Un testo che esplora il valore educativo e sociale della vita condivisa tra nuclei familiari, soprattutto nel contesto del mondo cristiano cattolico. L’autore analizza le trasformazioni della famiglia e della comunità nella società post-moderna, proponendo un’alternativa concreta all’individualismo. Attraverso riferimenti teorici e uno studio sul campo nella realtà di Nomadelfia, il volume mette in luce le potenzialità pedagogiche e relazionali di una vita fondata sulla condivisione, la fraternità e il Bene comune.
L’edizione 2025 del Rapporto Immigrazione, curata da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, analizza come la mobilità giovanile stia ridefinendo identità, diritti e prospettive di sviluppo in Italia. Attraverso ricerche, dati e storie di vita, il Rapporto evidenzia questioni ancora aperte come la partecipazione formativa e lavorativa, nuove forme di autorappresentazione oltre il dualismo "nativi/stranieri", gli impatti economici e culturali della mobilità, il ruolo spesso trascurato della fede, e le politiche necessarie per valorizzare i talenti in circolazione. Destinato a studiosi, operatori e decisori, offre strumenti critici per comprendere una grande transizione generazionale e costruire un’Italia più inclusiva.
"L’Antropologia pragmatica" (1798), l’ultima opera pubblicata da Kant, può essere considerata come il suo testamento spirituale, oltre che come un vero e proprio manifesto dell’Illuminismo europeo. Essa risponde alla domanda «che cos’è l’uomo?», ma con un approccio diverso da quello seguito nelle tre Critiche. In essa infatti Kant considera l’uomo non dal punto di vista critico-trascendentale o metafisico, ma da un punto di vista pragmatico, cioè pratico-empirico, avendo come oggetto d’indagine la conoscenza «di ciò che l’uomo fa di sé stesso o di ciò che egli può o deve fare di sé stesso». Scopo della presente edizione è di riproporre, in una nuova traduzione e con un commento dettagliato del testo, quest’opera di Kant, che, pur non avendo avuto la fortuna delle altre opere kantiane, contiene una quantità enorme di osservazioni e di conoscenze (come quelle sull’immaginazione, sul sogno, sulle malattie della mente, sulle passioni e sui comportamenti umani, sul carattere dei popoli) che ancora oggi sono per noi di grande interesse e di grande attualità.
Quali sono le motivazioni che spingono a usare sostanze e soprattutto a continuarne l'uso quando questo diventa dannoso? Quali sono le ragioni che inducono uomini e donne a perseverare in comportamenti che li costringono a dipendere sempre più come peril gioco d'azzardo, l'internet addiction o altro? Come riconoscere quando inizia un problema di dipendenza e quando riuscire ad affrontarlo per sciogliere quei "legami" nei quali le vite sono rimaste in ostaggio? Queste sono alcune domande a cui il testo cerca di dare delle risposte guardando all'uomo e alla donna nel profondo. Sullo sfondo è presente il pensiero e l'opera di don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, che negli anni 80 ha dato avvio ad uno specifico metodo terapeutico. Le storie raccolte nel testo - narrate daGiulio Zambon, insegnante ed influencer con oltre 100.000 follower - testimoniano un fatto reale:smettere è possibile, la maturazione personale può offrire nuove occasioni di vita.
Una fattoria fatiscente, due fattori negligenti, qualche animale trascurato. Ormai il suo destino è segnato: vendere tutto il terreno con quanto contiene per fare spazio a un cento industriale per la produzione di cibo "sintetico". Ma ecco all'improvviso l'arrivo di un'insolita pinguina.
È una pinguina fantastica! Ama il creato e sprigiona gioia, speranza, amicizia e musica. Il suo comportamento è contagioso! La ventata di allegria e di speranza che lei porta, nonostante il suo difficile percorso di vita, è capace di far ritrovare l'intesa e l'amore tra i due fattori; di fare in modo che tutti gli animali, decisi a essere "uno per tutti e tutti per la fattoria", si diano da fare perché la loro "casa comune" non venga svenduta d'affari senza scrupoli.
I due fattori ritroveranno l'armonia tra loro e la squadra degli animali e non solo riuscirà nell'impresa. La pinguina, alla fine, se ne andrà verso chissà quali altre avventure.
Un gioco per conoscere i numeri contenuti nella Bibbia. Un gioco perfetto per il tempo libero in famiglia, durante le ore di catechismo o durante le attività dell’oratorio.
Lo scopo del gioco è arrivare alla fine del percorso accumulando più carte BENEDIZIONE possibile; non vince quindi chi arriva per primo alla meta.
Quattro percorsi biblici diversi: Abramo (GENESI), Mosè (ESODO), Pietro (VANGELO) e Maria (APOCALISSE), per arrivare a Gesù, la meta della vita cristiana, su un tabellone puzzle da comporre prima di cominciare a giocare.
La scatola contiene anche tre tipi diversi di carte: DOMANDA sui numeri nella Bibbia, SFIDA contenenti piccole operazioni divertenti, BENEDIZIONE con vantaggi che aiutano ad arrivare alla fine del precorso. Vince chi alla fine ha raccolto il maggior numero di carte benedizione.
"Credo che a ognuno sia dato, per un istante almeno, d’intravedere il piano concepito in cielo e di sapersi incluso, come uno dei nodi del tappeto." Quella con le scritture sacre per Erri De Luca è una frequentazione fitta e di lungo corso. Dal contatto prolungato con le sue pagine nasce questo racconto dell’Antico Testamento per la viva voce dei personaggi che lo popolano. Sono autobiografie folgoranti. Erri De Luca parte dalle prime persone create, Adamo ed Eva - Adàm e Hauà -, per dare via via la voce, in ordine di apparizione, a una scelta moltitudine dei loro discendenti. Ciascuno parla in prima persona, cerca riparo nelle parole a quei fatti, oppure li rivendica, li chiarisce, li precisa. Voci potenti, piene di verità o di carità, di forza contro le avversità, di speranza, di peccati ormai irredimibili: se la presenza del divino è indubbia, è la loro umanità, il loro arbitrio a farli spiccare e a renderli memorabili.
La conversazione tra Lucilla e Clara, due esperte, l'una nel campo della pediatria, l'altra nel campo dell'insegnamento, regala ai genitori i frutti della loro lunga e appassionata pratica sul campo della crescita dei figli con l'intento di affiancarli nel loro compito fondamentale quanto complesso, oggi più che in passato. I giovani genitori - talvolta spauriti, talvolta troppo sicuri - possono trovare in questo libro considerazione, consiglio, sostegno per affrontare la loro impresa prodigiosa con la necessaria fiduciosa sicurezza.
Una guida per riscoprire il sacramento della Confessione e le condizioni per ricevere l'indulgenza giubilare. Hai dubbi su come confessarti? Ti chiedi quali peccati dire o come fare un buon esame di coscienza? Con un linguaggio chiaro e immediato, padre Emiliano Antenucci guida il lettore con indicazioni semplici ed essenziali: spiega il valore della Confessione, gli errori da evitare, cosa dire e quali grazie si ricevono da questo sacramento mostrando i suoi effetti concreti nella vita di ogni cristiano. Un aiuto concreto per chi desidera liberarsi dal peso del peccato e riscoprire la gioia del perdono di Dio.
"La fragilità del mondo" è un invito ad abbandonare l’ossessione per la perfezione da cui siamo attanagliati da secoli e ad abbracciare, al contrario, la nostra essenza di creature vulnerabili, gettate in una realtà con cui non siamo più in grado di entrare in contatto. Secondo Joan-Carles Mèlich è successo qualcosa a un certo punto della nostra storia: ci siamo scordati quanto claudicante e carente sia la natura umana. L’universo attorno a noi è stravagante, ricco di stimoli e, nonostante tutti i nostri sforzi, in sostanza inconoscibile; eppure ci illudiamo in qualche modo di sapere tutto. L’imprevedibilità ci spaventa, per questo abbiamo messo in piedi una disciplina di sistemi simbolici di regolazione e colonizzazione (teologici, politici, economici) e una nuova metafisica della tecnologia, alla quale ci siamo affidati ciecamente. Nel frattempo, però, abbiamo dimenticato che siamo governati dal caos e dall’inaccessibilità. Accompagnati dalle idee di pensatori e scrittori quali Rilke, Nietzsche, Kafka e Woolf, apprendiamo allora in queste pagine come, per tornare a vedere davvero il mondo, dobbiamo abbandonare le nostre pretese di controllo e accettare invece la finitezza, l’assenza di senso e la possibilità del male, che sono al centro dell’essenza umana. Dobbiamo imparare, cioè, a sostituire alla logica di un progresso cieco una «ragione inerme», inoffensiva e pacifica perché aperta alla possibilità dell’errore e della vergogna. In questo libro Mèlich traccia una strada per tornare ad abitare il mondo. Non con presunzione, bensì consapevoli della possibilità di perdervisi come in un labirinto. Solo così ne riscopriremo l’autenticità e sapremo accettarci nella fragilità, rifiutando la violenza delle facili certezze e l’insensibilità di fronte alla sofferenza.