In questo saggio, Marc Augé esplora il paradosso dell'oblio come condizione essenziale per la memoria e per l'esperienza umana. Lungi dall’essere una semplice perdita, dimenticare è un atto vitale, una necessità per vivere pienamente il presente, riscoprire la ricchezza dell'istante e non restare prigionieri del passato. L'oblio non è sinonimo di cancellazione ma di selezione: permette di dare significato ai ricordi, di distinguere l'essenziale dal superfluo, di alimentare la curiosità e l'immaginazione. In questo senso, non riveste solo una funzione individuale ma anche collettiva, poiché ogni società costruisce la propria identità su ciò che sceglie di ricordare e su ciò che invece decide di dimenticare. In un’epoca segnata dall'iperconnessione e dall'ossessione per l'archiviazione digitale, Augé invita a riflettere sul ruolo del tempo e sull'importanza di trovare un equilibrio tra memoria e oblio, affinché il passato non diventi un fardello ma uno strumento per vivere con consapevolezza il presente. Prefazione di Andrea Staid.
FASCICOLO 1NOTAE ET COMMUNICATIONES ACADEMICAESerge-Thomas Bonino, O.P., San Tommaso d'Aquino e la dignità della vita politicaBenoît-Dominique de La Soujeole, O.P., Cristo, misura di ogni cosa. Il cristocentrismo nella teologia cattolicaPaul Murray, O.P., Dominicans and the Key of KnowledgeDISSERTATIONESEfrem Jindrá?ek, O.P., Jubilee of the Angelicum Journal (1924-2024). A Short History of a PeriodicalMichael S. Sherwin, O.P., University or Multiversity: is liberal education still possible today?Nicoletta Gandolfo, Dream report and legitimation. Jer 1,11-16 in the light of akkadian literature*******************************************************FASCICOLO 2DISSERTATIONESAmerico Miranda, Una "societas sanctorum" in via di realizzazione. La definizione della santità nei discorsi al popolo di AgostinoThomas Joseph White, O.P., How can one say that God has become human? John of amascus and Thomas Aquinas on the Semantics of the Incarnation?t?pán Maria Filip, O.P., «Verbum spirans amorem». Una riflessione sui rapporti tra teologia e vita spiritualeMatthew Kirby, TDC, Challenging the default and shifting the onusGian Matteo Serra, O.P., La rappresentanza nelle persone giuridiche canoniche: indicazioni per il legale rappresentante negli istituti religiosiRECENSIONESMarco Bracchi, Seme di gloria. L'esperienza della grazia secondo Réginald Garrigou- Lagrange (?t?pán Maria Filip, O.P.)Fr. Loïc-Marie Le Bot, O.P. (ed.), La tradizione domenicana del diritto. Atti del Convegno, Roma, 23-24 aprile 2022 (Miros?aw Sander, O.P.)Arturo Bellocq, Francisco Insa, Avviamento alla teologia morale. Natura, metodo, storia (Brice Miguel Mekena Mekongo)
In un'epoca di grandi trasformazioni, la scuola è chiamata a ripensare il proprio ruolo, adottando strumenti e strategie in grado di rispondere alle sfide del presente e preparare il futuro.Innovazione educativa. Tecnologie e strategie per la didattica del futuro fornisce un'analisi delle potenzialità offerte dalle tecnologie digitali e dalle metodologie innovative, proponendo un modello di educazione inclusivo e consapevole. Dalla Realtà Aumentata all'Intelligenza Artificiale, dalla robotica educativa al game-based learning, il volume esplora come innovazione e tradizione possano convivere, dando forma a un siste- ma educativo capace di valorizzare il pensiero critico, la creatività e il potenziale umano. Un invito a ripensare la didattica non come mera trasmissione di conoscenze, ma come un processo dinamico e tra- sformativo, orientato allo sviluppo di competenze critiche e riflessive, capace di promuovere equità, consapevolezza e sostenibilità all'interno di un sistema educativo in evoluzione.
La nostra epoca è dominata da una nuova forma di temporalità: il "presentismo". Viviamo un eterno "adesso", in cui passato e futuro si sfaldano sotto il peso dell'accelerazione degli eventi e della tirannia del presente: l'iper-connessione digitale e le dinamiche economiche premiano l'istantaneità, mentre il potere si riorganizza in funzione dell'immediato. Le conseguenze ricadono anche sulla percezione collettiva della storia, oggi troppo spesso emarginata e sottovalutata. Da questa analisi del presentismo come fenomeno storico e storiografico - delle sue radici culturali, sociali ed epistemologiche - emerge l'importanza della conoscenza storica, esercizio di razionalità critica e antidoto rispetto alle distopie del "presente immobile" e ai rischi legati ai nuovi totalitarismi digitali.
I quattro capitoli di questo volume dimostrano il modo in cui, in tutta la riflessione di Pareyson, si declina il rapporto tra verità e interpretazione. In tal senso, questa ricerca si confronta con la critica vattimiana, secondo cui la riflessione dell’ultimo Pareyson richiede un indebolimento della verità e con la linea interpretativa avviata da Riconda il quale, invece, sulla base del nesso tra Verità e interpretazione e Ontologia della libertà, tiene distinto il pensiero pareysoniano dalle prospettive ermeneutiche che dissolvono la verità nell’interpretazione. La pretesa del presente studio di dimostrare il carattere rivelativo di tutto l’itinerario ermeneutico pareysoniano non solo risulta utile per l’approfondimento di diversi temi che Pareyson ha lasciato incompleti, ma diventa anche decisiva per un’adeguata valutazione critica del compito di «richiamare il pensiero alla sua dimensione ontologico-veritativa» che l’Autore ha sempre affidato all’interprete (filosofo).
Nel cuore di un umile quartiere della Barcellona del XIV secolo, gli occhi curiosi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura di una grande chiesa in costruzione. Un incontro decisivo, poiché la storia di Santa Maria del Mar sarà il cardine delle tormentate vicende della sua esistenza. All'ombra di quelle torri gotiche, Arnau dovrà lottare contro fame, ingiustizie e tradimenti, ataviche barriere religiose, guerre, peste, commerci ignobili e indomabili passioni, ma soprattutto per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare alle brume del sogno...
Perché Dio continua a parlare attraverso segni e profeti? Nel corso dei secoli, la Chiesa ha visto fiorire apparizioni mariane, carismi straordinari, lacrimazioni di immagini sacre, fenomeni mistici e nuovi veggenti. Non si tratta di eventi isolati o folkloristici, ma di interrogativi teologici che toccano il cuore della rivelazione cristiana. Questo saggio affronta il tema con serietà e discernimento, alla luce della Sacra Scrittura, del Magistero e della Tradizione viva della Chiesa. La domanda centrale – “Perché questi segni?” – viene letta nella prospettiva del disegno salvifico di Dio, che non ha smesso di ammonire, consolare e richiamare l’umanità attraverso i suoi profeti, come avveniva già nell’Antico Testamento. Dalla voce dei profeti biblici fino alle rivelazioni private riconosciute, l’autore invita a riscoprire il senso profondo di questi interventi divini: non miracoli fini a sé stessi, ma richiami alla conversione, segni escatologici e annuncio di una verità che salva.
Vincenzo Spezialeè nato nel 1950 a Serradifalco (CL). Dopo il diploma di ragioneria, è entrato all’Accademia Militare di Modena e, in seguito all’incontro illuminante con un sacerdote che gli ha fatto conoscere Fatima, ha iniziato una nuova vita spirituale, collaborando con Radio Maria sotto la direzione di don Mario Galbiati. Da allora ha cominciato anche a scrivere, pubblicando diverse opere su santi e beati. Di tanto in tanto tiene conferenze su Fatima. Per le Edizioni Segno ha recentemente pubblicato i libri “Le apparizioni della Regina della pace ad Anguera”, “La Madonna delle Rose. Apparizioni e messaggi a San Damiano Piacentino” e “Le apparizioni di Fontanelle e Montichiari di Maria Rosa Mistica Madre della Chiesa”
Il sopraggiungere della vecchiaia segnata dalla sofferenza induce la protagonista a raccontare l’ultimo arco di tempo della sua vita. Ne nasce una sorta di diario da cui emerge, accanto al decorso della malattia, la determinazione a voler fronteggiare il tratto finale in modo partecipato, senza passività. Viene ribadito, così, un assioma universalmente riconosciuto e cioè l’inutilità di opporsi con strenuo sforzo allo scorrere del tempo il quale – come ben si sa – accompagna tutti, indiscriminatamente, allo stesso traguardo. Poiché si può solo assecondarne il corso, tanto vale, allora, affrontare, a testa alta l’epilogo. In complesso, il messaggio lanciato esorta a meditare sul senso del vivere, ma pure sul valore totalizzante dell’eternità verso cui si tende, giorno dopo giorno.
L’esperienza spirituale di Luisa Piccarreta (Corato, 1865-1947) è nella Chiesa e tra i fedeli. Questo perché la Divina Volontà porta ad amare Dio e il prossimo con generosità e in continuità. Costruendo la fede nella confidenza e nell’umiltà, Luisa ci ha indicato che la Bibbia è intrisa di Divina Volontà. Se infatti, come cristiani, non ci impegniamo a conoscere per bene la Parola, saremo ingannati dal Nemico mille volte al giorno! E così la liturgia della Parola nella Messa domenicale si arricchisce di luce che aiuta a credere nella Divina Volontà, come dono, come preghiera e come cammino spirituale. Solo con una fusione intima, possiamo con la sua presenza e la sua luce, vivere la sua Parola. Fiat sempre!
Fra Luca Maria De Felicefa parte dell’Ordine dei frati minori Cappuccini Toscani, ha conseguito il dottorato di teologia biblica nel 2016 a Firenze, presso la FTIC, e nel luglio del 2020 la laurea presso l’Università degli studi di Firenze in Lingue e civiltà dell’Oriente antico e moderno. Ha pubblicato: L’influenza dell’Apocalisse in alcuni scritti francescani (Cittadella Editrice, 2023), L’Antico Testamento e le sue istituzioni (Cittadella Editrice, 2024), Verso il Golgota. Via crucis francescana (Edizioni Messaggero Padova, 2024), La domenica con San Francesco. Commento francescano alle letture della domenica. Anno A, B, C (Toscana Oggi, 2024), La fragranza di Dio. Il senso del profumo nella Bibbia e nei testi francescani (Nerbini, 2025) e altri.