Che cosa rende ogni essere umano unico e irripetibile? Che cosa gli appartiene così intrinsecamente che niente e nessuno potrà mai strapparglielo? Che cos'è e come può essere definita la dignità di una persona? Esiste una morte "dignitosa"? Intorno a queste e ad altre domande sulla vita umana, la modernità appare lontana dalla religione, quando non in aperto dissidio con la sua morale. Eppure, scrive Spaemann, «la dignità non è una qualità biologica dell'uomo. La dignità è il fondamento dell'uomo, spiega l'esistenza di diritti e doveri, della libertà e della responsabilità. La dignità ha in sé qualcosa di trascendente, di sacro, di religioso, perché solo "rappresentando" l'Assoluto l'essere umano possiede ciò che chiamiamo "dignità"». Dal "diritto" di morire all'esistenza dell'anima, dal legame dell'amicizia alla dimensione della felicità, dall'amore alla sessualità, Spaemann sottopone la modernità a una critica paziente, stimolante, costruttiva, andando al fondo della ricerca di senso che tocca tutti noi, con un linguaggio di encomiabile limpidezza.
La voce dell'ebrea olandese Etty Hillesum (Deventer 1914 - Auschwitz 1943), sempre più conosciuta e amata nel nostro paese, è una delle più originali e potenti tra quelle che si sono levate dall'inferno della Shoà. A partire da una situazione esistenziale ingarbugliata e caotica, che ce la rende così contemporanea, Etty ritrovò l'equilibrio interiore grazie alla guida di un originale e carismatico psicoterapeuta che l'avviò anche alla spiritualità. Il percorso intrapreso si fece straordinariamente più profondo quanto più aumentavano le persecuzioni antisemite naziste e generò in lei un affidamento a Dio e un amore per il prossimo così straordinari da permetterle di affrontare la temperie con scelte inattese. Per dirla con le sue stesse parole, il gelsomino, simbolo della bellezza della vita, potè incredibilmente continuare a fiorire indisturbato nella sua anima, nonostante le tempeste esterne che cercavano di annegarlo nelle nere pozzanghere dell'odio e della violenza: di qui il titolo di questa raccolta antologica, che guida il lettore attraverso le varie tappe della crescita spirituale di Etty, dalla depressione e infelicità iniziali fino alla scelta di farsi mandare nel campo nazista di Westerbork per condividere la sorte del suo popolo e provare ad inaugurare, partendo da se stessa, un nuovo umanesimo.
El bautizado experimenta una íntima fractura debida al pecado en el que incurre cuando se deja arrastrar por seducciones que, antes que plenificarle, le esclavizan. Se alza, entonces, desde su conciencia el gemido que busca una restauración que sane su fragilidad congénita. Ahí es donde puede acontecer el signo sagrado de la Reconciliación rehaciéndole en su ser sinfónico. Al cristiano que sufre un grave decaimiento en su salud, y que, en medio de su experiencia de la Cruz, ejerce su sacerdocio bautismal en la entrega de sí mismo, Cristo le visita con la ternura de la santa Unción: a través de ella, el Eterno ilumina de esperanza el sufrimiento humano, transfigurado por el sufrimiento de quien es Vencedor porque es Víctima.
¿Cuál es el porvenir de las religiones? Muchos piensan que el mundo futuro supondrá el fin de todas ellas, y que el proceso es ya irreversible. También lo piensan algunos cristianos. La sociedad y su cultura, se afirma, quedará así liberada de la tutela y el control religioso. Pero una cosa es admitir que algo existe, y otra aceptarlo como solución ideal para tantos problemas de la humanidad. El autor muestra los aspectos positivos y negativos de la secularización, sus raíces y sus consecuencias, y también sus posibles soluciones. Incluye un sugerente glosario de términos, y varios cuadros cronológicos de historia y filosofía, que ayudan a enmarcar los términos de un debate de plena actualidad.
Santiago Martínez Sáez es doctor en Teología (U. Lateranense, Roma), licenciado en Derecho, y profesor del IPADE y del Centro de Bioética, en México. Fue ordenado sacerdote en 1958. Cofundador de la revista ITSMO y colaborador del semanario Gente y de las revistas Nuestro Tiempo, Palabra, Scripta Theologica, Arco, Problemas del Comunismo y Bioética. En la actualidad es capellán de la Universidad Panamericana, miembro de la Sociedad Mexicana de Filosofía y doctor Honoris Causa por el Ateneo Filosófico. Es autor de numerosas publicaciones y dispone de un blog personal (sabiduría, ciencia y fe.com).
Creer a alguien, fiarse de su persona, exige un mínimo de garantías. Nadie puede obligarnos. Si lo hago, es porque considero a esa persona digna de ser creída. Y luego me creeré lo que me diga. Todo acto de fe es fruto de una razonable confianza, y de un razonable ejercicio de la libertad. A los amigos de verdad es fácil creerles. Para creer en Jesucristo es necesario conocer los motivos de los creyentes y decidir con libertad. Partiendo de la confianza humana, el autor muestra el camino de la fe en Jesucristo, cómo encontrarse con Él hoy, y cómo repercute ese encuentro en la propia felicidad.
Alfredo Alonso-Allende (Getxo, 1946) es doctor en Ciencias Químicas y biólogo. Ha sido profesor universitario e investigador del Consejo Superior de Investigaciones Científicas. Ha trabajado en la Universidad de Bristol y en la Harvard University de Salzburgo. Fue Premio de Investigación Juan de la Cierva Codorniú. Ha publicado varios libros, entre otros, La amistad del cristiano, en esta misma colección.
Lui è un uomo che vive di espedienti e raggiri e, proprio causa di uno dei mille nomi falsi che usa, la polizia lo scambia per un criminale e lo arresta. Due mesi dopo esce dal carcere, ma ormai ha perso tutto: la sua casa e lo studio dentistico dove praticava la professione di cavadenti abusivo sono stati, sempre abusivamente, occupati. Come se ciò non bastasse, deve 70.000 euro a un usuraio e due robusti criminali gli danno la caccia per riscuoterli. Ha solo qualche banconota in tasca e tre settimane per procurarsi il denaro - in caso contrario perderà i suoi attributi! Decide così di ripresentarsi a casa di Marta, la moglie che aveva abbandonato insieme alle loro due figlie, Elisa di sedici anni e Lucia di quasi nove. Conta sulla sua compassione per convincerla a farsi dare dei soldi, nonostante lei fatichi a mantenere se stessa e le figlie, e nello stesso tempo spera che il padre, gravemente malato (e con il quale non ha rapporti da anni), muoia e gli lasci l'eredità che lo renderebbe ricco. Nell'attesa, inizia a svolgere qualche lavoretto - estorsioni, per lo più - per un tale che ha conosciuto in galera, ma quello che riesce a recuperare è sempre troppo poco. Ci vorrebbe un colpo grosso, l'aggancio giusto, che un giorno arriva davvero... Passerà sopra i sogni delle figlie pur di portare a termine la sua missione e salvare la pelle? Zardi ci mette davanti a un protagonista incorreggibilmente scorretto, sempre curioso e quasi candido nel perseguire il proprio tornaconto, i propri bisogni e desideri. Un "cattivo simpatico", con cui ci troviamo, nostro malgrado, a solidarizzare.