Etica ed economia sono termini che spesso sono stati visti in modo antitetico. Questa contrapposizione è ancora più visibile e stridente nell'organizzazione aziendale. Il perseguimento dell'efficienza e il raggiungimento del profitto sono stati considerati le uniche stelle polari per orientare correttamente la gestione industriale, subordinando a questi obiettivi i valori che guidano la convivenza sociale. Siamo ora in fase di ripensamento. Le recenti vicende dell'economia e della società italiana, che hanno disvelato le equivoche relazioni tra politica e affari, hanno reso evidente la necessità di ripristinare princìpi di correttezza nel funzionamento del mercato, anche per tutelare lo sviluppo economico e le regole della concorrenza. Questo libro si propone di dimostrare che i valori etici non sono solo un requisito indispensabile per il corretto svolgimento della vita produttiva, ma sono anche un vantaggio competitivo essenziale nell'era dell'economia neoindustriale. Pietro Spirito si è laureato in scienze politiche presso l'Università Federico II di Napoli. Ha partecipato al "Master in gestione del terziario avanzato" organizzato dall'Unioncamere e ha lavorato presso la Consob. Attualmente è responsabile della funzione "Strategie e studi" delle Ferrovie dello Stato
Il presente volume - oltre a pubblicare gli Atti relativi al XIX Colloquio Ebraico-cristiano di Camaldoli - intende aiutare a riflettere sulla celebrazione del Giubileo. Di qui il titolo del Colloquio nel quale ogni relatore è stato invitato ad offrire una lettura personale - ma sempre dal punto di vista della propria rispettiva tradizione - delle tre parole-chiave di ogni cammino di riconciliazione con Dio e col prossimo, compreso quello giubilare: il peccato, inteso non solo come atto colpevole ma come allontanamento radicale da Dio, il pentimento/ritorno a Lui e il perdono, l'offerta gratuita di comunione col Dio clemente e misericordioso.
Il volume è il resoconto fedele del convegno che ha coinvolto monaci e laici in una riflessione scaturita dalla Lettera apostolica Orientale lumen del papa Giovanni Paolo II. A livello politico ed economico emerge sempre di più una reazione che porta a rivendicare i diritti delle particolarità e delle minoranze. A livello religioso, invece, sembra prevalere l'appello ad un incontro fecondo fra i valori, perché vengono dallo Spirito Santo, che è effusione di carismi e Spirito di unità ma anche di varietà. L'ecumenismo sancisce il criterio base della "unità nella e dalla diversità", e della "diversità nella e dalla unità". La Lettera apostolica sollecita a guardare al monachesimo dell'Oriente cristiano, nel desiderio di respirare a pieni polmoni, perché la Chiesa intera, anche quella cattolica, ha bisogno di trasfigurazione e di ascensione. Ecco l'appello all'Oriente. Perché ci aiuti a scoprirlo nella sua purezza, e proprio come "dimensione" che deve qualificare tutta la Chiesa.
Testo ufficiale latino e traduzione italiana curata direttamente dai documenti originali. Il Concilio Ecumenico Vaticano II e stato il ventunesimo ed uno dei piu importanti nella storia della Chiesa cattolica. Indetto nel 1959 e terminato nel 1965, promulgo quattro Costituzioni, tre Dichiarazioni e nove Decreti qui curati in una traduzione, con testo originale a fronte, diretta dal latino. Le Costituzioni sono: Sacrosanctum Concilium, Lumen Gentium, Gaudium et Spes, Dei Verbum. I Decreti: Orientalium Ecclesiarum, Christus Dominus, Unitatis Redintegratio, Ad Gentes, Optatam Totius, Apostolicam actuositatem, Inter Mirifica, Perfectae caritatis, Presbyterorum Ordinis. Le Dichiarazioni: Nostra Aetate, Gravissimum Educationis e Dignitatis Humanae.
In occasione dell'Anno santo 1975 Papa Paolo VI invitò i cristiani a ritornare alle sorgenti della gioia che scaturisce dalla consapevolezza che "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito e mediante il suo Spirito non cessa di avvolgerci con la sua tenerezza e di penetrarci con la sua Vita". Coloro perciò che camminano verso la beata trasfigurazione della loro esistenza non possono che diventare portatori e portatrici di ottimismo e impegnarsi risolutamente a discernere l'aspetto positivo delle persone e degli avvenimenti.