Un approccio basato sulla ricerca e l’analisi della realtà, grazie anche all’uso di nuovi strumenti, fornisce agli studenti gli stimoli per usare la loro intelligenza in modo critico, quale miglior garanzia per raggiungere ottimi risultati nel mondo accademico. Uno dei pregi principali del testo è l’uso della tassonomia di Bloom per sviluppare il pensiero critico e la capacità di risoluzione dei problemi e migliorare allo stesso tempo l’apprendimento degli argomenti affrontati.
L’undicesima edizione porta avanti la nostra tradizione di fornire agli studenti delle linee guida chiare per lo studio, attraverso l’analisi dei dati e il ragionamento quantitativo. Il nostro scopo comune è cercare di migliorare sempre il testo integrando gli strumenti didattici migliori e più all’avanguardia con i metodi che si sono dimostrati più efficaci ai fini dell’apprendimento. Vi sono varie caratteristiche tipiche della ricerca scientifica, compresa una maggiore enfasi sull’aspetto quantitativo nelle figure denominate RAGIONIAMO SCIENTIFICAMENTE. L’enfasi sul potere organizzativo dell’evoluzione e sull’importanza della biologia cellulare e molecolare e della genomica offre agli studenti un testo che è facilmente utilizzabile e ha un contenuto moderno ed equilibrato.
Con la canonizzazione Giovanni Battista Montini, Paolo VI, sarà il quarto papa del Novecento a diventare santo. Un fatto eccezionale perché la santità dei pontefici è sempre stata problematica e rara.
Il libro affronta sul piano storico un nodo intricato e illumina di riflesso la figura moderna di Montini, il rapporto con i suoi predecessori Pacelli e Roncalli, l’uso politico e il significato della santità. Una dimensione che quando è autentica riesce ad attrarre l’attenzione non solo dei credenti.
Giovanni Maria Vian (Roma 1952), docente di filologia patristica all’Università di Roma La Sapienza e direttore dell’«Osservatore
romano», studia Montini da più di un trentennio.
«Il mio corso è, tra le altre cose, una sorta di indagine poliziesca sul mistero delle strutture letterarie». Del detective - e dello studioso - Nabokov possiede la passione bruciante per il dettaglio. Ma anche una voracità linguistica che lo guida a inseguire, negli scritti altrui, astuzie e trucchi verbali rivelatori; e una felice insistenza nella ricostruzione dei luoghi, degli spazi - dai mobili di una stanza a una città, e una regione - in cui si manifestano le storie. Sa bene, e lo ripete provocatoriamente, che utili insegnamenti e buoni propositi nulla hanno da spartire con la letteratura. Che è invece composta, in parti uguali, di esattezza e incantamento: «la precisione della poesia e l'intuizione della scienza». E questo insegna Nabokov nelle sue "Lezioni di letteratura": a leggere con occhio penetrante, ma disposto alla magia. A non guardare soltanto alle storie, ma al modo in cui sono raccontate. A riconoscere, al tempo stesso, il genio individuale dello scrittore e l'architettura dei testi. Rischiarati da un'intelligenza appuntita e beffarda, sfilano sette capolavori delle letterature occidentali, da Mansfield Park di Jane Austen all'Ulisse di Joyce. E lui, il professor Nabokov - docente a Wellesley e quindi alla Cornell tra il 1941 e il 1958 -, li racconta agli studenti americani, e a noi, con il brio conversevole, il coinvolgimento, l'attenzione minuziosa che, dalla sua viva voce, approdano direttamente a queste pagine. Introduzione di John Updike.
Da Anne Frank a Mandela, da Falcone e Borsellino a Rosa Parks, da Gandhi a Martin Luther King: uomini e donne che in ogni epoca e in ogni luogo del mondo si sono battuti per la legalità, la giustizia, la pace e il progresso dell'umanità. Età di lettura: da 7 anni.
Sali a bordo per un viaggio interattivo che ti farà scoprire le meraviglie del mondo antico e moderno. Solleva le alette per conoscere la storia e i segreti dei più spettacolari luoghi al mondo, dalla Grande Piramide di Giza al Taj Mahal, fino al Grand Canyon... Buon viaggio! Età di lettura: da 6 anni.
Quante volte abbiamo rimandato un’occasione di felicità come se fosse l’inizio di una nuova dieta o l’iscrizione in palestra? E se fosse oggi il momento giusto per concedere a noi stessi il diritto ad avere la vita che vogliamo? Per riconoscere ai nostri bisogni profondi la stessa importanza dei doveri di cui ci facciamo carico?
È proprio questo il contenuto del messaggio di Epicuro, il maestro fondatore dell’unica scuola che come materia d’insegnamento principale ha la gioia di vivere. La vita dolce accompagna i lettori in un imprevedibile viaggio alla scoperta dell’ironica saggezza di Epicuro, della potente eleganza di Lucrezio e della comicità di Orazio, che risplendono in nuova traduzione capace di restituirne la voce fresca e viva. L’autrice fa dialogare i maestri antichi con la realtà contemporanea e con amici vecchi e nuovi – come Omero, Peggy Guggenheim, Hugh Grant, Arthur Rimbaud e la nonna di Jay-Z – che ci insegnano a lasciarci alle spalle i pensieri inutili per assaporare la poesia della vita.
Per conquistare questa gioia, fondata sull’amicizia, sul godimento dei piaceri più autentici e sulla capacità di imparare a scegliere quello che ci fa stare meglio, non bisogna fare fatica né tantomeno stravolgere la propria vita: basta qualche esercizio semplice ma non banale, come guardare in faccia le stelle, offrire un caffè al vicino di casa o imparare a essere disobbedienti.
Grazie a questo libro riscopriremo i segreti della saggezza mediterranea, che sono da sempre nel nostro dna culturale e che troppo spesso la frenesia della nostra vita ci porta a dimenticare, entrando nel giardino di Epicuro come a una festa «senza liste all’ingresso, dove puoi arrivare vestito come ti pare, toglierti le scarpe e sederti sull’erba a chiacchierare fino a tardi».
Una narrazione per immagini, un emozionante viaggio fotografico alla scoperta delle minoranze etniche e culturali del mondo, tra pastori e cacciatori, allevatori e contadini, per incontrare una straordinaria varietà di valori, tradizioni, linguaggi e stili di vita, spesso custoditi gelosamente nei secoli da piccole comunità e popoli che sono diventati - talvolta per scelta - "invisibili" al resto del mondo. I testi che accompagnano le spettacolari fotografie raccontano queste popolazioni,le loro vite, le loro verità: sono storie di resilienza, di intere etnie e tribù a un passo dall'estinzione, spesso ignare dei meccanismi del progresso, che gridano la loro unicità a un mondo che troppo spesso sembra aver perso la capacità di ascoltare.
Non occorre la macchina del tempo per catapultarsi in un periodo remoto: è sufficiente una pozione magica fatta di acini spremuti. Grazie al vino, epoche storiche lontane rivivono. Rivivono le strade sterrate percorse da banditi a cavallo, i primi libri stampati, i personaggi del "Decameron", e a ritroso i baccanali dell'antica Roma, il vino delle nozze di Cana e quello del dio egizio Osiris, fino alla vite che Noè ha piantato dopo essere scampato al diluvio. Roberto Cipresso, winemaker, chiama vini d'emozione quelli che a ogni sorso raccontano una storia. E lui, come un cacciatore di tesori, ha solcato terre e mari, scavalcato muri di giardini abbandonati, si è addentrato nelle grotte sul monte Ararat, per cercare le viti più antiche, quelle dimenticate, i terreni meno battuti dai viticoltori, per riportare in vita vini che sono la quintessenza di storia umana e natura. È un viaggio attraverso il vino, un romanzo in cui si intrecciano passione, sapere, esperienze, opinioni schiette, strade da abbandonare e altre da imboccare. Non solo la poesia di vini insoliti, non scontati, preziosi perché inseguiti con la determinazione di un innamorato, ma anche l'illuminazione di come deve essere, e soprattutto come non deve essere, il vino che accompagna le nostre vite. Prefazione di Gianni Mura.
La memoria è tesoro e custode di tutte le cose. Il volume contiene le testimonianze di: papa Francesco, Papa Benedetto XVI, Giorgio Napolitano, Marcello Pera, Pier Ferdinando Casini. Ci si potrebbe chiedere il perché vi sia la necessità, o meglio ancora l'interesse, di narrare oggi la storia delle relazioni istituzionali e personali intercorse tra i capi di Stato italiani e i papi, dalla nascita della nostra Repubblica a oggi. Se è un fatto acclarato e ben noto che tra Vaticano e Quirinale vi siano sempre stati rapporti che potremmo genericamente definire buoni, non si è mai approfondito con la dovuta cura in cosa si siano sostanziati in concreto. Il tempo che ci separa dalla cosiddetta alba della Repubblica e dalle vicende legate al referendum del 2 e 3 giugno 1946 è ormai maturo per porre in essere uno studio che, con rigore scientifico, si propone di essere il più serio e ponderato possibile. Dall'angolazione dei colli che sorgono sulle rive del Tevere, Vaticano e Quirinale, si ha un punto di osservazione del tutto peculiare e diverso dall'ordinario e per questo interessante e significativo. Le due autorità che vi risiedono, il Primate d'Italia e il primo Magistrato della Repubblica, s'incontrano e hanno degli scambi fin dall'inizio di questa storia. Le loro relazioni si sviluppano non avulse dalle vicende politiche del momento. È dunque possibile scoprire un'evoluzione che si snoda attraverso i decenni. Se, infatti, sui primi rapporti vi è poca documentazione a cui attingere, nel crescendo di queste relazioni le fonti si fanno sempre più ricche e consentono di tracciare un affresco davvero appassionante. Il percorso ha momenti di grande intensità, con rivelazioni e documentazioni inedite di straordinario valore storico (fra cui alcune pagine dalle agende private del Presidente Ciampi), che consentono di sentire quest'opera come viva voce dei protagonisti. Prefazione di Paolo Mieli e postfazione di Giuliano Amato.