
La "verità nella carità" fu la strada maestra di Antonio Rosmini (1797-1855) per dare testimonianza della vera fede cristiana e inculturare il Vangelo, mentre la cultura europea già mostrava segnali di pressante scristianizzazione e di forte mondanizzazione. Il "prete roveretano", come amava definirsi, è noto agli studiosi di tutto il mondo sia per l'ingegno profuso nelle ardue speculazioni filosofiche sia per la profondità della sua originale proposta teologica, come anche per la lucidità mostrata nel considerare la politica del suo tempo, alla luce di una visione morale autenticamente cristiana. Andrebbe però meglio conosciuto per il grande contributo del suo esempio di vita e del suo pensiero all'opera di evangelizzazione della Chiesa e al bene della comunità civile. Ed è proprio questo il compito che si sono prefissi gli autori, un teologo e un filosofo, ciascuno in base alle proprie competenze.
"Rosminianesimo filosofico" costituisce un autentico osservatorio di natura storico-teoretica, grazie al quale vengono mappate tutte le interpretazioni che nel corso del tempo sono state date del pensiero rosminiano. "Rosminianesimo filosofico", inoltre, pone in dialogo teoretico Rosmini con i più diversi pensatori di ogni tempo, ubbidendo a criteri ermeneutici di analisi critica, miranti a verificare, di volta in volta, il valore imprescindibile degli asserti di ciascun filosofo nel contesto specifico del loro porsi. In tal senso il background di ciascun pensatore e l'area tematica di appartenenza divengono, nel loro insieme, un luogo privilegiato di osservazione. I contributi presenti nel volume sono suddivisi in tre sezioni, dedicate rispettivamente alla storia del rosminianesimo filosofico, al confronto del pensiero rosminiano con i pensatori d'ogni tempo, e alle recensioni inerenti i volumi di area rosminiana, i quali, nel corso del tempo, hanno contribuito a generare filoni teoretici diversificati alla luce di un comune riferimento alla teoresi rosminiana.

