Strumento di lavoro per la comunicazione di fede, il suo intento non è di sostituirsi ai responsabili delle comunità cristiane, ma di offrire loro un qualificato contributo per animare in modo sempre più adeguato e incisivo le assemblee liturgiche.
Strumento di lavoro per la comunicazione di fede, il suo intento non è di sostituirsi ai responsabili delle comunità cristiane, ma di offrire loro un qualificato contributo per animare in modo sempre più adeguato e incisivo le assemblee liturgiche.
Un itinerario catechistico annuale, nato da un'esperienza concreta, rivolto a bambini, ragazzi, educatori e famiglie, con l'obiettivo di offrire alle comunità parrocchiali uno strumento unitario di accompagnamento nella fede che, in linea con il Concilio Vaticano II pone attenzione alla dimensione comunitaria e familiare della catechesi. Il percorso si propone di accompagnare i ragazzi a scoprire come la fede illumini la vita quotidiana e li renda capaci di vivere da discepoli nella comunità cristiana. Il filo rosso dell'itinerario è sintetizzato dall'espressione "Contemplativi nell'azione", cara al venerabile Giuseppe Lazzati (1909-1986), testimone del percorso che vede la fede cristiana non separata dalla vita, ma capace di illuminare ogni dimensione dell'esistenza.
Se la sola preghiera che dirai mai nella tua intera vita è grazie, quella sarà sufficiente. (Meister Eckhart) Viviamo una stagione di diffuso egocentrismo. Siamo convinti di meritare tanto e che quello che abbiamo sia dovuto. I tanti grazie di don Luigi vanno esattamente in direzione contraria, essendo così personali, interiori, convinti che tutto è dono. Come si fa a dire grazie quando ci si confronta con le difficoltà? Don Luigi ci aiuta, riconoscendo che anche nel buio più profondo c'è uno spiraglio di luce che ci fa sentire infinitamente amati da Dio. Di questo, non del buio, siamo grati. La gratuità è il cuore stesso del Vangelo, il modo con cui Dio entra nella storia e il modo con cui chiede anche a noi di abitare il mondo. (Matteo Zuppi)
Quando l'ostia viene impastata con farine di un grano cresciuto su terre sfinite dai pesticidi e l'uva raccolta da una manodopera straniera sfruttata, che cosa stiamo portando all'altare, esattamente, per la consacrazione? Da questa domanda Benoît Sibille muove un'argomentazione tagliente sulla complicità involontaria fra liturgia e tecno-capitalismo. La sua tesi è: l'insistenza moderna sulla presenza reale di Cristo ha finito per renderci realmente indifferenti al pane e al vino, ai suoli, ai corpi che li lavorano, ai gesti contadini. Contro un rito senza mondo, Sibille propone un materialismo della fede: l'eucaristia non è una tecnica di salvezza che usa pane e vino come strumenti neutri, ma il gesto in cui un mondo concreto diventa Regno. Nessuna ortodossia senza ortoprassi; nessuna transustanziazione che assolva un pane di morte. A discutere il libro, in appendice, due contributi inediti: Qui Roma di Andrea Grillo e Qui Parigi di Marco Gallo.
«La liturgia tocca il cuore stesso [del mistero di Cristo]: essa è insieme lo spazio, il tempo e il contesto in cui la Chiesa riceve da Cristo la propria stessa vita. […] La liturgia celebrata si traduce in vita e domanda un'esistenza fedele, capace di rendere concreto ciò che è stato vissuto nella celebrazione» (Leone XIV, udienza generale del 20 maggio 2026). Questo libro è un viaggio attraverso le feste liturgiche, l'arte e la poesia, per cogliere i misteri di Cristo e di Maria sua Madre. «Man mano che si procede nella lettura dei capitoli, ci si rende conto di quanto siamo davvero affamati di bellezza, di quella bellezza che infiniti artisti hanno visto e interpretato, e di come quelle opere e quelle poesie siano fonti vive di riflessione gioiosa e di nutrimento spirituale» (Antonia Arslan).
Parlare delle canzoni di Mogol e Battisti significa misurarsi con un pilastro della cultura popolare italiana contemporanea. E per indagare le ragioni di una profondità capace di risuonare ancora oggi, intatta, anche nelle nuove generazioni è nato questo volume, un viaggio critico quanto più possibile approfondito nel significato dei testi firmati da Giulio Rapetti - in arte Mogol - per rivestire le note di Lucio Battisti. L'analisi dell'autore identifica due precise (e costitutive) presenze formali e ideologiche nella scrittura di Mogol. La prima sono le poesie, meglio gli idilli, di Giacomo Leopardi; la seconda, i Vangeli e il loro stile narrativo. Come sottolinea p. Antonio Spadaro nella Prefazione, «l'eredità di Leopardi in Mogol non è un citazionismo dotto, ma uno sguardo sulla vita», mentre «la scrittura di Mogol mutua dai testi sacri la forza della parabola e il paradosso evangelico».
C'è una storia di una squadra di calcio che sembra una bella favola, ma invece è realtà, quella del Celtic di Glasgow, in Scozia. Una squadra fondata nel novembre del 1887 nei quartieri poveri della città, come una sorta di «squadra dell'oratorio», per iniziativa di un religioso marista, Fratello Walfrid, originario dell'Irlanda. I soldi delle partite sarebbero serviti per aiutare i bambini che pativano la fame nei sobborghi più diseredati della città. Nel corso della sua lunga storia il Celtic ha vinto decine di competizioni, tra cui la Coppa dei Campioni del 1967. Questo libro è la storia dell'uomo che ebbe l'idea di fondare una squadra di calcio per fare del bene, e che diede vita ad uno straordinario fenomeno sportivo.
Agenda liturgica ambrosiana 2026/2027 con copertina spiralata, disponibile nel formato grande (168 x 255 mm.). Rappresenta un ottimo strumento per sacerdoti, religiosi/e membri del consiglio pastorale, catechisti, operatori pastorali, laici impegnati, collaboratori parrocchiali. Dal 1 settembre 2026 al 31 dicembre 2027. L'agenda contiene i riferimenti liturgico-pastorali fondamentali dell'anno liturgico. Ecco le principali caratteristiche: Ampio spazio dedicato alla domenica. Per ogni giorno sono riportati l'indicazione delle letture della Messa e il responsorio. I giorni della settimana in carattere rosso indicano le domeniche e gli altri giorni festivi. Accanto al titolo della festa o del santo viene indicato il grado della celebrazione (solennità, festa, memoria obbligatoria, memoria facoltativa). Il numero romano segnato sotto il giorno indica il numero della settimana del Salterio per la Liturgia delle Ore.
Pratica agenda settimanale, ottimo strumento per accompagnare la settimana di sacerdoti, religiosi/e, membri del consiglio pastorale, catechisti, operatori pastorali, laici impegnati, collaboratori parrocchiali e tutti i fedeli della diocesi ambrosiana. Agenda liturgica ambrosiana 2026/2027 con copertina in brossura, disponibile nel formato tascabile (10×15 cm.). Rappresenta un ottimo strumento per sacerdoti, religiosi/e membri del consiglio pastorale, catechisti, operatori pastorali, laici impegnati, collaboratori parrocchiali. Dal 1 settembre 2026 al 31 dicembre 2027. L'agenda contiene i riferimenti liturgico-pastorali fondamentali dell'anno liturgico. Ecco le principali caratteristiche: Ampio spazio dedicato alla domenica. Per ogni giorno sono riportati l'indicazione delle letture della Messa e il responsorio. I giorni della settimana in carattere rosso indicano le domeniche e gli altri giorni festivi. Accanto al titolo della festa o del santo viene indicato il grado della celebrazione (solennità, festa, memoria obbligatoria, memoria facoltativa). - Il numero romano segnato sotto il giorno indica il numero della settimana del Salterio per la Liturgia delle Ore.
Tra i doni gratuiti che il Signore, con la cooperazione dello Spirito Santo, concede alla Chiesa, c’è anche il potere di scacciare i demoni. Il dono della liberazione è quella capacità speciale che Dio dà a certi membri del Corpo di Cristo, sia uomini che donne, sia preti che laici, per scacciare demoni e spiriti maligni. Nel campo della preghiera di liberazione o dell’esorcismo le donne normalmente sono viste o come possedute o come streghe che fanno malefici o al massimo come pie donne che pregano per la liberazione degli afflitti dagli spiriti. In realtà numerose donne nella storia della Chiesa hanno ricevuto da Dio il potere di liberare gli ossessi. In questo testo, don Marcello Stanzione, uno dei massimi angelologi italiani, presenta alcune di queste donne con il carisma di esorciste, quali Ildegarda di Bingen, Caterina da Siena, Enrichetta Naum, Madre Serafina Micheli, Madre Speranza, Suor Erminia Brunetti. Particolare è la vicenda della Beata Eustochio di Padova, una monaca benedettina posseduta che dopo la sua morte è stata considerata dagli esorcisti del Triveneto come loro particolare ausiliatrice per le liberazioni ottenute grazie alla sua intercessione. Il libro si conclude con un'intervista di don Stanzione a una suora laica per anni collaboratrice del famosissimo esorcista don Gabriele Amorth.