Il turismo legato alla cultura è diventato una leva fondamentale per promuovere l’identità territoriale, rafforzare le reti sociali e generare crescita economica. Eventi come festival, concerti e spettacoli dal vivo non arricchiscono soltanto l’offerta culturale di una città, ma agiscono come catalizzatori di sviluppo, attirando visitatori, promuovendo i consumi locali e trasformando territori in destinazioni iconiche, anche a livello internazionale. Attraverso le voci di oltre quindici esperti del mondo culturale, universitario e imprenditoriale, questo libro vuole essere un riferimento essenziale per chi opera nel campo della gestione culturale e turistica, per affrontare le sfide legate allo sviluppo sostenibile delle ‘nuove mete’ del nostro Paese. Prefazione di Carlo Sangalli.
Chi è l’uomo "normale"? Oggi a stabilirlo sono le scienze psicologiche le quali, però, si fondano su filosofie distanti e persino opposte alla concezione tradizionale, come l’autore ha dimostrato nel precedente Da Aristotele a Freud. In questo secondo testo Echavarría riprende e mette a confronto la psicologia della tradizione, che si rifà specialmente al pensiero di Aristotele e di Tommaso d’Aquino, con le idee moderne sulla salute, l’intelligenza, le emozioni, l’inconscio, la felicità e la virtù. Ne emerge una concezione di uomo diversa da quella sottesa alle correnti di psicologia contemporanea e in grado di fare da fondamento ad una pratica clinica in sintonia con il Magistero della Chiesa.
Questo non è un manuale di sceneggiatura come gli altri: è il primo volume italiano dedicato al mestiere dello Story Editor. Perché, dopo la scrittura, arriva sempre il momento della critica e del ripensamento, della riscrittura. L'autrice propone un viaggio all'interno dei principali errori in cui si incappa tessendo trame, dando vita a personaggi e cercando di dare un senso al tutto attraverso i temi. A chiudere il volume, un elenco dei più frequenti errori di scrittura dei testi, mezzi di trasporto delle nostre storie, dal pitch al moodboard, dai soggetti alle sceneggiature. Una prospettiva diversa e inedita sul mestiere dello sceneggiatore, un volume pieno di preziosi consigli su come affrontare la scrittura e, soprattutto, la riscrittura per il cinema e per la televisione.
Ripensare il lavoro pubblico è la narrazione di una riforma in corso e di una rivoluzione possibile: mettere le persone - con le loro competenze, motivazioni e valori - al centro del cambiamento della Pubblica Amministrazione. Il libro affronta la «questione pubblica» con uno sguardo nuovo, capace di superare l’armamentario logoro della burocrazia weberiana per immaginare una PA attrattiva, competente e dinamica. Entro il 2027, oltre 700.000 giovani entreranno negli uffici pubblici: un’occasione unica per ridisegnare il rapporto fra istituzioni e cittadini, valorizzando talenti e innovazione. Per questa ragione è necessario un cambiamento nei modelli organizzativi e di gestione delle risorse umane; questo ricambio rischierebbe altrimenti di disperdersi in inerzia e conservazione. Il volume illustra questa transizione verso la Gestione Strategica delle Risorse umane, fondata sul modello CBHRM (Competency Based Human Resources Management) in coerenza con i driver della riforma del lavoro pubblico previsti dal PNRR e coordinati dal Dipartimento della Funzione Pubblica. Non solo un approccio scientifico e un modello teorico, ma strumenti concreti, pratiche e lavori in corso nelle Amministrazioni italiane ed europee. Una guida scientifica e operativa per dirigenti pubblici, policy maker, studiosi e professionisti HR che vogliono passare dal dire al fare, contribuendo a costruire una PA capace di creare valore pubblico, generare fiducia, attrarre talenti e sostenere lo sviluppo del Paese.
In questo saggio Byung-Chul Han perlustra il concetto di creazione e le "tecniche" della creatività nel pensiero cinese attraverso alcune parole chiave che delineano significati radicalmente diversi, perfino rovesciati, rispetto ai corrispettivi occidentali. Si tratta di quan, "diritto", zhenji, "originale", fuzhi, "copia" e shanzhai, "fake, falso". Termini e principi fondativi che, applicati alla legge, all’arte o a varie forme di produzione, manifestano tutti una decostruzione di "qualsiasi tratto definitivo, assoluto o immutabile", di ogni identità o autorialità fissa e individuale, della stessa idea di verità e autenticità, a favore di processi flessibili, inclusivi e continui, sempre soggetti al cambiamento. Da questa prospettiva, la copia è una replica dell’originale di pari valore, una modulazione dell’Identico che genera differenze e varietà. Shanzhai, da parte sua, è un neologismo che significa "falso", inizialmente coniato per descrivere i cellulari contraffatti e commercializzati con nomi parodistici come Samsing - in realtà, dispositivi eleganti e funzionali quanto o più degli originali. Il termine si è poi esteso ad altri aspetti della vita cinese, con libri shanzhai, politici shanzhai, star shanzhai, persino un Harry Potter shanzhai. Il falso, dunque, non è un atto di plagio, pirateria o profanazione, bensì di trasformazione e "decreazione": un processo, quest’ultimo, che dagli antichi capolavori riplasmati e sovrascritti arriva fino al maoismo, "una specie di marxismo shanzhai", e al turbocapitalismo comunista della Cina odierna.
Il patriarca Marco, donato dal Signore alla Diocesi di Venezia, ha lasciato un segno nella vita delle persone che ha incontrato. Uomo di grande umanità, di una fede radicata nella Parola di Dio, ha guidato la Chiesa di Venezia dal 1978 al 2002. Poi, da patriarca emerito, si è dedicato alla cura delle persone, a suggerire risposte a chi cercava Dio nella propria vita. La sua residenza di San Barnaba era diventata un punto di riferimento per chi cercava un sostegno per la propria fede o una voce amica nei momenti difficili della vita. Don Valerio Comin, che lo ha sempre affiancato e sostenuto dal suo arrivo a Venezia fino alla sua morte, è diventato l’amico fedele, il suggeritore di rapporti buoni con le persone, il sostegno nei momenti di fatica legati alla vecchiaia. In questa intervista è lui, don Valerio, che ci racconta l’uomo patriarca Marco, nei suoi aspetti di vita più intimi, quelli meno conosciuti, ma che lo hanno reso grande e molto amato. Prefazione di Giulio Giuliani.
Figlio di una donna francese che gli sussurrava i versi dei poeti d'oltralpe, delusione di un padre, simbolo delle aspettative mancate dei genitori d'ogni tempo, animo impetuoso, folle, estremo: questo era Francesco. Immaginando un intimo dialogo con San Francesco d'Assisi, Davide Rondoni ci racconta l'uomo dietro al santo, «un uomo capovolto, ben più di un rivoltoso», mai incline ai compromessi, umile e tormentato eppure ricolmo di una letizia e una fede incrollabili che lo hanno condotto al cospetto di un papa e persino di un sultano. Poeta visionario, la cui esperienza mistica è stata celebrata da molti intellettuali - da Dante, che ne ricorda le vicende nella Divina Commedia, a Gregory Corso, una «di quelle teste folgorate» della Beat Generation -, e anche sceneggiatore teatrale, con l'allestimento del primo presepe a Greccio. Autore del Cantico delle creature, considerato il «primo documento di letteratura in italiano volgare», da cui emerge una voce dalla forza travolgente che per la prima volta attraverso l'esperienza poetica canta l'unità del cosmo e l'amore per la Natura e per le sue creature, si fa precursore del concetto di ecologia integrale, comparso anche nell'enciclica del pontefice che ha preso il suo nome, Francesco. Con la delicatezza e la soavità di una poesia, Davide Rondoni ci consegna un ritratto inedito del poverello d'Assisi e immagina una conversazione a cuore aperto con il santo in cui, ispirato dall'insegnamento francescano, affronta argomenti attuali come la differenza tra amore e possesso, l'importanza di un ambientalismo che vada oltre il superficiale e la necessità della pace come dono cristiano, in un mondo che oggi è incendiato dalla guerra.
È difficile sfuggire al fascino delle parole che Giovanni di Salisbury, nel XII secolo, attribuisce a Bernardo di Chartres, suo maestro: "Siamo come nani assisi sulle spalle di giganti, cosicché possiamo vedere più cose e più lontano non per l'acume della nostra vista o per l’altezza del nostro corpo, ma poiché siamo sollevati più in alto dalla loro statura". L'aforisma evoca ancora oggi la questione del debito dei moderni verso gli antichi, il riconoscimento della grandezza di quanti ci hanno preceduto, il rapporto fra maestri e discepoli, e tra le diverse generazioni, ma anche la capacità e la possibilità dei moderni di vedere più lontano se sanno fare buon uso della grande opportunità loro offerta.
Contribuiti di: Massimo de Giuseppe, Luciano Caimi, Gianni di Santo, Giuseppe Riconda, Davide Barazzoni, Fabrizio Mandreoli, Guido Innocenzo Gargano, Daniele Piccini, Marco Roncalli, Guido Formigoni, Marcello Brunini, Maria Cristina Bartolomei, Giovanni Ferretti, Gian Carlo Perego, Mariangela Maraviglia, Adelina Bartolomei, Fulvio de Giorgi, Daniela Mazzucconi, Bruna Bocchini, Alessandro Andreini, Gianfranco Brunelli, Luca Rolandi, Piero Coda, Pier Giorgio Grassi, Luigi Accattoli, Angelo Bertani, Beppe Tognon, Marco Vergottini, Rosy Bindi, Claudio Ciancio, Piero Stefani, Mariella Carpinello, Marco Garzonio, Fabio Ciardi, Marinella Perroni, Vito Angiuli, Domenico Mogavero, Franco Giulio Brambilla, Sergio Tanzarella.
Il presente lavoro si propone, approfondendo aspetti importanti e poco noti della tradizione storico-liturgica occidentale, di recare un contributo scientifico per una migliore comprensione e valorizzazione del senso teologico e dello spirito originario dei vari momenti della giornata ecclesiale, fondamentali per la preghiera pubblica della Chiesa.
In tutte le liturgie, in Oriente come in Occidente, la Chiesa antica ha manifestato il significato che essa attribuiva a questi momenti, considerati ore gemelle del suo ufficio, sia nei testi biblici da essa scelti, sia nei testi eucologici e poetici appositamente da essa composti per dare espressione alla sua preghiera all'inizio, durante e alla fine della giornata. In questo studio abbiamo inteso restringere il nostro diretto interesse alle sole liturgie occidentali, dando, prima di tutto, al lettore una panoramica storica delle particolari eucologie e diversi sviluppi in seno alle varie aree ecclesiali.
Questo, in particolare, perché la riforma voluta dal Vaticano II mirava alla revisione dei testi e della struttura in uso presso la Chiesa romana, per cui la nuova Liturgia Horarum è il frutto di un plurisecolare, svariato e ricco cammino fatto dalle diverse Chiese locali in Occidente. Ignorare il passato, le fonti e le esigenze di questa storia, significa sradicare dalle sue più profonde radici una perla della preghiera cristiana, oggi in nostro possesso.
La biografía de Xavier de Ayala, pionero del Opus Dei en Portugal y Brasil, que revela su profunda fe, compromiso y entrega. Un retrato íntimo de su vida espiritual y su vínculo cercano con Josemaría Escrivá.
En 1945 san Josemaría Escrivá visita varias veces Portugal, preparando el trabajo apostólico del Opus Dei en ese país, que se iniciará al año siguiente. Uno de los que se trasladan allí es un joven jurista de Zaragoza llamado Xavier de Ayala (1922-1994), que será ordenado sacerdote en 1948 y dirigirá el Opus Dei en Portugal los primeros años.
Tiempo después, el fundador le pide que inicie la labor del Opus Dei en Brasil, donde permanecerá más de treinta años, hasta su fallecimiento. José Lino Currás Nieto nos muestra en este libro su profunda interioridad, su compromiso con la Iglesia y su relación de confianza filial con san Josemaría.
Un diálogo directo con los jóvenes: 33 preguntas y respuestas que afrontan los grandes temas del catolicismo. Una guía para comprender mejor a Dios, a Cristo y a la Iglesia en el mundo de hoy.
Si quieres construir un barco -escribía Saint-Exupéry-, no reúnas a los hombres para cortar leña, dividir las tareas y dar órdenes, sino enséñales el anhelo del mar vasto e infinito. Remar mar adentro, apostar por grandes ideales es también propio de los jóvenes. A ellos dirigen los autores este libro, mediante 33 preguntas y respuestas que abran horizontes en el conocimiento de Dios, de Jesucristo y de su Iglesia: ¿Cómo se explica la existencia del mal y del sufrimiento? ¿La resurrección de Cristo no podría ser un mito, como los hay en otras religiones? ¿Por qué la Iglesia no adapta a la sensibilidad actual sus enseñanzas morales sobre sexualidad?