Iniziare dalla persona di Gesù di Nazaret per comprendere e leggere il Nuovo Testamento può sembrare un paradosso. Sono infatti gli scritti del Nuovo Testamento le fonti principali che ci parlano di lui, di ciò che ha detto e fatto. Ma questi stessi scritti sono frutto di un incontro vero, un incontro con un personaggio storico, con la persona di Gesù, che è stata poi riconosciuta e compresa come Messia, Figlio dell’Uomo, figlio di Dio.Ed allora la “memoria” di lui è il fondamento teologico su cui si struttura tutto il Nuovo Testamento. Partendo dunque dalla ricerca storica, da come egli è stato compreso nel corso dei secoli, e prendendo in considerazione quelle categorie culturali e religiose proprie del suo tempo e del suo ambiente, è possibile comprendere le parole e le azioni del personaggio Gesù, perché lui si è servito di quelle stesse categorie, ma per annunciare un nuovo modo di vivere e un messaggio nuovo, unico. Dalla tradizione nata intorno a lui nell’ambito del suo discepolato deriva la formazione del Nuovo Testamento, che attua il passaggio dal Gesù predicante al Gesù predicato, divenuto egli stesso contenuto del messaggio evangelico.
Quello che ci accingiamo a compiere con questo libro, [3] Gesù come via, è il passo conclusivo del Cammino della Santa Presenza, perché ci farà tornare alla dimora da cui siamo partiti all’inizio del viaggio, con la nostra incarnazione.
Chiameremo questa dimora la “terra dove scorrono latte e miele”, la terra a cui il Signore ha guidato Israele per mano di Mosè: la “terra” che il Signore ha preparato per i suoi figli.
Questo Cammino si articola su tre livelli: pregare, vegliare, amare. In questo libro ci occupiamo del terzo livello, l'amore.
Ricordiamo che nel nostro primo libro, [1] Il volo dell’aquila, abbiamo introdotto un percorso di preghiera molto ricco e vario, e nel secondo, [2] Il senso delle cose, abbiamo tracciato le linee per un percorso di discernimento spirituale basato sull’attenzione alle cose in cui siamo immersi.
Questo testo è quindi il terzo libro di una trilogia iniziata con IL CAMMINO DELLA SANTA PRESENZA. Il volo dell’aquila, e proseguita con IL CAMMINO DELLA SANTA PRESENZA. Il senso delle cose.
NOTE SULL'AUTORE
Pasquale Chiaro è il responsabile della rivista Appunti di Viaggio che, da oltre venti anni, si occupa di meditazione silenziosa, di preghiera, di dialogo interreligioso e di ricerca spirituale e delle Edizioni “Appunti di Viaggio” e “La parola”. In parallelo alla sua attività editoriale, Pasquale Chiaro da alcuni anni porta avanti un cammino di preghiera comunitario, di cui questi che stiamo pubblicando sono i testi base.
Quali sono le Grazie? Perchè è necessaria la preghiera? Cos'è la grazia santificante? Possiamo vivere come santi? A queste risposte, grazie alla forza della teologia, Blandino propone risposte chiare e dirette.
"Annunciare il Vangelo a ogni creatura... anche ai sordi!". È questo il carisma della Piccola Missione che don Giuseppe Gualandi ricevette dall'alto nel lontano 8 luglio 1849: portare la buona notizia di Gesù a questi fratelli isolati dal mondo a causa della loro condizione, abbattendo, al tempo stesso, le barriere della incomunicabilità, del silenzio, dell'emarginazione; ricreare, cioè, una famiglia, un focolare domestico, dove i sordi vengono accolti e amati nel nome di Cristo.
Quando Daniele Comboni cercò di attuare il suo "Piano per la rigenerazione della Nigrizia (Africa)" fu immediatamente convinto che per realizzarlo aveva bisogno anche dell'apporto femminile: accanto ai missionari, ci volevano pure le missionarie. Diede allora vita all'istituto delle Pie Madri della Nigrizia (comboniane) e una delle prime ragazze che invitò a entrare nell'Istituto fu Maria Teresa Scandola, da lui chiamata Giuseppa. Appena finita la formazione, sr Giuseppa fu inviata in Africa, precisamente in Sudan, dove rimase fino alla morte, avvenuta quando aveva 54 anni. Negli anni di missione, a dir poco eroici, suor Giuseppa non si tirò mai indietro, assumendo e svolgendo diversi incarichi, distinguendosi per la totale dedizione ai poveri e per una profonda vita interiore. Di lei è attualmente in corso il processo di beatificazione.
Il XX secolo ha segnato la storia della Chiesa Ortodossa Russa in una tragedia che ha recato più di 27 milioni di morti. La sua storia, raccontata nei dettagli all'interno del libro, è ancora recentissima: molti dei fatti e dei nomi contenuti in queste pagine suoneranno sconosciuti ai più. È una storia inedita perfino a molti cristiani d'Oriente. Eppure questa è una storia di speranza e di fede: di luce. La luce splende nelle tenebre. La Chiesa Ortodossa Russa riscopre il suo unico vero compito: testimoniare Cristo. Protagonisti sono i martiri: nel solo 2000 vengono canonizzati 1.600 santi. I volti dei tredici martiri che si incontrano tra le pagine del libro mostrano una Chiesa viva, che continua a mostrare al mondo i tratti di un Volto che ha vinto la storia.
Il tema del rapporto fra platonismo e cristianesimo è stato introdotto e sviluppato a partire dalla prima età moderna, declinandosi perlopiù come antiplatonismo. Questo volume, attraverso un'analisi storica, dopo aver delineato i tratti fondamentali di tale recezione critica degli studi patristici si sofferma sul controverso concetto di "platonismo cristiano", cercando di mostrare, con approccio filologico ai testi, l'influsso profondo della tradizione platonica nell'elaborazione di alcuni motivi centrali della riflessione cristiana. Questioni come la comprensione dell'uomo e di Dio, la concezione del Fondamento divino della realtà e la Trinità, sono assunte in queste pagine come punti decisivi di osservazione del confronto avvenuto fra la teologia cristiana dei primi secoli e la filosofia greca, in una dialettica di sfida e trasformazione.
La teologia classica sostiene che nella rivelazione di Cristo c'è un novum per la storia dell'umanità, mentre il pensiero filosofico tende a sostenere che è insito nella natura umana ciò che, in forme diverse, è contenuto nelle affermazioni dei teologi. «Se il mistero di Cristo non è il nostro stesso mistero, se la cristofania non significa più dell'archeologia (del passato) o dell'escatologia (del futuro), faremmo meglio a considerarla un pezzo da museo», osserva Panikkar nel libro. La cristofania del terzo millennio non può dunque essere né settaria, né una mera consolazione per i credenti, ma «la profondità più interiore di noi tutti, l'abisso dove in ognuno di noi l'infinito e il finito, il materiale e lo spirituale, il cosmico e il divino si incontrano».
Sommario
I. Cristo è il simbolo cristiano di tutta la realtà. II. Il cristiano riconosce Cristo in Gesù e attraverso di lui. III. L'identità di Cristo non è la sua identificazione. IV. I cristiani non hanno il monopolio sulla conoscenza di Cristo. V. La cristofania è il superamento della cristologia tribale e storica. VI. Il Cristo protologico, storico ed escatologico è un'unica e medesima realtà distesa nel tempo, estesa nello spazio e intenzionale in noi. VII. L'incarnazione come evento storico è anche inculturazione. VIII. La Chiesa si considera luogo dell'incarnazione. IX. La cristofania è il simbolo del mysterium coniunctionis della realtà divina, umana e cosmica. Glossario.
Note sull'autore
Raimon Panikkar (1918-2010), filosofo, teologo e sacerdote cattolico, ha attraversato una pluralità di tradizioni: indiana ed europea, indù e cristiana, scientifica e umanistica. Laureato in Chimica, Filosofia e Teologia, ha insegnato nelle maggiori università d'Europa, India e America ed è stato autore di numerosi libri e articoli su argomenti che spaziano dalla filosofia della scienza alla metafisica, dalla teologia alle religioni comparate. Jaca Book sta pubblicando in Italia la sua Opera Omnia.
Con questo terzo e ultimo volume della grande opera dedicata alla rivoluzione religiosa avviata da Lutero e alla conseguente costruzione di una società protestante, lo storico Giorgio Tourn si concentra infine sul periodo di affermazione della modernità.