La preghiera di liberazione non è un esorcismo, che è un rito solenne riservato ai sacerdoti con un mandato specifico del vescovo. È invece una preghiera che ogni cristiano può fare per se stesso o per gli altri, invocando il potere di Gesù per allontanare le influenze negative e spezzare eventuali legami spirituali dannosi. Papa Francesco ci ha ricordato l’importanza di questa preghiera, dicendo: "Noi cristiani siamo chiamati a combattere contro il Maligno attraverso la forza della preghiera" (Udienza Generale, 11 aprile 2018). Un libro dal formato tascabile, da portare sempre con sè, per indossare in qualsiasi momento "... l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo" (Ef 6,11).
Una raccolta di 70 meditazioni poetiche ispirate alla preghiera mariana più amata e recitata dai cristiani. Sono testi intimi e delicati che si accostano in punta di piedi al mistero dell'Ave Maria, accompagnando il lettore in un dialogo personale con la Madre di Dio. Queste parafrasi nascono dalla stessa fede semplice e profonda che da secoli fa risuonare l'Ave Maria nelle assemblee, nelle chiese, nelle case e nel silenzio del cuore. Un modo nuovo e insieme antico di rivolgersi a Maria, lasciandosi guidare dal suo sguardo colmo di grazia. Il volume è arricchito dalla prefazione di Valerio Bocci, che ne evidenzia la limpida semplicità, capace di parlare al cuore senza risultare mai banale o scontata, e di trasmettere la bellezza e la benedizione della fede vissuta.
L'Agenda della Famiglia 2024 accompagna la famiglia lungo tutto l'anno con proposte e idee sia per la vita quotidiana che per il cammino spirituale dei suoi membri. Per questo, pur conservando il suo taglio di agenda, si presenta come un vero e proprio libro, pieno di rubriche e di suggerimenti per la vita insieme.
Tra i documenti della riforma liturgica, l’istruzione Musicam Sacram del 1967 occupa un posto di singolare rilievo. Ultimo testo di ampio respiro prodotto dalla Chiesa universale sul tema delle relazioni tra musica e liturgia, nacque in un momento storico segnato da attese, mediazioni e assetti ancora provvisori e si trovò così a esprimere una tensione di rinnovamento con categorie ed espressioni inevitabilmente non ancora giunte a piena maturazione. Per questo la sua ricezione è stata sin dal principio ambivalente, segnata da interpretazioni ora eccessivamente normative, ora indebitamente svalutanti. Di quel testo il presente studio ricostruisce innanzitutto, nel primo volume, la genesi, i presupposti, gli equilibri interni, le opzioni implicite e le aporie alla luce dei materiali preparatori, della documentazione ufficiale e della corrispondenza tra i protagonisti della sua redazione; legge quindi, nel secondo volume, il testo promulgato alla luce del compimento della riforma liturgica e della situazione ecclesiale e celebrativa dei decenni successivi, in vista di una sua piena comprensione storica e teologico-liturgica. Ne risulta non una semplice esegesi retrospettiva, ma una rilettura storico-critica complessiva che restituisce Musicam Sacram al suo concreto laboratorio redazionale e, proprio per questo, ne mostra con maggiore chiarezza il significato, i limiti e la perdurante capacità di interrogare la riflessione e la prassi liturgico-musicale della Chiesa.
Volume in 2 tomi
Ricordando l’anniversario della dichiarazione del Concilio Vaticano II Gravissimum educationis, papa Leone riflette sull’importanza dell’educazione nella vita della persona umana. Sottolineando la grande attualità del documento conciliare, il papa ribadisce il diritto di ciascuno all’educazione, l’inscindibilità di professionalità ed etica, il concetto che la formazione cristiana abbraccia l’intera persona: spirituale, intellettuale, affettiva, sociale, corporea. Il volume contiene altri tre recenti testi di papa Leone che hanno a tema l’educazione: - il Discorso rivolto agli studenti in occasione del Giubileo del mondo educativo; - il Discorso rivolto agli educatori in occasione del Giubileo del mondo educativo; - l’omelia pronunciata nella Santa Messa che ha visto san John Henry Newman proclamato «Dottore della Chiesa»
Un'opera composta dal Maestro fra Gennaro Becchimanzi che contiene canti natalizi di varie tradizioni culturali, rivestiti di nuove armonie scritte per organo liturgico, eseguibili anche da cori polifonici. La presenza di più versioni armoniche, anche su singoli brani, conferisce al volume un alto valore didattico per i musicisti che vogliano cimentarsi nell'arte della composizione di armonie su tema dato. All'organista Michal Slawecki è stata affidata la registrazione dei brani contenuta nel CD audio allegato.
Brevi pensieri che accompagnano la vita quotidiana lungo tutto l'anno, prendendo spunto dalle pagine della Bibbia e dagli autori della nostra tradizione. Una riflessione su frammenti della quotidianità per cercare nello "spirito" quella profonda e vera pace che dona la «gioia del cuore».
È Natale. Carlotta corre ad aprire i suoi doni. Fra questi c'è un pigiama a pois caldo e soffice. È un "pigiama di Natale- perché in ogni pois c'è un'immagine natalizia. Quella sera, mentre in cielo c'è la luna piena, Carlotta va a dormire avvolta in quel meraviglioso pigiamino che la incuriosisce molto. Qualcosa di straordinario sta per accadere: tante storie, nuovi amici, altri luoghi renderanno questo Natale... magico. Età di lettura: da 8 anni.
Il volume affronta i temi relativi alla formazione dei futuri ministri sacri o chierici, allo statuto giuridico e all'esercizio del ministero a partire dalle acquisizioni teologiche essenziali sulla natura del sacramento dell'Ordine. La normativa canonica globale, che nel Codice è distribuita in diversi libri, è qui presentata in forma sistematica, con approfondimenti di alcune tematiche specifiche che sono tuttora oggetto di discussione e di indagine storica, biblica e teologica. Lo studio - aggiornato alla luce dei più recenti interventi normativi - offre criteri per orientamenti pratici e stimoli utili ad un ripensamento di modalità formative e condizioni di vita del ministro ordinato. Nuova Edizione 2026 con aggiornamenti.
«Ignorare che l'uomo ha una natura "ferita" e incline al male (cf. Aug., gr. et pecc. or. 1,55), è causa di gravi errori nel campo dell'educazione, della politica, dell'azione sociale e dei costumi» (cf. Ccc 407). Il quotidiano progredire dell'impegno cristiano consente l'emergere dei frutti dello Spirito (cf. Gal 5, 22-23), ma non è annientata la resistenza sorda che proviene dalle opere della carne (cf. Gal 5, 19-21). La grazia della Redenzione certamente trasforma l'uomo, ma non elimina la necessità di lottare per vivere in una continua conversione di vita.
La tematica che il volume affronta è particolare, ristretta, affascinante, anche se la demonologia in generale, e gli studi che abbordano il pensiero dell'Ipponate a riguardo sono pochi, il presente contributo ci permette di comprendere la complessità del problema del male e la non rassegnazione ad esso che nasce dalla speranza della sua liberazione in Cristo.
Nel libro, infatti, s'indaga con sant'Agostino la condizione degli angeli decaduti: Chi sono? Perché sono precipitati? Quali le conseguenze della loro caduta? Perché hanno dei limiti? Qual'è il loro rapporto con l'uomo e il creato? Qual'è la reazione che il cristiano può avere?
FRANCESCO SCARSELLA, nasce ad Avezzano (AQ) nel 1982.
Dottore in Teologia e Scienze Patristiche. Ha frequentato gli studi Filosofici e Teologici a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana, e quelli Patristici presso il Pontificio Instituto Patristico Augustinianum. Viene qui offerto il testo del suo studio sulla demonologia di sant'Agostino.
«Scappa, Serafina.» È con queste parole che l'anziano Geremia, in un pomeriggio caldo di sole, mi mette in allarme. Ma ancora non posso immaginare che questa terra sta per mutare volto e temperamento, forse per sempre. Nella Zona libera della Carnia, finora, la guerra è stata una tempesta distante, che ha strappato gli uomini dai nostri paesi ma non ha ancora lacerato del tutto gli animi. Quello in arrivo è però un vento nuovo e spaventoso, che soffia da Est e porta sconvolgimenti. E da oltre il grande fiume giungono infine carovane di cavalieri delle steppe, con copricapi di pelliccia e lunghe spade ricurve, che entrano nelle nostre case prendendone possesso. La nostra terra è la loro terra promessa, questa non è un'invasione ma un insediamento. Io, che da sempre abito un luogo di confine, chiamata a custodire i respiri e a evocarli; io, che da sempre ho in me il cuore delle donne che mi hanno preceduto e il soffio della donna che voglio essere; io vivo con sgomento questi giorni fatti di fuochi da campo accesi sulle assi dei pavimenti lustri, di animali riparati nelle cucine, di saccheggi e violenze. Ma vedo anche la meraviglia dei cammelli che pascolano nei campi, lo stupore fanciullesco degli invasori nel salire su una bicicletta, le danze russe nelle piazze, alla luce di antichi fuochi, le loro donne guerriere, i canti liturgici ortodossi, lo splendore delle icone. Io, che sono ombra, non posso più stare al liminare: devo farmi luce, in questa lunga notte, per trovare l'alba. Con Ed è un poco la notte e un poco l'alba, Ilaria Tuti disvela la compassione nella barbarie, l'incontro nello scontro, l'esodo nell'invasione e, infine, la speranza nella tragedia. Racconta l'incontro tra due popoli che sulla carta dovevano sottomettere e soccombere, e che infine hanno imparato a conoscersi, trovando in ciascuno un riflesso dell'altro. E ci mostra che è possibile superare ciò che sembra insuperabile, sopravvivere allo sconvolgimento del proprio mondo, perdere ogni cosa e ricominciare. È possibile perché non lo ha fatto qualche eroe immaginario, lo hanno fatto i nostri anziani, continuando a cercare la vita dove sembrava essere rimasta solo cenere.