L'abbraccio è un tema ricorrente nel Cantico, che celebra un amore intenso e vero, nella bellezza dei corpi che si esprimono limpidamente.
Il libro propone una meditazione a due voci, a partire dalla Parola di Dio e da quattro icone tratte dalla Collezione Intesa Sanpaolo di palazzo Leoni Montanari in Vicenza. Lidia Maggi accosta il testo biblico con sensibilità femminile, attenta all'alterità di una Parola che spiazza, non lascia indifferenti ma aiuta a comprendere chi siamo. È una lettura con i piedi per terra e lo sguardo levato in alto. Dario Vivian guida a una lettura non classica dell'icona, tuttavia attenta ad aprire gli occhi sul mistero nascosto nell'immagine. Il percorso che ne nasce, pur nei differenti linguaggi, è unitario. L'ascolto diventa visione e il vedere profondo approda al credere: Vide e credette.
Un testo di spiritualità.
Piano generale dell'opera:
- Tuo è il Regno Signore, tua la potenza, tua la gloria (S.A.Panimolle)
- Regno di Dio nei Padri dei primi secoli (S. Zincone)
- Il Regno di Dio in S. Basilio (I. Trabace)
- Il Regno di Dio in S. Girolamo e S. Ilario (I. Bodrozic)
- Il Regno di Dio negli scritti di S. Ambrogio e di S. Agostino (A. Bonato)
Descrizione di "ASCOLTARE, RISPONDERE, VIVERE"
Quale futuro per la lettura della Bibbia nella Chiesa e nell’esperienza culturale della società contemporanea? A questo e altri quesiti hanno cercato di rispondere esperti di Scrittura, insieme a uomini e donne di cultura, nell’ambito del congresso internazionale voluto dalla Federazione Biblica Cattolica, subito dopo la pubblicazione dell’esortazione post-sinodale “Verbum Domini”. Questo volume ne riporta gli interventi più significativi, proponendo importanti spunti di riflessione.
Un’opera destinata a tutti gli appassionati della Bibbia e soprattutto a chi ha responsabilità pastorali nella predicazione e nella formazione delle comunità cristiane.
Gli autori
Armand Puig i Tàrrech, David Banon, Mark Sheridan, Florian Wilk, Kurt Koch, Thomas Soding, Ambrogio Spreafico, Rino Fisichella, Martin Klockener, Chino Biscontin, Enzo Bianchi, Cesare Bissoli, Peter Kodwo Turkson, Gianfranco Ravasi, Paola Pitagora, Gherardo Colombo, Alexander M. Schweitzer, A. Miller Milloy, Vincenzo Paglia, Ernesto Borghi.
Una lettura della Prima lettera di Pietro alla luce del Concilio Vaticano II che, dopo aver riscoperto il sacerdozio e la missione del popolo di Dio, ha rivalutato anche questo straordinario testo del Nuovo Testamento.
Il secondo convegno della Società internazione per lo studio della Retorica Biblica e Semitica (Roma 27-29.9.2010 ha inteso ampliare i confini del proprio ambito specifico, comprendendo non solo il campo biblico, ma anche quelli delle altre letterature semitiche, contemporanee della Bibbia, precedenti e successive. Il volume presenta le comunicazioni ivi presentate, raggruppate in quattro parti.
Sommario
Presentazione. Apertura del convegno (F.-X. Dumortier). I. ANTICO TESTAMENTO. Some remarks on composition of Jb 38,39-39,30 (L.M. Almendra). «Worship the Lord, all the earth». Psalm 96 (J. George). Is 42,1-9: l'annuncio del Servo. Alleanza del popolo e luce delle nazioni (F. Graziano). Il giusto perseguitato nel Libro della Sapienza (Sap 2,10-20) (D. Vitulli). II. NUOVO TESTAMENTO. The One and the Other at the «Beginning of the Gospel of the Son». Composition and Biblical Context of Mk 1,1-15 (I. Hipólito). La nueva alianza durante las controversias de Galilea. Análisis retórico y narrativo de la secuencia de Mc 2,1-3,6 (C. Quispe). Il discorso dell'origine e il discorso della fine. Il rapporto tra i due grandi discorsi in Mc 4 e 13 (V.R. Solichin). Ruolo del versetto 9 nel primo racconto dell'apparizione del Risorto in Gv 20,1-18 (J. Oniszczuk). The Sequela Christi of Peter and the Beloved Disciple. Composition and interpretation of John 21,15-23 (J. McAuley). III. ...E OLTRE. Analyse rhétorique et analyse narrative (A. Wénin). La plainte de Ramsès II à Amon et la réponse d'Amon (M. Cuypers). Remarques sur quelques usages des structures concentriques dans la poésie archaïque grecque (F. Rousseau). La geometria del centro e la stravaganza dell'analogia. Originalità e tradizione nel carme 68A di Catullo (C. Illuminati). Le bon zèle qui conduit à la vie éternelle. Le chapitre 72 de la règle de saint Benoît (G. Joyau). Une analyse inattendue: «Le serpent qui danse» de Baudelaire (P. Petiet). IV PEDAGOGIA. L'ascolto della Parola proposto attraverso l'analisi retorica nel Sud-Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo. Echi di un'esperienza (T. Caffi). Pour compléter le Traité de rhétorique biblique, un livre d'exercices (R. Meynet). Elenco dei contributori del convegno.
Note sui curatori
ROLAND MEYNET, nato nel 1939 a Thonon-les-Bains (Francia), è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1959. Ha conseguito le licenze in lettere, linguistica, teologia, scienze bibliche, la laurea in lingua e letteratura araba, il dottorato di terzo ciclo e il dottorato di ricerca in linguistica. Ha lavorato quattordici anni all'Università San Giuseppe dei gesuiti a Beirut, dove è stato direttore del Centro di ricerche e di studi arabi e ha fondato il Centro di studi delle lingue moderne e la Scuola di traduttori e interpreti. Ordinario di teologia biblica e titolare del corso di Vangeli sinottici alla facoltà di teologia dell'Università Gregoriana, è stato per parecchi anni professore invitato all'Università degli studi di Torino e alla facoltà di teologia del Centre Sèvres di Parigi. Dirige, con Pietro Bovati, le collane «Rhétorique biblique» alle Éditions du Cerf e «Retorica biblica» alle EDB. Ha pubblicato per le EDB: La Pasqua del Signore (2002), Morto e risorto secondo le Scritture (2003), Il Vangelo secondo Luca. Analisi retorica (2003), Leggere la Bibbia. Un'introduzione all'esegesi (2004), Una nuova introduzione ai Vangeli sinottici (22006), Trattato di retorica biblica (2008), Chiamati alla libertà (2010), Preghiera e filiazione nel Vangelo di Luca (2010); inoltre ha curato con J. Oniszczuk Retorica biblica e semitica 1 (2009).
JACEK ONISZCZUK, nato in Polonia nel 1966, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1988. Ha conseguito la licenza (2001) e il dottorato (2006) in teologia biblica a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana, dove dal 2006 insegna teologia biblica. Per le EDB ha pubblicato La Prima lettera di Giovanni (2009) e La Passione del Signore secondo Giovanni (Gv 18-19) (2011).
«La partecipazione all'unico pane eucaristico fa dei molti un solo corpo. E non un corpo qualsiasi, bensì il corpo di Cristo: il corpo di Cristo, che è la Chiesa. Sulla scia di questa visione paolina, gli autori cristiani antichi e medievali hanno sviluppato un'ampia riflessione sul rapporto tra l'eucaristia e la Chiesa. È di questo rapporto che ci occupiamo in questo libro» (dall'Introduzione).
L'autore prende le mosse proprio dall'esperienza della Chiesa di Corinto. Ripercorre a grandi linee le vicende storiche che, dopo il periodo patristico e altomedievale, hanno visto progressivamente attenuarsi la coscienza del rapporto eucaristia-Chiesa, riscoperto poi nel XX secolo. Propone infine alcune prospettive di carattere teologico e qualche notazione di tipo spirituale, affinché siano orientamento per la comunità di oggi.
Sommario
I. LA CHIESA DI CORINTO. 1. La Chiesa di Corinto alla mensa del Signore (1Cor 10-11). 2. I diversi carismi per l'edificazione dell'unico corpo di Cristo (1Cor 12). II. LA TRADIZIONE CRISTIANA. 1. Il primo millennio cristiano: il legame riconosciuto. 2. Il secondo millennio cristiano: il legame allentato. 3. Il XX secolo: il legame ritrovato. III. LINEE DI RIFLESSIONE TEOLOGICA E RICADUTE SPIRITUALI. 1. Il senso della comunione eucaristica nell'ambito della celebrazione. 2. L'edificazione della Chiesa come finalità dell'eucaristia. 3. Quale Chiesa fa (celebra) l'eucaristia? 4. L'eucaristia sacrificio della Chiesa. 5. Quali atteggiamenti spirituali?
Note sull'autore
PIERPAOLO CASPANI, nato nel 1960, dal 1984 è prete della diocesi di Milano. Ha conseguito il dottorato in teologia con una tesi dal titolo La pertinenza teologica della nozione di iniziazione cristiana (1999). Attualmente è direttore della Sezione della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, costituita presso il seminario di Milano, dove insegna teologia sacramentaria dal 1988. Presso le EDB ha pubblicato Rinascere dall'acqua e dallo Spirito. Battesimo e cresima sacramenti dell'iniziazione cristiana (2009), Segni della Pasqua, segni per la vita. Catechesi sui sacramenti (2010) e, con P. Sartor, Iniziazione cristiana. L'itinerario e i sacramenti (2008).
Dal 1980 il periodico Parola Spirito e Vita si è affermato come strumento di lettura spirituale della Bibbia. Ogni sei mesi un numero monografico di Parola Spirito e Vita conduce all'incontro con le Scritture, non solo come libro di riferimento per i fedeli, ma come parola viva capace di portare l'uomo contemporaneo alla scoperta di Dio: un appuntamento di riflessione essenziale per gruppi biblici, comunità, operatori pastorali e per tutti coloro che aspirano a una conoscenza più intima e profonda della Parola.
Alleanza, tempo, notte, fuoco, acqua, banchetto, festa, pellegrinaggio, tempio, appartenenza: le categorie di un itinerario biblico che racconta l'incontro vivo tra Dio e l'uomo.
Le beatitudini sono formule sintetiche, che bene si prestano a trasmettere il grandioso messaggio teologico con cui Gesù annuncia la gioia piena e completa che l’intervento di Dio nella storia porta con sé. Adoperate dal Maestro in numerose occasioni, le beatitudini si sono impresse nella memoria degli apostoli, i quali le hanno ripetute dopo la Pasqua di risurrezione come sintesi della «buona notizia» del Cristo e le hanno raccolte come primo annuncio del Vangelo stesso. Sono sorprendenti le categorie di persone qualificate come «beate», perché le situazioni che sembrano ostacolare la felicità sono proposte come vie per conseguirla. Eppure non sono queste il fattore determinante. Decisive sono, piuttosto, le motivazioni, che evidenziano l’opera divina a favore dell’umanità: il Signore dell’universo interviene per consolare e saziare, dare la terra in eredità, trattare con misericordia, mostrare il proprio volto e accogliere gli uomini nell’intimità della propria famiglia. Superando una lettura moralistica, questo studio letterario e teologico delle beatitudini privilegia un’interpretazione kerygmatica, che valorizza anzitutto l’annuncio di ciò che fa Dio. Per questo Gesù si congratula con i destinatari, rivelando loro che «possono» vivere quegli atteggiamenti fondamentali in forza dell’opera divina e ripetendo con insistenza: «Beati voi!».
Informazioni sull'autore
Claudio Doglio (1959), presbitero diocesano, laureato in Lettere classiche, ha conseguito la Licenza in Scienze bibliche e il Dottorato in Teologia biblica. è docente di Sacra Scrittura presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale nelle sedi di Genova e Milano. Condirettore e redattore della rivista «Parole di Vita», ha pubblicato diversi articoli e studi biblici, in particolare sull’apocalittica: «Il primogenito dei morti. La risurrezione di Cristo e dei cristiani nell’Apocalisse di Giovanni» (Bologna 2005); «I salmi del pellegrino» (Milano 2007); «Introduzione alla Bibbia» (Brescia 2010).
"Ogni traduzione è un'interpretazione, come lo è già la comune lettura. Chi legge è vincolato alla fissità del testo - non può cambiarlo: ne viene interrogato, ma al tempo stesso lo interroga.
Questa singolare circolarità rende diverso chi legge e insieme diversifica il testo, ne moltiplica i sensi".
Bastino queste parole di Salvatore Natoli per introdurre alla versione del Qohelet di Amos Luzzatto: il libro della Bibbia più discusso da teologi e filosofi, perché tocca i dilemmi dell'esistenza umana, mostra qui un altro suo volto, femminile. Chi era Qohelet? Perché il suo nome porta una desinenza femminile?
"Perché Qohelet, almeno 'quel' Qohelet che parla, è proprio donna", spiega Luzzatto: "una donna sapiente, forse un'allieva del re Salomone, che gli fa da portavoce in vecchiaia".
La nuova traduzione del Qohelet qui presentata è una riflessione ebraica sui suoi enigmi: gioventù e vecchiaia, vita e morte, divenire ed eternità. Un libro sapienziale, appunto, perché ha per oggetto la ricerca (capire la realtà), l'utilità (scienza pratica), la rettitudine (il giusto fare) e la verità (scienza, fede, etica).
Una lettura biblica che insieme offre elementi per un pensiero ebraico al banco di prova di problematiche etiche e anche scientifiche.