vocabolario e la grammatica che usiamo, parlando in privato o in pubblico, o scrivendo testi giornalistici, amministrativi e burocratici, letterari o scientifici.
Contemporanea di Caterina da Siena, Ruysbroeck e Suso, Santa Brigida di Svezia ebbe un impatto considerevole sulla vita spirituale, la letteratura e l’arte del Medioevo. “Una donna di grande coraggio – come disse Giovanni Paolo II – poiché possedeva una fede libera, un amore offerto con tutto il cuore”.
Questo libro propone una meditazione al giorno – tratta dagli scritti di questa mistica, tra cui le sue Rivelazioni – per penetrare l’essenziale del messaggio della Santa, che non smise d’invitare i cristiani del suo tempo alla conversione e alla penitenza, richiamando l’urgenza di ritornare al Vangelo.
Come nasce una notizia? Con quali criteri viene selezionata? Esiste un metodo per misurarne l'obiettività? Una introduzione sistematica ai principali temi del giornalismo contemporaneo, ricca di esempi concreti tratti dalla realtà italiana e americana. Furio Colombo ha vissuto e lavorato per oltre vent'anni a New York, dove ha insegnato alla Columbia University. Ha viaggiato a lungo in Asia e in America Latina, oltre che negli Stati Uniti. Ha scritto per molti giornali, da "Il Mondo" a "La Stampa", da "Commentary" a "The New York Review of Books".
«È un peccato essere noiosi», diceva Enzo Biagi. È un peccato annoiare e, se si tratta di predicazione, è anche un’occasione persa per la crescita nella fede dei fedeli. Viviamo nell’era della comunicazione e delle immagini: l’attenzione alle nostre parole da parte di chi ascolta è sempre più limitata. La sfida di ogni domenica è quella di trasmettere il desiderio di ritrovarsi insieme, per fare con gioia memoria della risurrezione di Cristo.
L’autore offre in queste pagine un ricco commento alla liturgia dell’Anno C. Per ogni domenica e solennità: introduzione, presentazione delle letture, riflessioni e testimonianze attinte dalla parola di Dio, dalla tradizione ecclesiale e dall’attualità. Pagine utili per l’approfondimento personale e per costruire la propria omelia nei giorni di festa.
Il quartiere ebraico di Rogers Park a Chicago è attraversato da California Avenue, che separa la società ebrea benestante da quella più povera. Qui vivono, si affannano, amano e si odiano tre famiglie e soprattutto un gruppo di ragazzini e ragazzine fra i 13 e i 18 anni, in bilico tra l'infanzia e un'acerba, comica, disastrosa maturità. Sono fanciulli ossessionati dal sesso, dalla politica, dalla creatività in ogni sua forma, il cinema, il rock, il teatro, la radio, e infine dall'ambizione e dalla paura di "diventare come gli adulti". Con loro e attorno a loro i genitori percorrono crisi altrettanto radicali, tradimenti, divorzi, fallimenti.
In occasione dell'Anno della Fede - indetto da Benedetto XVI e che avrà inizio l'11 ottobre 2012 – ecco un agile libro “per aiutare tutti i credenti in Cristo a rendere più consapevole e a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprattutto in un momento di profondo cambiamento come quello che l'umanità sta vivendo”.
Per contribuire alla riscoperta della fede, vengono proposti alcuni brani dal vasto insegnamento del Beato Giovanni Paolo II sulla fede e sul senso che essa dà alla nostra vita.
Gli ultimi giorni apre una collana agile ed elegante che offre un percorso all’interno di cicli pittorici significativi (a volte trascurati) presenti in Italia, facendo dell’arte un canale comunicativo privilegiato per riflettere sui grandi temi della spiritualità. I volumi, accessibili a tutti, hanno al loro interno riproduzioni fotografiche a colori delle opere.
Questo primo libro fornisce una lettura degli affreschi di Luca Signorelli nella cappella Nova o di san Brizio nel Duomo di Orvieto, dedicata al tema del Giudizio Universale. La prima parte del libro presenta un’analisi di carattere artistica, mentre la seconda è volta all’interpretazione dei significati dell’opera; a conclusione è posta una breve scheda di riflessione critica.
Destinatari
• Appassionati d’arte, credenti. Sono destinati a un pubblico non specialistico.
L'autore
Valentina Rapino è nata ad Atessa (Chieti) nel 1984. Laureata in Storia dell’arte e archeologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, durante la formazione accademica si è specializzata in storia dell’arte contemporanea, ha curato la mostra “Riviste, riviste... Riviste d’arte e cultura degli anni ’70 e ’80” presso l’Archivio Ricerca Visiva di Milano e collaborato con periodici d’arte quali «Tema Celeste», «Juliet», «Mousse Magazine», «Exibart», «Boîte». Attualmente scrive per la testata culturale free press «Artribune» e cura pubblicazioni sul rapporto tra arte e fede.Presso le Edizioni San Paolo ha pubblicato Germoglio di luce. La cappella Baglioni di Pintoricchio a Spello (2012) e Gli ultimi giorni negli affreschi di Luca Signorelli a Orvieto (2012).
Il testo propone il cammino dei «centogiorni», ovvero riflessioni, iniziative, preghiere e animazioni rivolte ai ragazzi che si preparano alla Cresima.
“Di domenica in domenica Giovanni Paolo II, fedele a un appuntamento diventato un’amabile consuetudine, ha accompagnato per oltre un quarto di secolo la storia della Chiesa e del mondo e noi continuiamo a sentirlo più che mai vicino. Possiamo essere sicuri che il nostro amato Papa sta adesso alla finestra della casa del Padre, ci vede e ci benedice!”.
Benedictus PP XVI
Il Volume offre l’opportunità di trascorrere ogni giorno dell’anno con il Papa Giovanni Paolo II. È una nuova occasione per rinnovare il nostro amore e la nostra gratitudine con Colui che ci è stato Maestro nella fede, nella speranza e nella carità per ventisette anni. Le parole del Papa sono tratte principalmente dagli Angelus; un magistero pressoché sconosciuto e inesplorato. Non si può non rimanerne toccati e colpiti per la ricchezza dei contenuti, per l’attualità delle proposte, per la freschezza del linguaggio. Lo vediamo ancora il Papa Giovanni Paolo lassù sulla seconda finestra del palazzo apostolico a pregare con noi, a rivolgerci la sua parola paterna e rassicurante, ad augurare: “buona domenica e buona settimana a tutti…”. Padre Santo, per non dimenticare i tuoi insegnamenti, per non dimenticarti, saremo con te…. ogni giorno dell’anno!