Un ritratto spirituale della Santa che dal sacrificio, vissuto in unione a Cristo, ha dato origine a una comunione non solo nel suo tempo (1458-1524), ma anche con altre generazioni di santi e testimoni della fede: san Filippo Neri, il beato Henry Newman e il servo di Dio Giorgio La Pira, fra gli altri, hanno trovato consonanza e ispirazione dalle opere di santa Camilla da Varano.
La fotoreporter Roberta Hidalgo è passata alle cronache di tutto il mondo attraverso la prima missione mediatico-fotografica compiuta in Italia, che immortalò papa Giovanni Paolo II nella sua piscina della residenza estiva di Castel Gandolfo: le foto furono poi pubblicate nell'agosto 1981 dal settimanale Gente dell'editore Rusconi e a settembre dello stesso anno da Paris Match (i diritti furono infatti acquistati prima dalla Rusconi in esclusiva per l'Italia, poi, in esclusiva per l'estero, dalla Rizzoli con la mediazione di Licio Gelli, che successivamente le mostrò al papa stesso). In questo saggio si ripubblicano le storiche foto che diedero scandalo nel 1981 e la spy story che ne derivò. Un saggio scandalistico che rimette in gioco una questione da trent'anni sopita, ma mai dimenticata.
Il movimento beghinale è stato soprattutto un movimento di donne, comunemente conosciute con il nome di beghine.
Per il loro carattere d’indipendenza verso l’autorità maschile potrebbe essere anche considerato il primo movimento femminista. Ma perché il termine “beghina” è oggi usato come sinonimo di bigotteria o d’ipocrisia?
La grande ricchezza spirituale scaturita dal movimento beghinale ha nutrito i trattati teologici di nomi celebri, come Meister Eckart o l’ammirabile Ruysbroeck, ma gli scritti delle beghine sono quasi inesistenti. Perché? E come mai, benché siano state le prime infermiere d’Europa, non esiste traccia di questa loro missione nei libri di storia della medicina?
Queste ed altre domande troveranno risposta nella prsente pubblicazione il cui scopo è riabilitare una lunga, feconda e spiritualmente ricca storia di donne che hanno cercato la santificazione nella libertà e che tanto avrebbero ancora da dire a noi donne e uomini del XXI secolo.
Le liriche di Cecilia Ronchetti trovano l'accordo giusto per pregare la sapienza della croce" (cfr. 1Cor 1,18-25) che diventa allora, comprensibilmente, allo stesso modo, "poesia". " All'immagine della croce siamo soliti associare un vocabolario sicuramente più duro e rozzo, pieno di tutta l'aridità che anche il solo ricordo evoca nei cuori. L'Autrice con le sue liriche introduce il lettore alla meditazione aprendo una prospettiva inusuale, associando alla croce il termine poesia"... "
Un Don Bosco "diverso", "quotidiano", fuori dagli schemi: così lo presenta un appassionato cultore della sua vita e delle tradizioni del suo tempo. Viene fuori un ritratto inedito del "santo dei ragazzi", particolarmente arguto, allegro e, come sempre, vicino ai più difficili e poveri. Un prete dalla grande umanità che parla con tutta la propria vita ma anche con i suoi occhi profondi e un intenso sorriso.
Tra le priorità della Chiesa contemporanea è necessario un rinnovato impegno missionario. In questa lettera circolare, frutto dell'impegno dell'Assemblea Plenaria, viene evidenziato questo invito.
Un testo in spagnolo sul sacerdote.