Il nazionalcapitalismo è capitalismo, anche spinto, ma incorniciato nel quadro della nazione e dell'interesse nazionale. Non è un'idea nuova. È il terreno da cui sono nate le due guerre mondiali. Perché le destre nazionaliste e illiberali vincono ovunque, dall'Europa agli USA? Non per caso, non per rabbia popolare, non per la crisi della sinistra. C'è una logica, un progetto, un nome: nazionalcapitalismo. Una visione che conserva tutte le caratteristiche del capitalismo, ricollocandole nella cornice ideologica della nazione e dell'interesse nazionale, presidiati da un governo elettivo autoritario. Il nazionalcapitalismo si contrappone alla globalizzazione dell'economia, della politica e della cultura che, dopo la caduta del Muro di Berlino, ha investito gran parte del mondo. Contrariamente alle promesse, non tutti ne hanno beneficiato: ci sono stati i perdenti della globalizzazione. Il messaggio per loro è semplice: voi siete perdenti non per colpa del capitalismo, ma della sua globalizzazione e di chi l'ha voluta. Questa forma di capitalismo imbevuto di nazionalismo e autoritarismo non è un'idea nuova: è il brodo di coltura delle due guerre mondiali. Oggi si ripresenta con nuove vesti, nuovi algoritmi, nuovi nemici da indicare, ma con la stessa visione. Una menzogna precisa, efficace, pericolosa.
Sono aumentati i conflitti armati e le vittime di guerra in cifra assoluta, ma non in rapporto al numero crescente di stati e di abitanti della Terra. Le guerre sono cambiate. È aumentato il numero di attori non statali, come Hamas e i separatisti filorussi del Donbass in Ucraina. E le guerre si sono imbastardite: solo raramente sono scontri campali tra eserciti, più spesso si fa uso di missili, droni, attentati contro civili. Ma perché la guerra è tornata prepotente? Gli storici dicono che le guerre sono sempre esistite e sempre esisteranno. Ma lo stesso si può dire delle paci. Le guerre sono frutto di decisioni politiche di uomini contro altri uomini. Non sono il prodotto ineluttabile di una natura umana malvagia. Siamo capaci di guerra e di pace. Dipende dalle circostanze: c'è stato un periodo di pace sostanziale subito dopo la fine della Guerra Fredda, grazie alle operazioni di peacekeeping condotte dai caschi blu dell'ONU. Potremmo e dovremmo farlo anche oggi. Conoscere la storia ci può aiutare a capire come possiamo fare la pace e renderla duratura.
Tutti conosciamo la leggenda di re Artù, ma cosa succede se la prendiamo sul serio e la raccontiamo come la biografia di un uomo realmente esistito? Cosa ci racconta del Medioevo questo grande mito?
Ci sono storie che si raccontano con le parole. E poi ci sono storie che si raccontano con le immagini. Quella dei Pooh appartiene a entrambe le categorie, ma forse è proprio attraverso le fotografie che riesce a rivelare qualcosa di più profondo. Uno sguardo, un gesto sul palco, una prova in studio, una partenza per una tournée, un abbraccio dietro le quinte: dettagli che spesso sfuggono alla cronaca ma che custodiscono l'anima di un'avventura umana e artistica unica nella musica italiana. Questo libro nasce proprio così, come un racconto per immagini. Le fotografie qui raccolte, per la maggior parte inedite, attraversano 60 anni di vita, di musica, di costume e di società. Raccontano l'evoluzione di una band, ma anche quella di un Paese. I Pooh non sono semplicemente una somma di individualità, sono un organismo collettivo che nel tempo ha saputo trasformare il concetto di gruppo in qualcosa di più profondo: una famiglia professionale fondata sulla fiducia, sulla condivisione e sul rispetto reciproco. Una combinazione rara di talento, disciplina, visione e spirito di squadra. Un patrimonio invisibile che accompagna il gruppo fin dagli inizi e che spiega, forse meglio di qualsiasi classifica o record di vendita, la ragione della sua straordinaria longevità.
In un tempo in cui la spiritualità sembra vacillare sotto il peso del relativismo e del disincanto, questo saggio contemplativo affronta con profondità e freschezza la dottrina mariana e in particolare il ruolo di Maria Santissima quale nuova Eva, madre della Chiesa, corredentrice e mediatrice di tutte le grazie, spronandoci a consacrarci a lei, nostra regina e signora. Attraverso riflessioni teologiche, spirituali e personali, l'autore ci svela il volto dolcissimo di colei che è "più santa tra le sante", l'umile serva che, con il suo "fiat", ha cambiato il destino dell'umanità. Un libro che unisce rigore dottrinale, passione mistica e devozione filiale, offrendo un vero e proprio testamento spirituale per chi desidera seguire Maria.
Che cos'è davvero l'intimità nel matrimonio? E perché la Chiesa insiste tanto su un tema che molti considerano ormai superato? In un tempo in cui la sessualità è spesso ridotta a consumo, tecnica o prestazione, questo libro propone una prospettiva radicalmente diversa: riscoprire l'intimità come dono totale di sé, come linguaggio del corpo capace di esprimere amore vero, tedele e fecondo. Attraverso esempi concreti, testimonianze e un solido impianto antropologico e spirituale, Jason Evert affronta con chiarezza le domande più diffuse sulla contraccezione, sulla Pianificazione Naturale della Famiglia e sul senso profondo della sessualità umana. Ne emerge una proposta sorprendente: non una serie di divieti, ma un cammino positivo capace di rafforzare il legame tra gli sposi, approfondire la comunicazione e restituire alla coppia una gioia più piena e duratura. Pura intimità non è un manuale tecnico, ma una guida per comprendere che il matrimonio non è solo un'unione affettiva, bensì una vocazione: quella di rendere visibile, attraverso il proprio amore, qualcosa del mistero stesso di Dio.
I sacramenti sono il cuore della vita cristiana: in essi la fede prende forma, si trasmette e si custodisce. Ma che cosa è accaduto a questo patrimonio dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II? Questo saggio propone un confronto diretto tra i rituali tradizionali e quelli riformati, mettendo in luce le differenze di linguaggio, struttura e contenuto teologico. Dal battesimo alla messa, dalla penitenza all’estrema unzione, emerge un quadro netto: i nuovi riti, pur legittimi, appaiono caratterizzati da una riduzione della sacralità, da un indebolimento del simbolismo e da una minore chiarezza dottrinale. Non solo: la trasformazione liturgica ha inciso anche sulla percezione del mistero cristiano e sulla trasmissione della fede.
Il Tevere non è soltanto un fiume. È un dio dimenticato, un profeta crudele, una ferita aperta che attraversa l’Italia e l’Occidente. Una storia d’acqua. Dalla foce di Ostia fino alle sorgenti sul Monte Fumaiolo, Marzio G. Mian ne risale il corso, in un viaggio che è insieme reportage, esplorazione geografica, indagine storica e ricerca interiore. Ogni ansa del fiume spalanca un mondo: pescatori, eremiti, archeologi, ambientalisti, migranti, uomini e donne che resistono ai margini della modernità e custodiscono un patrimonio destinato a dissolversi. Ma lungo le sue rive riaffiorano anche Enea e Romolo, Annibale e san Francesco, Pasolini, Virgilio e T.S. Eliot, perché sul Tevere il passato non smette mai di abitare il presente. Risalendo la corrente, Mian attraversa un’Italia che sembra aver perduto il rapporto con il sacro, con la natura e con sé stessa. Il degrado ambientale, lo spopolamento degli Appennini, le migrazioni, la crisi della politica e la fragilità delle comunità si intrecciano in un racconto che unisce cronaca, memoria, mito e riflessione, mentre il fiume si fa immensa metafora del nostro tempo.
Agostino di Ippona narra il suo personale "errare" alla ricerca della verità, in un percorso che conduce da un materialismo volumetrico alla scoperta della coerenza di una sostanza spirituale, passaggio necessario per riconoscere la centralità della persona, che si costituisce nel rapporto vocativo tra l'Io e il tu. La fase culminante dell'errare di Agostino sta nella accettazione della caro, contraddittoria e reale, che viene assunta dalla Veritas nell'Incarnazione. Da autobiografia ad "antropografia", le Confessiones diventano la parabola di ogni uomo errante alla ricerca della verità.
Il volume nasce da un'esperienza formativa realizzata nella provincia di Palermo, dedicata alla promozione della continuità educativa nel sistema 0-6 e rivolta a educatrici dei servizi educativi e insegnanti della scuola dell'infanzia. A partire da questa concreta buona pratica, il libro mette a fuoco criteri di senso e di metodo utili al lavoro quo diano di educatori e insegnanti, offrendo uno strumento formativo replicabile anche in altri contesti. Il percorso ha avuto un forte carattere interdisciplinare, intrecciando prospettive di pedagogia generale e speciale, teorie di psicologia dello sviluppo e dell'età evolutiva, modelli psicodinamici e di psicologia generale e costrutti di scienze delle attività motorie. Accanto ai seminari teorici, ampio spazio è stato dedicato al confronto tra le partecipanti, alla condivisione delle cri cità incontrate e alla valorizzazione degli apprendimenti maturati nei servizi educativi. Ne emerge un modello formativo fondato su partecipazione, riflessività professionale e circolarità delle pra che educative, capace di rafforzare la qualità dell'educazione nella fascia 0-6.
Età di lettura: da 3 anni.