Un episodio strano, misterioso, narrato nel Vangelo di Giovanni, funge da filo rosso di questo libro: un personaggio pressoché ignoto, Natanaele, si mostra piuttosto scettico su Gesù, che gli viene presentato come il messia; eppure, non appena questi gli confida: «Ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi» (Gv 1,48), Natanaele inizia a credere in lui. Perché? Cos’è avvenuto? Chi era davvero la persona seduta sotto il fico? Risponde Candiard: quella persona sei tu, sono io, è ciascuna e ciascuno di noi che sogniamo di vivere finalmente la nostra vita in pienezza.
La nostra vita sociale, intellettuale, amorosa, è sempre e soltanto la ricerca e il perseguimento della vita vera. Fino alla luminosa evidenza che la vita che desideriamo e la vita che Dio vuole per noi sono una cosa sola.
In queste pagine Candiard, esplorando la routine grigia e opaca della quotidianità anonima, ne svela lo sfavillio segreto che è barlume di eternità. Grande lezione – al tempo stesso umile e sapiente, semplice e alta – di spiritualità, sulla scia dei grandi maestri di sempre.
Chiara è donna del suo tempo, ma lasciandosi abitare da Cristo è diventata una donna contemporanea ad ogni tempo.
Per questo a quasi otto secoli dal suo transito è ancora possibile ripercorrere la sua testimonianza e riportare lo sguardo su di lei attraverso i testi che la raccontano e le opere che la rappresentano.
Questo lavoro, articolato in due macro-capitoli, si sofferma anzitutto sulle fonti testuali della santa, per arrivare, in secondo luogo, a mettere a confronto le diverse tipologie iconografiche.
Sarà così possibile mostrare come l'immagine della sua santità venga plasmata sull'esempio della Vergine Maria: Chiara diventa donna nuova e modello per altre donne proprio per questa sua conformitas mariana.
Mentre il ministero di Gesù cresce, sempre più persone vogliono ascoltare ed essere guarite dall’uomo che dichiara di essere il Messia. Alcuni sono curiosi, mentre altri restano critici e diffidenti nei suoi confronti. Eppure tutti loro, incontrando Gesù, vengono trasformati per sempre. Vieni a conoscere da vicino i discepoli e seguili tra le strade della Galilea vivendo insieme a loro le guarigioni miracolose, gli scontri con le autorità religiose, le crescenti preoccupazioni degli ufficiali romani per la popolarità di Gesù e, soprattutto, la personificazione dell’Amore.
La società contemporanea affronta una profonda crisi del concetto di fedeltà in un contesto culturale che eleva la libertà a valore primario. Ciò solleva una questione fondamentale: l’amore può configurarsi come oggetto di un vincolo obbligatorio? La problematica richiede un’analisi del significato stesso di libertà e della sua articolazione nella sfera decisionale, nonché una riconsiderazione del concetto di amore, frequentemente identificato con la dimensione emotiva. Le radici di questa crisi affondano in una cultura che privilegia il benessere materiale e la gratificazione immediata, generando confusione tra soddisfazione momentanea e autentica libertà. Nell’ambito ecclesiale, inoltre, si tende a percepire la fedeltà come un’imposizione esterna della norma ecclesiastica che vieta la poligamia e sanziona l’adulterio. La fedeltà, tuttavia, trascende queste concezioni riduttive. Essa costituisce una proprietà intrinseca della relazione coniugale, un vincolo che scaturisce da un atto d’amore e da una scelta libera di donarsi integralmente all’altro. La fedeltà rappresenta una promessa che si radica in un momento specifico ma si attua progressivamente attraverso l’esercizio della libertà. Il percorso coniugale, pur costellato di difficoltà, manifesta la dignità della libertà nell’impegno a mantenere la parola data. Compete alla comunità sociale ed ecclesiale valorizzare la bellezza del matrimonio, che esercita un’attrazione universale poiché bellezza e verità possiedono una forza attrattiva intrinseca. Il presente volume, che raccoglie i contributi della VII Giornata di Studio del Centro di Studi Giuridici della Famiglia della Pontificia Università della Santa Croce, intende essere un contributo a questo approfondimento della fedeltà matrimoniale.
«Cessi il fragore delle bombe»
Incarnare la democrazia nella vita e nelle speranze dei giovani
Wikipedia compie 25 anni
La crisi del Camerun anglofono
Giosuè, un libro controverso
Il discorso di papa Leone XIV al Corpo diplomatico: la questione antropologica al centro della politica
Cosa significa «altruismo»?
Il pensiero come dimensione spirituale dell’essere umano
La pittura del Beato Angelico rivisitata
Questo Vangelo è un vero vade mecum che conduce il lettore alla completa comprensione storica e spirituale della Persona e dell'insegnamento di Gesù Cristo nostro Dio e Salvatore.
Lo strumento dell’enneagramma è una metodologia di studio della personalità molto antica, le radici sono addirittura risalenti a oltre duemila anni fa. Questo metodo di conoscenza e crescita umana e spirituale ha beneficiato dell’apporto di una molteplicità di discipline e approcci. Tra questi sono particolarmente interessanti e ancora poco conosciuti, quelli che si intrecciano con la tradizione dei Padri della Chiesa dei primi secoli del Cristianesimo. E in molti testi sull’enneagramma si allude spesso a Evagrio Pontico. Secondo Evagrio la parte razionale - l’intelletto - può cedere all’assalto dei nostri "demoni" solo se la parte passionale è stata già conquistata. In altri termini, la passione è l’elemento primario. È dalla passione che l’intelletto viene corrotto e condizionato, dando origine a quei tarli mentali che definiamo fissazioni. E conoscere i propri "demoni" attraverso l’enneagramma e la sapienza dei Padri non è solo un esercizio teorico, ma una via pratica per ritrovare la propria vera identità.
La teologia del XX secolo in ottanta testi tanto essenziali quanto chiarificatori: da Barth a Bultmann, da Bonhoeffer a Tillich, da Cullmann a de Lubac, da Congar a Daniélou, da Guardini a Rahner, da Metz a Gutiérrez, da Boff a Panikkar, da Küng a Moltmann, da Ratzinger a Kasper...
Un libro agile e colorato per accompagnare genitori, madrine e padrini nel cammino di preparazione al Battesimo di un bambino. Un volume che spiega, in modo semplice e chiaro, il significato di questo Sacramento e dei suoi simboli: l’acqua, il cero, la veste bianca, il sacro crisma.
Il fascismo non è un relitto del passato. Non è un’ombra confinata nei manuali di storia o nei rituali nostalgici di una minoranza. È una corrente sotterranea, carsica, che attraversa la Repubblica e riaffiora ogni volta che la democrazia si indebolisce. Tomaso Montanari parte da una domanda semplice e feroce: che cosa resta del fascismo nell’Italia di oggi? La risposta è radicale. Il male non è una parentesi chiusa nel 1945, ma una continuità che si rinnova. Dalla fine della guerra un ininterrotto passaggio di testimone tra uomini, idee, linguaggi e apparati ha consentito alla mitologia e all’ideologia politica del fascismo di sopravvivere alla sconfitta militare e alla nascita della Costituzione. Non come ripetizione caricaturale del Ventennio, ma come adattamento strategico: restano identici la visione razzista dell’umanità, l’idea di una nazione basata sul sangue, l’avversione per ogni principio di eguaglianza, il culto del capo, un modello autoritario dello Stato, l’odio per le diversità. La continuità del male demolisce il mito consolatorio di una destra conservatrice, moderata, istituzionale e disposta a stare nei confini della Costituzione. Il progetto è esattamente il contrario: abbattere la Costituzione antifascista e riportarci all’odio e alla paura. Con rigore filologico e passione civile, Montanari ricostruisce la genealogia delle idee che dominano il discorso pubblico contemporaneo: la paura del diverso come strumento di governo, l’ossessione identitaria, il dominio patriarcale, l’ammirazione per le società "spartane" che praticano l’apartheid e la violenza. Ogni parola viene riportata alla sua fonte, ogni formula ricondotta alla sua origine. Non un’invettiva, ma un atto di verità politica. Chiamare le cose con il loro nome diventa una necessità democratica. Per capire che cosa sta accadendo. Per riconoscere la matrice dell’intolleranza e del discorso d’odio. Per spezzare la continuità del male, e fermare l’ascesa dei nuovi fascisti: siamo ancora in tempo. Se li vediamo per quello che sono davvero. C’è un lungo e sotterraneo filo nero che lega le idee della destra che governa l’Italia al fascismo. Un atto di verità politica.
Dal 1555 al 1870, salvo brevi interruzioni, gli ebrei di Roma furono confinati nel Ghetto, un quartiere murato con portoni chiusi dal tramonto all'alba. Il volume ricostruisce la storia della comunità ebraica romana in questi tre secoli (guerre d'Italia, Riforma, Illuminismo, Risorgimento), evidenziando la loro capacità di resistere a discriminazioni, battesimi forzati e difficoltà economiche, mantenendo la propria identità religiosa in un ambiente ostile ma in parte accogliente. Le vicende del gruppo, deciso a preservare la propria differenza, sono narrate attraverso viaggi, conflitti, incontri e figure storiche. Con l'Unità d'Italia, il Ghetto fu smantellato come simbolo di un'intolleranza ritenuta superata, ma che resta profondamente impressa nella memoria degli ebrei di Roma, i quali considerano ancora oggi quel quartiere uno spazio significativo della loro storia.
Non si vive senza un ideale. Lo si può cercare per tutta la vita, come ha fatto Dina. Lei lo ha trovato. Dina è una personalità di donna che ama. Ama il padre, leader fascista dalla prima ora: in lui ella ammira la mascolinità. Ama lo studio, la filosofia idealista che approfondisce, laureandosi nel 1943. Ama Roma, che sa descrivere con passione. Ama il suo Teddy che le fa sognare una famiglia ma che la caduta di Mussolini separa da lei irrimediabilmente. Ama con tenacia pur nell’infelicità degli ideali che le si rivelano inconsistenti. Nel 1949 incontra una coetanea, felice di un ideale "altro", ma tentenna. Solo dopo dieci anni, in una Mariapoli estiva, rompe gli indugi e si lancia nell’avventura divina.