Barcellona, XIV secolo. Nel cuore dell'umile quartiere della Ribera gli occhi curiosi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura di una grande chiesa in costruzione. Un incontro decisivo, poiché la storia di Santa Maria del Mar sarà il cardine delle tormentate vicende della sua esistenza. Figlio di un servo fuggiasco, nella capitale catalana Arnau trova rifugio e quella sospirata libertà che a tutt'oggi incarna lo spirito di Barcellona, all'epoca in pieno fermento: i vecchi istituti feudali sono al tramonto mentre mercanti e banchieri sono in ascesa, sempre più influenti nel determinare le sorti della città, impegnata in aspre battaglie per il controllo dei mari. Intanto l'azione dell'Inquisizione minaccia la non facile convivenza fra cristiani, musulmani ed ebrei... Personaggio di inusuale tempra e umanità, Arnau non esita a dedicarsi con entusiasmo al grande progetto della «cattedrale del popolo». E all'ombra di quelle torri gotiche dovrà lottare contro fame, ingiustizie e tradimenti, ataviche barriere religiose, guerre, peste, commerci ignobili e indomabili passioni, ma soprattutto per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare alle brume del sogno... Un'opera in cui avventura e sentimento si uniscono al romanzo di una città, protagonista anch'essa di una straordinaria vicenda corale, restituita nella drammaticità dei suoi momenti cruciali così come nella sua vivacissima quotidianità, in un'ambientazione capace di ricreare luci e ombre di un Medioevo di ineguagliabile fascino.
Ale è una bambina curiosa. Quando una mattina si avvia in cerca di funghi con il suo papà, non sa che la aspetta un incontro molto speciale. Quale storia racconterebbero gli alberi se potessero parlare? Forse che non sono come gli uomini se li immaginano, e che la vita del bosco ha molti incredibili segreti da svelare. Una favola delicata per scoprire e rispettare il mondo naturale a firma di un narratore e divulgatore, esperto di foreste e animali selvatici. Età di lettura: da 6 anni.
Testimonianze dei protagonisti di esperienze prodigiose di Padre Pio.
«Caro Epicuro, è di felicità che oggi vorrei parlarti...». Esordisce così Diego Fusaro nella prima di quasi 90 lettere a Epicuro, l'interlocutore immaginario al quale si rivolge per affrontare altrettanti temi che riguardano il nostro stare al mondo: amicizia, amore, felicità, anima, dono, comunità, tempo, lavoro, dialogo, ideologia, volontà... Perché proprio Epicuro?, si chiederà chi legge. Perché rappresenta la filosofia nella piena aderenza alla vita reale e ai suoi problemi. Non c'è un'età ideale per fare filosofia. Tutti possiamo avere a un certo punto la curiosità - o la necessità - di interrogarci sulla nostra esistenza, sui sentimenti che ci animano e il mondo che ci circonda. Ecco dunque la vera sfida che l'autore ha raccolto scrivendo questo libro: avvicinare alla filosofia i lettori di qualsiasi età in modo chiaro, accessibile, non dottrinale, amichevole. Perché, scrive, «tutti noi disponiamo - talvolta, senza neppure saperlo - di una nostra "filosofia primitiva", un quadro complessivo di senso mediante il quale interpretiamo l'accadere e la nostra esistenza, il rapporto con gli altri e con il reale».
Quando un cucciolo ha bisogno di rassicurazioni, solo un cane saggio può offrirgli i giusti consigli. E allora... zampe svelte, cuore alto e orecchie dritte: basta un colpo di coda per dare slancio alla vita. Età di lettura: da 4 anni.
Quando il bullo della scuola le fa i dispetti, quando i suoi genitori non la ascoltano, oppure quando è imbronciata o arrabbiata, Camilla sa che c'è una soluzione... Nonna Virginia! Insieme a lei ogni nuvola scompare. Perché la sua nonna è super! Età di lettura: da 5 anni.
Il 24 settembre 2019 papa Francesco è arrivato in segreto a Frosinone, alla Cittadella Cielo Nuovi Orizzonti, fondata da Chiara Amirante, per passare una giornata coni ragazzi accolti, ascoltare le loro storie, parlare con loro. Da tanti anni nella comunità si curano le ferite dell'anima di chi, per i motivi più vari, è finito nel tunnel della droga, delle dipendenze, della prostituzione, dello scarto, dell'emarginazione sociale, della disperazione. Alcuni dei giovani della Comunità hanno raccontato le loro storie di morte e resurrezione a Francesco. Da questo lungo e significativo incontro nasce questo libro, una raccolta di riflessioni sulla gioia e testimonianze, arricchita da interviste agli amici di Nuovi Orizzonti presenti alla giornata, quali Nek, Andrea Bocelli, Fabio Fazio e Matteo Marzotto. Un'intervista inedita al papa, i discorsi che Francesco a cuore aperto ha rivolto ai presenti, e alcune sue meditazioni sul tema della gioia. Chiara Amirante condivide in questo libro un percorso alla scoperta della gioia piena per imparare a passare dalla tristezza alla pace interiore, gestire gli stati d'animo e i pensieri negativi, superare l'ansia e la rabbia, liberarsi dalle dipendenze, affrontare la sofferenza trasformando le difficoltà in opportunità.
"In questa casa sono felice. E la mattina, quando mi sveglio e mi affaccio alla finestra, vedendo Caracalla e il campanile romanico con le mura, sento che lì sono proprio a Roma, nel cuore della città, ma lontano dalla contaminazione del caotico centro". (Alberto Sordi). L'amore di Sordi per la sua città è la premessa per parlare di un altro rapporto vissuto dall'attore in forma altrettanto viscerale: quello con la sua casa. Che non è stata e non è un'abitazione qualunque, ma un simbolo per tutti i romani: una villa maestosa affacciata sulle Terme di Caracalla, impossibile da ignorare per chiunque percorra l'incrocio di strade tra piazzale Numa Pompilio, via di Porta San Sebastiano e le grandiose terme imperiali. La villa di via Druso n. 45 a Roma, nel rione XIX Celio (primo municipio), oggi nota come Villa di Alberto Sordi, è stata progettata dall'ingegnere architetto Clemente Busiri Vici (Roma 1887-1965) che la realizzò nel 1928-1929, tra le due guerre, per la cooperativa ASCESA (Società Anonima Cooperativa Edilizia Amministrazioni Statali) e il primo proprietario, "socio assegnatario", fu il ministro Alessandro Chiavolini; nel 1954 la acquistò Alberto Sordi. La villa si presenta come un'alternativa agli esempi razionalisti dell'epoca (anni venti del secolo scorso) esprimendo, senza volontà esibizionistica, il tema residenziale privato in maniera funzionale, evitando limiti geometrici prestabiliti, con un'articolazione spaziale concepita in base alla conformazione del terreno in declivio e all'ampia panoramica circostante. La villa è arricchita di opere di Giorgio de Chirico ('Trovatore', 'Ettore e Andromaca' e 'Cavalieri nel paesaggio') e di altri protagonisti dell'arte italiana del '900, oltre ad alcuni dipinti di antichi maestri (Vernet, Panini), sculture e oggetti d'arte applicata.
Periodico religioso mensile: anno 13, n. 6/2020. In edizione tascabile, propone due pagine quotidiane - una pillola di liturgia delle Ore - per chi vuole dedicarsi alla preghiera in un momento della giornata, oltre al rito della Messa, alla liturgia della Parola e alle parti proprie delle celebrazioni eucaristiche feriali e festive, affiancate dal commento. Le riflessioni sono curate da fr. MichaelDavide, fr. Adalberto Piovano, fr. Luca Fallica e fr. Roberto Pasolini. Arricchiscono la rivista il calendario interreligioso, la segnalazione, le giornate particolari - ecclesiali e civili - e alcune pagine di riflessione. Abbonandosi all'edizione web sarà possibile scaricare i contenuti in formato PDF. Iscrivendosi alla newsletter, si riceverà quotidianamente via e-mail il link al PDF della messa del giorno.
Questo libro offre forse consigli su come peccare meglio? Affrontando argomenti come il senso di colpa, la vergogna e la cura di sé, mettendo in guardia dal leggere le proprie cadute come assoluti fallimenti, ci aiuta piuttosto a riscoprire le occasioni e gli strumenti di una più giusta conoscenza di sé davanti a Dio. Una comprensione equilibrata e non colpevolizzante della propria identità di peccatori unita all'esperienza dell'incontro con l'amore di Dio è un passaggio essenziale nella nostra maturazione umana e cristiana. Porterà in noi frutti di pace, riconciliandoci con noi stessi e conducendoci a una più grande libertà nella misericordia verso gli altri. Questo se avremo accolto in noi l'infinita misericordia di Dio, che passa proprio attraverso le nostre fratture. Poiché c'è una crepa in ogni cosa, ed è di lì che entra la luce.
Se c'è qualcosa che accomuna tutti i giorni di una vita è la ricerca di qualcosa che manca. Esiste un desiderio, un impulso che ci spinge a riempire una lacuna che fa parte di noi. Quello che la nostra natura ci invita a cercare imbattendoci nell'inquietudine e nell'insoddisfazione di mille vicoli ciechi è l'altro. Non dobbiamo però aspettarci di trovarlo laggiù da qualche parte, come se fosse un fantasma lontano: in questo modo il pensiero si attorciglia su se stesso e non trova nulla. Cade nell'inganno della lingua, che produce senso creando opposizioni. E l'opposto, spiega François Jullien, "non è più l'altro, in quanto non pone di fronte all'incognito". L'altro non apparirà in ciò che vediamo come contrario, inerte e immobile davanti a noi. Serve tutta la forza di un pensiero dissidente per aprire un varco in ciò che consideriamo ovvio e familiare. Forse, per liberarci della pretesa ontologica del senso dobbiamo ritornare al vorticoso frammento di Eraclito, vero argine al nostro uso ordinario del linguaggio: "Il divino è giorno notte, inverno estate, sazietà fame". Il fondamento degli opposti è la loro unità. Con una breccia nella continuità uniforme del giorno, proprio dai momenti più banali può emergere l'inaudito, che nella reciprocità dei contrari ristabilisce la coerenza della vita. Pensare l'altro: non è questo che può far rivivere la filosofia e, soprattutto, darci accesso all'esistenza?