Il rapporto tra Risorgimento e religione è più complesso di quanto dicano le interpretazioni tradizionali, mai sottoposte a revisione, ed è utile tornare a riflettere sulla moderazione con cui l’Italia gestisce il conflitto con la Chiesa, a differenza di altri Paesi dove lo scontro diviene guerra di religione, aspra e senza confini. La Destra storica ammoderna il Piemonte e l’Italia, introduce la libertà e l’eguaglianza religiosa, la laicità dello Stato, cede ad asprezze e ingiustizie, ma non recide mai il cordone ombelicale con la tradizione cattolica. D’altra parte i cattolici partecipano intensamente all’impegno per l’Unità d’Italia, quando sono colpiti dalla legislazione eversiva protestano ma obbediscono alle leggi, chiedono di cambiarle, agiscono nel nuovo ordine nazionale. In alcuni momenti un inchiostro simpatico scrive dei sottili, e formidabili, compromessi utili alle due sponde del Tevere per evitare la guerra, preparare nuove relazioni nei tempi storici giusti. Un conflitto speciale, tra il 1870 e il 1929, riguarda la “questione romana”, che chiede di conciliare il diritto storico dell’Italia a Roma capitale con il diritto del papa ad una sovranità che assicuri piena libertà per la sua missione. Nell’Ottocento prevalgono i limiti degli interlocutori. Il papa identifica il proprio diritto con il principato formatosi nella storia, non vede che questo può rimpicciolire facendo ingigantire la sua figura. I liberali sottovalutano il ruolo universale della Chiesa, temono che il Vaticano offuschi il Quirinale, declassano l’uno per esaltare l’altro. Con il tempo ci si accorge che il Vaticano aggiunge luce al Quirinale e all’Italia, li illumina con la sua universalità, ed il Quirinale può assicurare al papa una amicizia essenziale agli occhi del mondo. Per questa ragione, Roma cattolica e Roma italiana si riscoprono complementari, il cammino dell’Italia dall’Ottocento alla Costituzione democratica porta ad elaborare un sistema di amicizia con la Chiesa, di affermazione dei diritti di libertà, di una laicità accogliente verso tutte le religioni, che resta il nostro vanto in Europa e in Occidente.
"L'opera Teologia della speranza di Jürgen Moltmann, edita in edizione originaria nel 1964 (e in traduzione italiana come BTC 6 nel 1970, è ormai un testo classico della teologia del XX secolo. Il messaggio dell'opera, tradotta nelle principali lingue internazionali, affermava che l'esistenza cristiana e l'azione sociale si devono coniugare insieme. A lungo attesa, ora finalmente vi fa seguito questa nuova opera, "Etica della speranza", in cui l'Autore spiega come si potrebbero prospettare, alla luce di una teologia della speranza, delle visuali etiche, dei giudizi etici e un agire concreto. Questa nuova opera, "Etica della speranza", non è un manuale che tratta di princìpi generali atemporali, ma un progetto di prassi etica. A un capitolo fondamentale sul nesso esistente tra escatologia ed etica seguono tre passaggi: il teologo cerca di delineare un'etica della vita in contrasto con un'etica della morte, un'etica della terra di fronte alle sfide ecologiche del presente e, infine, un'etica della giustizia di fronte ai crescenti squilibri sociali e globali nella convivenza sociale. La speranza incoraggia a fare quel che oggi e domani è necessario fare, con coraggio, di fronte al pericolo.
Queste meditazioni, considerazioni devote e preghiere sono state scelte dalla raccolta di testi di John Henry Newman predisposta e pubblicata postuma dal suo segretario ed esecutore letterario, William Neville. Spesso sorprendentemente semplici e dirette, abbinano il linguaggio tradizionale della devozione cattolica alla voce tipica del card. Newman. La maggior parte del testo è costituita dalle Meditazioni sulla dottrina cristiana, più una selezione di commenti alle litanie lauretane. Vi è inclusa anche quella Via breve alla perfezione che esprime vivacemente la convinzione secondo la quale, per amare Dio e obbedirgli, non dobbiamo far altro che svolgere bene i nostri compiti quotidiani. È "perfetto colui che svolge il lavoro di ogni giorno in modo perfetto, e non serve andare oltre a questo per cercare la perfezione".
1Cor 2,6-16 è uno dei brani più complessi e interessanti all'interno della prima lettera ai Corinzi. Gli studiosi si sono posti diversi interrogativi sulla funzione di questi undici versetti, giungendo però a conclusioni discordi. Il presente studio è un viaggio che conduce a scoprire in questa pericope la definizione che san Paolo dà del credente: colui che, attraverso il dono dello Spirito, può discernere nel Crocifisso non un segno di scandalo e stoltezza ma la manifestazione della salvezza di Dio, donata gratuitamente all'uomo.
La nostra società sovrabbonda di discussioni e dibattiti sul tema del perdono. Ma cosa significa veramente perdonare? Perché accordare questo gesto? Non è una forma di debolezza o una maniera di giustificare il male? E soprattutto: col perdono cambia davvero qualcosa? Sono queste le domande a cui il libro cerca di rispondere da un punto di vista psicologico. La tesi di fondo è che il perdono, se inteso correttamente, è una delle protezioni più potenti per fronteggiare il male e le sue conseguenze, come raccontano le vicende di chi, sorprendendo anzitutto se stesso, è riuscito a compiere questo difficile passo.
Il volume presenta una raccolta di sentenze di Padri della Chiesa (Basilio Magno, Isaia di Scete, Iperechio, Marco l'Eremita) risalenti tra il IV e il VI secolo.
Meditiamo sui versi della preghiera più bella. Età di lettura: da 6 anni.
Il Progetto di Pastorale Giovanile Camminava con loro si divide in tre parti e viene pubblicato in tre distinti volumi, diversi e complementari tra loro: Il Mistero di Cristo (vol. 1), La Comunità cristiana (vol.2), La Cura pastorale (vol. 3). Questa prima parte del progetto presenta in maniera sintetica i contenuti essenziali della proposta cristiana. Lo stile del testo è volutamente narrativo e introduttorio: assume la forma di un racconto breve del cristianesimo dal forte sapore missionario, pensato soprattutto per coloro che lo vogliono riscoprire nella sua essenzialità o per chi si affaccia per la prima volta all'esperienza cristiana. Nel primo capitolo si propone la narrazione di una fede che cerca l'intelligenza del mistero cristiano (fides quaerens intellectum), a partire dal racconto sintetico che l'evangelista Luca propone al capitolo 24 del suo Vangelo. Il lettore è accompagnato in una progressiva scoperta di Gesù: la vita di Gesù di Nazaret, narrata nella fede della pasqua, è insieme fatto e parola; le varie sequenze della sua vita sono manifestazioni concrete del volto di Dio, che raggiungono l'uomo nella sua totalità e nella sua storia. Si è introdotti progressivamente alla sequela di Cristo e ai misteri del Regno di Dio. Nel secondo capitolo, da leggere in modo parallelo al primo, si accenna a d un'analisi dell'esperienza umana mettendo in luce come l'umano sia aperto di per se stesso al mistero di Dio.
I giovani allargano gli orizzonti, si aprono al mondo intorno a loro. Sono alla ricerca del senso della vita, quante parole, quante sollecitazioni, quanti incontri! Di fronte alle domande più radicali le risposte sono da cercare nella Parola di Dio e nell'incontro con Gesù. Occorre aiutare i giovani a seguire il Vangelo dentro la complessità della vita quotidiana. Questo volume vuole avvicinarli alla Parola di Dio, introducendoli alla lectio divina. È il modo per rispondere alla chiamata che Dio rivolge a ognuno di noi, la bussola che consente di orientarsi nella contemporaneità. Non un semplice elenco di buoni propositi e di belle intenzioni, ma l'espressione del desiderio sincero di vivere alla maniera di Gesù.
Al di là dei più oscuri rischi dell’esistenza,
quale gioia perfetta procura agli sposi
la prospettiva di un’alleanza eterna!
La felicità degli sposi non ha senso se non quando accende quella dell’altro, degli altri. La felicità così vissuta è certamente mescolata a sofferenze, a delusioni, a fallimenti, ma tutto ciò verifica la qualità di questa gioia. Nella vita di una coppia le prove approfondiscono i fondamenti dell’alleanza e rinsaldano la forza del legame. Non avendo il loro centro di gravità in se stesse, le nozze non costituiscono un circolo chiuso in cui ricondurre tutto agli sposi, ma fanno degli sposi una sorgente di gioia e di fecondità che si estende al resto del mondo.
Jean Bastaire (Chamalières 1927) ha collaborato per vent’anni alla rivista francese Esprit. È da sempre impegnato per il rinnovamento della chiesa e per una lettura cristiana dell’ecologia. Presso le nostre edizioni ha già pubblicato Eros redento (1991).
La Bibbia non è un libro morto, ma una parola viva capace di illuminare e trasfigurare il vissuto umano. Il suo confronto con la svolta linguistica, che segna in profondità la cultura contemporanea, invece di metterla fuori gioco, ne esalta il suo singolare modo di significare la realtà e di trasformarla. La Bibbia contiene una Parola viva ed efficace capace di illuminare e trasfigurare il vissuto umano. Questo libro dimostra come il linguaggio biblico rimane significativo anche per l'uomo d'oggi, e mette in evidenza il carattere assolutamente originale e unico del modo di operare del linguaggio biblico.