La mattina del 12 agosto 1944, un battaglione delle SS, con il supporto di elementi repubblichini, accerchia il borgo di Sant’Anna di Stazzema e massacra gli abitanti, in una delle più atroci stragi nazifasciste compiute in Italia. La memoria di questo eccidio rappresenta, per il nostro paese, una vicenda emblematica. Il libro di Caterina Di Pasquale ne ripercorre in chiave antropologica le tappe fondamentali, a partire dal processo di rimozione strutturale che lo caratterizzò a lungo, agevolato dal ritardo dell’iter giudiziario, finché nel 1994 non vennero ritrovati 695 fascicoli sulla strage, «archiviati» a palazzo Cesi, sede degli Uffici della magistratura militare. In questa ricostruzione si intrecciano la dimensione privata e quella pubblica, le istanze nazionali e quelle locali, la storia ufficiale e quelle individuali. A prendere la parola sono le persone scampate allo sterminio, i loro familiari. Da quel 12 agosto chi è sopravvissuto non ha fatto altro che raccontare: parlando del proprio mondo distrutto ne ha celebrato il ricordo; evocando le vittime e pronunciandone i nomi le ha onorate e ha dato un senso alla vita di chi se ne è andato e di chi è rimasto. I più giovani hanno incorporato questa narrazione e l’hanno fatta propria integrandola, passando il testimone alle nuove generazioni. In questo percorso la memoria risulta attraversata da contrasti e contraddizioni, in un’ambivalenza tra dicibile e indicibile, tra pace e conflitto: tensioni vitali e da preservare, se si vuole evitare una memoria comunitaria edulcorata e normalizzata, priva del suo potere contrastivo e critico, di quella forza che permette di restare vigili sul presente e sul futuro.
Molti campi di internamento fascisti furono caratterizzati da condizioni brutali, paragonabili a quelle dei campi nazisti; non pochi erano riservati alla popolazione slovena. È questa una delle pagine più buie della politica coloniale e bellica del regime: una storia rimossa, trascurata anche dalla storiografia italiana, così come da quella slovena. Tra il luglio e il novembre del 1942 fu portata avanti una grande offensiva nei territori sloveni, prima con il massacro della popolazione civile e poi con la deportazione di circa 30000 persone. Intere famiglie furono imprigionate nei campi fascisti, dove vennero sottoposte a un trattamento durissimo. Per la maggior parte si trattava di sloveni ribelli, ma anche di amici e familiari - bambini compresi - dei partigiani: contro di loro l’azione degli italiani, che si prefiggevano di fascistizzare l’area occupata, fu crudele e sistematica. In ciò il regime proseguiva una strada già sperimentata nei campi di internamento africani, gravata tuttavia da un atteggiamento del tutto particolare - di affinità e insieme diffidenza, di superbia e insieme di timore - mostrato tradizionalmente nei confronti della popolazione slovena. Attraverso un accurato e minuzioso lavoro di storia orale, gli autori del volume danno voce a coloro che sulla propria pelle subirono la deportazione: sono loro - all’epoca per lo più bambini - a raccontare, portando alla luce vicende di sofferenza e di violenza, ma anche episodi di solidarietà. Intrecciando le testimonianze con la ricostruzione del contesto europeo, si compone il quadro storico generale e si indagano le ragioni per le quali questo trauma collettivo per troppo tempo ha faticato - e tuttora fatica - a emergere e a essere presente in tutta la sua complessità nella memoria comune slovena e in quella italiana.
Tutti noi ricordiamo le figure e le straordinarie vicende dell'Antico Testamento: Adamo ed Eva e il Paradiso Terrestre, Noè e il Diluvio Universale, la chiamata di Dio ad Abramo, Mosè e il passaggio del mar Rosso, la sfida di Davide al gigante Golia. Spesso però ci è difficile collocarle dal punto di vista geografico e storico. È ciò che fa l'autore, accompagnandoci in un interessante itineriario nella storia e nella geografia dei luoghi della Bibbia. Con un ricco apparato di immagini tratte da opere d'arte dell'antichità, fotografie dell'autore e dettagliate piantine che ci guidano nella Mezzaluna Fertile, la regione che ha visto nascere e fiorire le civiltà più antiche e che fa da sfondo alle vicende del Vecchio Testamento.
"La filosofia dell’esistenza" è stato presentato come l’ultimo discorso di Jaspers all’Accademia tedesca di Francoforte. Nel preparare questa conferenza Jaspers, che i nazisti avevano già allontanato dalla sua cattedra a Heidelberg, sapeva di parlare in Germania per l’ultima volta. Jaspers colse l’occasione per offrire un resoconto della situazione culturale e intellettuale del tempo e una sintesi della propria filosofia. Il libro assolve oggi diverse funzioni, mettendo a fuoco i numerosi filoni del movimento esistenzialista. In questo libro Jaspers fornisce un rimedio alla visione popolare dell’esistenzialismo come filosofia pessimista e irrazionalista, sostenendo che esso fa parte del mainstream della filosofia occidentale.
Ed. bilingüe promovida por la Federación Agustiniana Española
Traducción, notas e índices de Pío de Luis Vizcaíno.
Las Enarrationes in Psalmos pueden verdaderamente ser catalogadas como una «enciclopedia del pensamiento de san Agustín», ya que son el fruto de más de treinta años de trabajo y predicación del Obispo de Hipona, y en ellas ha quedado recogido su pensamiento espiritual y teológico. Por esta razón pueden considerarse, junto con Las Confesiones y La Ciudad de Dios, como las obras más significativas del Hiponense. Por la densidad escriturística, teológica y ascética de estos comentarios, por la claridad y unción con que se explican en ellos el sentido literal y las aplicaciones espirituales del texto sagrado, por la actualidad de la orientación práctica que imparten, esta obra de san Agustín ofrece al lector moderno valores extraordinarios.
El libro comprende una serie de entrevistas realizadas a Sebastián Gayá sobre su vida y sobre el nacimiento y propagación del Movimiento de Cursillos de Cristiandad. Ambas vidas están tan íntimamente relacionadas que con mucha dificultad, por no decir imposibilidad, podría relatarse la una sin la otra. Acompañan a las entrevistas numerosos testimonios de personas que le conocen bien, así como una serie de documentos y fotografías que corresponden a alusiones hechas por Sebastián a lo largo de dichas entrevistas.
Sebastián Gayá Riera, nace en Felanitx (Mallorca) el 30 de julio de 1913 y al día siguiente es bautizado. Fue ordenado sacerdote el 22 de mayo de 1937. A lo largo de su vida sacerdotal desempeña diferentes funciones entre las que podríamos destacar: en Mallorca, Iniciador del Movimiento de Cursillos de Cristiandad, Canciller Secretario del Obispado; en Madrid, Viceconsiliario del Secretariado Nacional de Cursillos, Prelado Doméstico de su Santidad con el consiguiente título honorífico de Monseñor.
El Movimiento de Cursillos de Cristiandad, inicia su andadura con el primer Cursillo impartido del 7 al 10 de enero de 1949, en San Honorato, en el monte de Randa (Mallorca). Sin embargo, venía gestándose mucho antes de esa fecha. Ya desde 1945 en la Escuela de Dirigentes, de la que Sebastián era director, los jóvenes mallorquines se prepararon con ilusión y esfuerzo para la Peregrinación Nacional a Santiago de Compostela que tuvo lugar el 28 de agosto del año 1948.
La notable disminución del número de cristianos hace más evidente que nunca la centralidad del tema de la misión de la Iglesia, incluso en Occidente. No es suficiente detenerse en la constatación de que la Iglesia es misionera por naturaleza o en la llamada de la urgencia de una nueva evangelización. Es necesario preguntarse cómo la Iglesia puede ser misionera hoy sin abdicar de su propia identidad y cómo hacerlo en el contexto cultural actual, marcado por la secularización, los efectos de la globalización y la experiencia cotidiana del pluralismo religioso. Con ayuda de una rica reflexión filosófica y antropológica sobre el tema, este volumen propone la vía del don como posibilidad para repensar la misión eclesial. El resultado es un camino convincente en el plano teológico y rico en ideas para la praxis pastoral de nuestras Iglesias. Es un libro útil para que la llamada urgente a una Iglesia misionera en salida no se convierta en un eslogan vacío de contenido y de profundidad espiritual para la vida de los creyentes y de las comunidades cristianas.
Roberto Repole (Turín, 1967), se licenció y doctoró en Teología Sistemática en la Pontificia Universidad Gregoriana. Arzobispo de Turín desde 2022 fue creado cardenal el 7 de diciembre de 2024 por el papa Francisco. Es miembro de la Comisión Episcopal para la Educación Católica, las Escuelas y las Universidades de la Conferencia Episcopal Italiana y, desde 2024, miembro del Dicasterio para la Doctrina de la Fe.
Título de la edición original: Il dono dell’annuncio. Ripensare la Chiesa e la sua missione. Traducido del original italiano por Sol Corcuera Urandurraga.
La Genesi, Bereshith, è il libro delle origini, il racconto della creazione e delle prime grandi storie dell'umanità. Ma è anche un testo enigmatico, denso di significati nascosti e aperto all'interpretazione. In questo dialogo a due voci, Erri De Luca e Haim Baharier si confrontano con i primi capitoli della scrittura sacra, dando vita a un'opera che è al tempo stesso racconto e commento, poesia e studio, visione e scavo nella parola. De Luca affronta la Genesi con il suo inconfondibile stile narrativo: prende i dettagli e li trasforma in storie, restituendo corpo e anima a uomini e donne che troppo spesso restano ai margini. Baharier, invece, si muove nel solco della tradizione esegetica ebraica, esplorando la ricchezza del linguaggio biblico, decifrando lettere e simboli che compongono le parole sacre, sciogliendo stratificazioni di senso. Adamo, Noè, Abramo, Isacco: i patriarchi della Genesi tornano a vivere in queste pagine, non come figure lontane ma come uomini di carne e ossa, immersi nel mistero del loro tempo e delle loro scelte. Il rapporto con il divino, il senso della legge, la tensione tra libertà e obbedienza sono temi che emergono con forza da questo confronto, dove la scrittura sacra si rivela ancora una volta libro vivo e capace di parlare al presente. Un'opera che riporta la Genesi alla sua dimensione originaria: testo da interrogare, da raccontare, da far risuonare nel tempo. Un libro che è incontro tra narrazione e interpretazione, tra poesia e sapere, tra voce e ascolto. Due voci, due modi di leggere la scrittura sacra. Erri De Luca narra la Genesi con la forza della letteratura, Haim Baharier ne esplora i significati nascosti, attraverso la profondità della tradizione esegetica ebraica. Un dialogo tra parola e interpretazione, tra poesia e studio, tra racconto e ricerca del senso. Un libro che riporta la Scrittura alla sua essenza più viva: essere letta, interrogata, riscoperta.
Per secoli la tradizione ci ha detto che la basilica di San Pietro era stata edificata sopra la tomba dell’Apostolo, morto a Roma durante la grande e feroce persecuzione contro i cristiani ordinata dall’imperatore Nerone nel 67 d.C., dopo il terribile incendio che aveva distrutto la città. Fino alla prima metà del secolo scorso, però, i suoi resti non erano ancora stati trovati. E, forse, non lo sarebbero mai stati se non fosse per la competenza e la tenacia di Margherita Guarducci, la più grande esperta di epigrafia greca della storia italiana nonché la prima a identificare il significato di un graffito trovato nelle Grotte Vaticane - «Πετρος ενι», cioè "Pietro è qui" - guadagnandosi la possibilità di scavare lì sotto, unica donna in un mondo esclusivamente maschile. È stata lei a consegnare alla Chiesa un dono "preziosissimo" e la storia del ritrovamento delle reliquie è uno dei gialli archeologici (ma anche geopolitici e religiosi) più rilevanti del XX secolo. Eppure Margherita non è mai stata celebrata appieno né ha mai avuto il riconoscimento mediatico meritato. Se fosse stata un uomo, probabilmente, le sarebbero state dedicate piazze, strade e scuole e, invece, non esiste nulla che la ricordi. Ripercorrendo la storia del suo straordinario lavoro e del ritrovamento delle ossa del Pescatore di Galilea in forma di romanzo, questo libro vuole restituire a Margherita Guarducci l’onore che le spetta. «A Margherita Guarducci dobbiamo il ritrovamento delle ossa di san Pietro. Una donna di cui si è dimenticato il nome e che solo gli studiosi ricordano. Perché di lei esistono così poche tracce nella cultura italiana e nella storia del Vaticano? Perché ci siamo dimenticati di lei?» (Dalla prefazione di Marco Spagnoli)
Ogni giorno nell'Ufficio di corrispondenza del Papa arrivano migliaia di lettere, disegni e messaggi dei bambini. I più piccoli si rivolgono a Francesco con fiducia e confidenza, spesso in maniera buffa e fantasiosa, aprendogli il cuore sulle loro paure e le loro speranze: la scuola e i nonni, la pace e la guerra, Totti e Messi, la tv e la fede. In questa raccolta, i pensieri delle "letterine" incontrano le parole del Pontefice, che racconta di sé, della sua Prima Comunione, della propria infanzia. Perché, dice Papa Francesco, "solo i bambini possono insegnarci di nuovo a sorridere e a piangere". Età di lettura: da 6 anni.
Quando un bambino di 7 anni, che ha appena fatto la Prima Comunione, ti dice: "Essere sempre unito a Gesù, ecco il mio programma di vita", capisci di trovarti di fronte a un mistero di fede, di sapienza e di grazia di un livello sublime. Stiamo parlando di Carlo Acutis (1991-2006), elevato agli onori degli altari nel 2025, ragazzo dal cuore puro, umile e mite, delle evangeliche beatitudini, che ha penetrato i segreti di Dio con la stessa passione, con lo stesso interesse, con la stessa facilità con le quali ha scavato nei meandri della scienza e della tecnologia, diventando altamente competente nell’informatica come incredibilmente esperto nelle cose divine. Il libretto ripercorre le tappe fondamentali della sua breve ma intensa vita, in modo semplice e vivace, dirigendo il lettore verso la bellezza straordinaria di fede, di carità e di speranza di questo meraviglioso adolescente dei nostri giorni.