Riflessioni sul Martirologio Romano, alla luce della teologia, della liturgia e della santita. Il Martyrologium Romanum, libro liturgico carico di storia e di grande interesse ecclesiale, in cui emerge quella particolare attenzione che la Chiesa ha sempre riservato al culto dei santi, e in questo volume oggetto di una approfondita riflessione incentrata su diversi filoni tematici. Partendo da suggestioni piu propriamente teologiche, si giunge ad esaminare gli aspetti liturgico-celebrativi legati al martirologio, fino ad incontrare il peculiare contributo, piu specialistico, delle scienze umane al servizio dell'agiografia.
L'Apocalisse è uno dei capolavori della letteratura universale. San Girolamo dice di questo libro biblico che ha tanti misteri quante sono le sue parole, e che ogni elogio che se ne può tessere sarà sempre impari alla sua bellezza. Mentre è diffusa la convinzione che l'Apocalisse sia un informe agglomerato di episodi, la ricerca condotta da G. Biguzzi mostra che l'Apocalisse ha logica e una trama, e che la trama narrativa ha i suoi pilastri portanti nei "settenari": sette messaggi del Cristo a sette Chiese dell'Asia Minore, sette sigilli aperti dal Cristo-Agnello, sette flagelli scatenati dallo squillo di sette trombe, e sette scatenati dal versamento di sette coppe. Il resto dell'Apocalisse prepara o prolunga i settenari, e conduce alla radiosa conclusione del libro. Intendendo il settenario dell'apertura dei sigilli del rotolo divino alla stregua dei settenari di trombe e coppe che sono settenari di flagelli, gli interpreti moderni fanno dell'Apocalisse un libro di "catastrofi". Non così i tre o quattro commentatori greci dell'antichità, secondo i quali quando si apre un rotolo chiuso da sette sigilli si manifesta il contenuto del rotolo e si fa opera di rivelazione. Il Cristo-Agnello dell'Apocalisse, dunque, è il rivelatore perché apre il rotolo dove sono scritte le volontà che Dio teneva nella sua destra. L'immagine del rotolo aperto dall'Agnello dice la stessa cosa di Ap 1,1: "Rivelazione di Gesù Cristo che Dio diede a lui perché la manifesti ai suoi servi".
L'Iraq da anni è lo scenario di povertà, guerre e atrocità, ma un tempo lontano è stata la culla della civiltà. Nell'antica Mesopotamia, terra fra il Tigri e l'Eufrate, è ambientato questo romanzo, di C. Lossani, scritto in prima persona che immagina i motivi che portarono alla costruzione e alla distruzione della leggendaria torre di Babele. Un ragazzino, Iruk, così timido da non riuscire neanche a parlare, il cui unico amico è un cane che ha salvato dall'annegamento, conosce un coetaneo, Bastir, che lavora al palazzo del re come scriba. È lui a rivelargli il motivo per cui il re sta costruendo la torre: per arrivare in alto fino al cielo, sfidando così gli Déi. Ma il cielo punisce l'arroganza del sovrano facendo crollare la torre, distruggendo con essa anche l'intera città di Babilonia. Il popolo, che parlava un'unica lingua imposta dal re, ritorna a esprimersi usando gli idiomi originali, e nessuno più riesce a capirsi. Iruk e l'amico Bastir danno allora vita a una nuova lingua che riunisca in pace i popoli, e inventano una scrittura che permetta loro di raccontare ai posteri la vicenda della torre di Babele. Vari i motivi di interesse di questo libro di narrativa per ragazzi: Il tema dell'amicizia e della ricerca di una vera via alla pace all'intesa tra i popoli. La magia di una civiltà antica, che ci ha dato tanti miti. Il fascino della scrittura, strumento di memoria e intesa tra gli uomini. La lotta contro l'orgoglio e il potere arrogante.
Questo album di C. Rotatori propone come tema la montagna, per dare seguito al precedente album sul mare. Il rapporto fra bambini e montagna è esplorato e suddiviso nelle attività che si possono compiere nelle quattro stagioni: La primavera: passeggiata nel bosco, incontro con gli animali alla fontana, raccolta di fiori sul prato? L'estate: camminata in cima alle montagne, ammirazione del paesaggio, raccolta di more, lamponi, fragole nel bosco?L'autunno: raccolta della legna, raccolta di castagne?L'inverno: sciata, discesa con lo slittino, gioco a palle di neve e pupazzo di neve?Ciascuna pagina è composta da poche righe di testo, scritto in maiuscolo, seguite da un'ampia immagine in bianco e nero, che i piccoli lettori possono colorare a piacimento oppure seguendo le proposte a colori riportate in quarta di copertina.
Questo album di C. Rotatori propone come tema 15 giochi dei bambini. Vengono presentati giochi di diverso tipo e categoria: individuali e di gruppo, giochi al chiuso e all'aperto, variamente combinati fra di loro. Ecco dunque fra quelli all'aperto e in gruppo, il gioco della palla, il nascondino. Fra quelli all'aperto e individuali: la bici, l'altalena. Fra quelli al chiuso e in gruppo: costruzioni, pasta da modellare. Fra quelli al chiuso e individuali: lettura, disegno. Fra quelli tipici dei maschi: mostri, robot, trenino e macchinine. Fra quelli tipici delle femmine: bambole, principesse. Ciascuna pagina è composta da poche righe di testo, scritto in maiuscolo, seguite da un'ampia immagine in bianco e nero, che i piccoli lettori possono colorare a piacimento oppure seguendo le proposte a colori riportate in quarta di copertina.
Con una coerenza e metodicità di dimostrazione che non si smentiscono mai, e insieme con una strumentazione esegetica tanto ricca quanto scaltrita, Pelagio sostiene l'incompatibilità ultima tra condizione di ricchezza e testimonianza cristiana. La penetrazione e il rigore logico del testo si prestano singolarmente anche oggi come un'interessante esercizio per la coscienza che voglia improntarsi alla sincerità e autenticità più limpide rispetto al tema e alla pratica della ricerca e del possesso dei beni.
Il "distacco dal mondo" è espressione della tradizione spirituale, ascetica, cui spesso è stata data una connotazione negativa. Bobin ne recupera in questo libretto tutta l'essenzialità vitale, liberatoria e costruttiva per l'uomo. Il distacco infatti è vera azione amorosa. "L'amore è distacco, oblio di sé. Non possiamo arrivarci con le nostre forze, perché tutte le nostre forze sono costantemente impiegate nell'ammassare il mondo alla superficie del nostro "io"."
Anni addietro mons. Crispino Valenziano ebbe l'intuizione del "museo diffuso" come tipologia museale che rispondesse alle specifiche esigenze di valorizzazione e di godimento dei beni culturali ecclesiali. Il "museo diffuso" consente, appunto, che le comunità locali non siano depauperate del loro patrimonio culturale ecclesiale, con il rischio di perdere le proprie radici storiche e l'identità culturale e religiosa.
"Ha fatto un lungo viaggio Maria da quella casa di Nazaret alla casa di Gerusalemme. Anche lei, come tutti noi, al momento non capiva, anche lei ci ha messo tempo per capire". Poche righe per dire il fascino di una scrittura limpida, intrecciata a poesia, con cui la penna di don Angelo Casati percorre "il viaggio di Maria" dentro l'avventura del Figlio di Dio sulla terra, evidenziandone stupore, fatiche e presenze, rappresentandone, quasi iconograficamente, quei significati che confortano la fede e aprono gli occhi alla rivelazione.
Il corpo che noi siamo,
e che non proviene da noi,
è la nostra “in-scrizione” originaria
nel senso della vita
Nel corpo “preparatomi da Dio”
e che mi accomuna a ogni uomo
e al tempo stesso mi personalizza,
è incisa la mia unicità, la mia irripetibilità,
ma anche la mia chiamata a esistere con gli altri,
grazie agli altri e per gli altri:
il corpo è appello e memoriale
della vocazione di ciascuno
alla libertà e alla responsabilità.
Il cristianesimo, con l’incarnazione, rivela che il corpo umano è il luogo più degno di dimora di Dio nel mondo e afferma la connivenza profonda tra il sensibile e lo spirituale, tra i sensi e lo spirito, tra il corpo dell’uomo e lo Spirito di Dio. Dio è narrato dall’umanità di Gesù di Nazaret.
Luciano Manicardi (Campagnola Emilia 1957), monaco di Bose e biblista, collabora alla rivista Parola, Spirito e Vita. Attento all’intrecciarsi dei dati biblici con le acquisizioni più recenti dell’antropologia, riesce a far emergere dalla Scrittura lo spessore esistenziale e la sapienza di vita di cui è portatrice. Presso le nostre edizioni, oltre a diversi testi di meditazione, ha pubblicato, assieme a Enzo Bianchi, Accanto al malato e La carità nella chiesa.
Affinché, nel tempo della battaglia,
quando i demoni combattono con noi
e lanciano su noi i loro dardi,
noi diamo loro una risposta a partire dalle Scritture
Per pregare “in spirito e verità”, per custodire un cuore libero, è necessario “replicare”, controbattere ai pensieri malvagi ripetendo testi della Scrittura, sull’esempio di Gesù tentato da Satana. Un metodo capace ancora oggi di ispirare questa lotta quotidiana che riguarda ogni uomo ci è fornito da un monaco del iv secolo: Evagrio Pontico. Quest’uomo di rara sapienza spirituale ci offre una serie di brani biblici per far fronte agli “otto pensieri” che turbano le nostre menti e le nostre vite. Il testo originale greco dell’Antirrhetikos (che significa “raccolta di repliche, confutazioni, risposte” al demonio) è andato perduto, ma ci è stato tramandato dall’antichissima versione siriaca di cui viene qui presentata la prima traduzione mondiale in lingua moderna.
È proprio necessario confessarsi? Perché confessarsi a un sacerdote? Non posso rivolgermi direttamente a Dio? Non basta l'Eucaristia a cancellare i peccati? Questo volume è una presentazione del sacramento della Riconciliazione nella sua vera luce: espressione dell'amore di Dio, sempre pronto a darci l'abbraccio del perdono.