Scritta nel IV secolo da Atanasio, la Vita di Antonio è un best seller della letteratura cristiana, presente in centinaia di codici nelle biblioteche di tutto il mondo. Di Antonio, "il padre dei monaci", conosciamo l'infanzia e la giovinezza, le notti trascorse vegliando e pregando, la predicazione, la fuga verso il deserto, i miracoli compiuti in nome di Dio, le battaglie contro i filosofi e gli eretici? In pochi racconti della letteratura universale troviamo tanta semplicità, tanta tensione drammatica, tanta ingenuità, unite a una sottile sapienza intellettuale, che continuano ad affascinare, oggi come sedici secoli fa, il grande pubblico. Completano la nostra conoscenza di questo padre del deserto i trentotto Detti e le sette Lettere sicuramente autentiche.
Il lettore che abbia di Francesco una conoscenza basata solo sulle biografie sarà stupito dalla densità del messaggio spirituale dei suoi scritti, così come l’autore – uno dei massimi studiosi di Francesco – lo fa emergere. È un messaggio fortemente imperniato sul mistero di Dio nella sua comunione trinitaria e sul mistero dell’uomo. Un itinerario affascinante in quindici tappe attraverso gli scritti, fino al punto d’arrivo della ricerca appassionata di Francesco, l’incontro con Dio nell’abbandono fiducioso: “Nulla di voi trattenete per voi, affinché totalmente vi accolga colui che totalmente a voi si offre”.
Thaddée Matura, francescano, è un profondo conoscitore delle problematiche inerenti alla vita religiosa e uno dei migliori esperti di fonti francescane. Ha curato l’edizione francese integrale delle opere di san Francesco. Presso le nostre edizioni ha pubblicato anche Francesco, maestro nello Spirito.
Tutti, almeno una volta, abbiamo sperimentato il disagio sottile della solitudine. I mass media la demonizzano come una condizione da evitare o da superare a tutti i costi ma, più si cerca di relegarla in un angolo, più essa emerge con tutta la sua forza. Che fare? La risposta che Valerio Albisetti propone sta nella capacità di considerare la solitudine sotto una luce nuova, che, come scostando un velo, permette di vedere ciò che spesso non appare: la sorprendente ricchezza e le innumerevoli potenzialità del proprio io. Di ciascuno di noi. Vivere la solitudine significa allora mettersi in ascolto di sé e trarne una rinnovata energia per affrontare la vita. Soltanto recuperando il valore della propria unicità si potrà veramente dire di "stare bene" con se stessi.
Daniel Varujan nato nel 1884 in Anatolia, morì nel 1915 vittima dell'olocausto del popolo armeno. E' stato definito il Garcia Lorca d'Oriente che approda al canto della speranza, attraverso un percorso di maturazione anche religiosa; le poesie di Varujan, più che liriche sono storie in versi, il suo stile è pieno di immagini e di colori, racconta la vita, le gioie, la preghiera dei semplici, l'amore, la famiglia, l'angoscia per il padre scomparso in prigione, l'orrore dei massacri e la bellezza di un campo di papaveri.
L'Autore ripercorre l'esperienza biblica, sia dell'Antico sia del Nuovo Testamento, per farne emergere le tracce della presenza dello Spirito di Dio come forza di trasformazione.
Dalla quarta di copertina:
Nessuno può mettere in dubbio l'ampiezza del movimento carismatico odierno, che vive in modi nuovi l'esperienza dello Spirito. Ma se gli esponenti del più grande movimento spirituale della storia non si ingannano, si dovrà forse concludere che ad essere cieco è il cosiddetto mondo secolare, al quale un discorso sullo Spirito evoca solo fumosità e astrazione? Partendo da questo interrogativo d'attualità il teologo di Heidelberg sviluppa una completa ed elaborata teologia dello Spirito santo, capace di orientare nel campo conflittuale del nostro tempo, che è tempo di esperienza dello Spirito, di ricerca dello Spirito, ma anche di scetticismo e incredulità.
Una teologia 'realistica' (come la definisce l'Autore) dello Spirito santo, che mira a cogliere le nuove sensibilità e a dare espressione alle nuove possibilità di esperienza della presenza di Dio nello Spirito.