Le storie sono ovunque: nei sogni, nella letteratura, nei dialoghi quotidiani. Le raccontiamo, le ricordiamo, le perfezioniamo. Dalla preistoria all’era digitale, siamo stati e restiamo «creature narrative», in cerca di emozioni e senso. Ma perché alcune storie ci commuovono, ci cambiano, ci restano dentro? Ogni narrazione è infatti un’esperienza emotiva che modella la nostra mente e le nostre relazioni. In questo libro ambizioso e sorprendente, Fritz Breithaupt indaga il legame tra il cervello umano e il pensiero narrativo, mettendo in dialogo neuroscienze, psicologia e antropologia. Attraverso un’ampia gamma di esperimenti - come un "telefono senza fili" tra più di 12.000 persone - Breithaupt mostra che il nostro cervello è calibrato per sentire e pensare attraverso il racconto. Dalle fiabe dei fratelli Grimm ai pettegolezzi d’ufficio, dai discorsi politici alle serie tv, ogni narrazione si rivela un laboratorio di emozioni che ci permette di provare empatia, affrontare i traumi, immaginare vite alternative. Un’opera capitale che invita a ripensare chi siamo e come pensiamo, a partire da una nuova concezione dell’essere umano: l’Homo Narrans.
Un numero sempre maggiore di persone avverte il bisogno di riscoprire il senso spirituale del proprio lavoro e delle proprie attività ordinarie. Già oltre mezzo secolo fa il Concilio Vaticano II, guardando al mistero dell’Incarnazione, ricordava che l’attività umana deve essere svolta nella consapevolezza che la missione originaria del cristiano è amare e trasformare il mondo. Questo saggio propone il recupero della "teologia delle realtà terrene", una prospettiva teologica presente nella Costituzione pastorale Gaudium et spes che ha misteriosamente ricevuto poca attenzione negli anni successivi al Concilio. L’indagine dell’attività umana alla luce del mistero di Cristo viene articolata in due parti. La prima, fondamenti, inquadra l’attività umana a partire dal rapporto tra Cristo e la creazione, introduce i concetti principali della teologia delle realtà terrene, ne offre una panoramica storica e ne discute le principali questioni metodologiche; la seconda, prospettive, dialoga con il pensiero di una selezione di teologi contemporanei affrontando lo studio di alcuni snodi tematici: l’attività umana in quanto collaborazione creativa con Dio, il progresso umano, la missione del cristiano nel mondo, il rapporto tra lavoro, tecnica e spiritualità, gli aspetti umanistici del lavoro.
Qual è il compito della comunicazione e che ruolo svolge nei processi di cambiamento? Sono due interrogativi alla base di un originale viaggio nel mondo della comunicazione sociale, in cui informazione e percezione si confondono e i limiti si trasformano in opportunità. L’autore esplora le potenzialità della comunicazione sociale con un approccio analitico e pragmatico, partendo da esperienze ed esempi concreti maturati sul campo, con protagonisti il Terzo settore, la partecipazione e l’innovazione sociale. I processi di cambiamento sono fenomeni sociali, interessano tutti e ciascuno. E hanno a che fare con la narrazione. La comunicazione sociale riguarda il Terzo settore, la filantropia, le istituzioni e, sempre più, anche il mondo profit. Interessa le persone. Il volume si rivolge a coloro che nel percorso di cambiamento hanno o dovrebbero avere un ruolo di "narratore": studenti, comunicatori, creativi, amministratori, dirigenti, operatori, volontari.
Questo volume nasce dalla passione condivisa per la costruzione di vie di pace attraverso la giustizia. I contributi offrono un quadro delle sfide globali che gli Stati devono affrontare nelle crisi internazionali in corso. Viene poi tracciato il percorso di riflessione delle chiese cristiane sulla guerra, dalla teorizzazione della «guerra giusta» alla sua delegittimazione nel contesto odierno dell'era atomica, proponendo anche una panoramica sulla teologia della pace. Vengono prese in esame le posizioni delle chiese cristiane a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina del 2022 che ha segnato una crisi profonda nel dialogo ecumenico e nella vita interna delle chiese stesse. Infine, sulla base della riflessione di Ernesto Balducci, vengono individuate alcune proposte a favore di un movimento per la pace che possa essere incisivo sia a livello teorico che pratico. In questo momento di conflitti, quest'opera vuole essere uno stimolo all'azione, indicando la via per costruire la pace.
Questo è il libro di cui abbiamo bisogno e che mancava. In molti si interrogano sul pensiero moderno e si chiedono se davvero non ci sia alternativa. Ebbene, l'alternativa c'è. Come spiegava il grande tomista Réginald Garrigou-Lagrange, il pensiero moderno (che lui chiamava «la filosofia del divenire») non è l'evoluzione dell'antico («la filosofia dell'essere»), ma nasce in contrapposizione a quello. E la filosofia dell'essere ha il suo vertice nel pensiero di san Tommaso d'Aquino. Il problema e la conseguenza del pensiero moderno è che la gente comune non si sente in grado di affrontare un modo di pensare diverso da quello contemporaneo e vede nello studio della filosofia (soprattutto quella classica) un monte invalicabile. Quando suggerisco di accostarsi alla Summa theologiae, un riassuntino per studenti medievali completamente digiuni di filosofia e teologia, mi si risponde sgranando gli occhi, come se avessi proposto di scalare il K2. Occorre, quindi, una esposizione semplice e accessibile a chiunque del pensiero di san Tommaso, non per esperti e specialisti. Ed eccolo qua, dunque, il tomismo per tutti: ora non ci sono più scuse (Roberto Marchesini).
Questo libro non è un manuale di istruzioni, né una guida definitiva su come vivere il matrimonio. È piuttosto un invito a riflettere, a mettersi in discussione, a crescere. È un testo per chi crede che il matrimonio sia una delle avventure più belle e complesse della vita, e che sia disposto a metterci il cuore, la mente e l'anima. Che siate fidanzati, sposati da poco o da molti anni, troverete in queste pagine spunti di riflessione, strumenti pratici e, soprattutto, la consapevolezza che costruire un matrimonio felice è possibile, ma richiede impegno, coraggio e una volontà di guardare oltre l'apparenza.