Straniera, vedova e senza figli, la biblica Rut diventa progenitrice di Davide e antenata del Messia. Qual è la forza che la fa emergere dall'anonimato della sventura alla gloria della discendenza regale? Come è accaduto che da una situazione sfavorevole sia riuscita a conquistarsi un ruolo importante? Sono le domande che guidano la prima parte di questo commento, attento a fare emergere dall'analisi letteraria i temi teologici. Alle riletture del Targum e del Midrash è invece dedicata la seconda parte del volume, che risulta dunque un dittico incentrato sul tema della forza delle donne e sulla capacità dei loro sentimenti di muovere la storia.
Tra il III e il VI secolo d.C. gli antichi dei, dee ed eroi che avevano popolato le immagini, i mosaici e le sculture dell’antichità per un millennio furono sostituiti da un nuovo «immaginario» di Cristo e dei suoi santi. Thomas Mathews esplora le assai differenti, spesso sorprendenti, immagini artistiche e interpretazioni religiose di Cristo lungo questo periodo. Affronta, sfidandola, la consolidata teoria della «mistica imperiale» che, interpretando Cristo come re, fa derivare il vocabolario dell’arte cristiana dall’immaginario propagandistico dell’imperatore romano. Quella qui pubblicata è l’edizione, aggiornata e ampliata, di un’opera che in lingua inglese dagli anni Novanta del secolo scorso si è affermata come fondamentale per la comprensione dell’arte paleocristiana. L’opera è preceduta da un ampio saggio di Eugenio Russo e dalla prefazione dell’Autore all’edizione italiana.
Un Dio curioso è una raccolta di articoli scritti dall’autore per l’«Osservatore Romano». Ne risulta un percorso di vita attraverso il mondo e la sua spiritualità con al fondo l’idea di un Dio che è onnipresente nella vita terrena, il cui zampino è visibile negli avvenimenti quotidiani – nella lettura di un libro, in un matrimonio apparentemente normale, in un convegno un po’ particolare. Quasi Dio fosse desideroso di prendere parte a tutto. E lo è perché ogni cosa ha radice in Lui, specie per un cristiano. L’autore, padre domenicano, riattraversa i Paesi in cui ha vissuto: si parla di Turchia, della Francia dove ha sede la comunità domenicana, della Parigi degli attentati, di americani alla ricerca di una spiritualità universale, ma anche di diversi libri che hanno richiamato la sua attenzione. Vi è l’Oriente, vi è l’Occidente, vi è il desiderio di una spiritualità incarnata nel mondo.
Alberto Fabio Ambrosio
(Fano, 1971) È sacerdote nell’ordine dei Frati Predicatori (Domenicani). Dopo lo studio della filosofia e della teologia in Italia, intraprende gli studi in Lingua e Letteratura turca all’Università di Strasburgo. Consegue nel 2007 un dottorato in Storia moderna e contemporanea alla Sorbona di Parigi, con una tesi sul sufismo ottomano e, nel 2013, l’abilitazione a dirigere le ricerche in teologia cattolica all’Università di Metz. Specialista della mistica musulmana e dell’islam in Turchia, ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Attualmente è professore di Teologia e Storia delle
religioni alla Luxembourg School of Religion & Society (LSRS), dove sta sviluppando un progetto di ricerca su spiritualità e modernità e le loro implicazioni teologico-politiche.
In occasione della nuova edizione della Storia dell’educazione nell’ antichità delle Edizioni Studium, il grande testo del 1948, in una versione arricchita da una densa prefazione di Giuseppe Tognon, nell’ottobre del 2006 si è svolta all’Università degli studi di Bergamo, presso il Dipartimento di scienze umane e sociali, una giornata di studi dedicata ad Henri-Irénée Marrou. Il volume che proponiamo ne raccoglie gli atti, che ora vengono accompagnati da un saggio introduttivo del curatore, Adolfo Scotto di Luzio. Questo volume si propone di portare un contributo alla comprensione di alcuni dei temi cruciali e degli snodi attorno ai quali si organizza la sua biografia di studioso e di uomo di cultura.
Nel nostro Paese la crisi profonda che riguarda il sistema scolastico nel suo complesso si riflette sugli insegnanti e, attraverso loro, arriva ai bambini che delle politiche educative e scolastiche sono destinatari “finali”. Per questo ogni cambiamento della Scuola finalizzato all’apprendimento deve cominciare dagli insegnanti e dagli educatori. Da questi hanno scelto di partire le autrici consapevoli che, se non si lavora
sugli adulti, non si arriva ai piccoli e che nella Scuola l’agio degli insegnanti è la condizione migliore per favorire l’apprendimento dei bambini.
“inRelazione” oltre che il titolo del libro è una proposta metodologica che mette al centro la formazione degli educatori e degli insegnanti da un punto di vista emotivo e relazionale. Le esperienze proposte offrono loro strumenti e occasioni per entrare in contatto con se stessi e con il proprio bambino interiore, per ritrovare o trovare la giusta motivazione a migliorare la qualità della loro vita professionale e quindi del lavoro con i bambini. Far dialogare la psicologia con la pedagogia, individuando strategie per ridurre l’incidenza di stress che caratterizza la professione dell’educare, è l’obiettivo del metodo.
Essere presente nella relazione educativa significa mettersi totalmente in gioco, prendersi la responsabilità del proprio sentire, delle proprie emozioni e del proprio agire, restituendo l’importanza del ruolo delle emozioni
nell’apprendimento. In fondo se tornano a stupirsi gli insegnanti, a incontrarsi sul piano anche delle emozioni tra colleghi, a condividere un metodo collaborativo, verrà da sé che anche i bambini staranno meglio nella scuola e impareranno di più.
"Fra i materiali lasciati in eredità dal prof. Pietro Kaswalder, ofm, ho rinvenuto un file dedicato alle escursioni biblico-archeologiche in Giudea e Neghev. Il materiale è suddiviso in nove escursioni che coprono per intero la regione centro-meridionale di Israele ed è disposto secondo l'ordine sperimentato per decenni allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e seguito dallo stesso P. Kaswalder. È quindi una memoria storica che ho ritenuto opportuno conservare e completare. Non si tratta di una guida per pellegrini e neppure di un sussidio per chi visita la Terra Santa per la prima volta. Il nucleo della composizione consiste in riferimenti biblici, archeologici, storici e topografici. Si tratta perciò di un approfondimento destinato a cultori dell'ambiente biblico, la disciplina che P. Kaswalder insegnava. L'autore era anche docente di esegesi dell'Antico Testamento, ragion per cui affiorano spesso problematiche bibliche inerenti, in particolare, ai libri storici. I biblisti e le guide ai siti biblico-archeologici sapranno trarre il giusto giovamento dalla lettura di queste pagine." (Dalla prefazione di Massimo Pazzini).
Ogni uomo che prega, al di là della religione che professa, vive quotidianamente il pericolo della superficialità: tante parole, desiderio di finire presto, assenza del cuore. A volte rischiamo di vivere il tempo della nostra preghiera come un momento di apnea, tratteniamo il respiro nell'attesa di risalire, come se ciò che vale davvero fosse altrove, come se la vita vera fosse in un altro tempo. Tutto questo rende la nostra supplica inefficace. Quando preghiamo, sappiamo quello che chiediamo? Molte volte no... Eppure la preghiera ha senso soltanto se diciamo con sincerità: «Sia fatta la tua volontà». Da questa riflessione nasce il desiderio dell'Autore di spiegare in modo semplice il significato di ciò che domandiamo nel Padre Nostro: aumentando la consapevolezza della "richiesta", cresce infatti anche la sua efficacia. Un libro per tutti, per aiutarci a capire ciò che c'è davvero in gioco nella preghiera che Gesù ci ha insegnato.
La dottrina sociale cattolica si esprime nei testi del Magistero della Chiesa dalla Rerum novarum di Leone XIII in poi, ma le sue radici risalgono alla Sacra Scrittura e in particolare al Vangelo di Gesù Cristo. Vivere insieme nella società, con rispetto per l’intrinseca dignità di ciascuno e di tutti, significa vivere secondo la giustizia, che tutela i beni fondamentali della persona umana in famiglia, in politica, in campo economico e nei rapporti internazionali. L’amore cristiano verso Dio e verso il prossimo, in quanto risposta dell’uomo all’amore totale e salvifico rivelato e attuato da Dio in Cristo, costituisce un punto inderogabile per la dottrina sociale, purificando il pensiero razionale da cortocircuiti e strumentalizzazioni. Anche se l’amore cristiano va oltre le sole esigenze della giustizia, esprimendosi nella misericordia, tuttavia non trascura la giustizia, ma la persegue quale giustizia superiore di Gesù. L’analisi teologico-morale coglie il meglio della riflessione razionale per poter svelare le implicazioni morali del Vangelo rispetto ai vari settori della vita sociale, affinché ci sia da parte dei cristiani una coerente testimonianza di vita, che contribuisca a promuovere la convivenza pacifica nel rispetto dei diritti fondamentali di tutta l’umanità. Senz’altro, ciò richiede di osservare i fatti concreti della realtà e di rilevare i segni dei tempi, ma esige anche un’attenzione precisa e sistematica a quei principi, norme morali e leggi giuste, espressi nella dottrina sociale, senza i quali non ci può essere né giustizia, né misericordia, né amore vero per il prossimo.
Un essenziale manuale vademecum che viene in aiuto a quanti (sacerdoti, seminaristi, ministranti e laici) intendono introdursi alla forma Tradizionale del Rito Romano. "Introibo ad altare Dei" sono le prime parole dette dal celebrante all'inizio del Santo Sacrificio. Il rigore interpretativo, la chiarezza e il riferimento alle fonti permetteranno di scoprire tutti i segni, i simboli e i gesti del tesoro liturgico antico nel loro significato arcano e senza tempo. Prefazione del Card. Darío Castrillón Hoyos.
Per Ermanno Genre e Stefano Giannatempo la vera sfida legata al catechismo, nota dolente per tutte le chiese cristiane, è quella di riuscire a condividere il depositum fidei, il tesoro della propria fede, con gli adolescenti, che vivono un’età estremamente delicata. Un focus particolare sull’adolescenza integra quindi un manuale di catechesi in cui teologia, pedagogia e storia si intrecciano per suggerire strategie pratiche.
Intessendo l’esperienza di anni di ministero pastorale e di insegnamento da una parte, con l’entusiasmo di chi inizia il ministero dall’altra, Ermanno Genre e Stefano Giannatempo presentano alcune riflessioni tra teoria e metodo sulla catechesi giovanile e intrecciano teologia, pedagogia e storia per proporre strategie concrete a quanti si occupano di catechismo, in particolare rispetto agli adolescenti.
Questo perché, come scriveva Lutero a proposito della formazione del cristiano: «La prosperità di una città non consiste solo nell’accumulare grandi tesori, nel costruire solidi bastioni, belle case, fabbricare pezzi d’artiglieria e armature. Ciò che invece rappresenta il meglio e la più grande prosperità, la salute e la forza è avere molti cittadini distinti, eruditi, intelligenti, onorati e ben educati».