Il signore e la signora Brown avevano sempre avuto enormi difficoltà con i loro numerosi e incredibilmente terribili bambini.Avevano provato presso tutte le agenzie, ma le bambinaie, le istitutrici e le tate non si trattenevano mai a lungo, fuggendo terrorizzate a causa degli scherzi dei bimbi.“La persona di cui avete bisogno è Tata Matilda”,dissero loro.E quando Tata Matilda arriva,cominciano a succedere strane cose.Vestita di scoloriti abiti neri,con un naso grosso come due patate e un enorme dente sporgente, armata di un magico bastone,Tata Matilda riesce,con i suoi incantesimi,a trasformare i bambini della famiglia Brown. In questa nuova avventura le dinamiche sono simili al primo e al secondo episodio di questa classica trilogia, ma la scena si sposta in città e dentro a un grande ospedale.Tra medici,infermiere scandalizzate,lettighe che viaggiano e strane medicine.Le gag umoristiche sono tantissime e i bambini proseguono il loro cammino di crescita imparando ad essere più solidali tra loro.
AUTRICE Christianna Brand(pseudonimo di Mary Christianna Lewis,nota anche come China Thomson e Mary Ann Ashe,1907-1985 o 1988) è nata a Malaysia e ha trascorso l’infanzia in India.Ha ricevuto la sua educazione in un convento francescano che ha dovuto abbandonare nell’adolescenza per motivi economici.Prima di dedicarsi alla scrittura ha svolto diversi lavori,come modella,ballerina, commessa di negozio e governante.Il suo primo romanzo,Death in High Heels,fu pubblicato nel 1941,ed è basato sulle fantasie di omicidio che nutriva verso una collega di lavoro non particolarmente gradita.Un anno dopo debuttò con il suo personaggio più famoso,l’ispettore Cockrill della Polizia della contea del Kent,nel romanzo Heads You Lose. L’ispettore apparirà in sette dei suoi romanzi polizieschi.Green for Dangerè il suo romanzo più famoso ed è considerato da molti il suo capolavoro.
La cristologia esige che si proponga tutto il significato della persona, della vita, della morte e della risurrezione di Gesù per gli uomini del nostro e di tutti i tempi. Significa anche proporre la vita di Gesù come modello o paradigma di vita per i suoi seguaci. Fare cristologia equivale a sviscerare il modello di vita che è stato delineato nella persona di Gesù di Nazaret e in tutto quello che Dio ha svelato con la sua vita, passione, morte e risurrezione. Parlare, dunque, di cristologia, equivale a parlare non soltanto della vita di Gesù, il Cristo, ma anche della vita dei cristiani in Cristo. Esporre la cristologia è esporre nel contempo la vita cristiana.
«Noi consideriamo la diagnosi sempre utile per la conoscenza della personalità globale del soggetto, indispensabile se lo scopo è la scelta di un trattamento: essa, utilizzando strumenti diversi, come osservazione, colloqui, test, facilita la comprensione e permette di fare previsioni individualizzate riguardo il comportamento di persone che sono organizzate in modo peculiare ed unico». (Holt, 1968).
I test integrano i dati ottenuti con i colloqui perché: 1) riguardano livelli diversi di comportamento, 2) fanno emergere contenuti più profondi dal momento che non si può prevedere il significato delle risposte, 3) mettono in risalto le parti sane su cui si poggerà la terapia, 4) danno indicazioni utili per l'indicazione o controindicazione al trattamento ed individuano quello più idoneo, 5) evitano il rischio di dover affrontare problemi più gravi di quelli previsti, magari, senza gli strumenti e le capacità adeguati, permettono una prognosi, sono - in sostanza - il «miglior modo» per conoscere l'individuo.
Il poster, riccamente illustrato con gli affreschi della basilica Maria Regina degli Apostoli di Roma, è un utile strumento cui catechisti e formatori possono rifarsi per introdurre la figura di Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa. Lo strumento presenta schematicamente la Vergine attraverso i passi a lei dedicati nella Sacra Scrittura, le preghiere di devozione mariana, la lettura della Lumen gentium. Il calendario delle solennità mariane permette infine di continuare l'approfondimento lungo tutto l'Anno Liturgico. Affreschi di Antonio Giuseppe Santagata (1888-1989), un rinomato pittore e scultore del Novecento.
Una visione d’insieme sull’Ortodossia russa di ieri e di oggi, in cui il passato illumina come non mai il presente e l’attualità. Eccellente novità in campo storiografico, per documentazione e prospettiva storica, il presente volume tratta tematiche essenziali come il rapporto tra Stato e Chiesa ortodossa, il ruolo del monachesimo, la religiosità e la teologia russa, le relazioni della Chiesa russa con l’Occidente e il fenomeno della dissidenza religiosa.
Dalla quarta di copertina:
In Russia storia e storia della Chiesa sono strettamente intrecciate fra loro. Ne consegue che il ruolo della Chiesa ortodossa russa è fondamentale per fare luce su molte epoche della stessa storia russa.
Il presente volume è una novità in campo storiografico, per documentazione e prospettiva storica. La trattazione, essenziale e brillante, inizia con un percorso cronologico della storia della Chiesa dalla cristianizzazione del X secolo ad oggi. Nei capitoli successivi vengono trattate, con riferimento anche all’attualità storica, politica e culturale, tematiche essenziali come il rapporto tra Stato e Chiesa, il ruolo del monachesimo, la religiosità e la teologia russa, il rapporto della Chiesa russa con l’Occidente e il fenomeno della dissidenza religiosa. Il risultato è una visione d’insieme sull’Ortodossia russa di ieri e di oggi.
Dentro ciascuno di noi c’è uno spazio in cui ci è dato di essere interamente noi stessi. Lì ci sentiamo protetti, al sicuro. Lì possiamo sfuggire alla tirannia della quotidianità e concentrarci su noi stessi. Lì diveniamo liberi. In quello spazio di autenticità Dio abita in noi.
Dalla quarta di copertina:
«Esiste uno spazio in me su cui nessuno ha potere: lo spazio in cui Dio abita in me. Là, dove Dio dimora in me, vengo a contatto con il mio vero io. Là sono interamente me stesso. Là il mio io è protetto. Là cresce la mia autostima e divengo sempre più uno con me stesso».
(Anselm Grün)
Nella nostra quotidianità moderna siamo spesso determinati dalle attese degli altri, dalle scadenze, dalla pressione cui siamo sottoposti e dall'incertezza. Anselm Grün, il noto monaco benedettino, ci mostra, sulla base dei testi qui raccolti, come possiamo, nella dispersione del nostro tempo, concentrarci su di noi per farci una cosa sola con noi stessi.
Traduzione e commento di Rudolf Pesch
«I vangeli della natività, sia nel loro valore di opera letteraria sia nelle loro implicazioni politiche, non hanno mai cessato di affascinarmi» (Rudolf Pesch).
In questo libro il noto studioso di scienze bibliche offre una nuovissima traduzione del testo e una interpretazione tesa ad attualizzarne il messaggio di pace.
Dalla quarta di copertina:
Rudolf Pesch, studioso di scienze bibliche noto a livello internazionale, traduce in linguaggio corrente il testo del Nuovo Testamento, e lo interpreta versetto per versetto, così che il suo messaggio di pace acquisti un nuovo significato per il nostro tempo.
a domanda che Gesù rivolge ai discepoli – «Voi chi dite che io sia?» – funge da filo conduttore. In che rapporto stanno l’identità del Nazareno, così come è stata mediata dalla testimonianza apostolica, e le successive precisazioni della medesima identità? Seguendo la riflessione del passato e dei decenni più vicini a noi, il trattato offre una risposta – «Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore» – che fonde cristologia e soteriologia. Il volume infatti, più del classico manuale, si propone come introduzione a un incontro con Colui che è oggetto ultimo dell’umana attesa.
Dalla quarta di copertina:
Il presente trattato ha il pregio della chiarezza espositiva, accompagnata dalla ricchezza delle informazioni: chi lo accosta trova tutto il necessario per comprendere luoghi, tempi, formule, visioni; nulla deve essere cercato in altri testi. Il percorso di apprendimento è pertanto facilitato: il lettore viene guidato alla conoscenza della riflessione dei secoli passati e degli ultimi decenni, sì da acquisire gli elementi per dare la sua risposta sia alla domanda originaria sia alle provocazioni che l’attuale congiuntura presenta, in particolare quelle che vengono dal pluralismo religioso.
«Voi chi dite che io sia?». La domanda rivolta da Gesù ai suoi discepoli nei pressi di Cesarea di Filippo è risuonata molte volte nel corso dei secoli e continua a risuonare anche oggi. La risposta è stata ed è, per molti versi, sempre la stessa, ma per altri, si è diversificata in dipendenza dalle congiunture storico-culturali. Il cristiano di oggi (ma anche chi cristiano non è) si trova di fronte a un interrogativo ineludibile: la risposta dei secoli passati ha ancora valore o se ne deve cercare una corrispondente alla situazione odierna? In questo secondo caso, come si può mantenere la continuità con la risposta della prima ora? Inoltre, c’è una risposta normativa, dalla quale, pur nella variazione dei luoghi e dei tempi, non si può prescindere, pena negarsi la possibilità di entrare in rapporto con Colui che ha posto per primo la domanda? E come fare, eventualmente, a cercare tale risposta?
Le questioni che una ricerca su Gesù deve porsi incrociano necessariamente la questione del rapporto tra l’identità del Nazareno mediata dalla testimonianza apostolica e le successive precisazioni della medesima identità. Si tratta della questione ermeneutica che sta a fondamento di ogni indagine teologica. Ed è la questione fondamentale sottesa a questo volume, pensato come manuale per la scuola, ma offerto a molteplici possibili lettori. La risposta qui presentata – «Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore» – mette insieme, come è doveroso, cristologia e soteriologia: l’identità di Gesù appare quando si fa, in lui e grazie a lui, esperienza della salvezza donata da Dio. In tal senso il volume si propone come introduzione a un incontro, pensato, con Colui che ogni persona umana, a volte inconsciamente, attende.
˛ˇ O g g i p u Ú a n c o r a d i r e q u a l c o s a i l N a t a l e d i G e s ˘ , a n o i c h e v i v i a m o n e l l i n d i f f e r e n z a ? E i l m o n d o o c c i d e n t a l e , c o s Ï r i c c o e l u c c i c a n t e , Ë a n c o r a i n g r a d o d i l a s c i a r s i i n t e r p e l l a r e d a t a l e e v e n t o ?
D a l l a q u a r t a d i c o p e r t i n a :
˛ˇ P e n s i e r i s u l N a t a l e , p o t r e b b e e s s e r e i l f i l o c o n d u t t o r e d i q u e s t o p i c c o l o l i b r o , s c a t u r i t o d a l l e s p e r i e n z a p e r s o n a l e e p a s t o r a l e d e l l a u t o r e , n e g l i a n n i d e l s u o m i n i s t e r o i n u n a p a r r o c c h i a d i F i r e n z e .
C h e c o s a p u Ú d i r e a n c o r a o g g i i l N a t a l e d i G e s ˘ ? E c h e m e s s a g g i o v i e n e d a l l a n n u n c i o d e l l a n a s c i t a d e l B a m b i n o a n o i c h e v i v i a m o n e l l o p u l e n z a e n e l l i n d i f f e r e n z a ?
» i l n o s t r o m o n d o , r i c c o e l u c c i c a n t e , a n c o r a i n g r a d o d i c o n f r o n t a r s i e d i l a s c i a r s i i n t e r p e l l a r e d a t a l e e v e n t o ?
Anche questo secondo volume di Domenica Ghidotti (il primo è stato Icone per pregare, 2003) si propone di insegnare a pregare attraverso la contemplazione di icone, «parole di Dio scritte nei colori». L’iconografa, una donna dei nostri giorni, ha realizzato una quarantina di immagini, accompagnate ognuna dalla spiegazione del dipinto e da una preghiera-poesia che aiutano ad entrare in comunione con Dio. La luce nitida, il tratto deciso, i colori accesi dispongono il cuore ad accogliere la Grazia e a lasciarsi invadere dal suo potere salvifico. L’autrice diventa il pennello di Dio e ogni icona è finestra aperta sul Mistero.
Le mani, il volto operoso del cuore. Le mani prendono e lasciano, porgono o rifiutano, carezzano, stringono, ma sanno anche colpire. Ci si prende per mano, si dà la mano, si chiede la mano, a volte è necessario «dare una mano» o mettersi nelle mani di qualcuno. Sul palmo delle mani si dice sia scritto il nostro destino… Le mani di Maria sono state mani di bimba, di sposa, di donna felice, di madre affranta, mani che hanno sperimentato la terra e il cielo, sono diventate soprattutto mani di madre per tutti gli uomini, mani di grazia per «gli esuli figli di Eva». In questo prezioso volume, ricco di illustrazioni, le mani della Vergine ci «parlano» dai dipinti in cui compaiono, dal Beato Angelico a Caravaggio, da Giotto a Mantegna, da Raffaello a Tiziano. Più di venti capolavori della storia dell’arte, riletti con sensibilità e competenza, narrano la vita di Maria attraverso la storia delle sue mani
Adorato da centinaia di migliaia di persone che ogni volta riempiono gli stadi per confondersi con lui e trovarsi nel valore della dignità e del rispetto dell’essere umano. Vasco è lo stadio, Vasco è la ricerca contro i luoghi comuni. Il suo linguaggio di libertà accomuna generazioni che dialogano all’unisono attraversando i tempi duri della nostra società. I suoi testi sono immagini per comprendersi nella ricerca di un senso che, fra le note del rock e la luce della notte sullo stadio, arriva direttamente alla coscienza: insieme, nella festa dello stadio, si supera il dolore e lo sgomento della solitudine e gli angeli si incontrano. Alla vigilia del tour 2008, il cardinal Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, ha citato il cantautore attraverso le parole di Un senso: «Senti che bel vento, non basta mai il tempo… Domani un altro giorno arriverà… » per ricordare ai ragazzi che Dio invita ad abbandonarsi alla grande impresa di fare più bello e più giusto il mondo. Il volume non vuole “battezzare” Vasco Rossi, ma raccontare come con lui, nello stadio, si possa percepire qualcosa dell’Infinito, spiragli di un Senso. Questo vogliono dire i tre sostantivi del titolo.