Uno psicanalista e un esegeta corrono il rischio del dialogo. Il primo perché è interessato dalla capacità dei testi fondatori della nostra cultura di esprimere la specificità dell'umus umano, il secondo perché è convinto che la psicoanalisi sviluppa un approccio dell'essere umano che non è estraneo ai testi che lavora. Dialogano su diverse tematiche: la Legge, la violenza, lo statuto della parola, l'origine, l'autorità, l'alterità, il femminile. Ciò che li sorprende durante i loro scambi è fino a che punto i testi della Bibbia, soprattutto quelli a carattere mitico, facciano continuamente eco ai concetti della psicoanalisi lacaniana. Secondo modalità certo differenti, i testi biblici e la psicoanalisi danno ad intendere che il mondo umano può essere pensato solo facendo spazio a quel che sfugge radicalmente.
Alle mani d'ogni donna e uomo di buona volontà è affidata la responsabilità di fare della terra un giardino e del giardino la casa dell'umanità. Sopraffatti dalla gioia di questo compito ci sogna Dio. I coni d'ombra e di luce di questo sogno sono raccolti nel libro biblico di Genesi che sembra dirci: è sempre tempo dell'"In principio". È oggi il tempo dell'"In principio" perchè più le crisi sono profonde, più l'umano ha l'opportunità di scoprire la forza e la bellezza dei momenti aurorali.
No, non sono Atti veri e propri, è solo la continuazione di un'esperienza bella, che ha coinvolto profondamente noi organizzatori per primi, meravigliandoci per l'accoglienza straordinaria che la gente - tanta gente: venticinquesima presenze! - ha riservato a un'idea un po' pazza sulla quale abbiamo scommesso e che un po' di corsa abbiamo concretizzato. Ci è sembrato un peccato terminare quell'esperienza alla fine dei tre giorni, e allora si è pensato di prolungarla e di allargarle in qualche modo anche a chi materialmente nn era perente in piazza a Reggio Emilia nei giorni 25-27 settembre 2009.
Il libro contiene gli atti del convegno su Antonio Rosmini svoltosi il 21 e 22 novembre 2009 tra Firenze e la Pieve di San Leolino a Panzano in Chianti, in occasione del primo anniversario della beatificazione. Questi saggi sono un’avvincente introduzione al pensiero di Rosmini e nascono proprio dalla volontà di divulgare con chiarezza e semplicità un pensiero così attuale per i nostri tempi. Rosmini auspicava una Chiesa capace di essere un faro per le persone sia da un punto di vista culturale sia da un punto di vista umano e spirituale. Questi temi costituiscono una vera profezia delle istanze del Concilio Vaticano II.
È la storia della Diocesi e del territorio di Gubbio (nord dell`Umbria) dai primi secoli dell`arrivo del Cristianesimo ai giorni nostri. Particolare attenzione è posta non solamente al periodo medievale, nel quale si è formato il carattere e l`identità della città, ma anche al periodo in cui si è formata l`unità d`Italia: personaggi, fatti, scritti importanti, prese di posizione autorevoli. Di particolare interesse il tempo del modernismo, che vide coinvolti molti personaggi influenti.
Il modo di riconciliarsi con il mondo è di separarsene. E l'amore è l'invincibile solo nella misura in cui è totalmente impotente davanti a ciò che lo distrugge.
Il corpo ha un linguaggio proprio, attraverso il quale esprime la gioia e la sofferenza; ma è anche linguaggio in sé, un "libro di carne". Imparare a leggere il corpo vuol dire prestare attenzione alla sua struttura, saper decifrare le forme del labirinto anatomico. Significa anche riascoltare quanto raccontano i grandi miti dell'umanità intorno alla natura e alla sottile funzione di ogni organo. Implica, infine, la riscoperta dell'"albero" dei qabbalisti: se l'uomo è «creato a immagine di Dio», la figura del suo corpo dev'essere letta come riflesso terrestre di quell'"albero di vita" di cui parla la tradizione della Qabbalah.
Il cristianesimo in Europa
visto dal nuovo presidente
del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani
In un’epoca in cui si discute delle radici cristiane dell’Europa, non è difficile rilevare come la trasmissione della fede cristiana alle generazioni future attraversi una crisi profonda e costituisca una sfida posta alle chiese dalla costruzione della nuova Europa. Quali sono le opportunità, i problemi, le modalità concrete che deve affrontare una nuova evangelizzazione? Quale contributo possono portare i cristiani in una società pluralista, in ricerca di valori? È attorno a questi interrogativi che l’autore, con sguardo profetico, offre da tempo una riflessione profonda e decisiva, attenta all’aspetto ecumenico della realtà europea, evidenziando quale vero contenuto dell’annuncio della chiesa i valori dell’evangelo che sono a servizio dell’umanizzazione dell’uomo, valori umani fondamentali che la testimonianza della fede deve a ogni costo proteggere e vivificare.
Kurt Koch (Emmenbrücke 1950), vescovo di Basilea dal 1995 e impegnato da tempo nel dialogo ecumenico, il 1° luglio 2010 viene nominato presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Compiuti gli studi di teologia all’Università di Lucerna e alla Ludwig Maximilian Universität di Monaco di Baviera, dal 1985 fino alla nomina episcopale è stato docente di dogmatica e di liturgia presso la Facoltà teologica dell’Università di Lucerna. Dal 2006 al 2010 è stato anche presidente della Conferenza episcopale svizzera.
Parlare della carità spesso ci può far illudere anche di praticarla, di operare veramente nel senso di quell’amore che il vangelo ci narra e che Gesù ci comanda. Oggi tuttavia i segni di barbarie e di smarrimento di ciò che la carità significa – giustizia, solidarietà, compassione – sono davanti ai nostri occhi e noi stessi ne siamo i protagonisti. In questi tempi di indifferenza, siamo chiamati a riscoprire l’essenziale, a discernere ciò che è irrinunciabile per la fede. La rilettura delle opere di misericordia, che questo testo propone, trova perciò una rinnovata attualità. Richiamare la tradizione delle opere di misericordia significa cogliere la carità come arte dell’incontro, della relazione, come prassi di umanità che travalica le fedi e che può unire ogni persona. È nell’oggi della storia che possiamo manifestare la differenza cristiana con la pratica dell’urgente carità.
Luciano Manicardi (Campagnola Emilia 1957), monaco di Bose e biblista, collabora alla rivista Parola, Spirito e Vita. Presso le nostre edizioni ha pubblicato Il corpo (2005), L’umano soffrire (2006), Guida alla conoscenza della Bibbia (2009) e, insieme a Enzo Bianchi, Accanto al malato (2000).