Questo volume parte da una considerazione: la cooperativa nasce quale forma sociale di gestione di un'attività imprenditoriale. Oggi, questa funzione sociale - peraltro costituzionalmente sancita - appare ancora attuale? E, soprattutto, trova corrispondenza nella concretezza quotidiana a livello giuridico, economico ed economico-aziendale? Stimolati da questi interrogativi, studiosi di diversa provenienza scientifica e geografica - in collaborazione col centro studi Impresa sociale e cooperativa (isco), e col gruppo Economia Responsabile (ECORES) che riunisce docenti e ricercatori della Facoltà di Economia di Firenze - si sono confrontati in un'ottica multidisciplinare su un tema trasversale quale la cooperazione. Un primo risultato-oltre alla personale consapevolezza dell'arricchimento culturale dei partecipanti - è rappresentato da questa raccolta di saggi, che si prefigge uno scopo ben preciso: contribuire al confronto scientifico-culturale sull'impresa cooperativa. Prefazione di Stefano Zamagni; postfazione di Guido Bonfante.
«L’immaginazione e la creatività non sono doni divini, frutti improvvisi, folgorazioni, ma rappresentano un complesso processo di ristrutturazione dell’informazione di cui è dotato un individuo, in stretta dipendenza dai nuovi rapporti che egli istituisce con la realtà naturale e sociale. Se l’immaginazione parte dalla realtà, non ne è però una semplice copia, ma è appunto una immaginazione creatrice, la combinazione in forme nuove di elementi provenienti dall’esperienza, ma che ad essa non possono essere più ricondotti direttamente, perché ne danno una nuova configurazione che è propriamente mentale. Per cui i prodotti dell’immaginazione, scrive Vygotskij, “preso corpo, sono di nuovo rientrati nella realtà ormai come una nuova forza attiva, trasformatrice della realtà stessa”»
dalla prefazione di Luciano Mecacci
Lev Semënovič Vygotskij (1896-1934) La sua attività scientifica è caratterizzata da tre fasi. Nella prima fase, dal 1915 al 1927, si occupò principalmente di critica letteraria e Psicologia dell’arte ed iniziò ad interessarsi all’applicazione della psicologia nell’educazione. Tra le opere più importanti di questo periodo ricordiamo La tragedia di Amleto (1916) e Psicologia dell’arte (1925). Quando si trasferì a Mosca conobbe Aleksej Leont’ev e Aleksander Lurija. Nel 1925 tenne la conferenza La coscienza come problema psicologico del comportamento il cui testo divenne il manifesto della scuola storico-culturale di cui è considerato il fondatore. Nello stesso anno divenne il direttore del dipartimento per l’istruzione dei bambini handicappati.
Nella seconda fase, dal 1928 al 1931, affrontò il problema della storicità delle funzioni psichiche. L’opera più importante di questo periodo è Storia dello sviluppo delle funzioni psichiche superiori. Nell’ultima fase, dal 1932 al 1934, si occupò di varie tematiche di psicologia, in particolare delle emozioni. Tra le sue opere più importanti: Pensiero e linguaggio e Immaginazione e creatività nell’età infantile.
1858 A Parigi fallisce l’attentato del mazziniano Felice Orsini contro Napoleone III – Il Minnesota entra nella confederazione degli Stati Uniti – L’Inghilterra scioglie la Compagnia delle Indie orientali – Nel mese di agosto Nievo ultima la stesura delle Confessioni d’un italiano, che saranno pubblicate postume, nel 1867, dall’editore Le Monnier di Firenze con il titolo Le confessioni di un ottuagenario – Muore a Torino Ferrante Aporti, ideatore degli asili d’infanzia – A Plombières si incontrano segretamente Cavour e Napoleone III – Marie-Bernardes Soubirous, detta Bernadette, afferma di aver avuto in una grotta di Lourdes diciotto apparizioni della Madonna
Scritto da un trentenne che decide di vestire i panni di un ottantenne, le Confessioni sono un’opera anomala. In apparenza ci sarebbero tutti gli ingredienti del romanzo storico: un castello, una guerra, le vicende confuse della nascita di una nazione, un giovane affamato di avventura, una storia d’amore. Ma ciascuno di questi elementi porta in sé un’incrinatura, il segno di un’incertezza, di un’inquietudine. Attraverso la riduzione comica di tutto ciò che è eroico, la parodia della letteratura di genere, la distorsione umoristica del feuilleton, Nievo percorre l’Italia in lungo e in largo, realizzando un romanzo profondamente europeo, ricco, libero, divertente.
In che modo il web 2.0 e il cloud computing stanno rivoluzionando le opportunità di mercato e le logiche di gestione di un'azienda moderna? Quale nuova ondata di innovazioni tecnologiche aspettarci? E come le imprese vi si possono preparare, per non cadere semplicemente preda delle mode del momento? I principi che, nel recente passato, erano associati a Internet e al suo utilizzo con finalità di business - in genere associati ad alcune funzioni aziendali più esposte al mondo in questione (ad esempio, il marketing e l'eCommerce) - stanno ora pervadendo a 360 gradi le stesse strategie d'impresa toccando processi centrali quali l'innovazione e le operations. "Vantaggio competitivo in rete", testo che affonda le sue radici in "Marketing in rete", si propone tanto di spiegare agli studenti di management, quanto di supportare gli operatori aziendali a fare proprie le logiche di gestione del business in Rete, sia facendo leva sui nuovi strumenti che il mondo digitale mette a disposizione, sia sfruttando i nuovi principi con cui si realizza valore per il mercato.
Che cosa significa valutare gli interventi e i servizi sociali (sanitari, assistenziali, formativi, ecc.) in una società complessa e democratica? La valutazione è materia riservata a esperti, decisori e management oppure possono (e devono) entrare in gioco altri attori sociali (operatori e cittadini in primis)? La partecipazione può essere ridotta alla mera somministrazione di questionari di soddisfazione ai "clienti"? E questi "clienti" sono davvero "al centro", come recita la vulgata corrente? Il volume risponde in modo approfondito a questi interrogativi sulla base dell'esperienza di molti anni di studi, ricerche, consulenze, corsi e saggi. Il testo propone un ampio ventaglio di tecniche di ricerca sociale e valutativa, in un'ottica di integrazione metodologica, con un'approfondita disamina critica dell'uso e dell'abuso dei questionari, un'attenzione alle prassi dell'osservazione e della narrazione, un rilievo specifico alle tecniche di gruppo in quanto particolarmente coerenti con un'ottica partecipativa. Interrogandosi anche sulle nuove opportunità offerte alla ricerca dall'informatica e dal web.
Il libro raccoglie diciannove opinioni di autrici e autori italiani che da diverse visuali disciplinari (storiche, giuridiche, filosofiche, antropologiche, ambientaliste.) si sono confrontati con il tema dei "commons". Aria, acqua, terra, energia e conoscenza sono risorse speciali, beni primari da cui tutto dipende e la cui fruizione richiede quindi attenzioni particolari. L'applicazione a tali beni della logica del mercato ha sperimentato infatti i più clamorosi fallimenti. Il riconoscimento del Nobel all'economista Elinor Ostrom dimostra che il pensiero unico neoliberista sta incrinandosi anche dentro l'accademia. Ma nella sfera politica (specie in quella italiana) non vi è ancora traccia di ravvedimento: la saga delle privatizzazioni procede, ma cresce anche l'opposizione da parte di numerosi gruppi di cittadinanza attiva, di comitati, di associazioni in nome di una società più consapevole nei riguardi della natura e più responsabile nei confronti di tutta la comunità umana.
Il volume offre un'approfondita analisi della disciplina, attraverso i suoi sviluppi storici e teorici, e una disamina completa delle tematiche provenienti dalle diverse scuole e correnti di pensiero. In particolare, il testo evidenzia come non ci sia separazione tra processi individuali e processi sociali, che avvengono nei gruppi e mediante gli atti comunicativi. Il punto focale su cui si concentra l'autore è l'uomo in quanto essere sociale, poiché è l'interazione nella socialità a modellare le strutture cognitive ed emotive delle persone. Il volume illustra come la psicologia sociale, sebbene sia nata in Europa, sia andata poi sviluppandosi soprattutto negli Stati Uniti, attingendo il suo humus teorico ed empirico dalle tesi della psicologia della Gestalt, del comportamentismo e da quelle della social cognition, ai quali si rifà, oltre che ad altre influenze, l'odierna psicologia sociale. Non si è tralasciato, inoltre, di illustrare la metodologia di ricerca di questa disciplina, per sottolineare la sua base e il metodo scientifico che la contraddistinguono in quanto materia di studio. Il testo si rivolge agli studenti dei corsi universitari di I livello di diverse facoltà e a tutti coloro che intendono approcciarsi al campo della psicologia.
Questo manuale si rivolge agli studenti che affrontano nell'ambito del loro percorso di studi un insegnamento di Sociologia. L'obiettivo è quello di fornire loro gli strumenti concettuali per renderli capaci di cogliere fenomeni emergenti e comprendere il senso di una nuova cultura e di una nuova società, nella consapevolezza che le trasformazioni in atto richiedono nuovi concetti e nuovi strumenti di analisi. La struttura del testo riprende, quindi, concetti e formule propri dell'analisi sociologica classica, ma non si limita a utilizzarli per una rappresentazione statica della società, bensì li piega e li ridecodifica per adattarli a interpretare la nuova società che si fa liquida. La trattazione è arricchita da numerosi box che hanno lo scopo di proporre le tematiche in modo critico, suggerendo percorsi di approfondimento e di riflessione. Una nota storica che ripercorre le tappe fondamentali della disciplina fornisce la piattaforma di base su cui poter innestare la lettura dei grandi classici presentati nei vari capitoli.
Questo saggio inaugura l'anno di celebrazioni dell'Unità d'Italia prendendo in esame le opere letterarie di due protagonisti del Risorgimento: Giuseppe Garibaldi e il gesuita Antonio Bresciani, meno noto del primo, ma non inferiore a lui per vis polemica. Giuseppe Garibaldi, autore dei quattro romanzi - Clelia, il governo dei preti; Cantoni il volontario; I mille; Manlio - trova nell’invenzione letteraria un’arma in più, e non meno affilata, per battersi contro la Chiesa e l’apparentamento tra potere spirituale e potere temporale del papato. Di contro, Antonio Bresciani, suo acerrimo avversario politico, è autore di una feroce Trilogia scritta su commissione di papa Pio IX, in cui lancia il suo anatema contro i rivoluzionari francesi, giacobini, massoni, socialisti ritenuti degenerati cospiratori e diffamatori dell’autorità del papa.
Un economista deve essere "in una certa misura, matematico, storico, uomo di Stato e filosofo; solitario e incorruttibile come un artista, ma a volte con i piedi per terra come un politico": così affermava John Maynard Keynes, l'economista britannico generalmente considerato il padre della moderna macroeconomia. Come suggerisce l'affermazione di Keynes, chi desideri apprendere l'economia deve fare appello alle doti più disparate. Gli autori, per parte loro, hanno approntato uno strumento di lavoro che: offre una visione equilibrata della dialettica fra breve e lungo periodo, integra le interpretazioni keynesiane con le teorie classiche, presenta la macroeconomia ricorrendo a una molteplicità di modelli semplici, sottolinea come la macroeconomia sia una disciplina empirica, motivata da un ampio spettro di esperienze, affronta importanti aspetti dell'economia globale senza rinunciare a un marcato accento europeo.