Una secolare tradizione iconografica e una vasta letteratura si sono diffusamente interrogate sulla sequenza centrale del processo a Gesù: il «faccia a faccia» con Ponzio Pilato e con le istituzioni degli occupanti romani, le sole tenute a eseguire la sentenza. Pressoché sconosciuta, invece, è la sequenza precedente, cioè la disputa tra farisei e sadducei intorno all’identità di Cristo come Messia. Una sequenza che ora Israel Knohl restituisce in modo magistrale, seguendo in un percorso inedito lo sviluppo millenario di due correnti contrapposte del pensiero biblico, messianica e antimessianica, che collidono drammaticamente nel processo a Gesù. Portatori di una visione «popolare», i farisei credono alla venuta di una «figura eccelsa» in grado di restaurare «la grandezza della Casa di Davide», e pur non riconoscendo in Gesù quella figura, abbracciano la posizione filomessianica. All’opposto, è l’idea stessa di messianismo a risultare blasfema per i sadducei, che ne rigettano le ragioni ultime, dalla resurrezione dei morti ai concetti di premio e castigo. Alfa e omega di questa radicalità dottrinaria, la distanza incolmabile tra il divino e l’umano, a sua volta riconducibile a un’interpretazione severa della Torah. Nel rimarcare come il giudizio su Gesù spettasse proprio ai sadducei - egemoni nel Sinedrio -, Knohl smantella con la sua avvincente narrazione una serie di stereotipi e pregiudizi consolidati: dimostra come le radici teologiche del processo a Gesù siano da ricercarsi in un conflitto interno al giudaismo, non tra giudaismo e (proto)cristianesimo; e come le responsabilità della sua morte non si possano in alcun modo ascrivere al «popolo ebraico nel suo complesso» (Concilio Vaticano II), come vuole l’adagio «deicida» a lungo impresso quale marchio indelebile su un’intera comunità.
Racconto di Natale per Le Barroux è la storia di un bambino orfano di madre che chiede instancabilmente a Dio se quello che gli ha raccontato su Betlemme, sul cielo e sulle stelle è accaduto davvero. Giorno dopo giorno, per tre lunghi anni, implora un segno. Finché non arriva il terzo Natale... Da una delle più affermate autrici di lingua spagnola arriva un nuovo piccolo e affascinante racconto, una perla per il Natale. Già tradotto in francese e in sloveno, è disponibile ora anche nell'edizione italiana.
"Calvary in China" ripercorre con tratto autobiografico l'esperienza missionaria in Cina del sacerdote americano Robert W. Greene durante l'ascesa del Comunismo e l'instaurazione della Repubblica Popolare Cinese nel secolo scorso. Padre Greene dalla stanza in cui venne imprigionato assistette impotente ai processi popolari, alle campagne di indottrinamento e alla feroce persecuzione dei suoi parrocchiani, vittima lui stesso della violenza del nuovo regime. Ci lascia una toccante testimonianza di fede e il commosso ricordo di tanti cinesi coraggiosi che pagarono per la propria fede e il desiderio di libertà. Prefazione di Gianni Criveller.
Il volume raccoglie gli atti del Convegno della Facoltà di diritto canonico San Pio X di Venezia tenutosi il 13 marzo 2025, intitolato "Profili problematici e prospettive nel processo penale canonico extragiudiziale". L’argomento è di estrema attualità e presenta una notevole rilevanza pratica poiché la via amministrativa viene largamente prescelta nella celebrazione dei processi penali; tuttavia, la sua disciplina risulta scarna ed insufficiente, sussistendo il rischio di una sua applicazione arbitraria e poco garantista per l’accusato. I diversi contributi riportati nell’opera, frutto dell’impegno di autorevoli e competenti autori, mettono in luce alcuni aspetti problematici ed offrono delle prospettive di approfondimento, potendo costituire un valido apporto per gli studiosi e gli operatori del settore, nell’auspicio che si provveda ad una revisione legislativa del diritto processuale penale canonico, che comprenda anche le disposizioni sul procedimento extragiudiziale.
"L’Antropologia pragmatica" (1798), l’ultima opera pubblicata da Kant, può essere considerata come il suo testamento spirituale, oltre che come un vero e proprio manifesto dell’Illuminismo europeo. Essa risponde alla domanda «che cos’è l’uomo?», ma con un approccio diverso da quello seguito nelle tre Critiche. In essa infatti Kant considera l’uomo non dal punto di vista critico-trascendentale o metafisico, ma da un punto di vista pragmatico, cioè pratico-empirico, avendo come oggetto d’indagine la conoscenza «di ciò che l’uomo fa di sé stesso o di ciò che egli può o deve fare di sé stesso». Scopo della presente edizione è di riproporre, in una nuova traduzione e con un commento dettagliato del testo, quest’opera di Kant, che, pur non avendo avuto la fortuna delle altre opere kantiane, contiene una quantità enorme di osservazioni e di conoscenze (come quelle sull’immaginazione, sul sogno, sulle malattie della mente, sulle passioni e sui comportamenti umani, sul carattere dei popoli) che ancora oggi sono per noi di grande interesse e di grande attualità.
Quando la legge diventa algoritmo, la libertà è solo un’illusione.
Dieci avventure esemplari, capitate post mortem a uomini e donne che nei secoli hanno goduto di fama mondiale. Personaggi illustri della storia e dell’arte, della letteratura e della scienza, pontefici, santi, statisti, rivoluzionari, filosofi che durante la loro vita erano stati forse padroni del proprio destino (e del destino di molti altri), fino al fatale momento in cui, nel tempo di un respiro, hanno perso per sempre il potere di incidere sul mondo. Sia detto con più coraggio e onestà: sono morti. Ma poiché, come si legge in esergo a questo libro, fortunatamente «a morire sono sempre gli altri» (Duchamp), è proprio a partire da questa inevitabile piega del destino che Roberto Alajmo e Marco Carapezza si sono divertiti a raccontare con arguzia e intelligenza le vicissitudini postume di donne e uomini straordinari, le strade imprevedibili che hanno imboccato i loro resti terreni, le avventure spesso grottesche delle loro spoglie mortali. «È del corpo», scrivono gli autori nel preludio a questo libro, «che bisognerebbe preoccuparsi quando viene a mancare il suo legittimo proprietario. Sul destino di alcuni cadaveri eccellenti, infatti, si apre un sipario imprevedibile, oltre il quale agiscono amore, fanatismo, anelito d’eternità, scaramanzia e molti altri fattori, secondo una ricetta variabile capace di trasformare in commedia anche la più fosca delle tragedie». E così potremo seguire l’odissea, degna di una spy story, dei resti di Evita Perón, o la storia paradossale delle due teste di Cartesio, o ancora i tre funerali e mezzo di Pirandello e la sovietica manutenzione della mummia di Lenin. Fino all’incredibile macabro processo al cadavere di un papa dissepolto per l’occasione. Questo libretto divagante e originale racconta in fondo come il culto delle reliquie, nato col cristianesimo, ha resistito alla modernità più razionalista per arrivare ai giorni nostri, trasformandosi però in una sorta di accanimento, una forma di inconscia vendetta della mediocrità sulla grandezza, in una miscela inestricabile di ammirazione, feticismo e invidia.
La conversazione tra Lucilla e Clara, due esperte, l'una nel campo della pediatria, l'altra nel campo dell'insegnamento, regala ai genitori i frutti della loro lunga e appassionata pratica sul campo della crescita dei figli con l'intento di affiancarli nel loro compito fondamentale quanto complesso, oggi più che in passato. I giovani genitori - talvolta spauriti, talvolta troppo sicuri - possono trovare in questo libro considerazione, consiglio, sostegno per affrontare la loro impresa prodigiosa con la necessaria fiduciosa sicurezza.
Prima di tutto ascoltare, perché il coraggio viene dall’ascolto. Poi, avere come bussola l’amare poiché amore e unità sono le due dimensioni della missione affidata da Gesù a Pietro, il primo papa. Con questi e molti altri insegnamenti, che Leone XIV attinge dal faro spirituale del suo Ordine, Agostino di Ippona, si apre il pontificato di uno dei papi più imprevisti della storia della Chiesa: uomo riflessivo e pieno di spirito di servizio, religioso agostiniano convocato dal Perù a Roma per volere di Bergoglio, Robert Francis Prevost non si aspettava di essere chiamato a guidare la cristianità, eppure ha trovato da subito le parole più giuste per trasmettere a tutti speranza, spirito di dialogo e impegno universale. In queste pagine sono condensati i punti principali che hanno segnato l’avvio del cammino pastorale di Leone XIV. Discorsi, messaggi e omelie si alternano a citazioni tratte dalle opere del maestro Agostino, ma anche alle parole dei due papi precedenti, in una continuità d’ispirazione ricca di spunti originali: dalla centralità dell’amore all’appello per una pace disarmata e disarmante, dalla visione del futuro all’attenzione ai giovani, fino ad arrivare alle sfide vecchie e nuove che la Chiesa, ma anche l’umanità tutta, si trova ad affrontare.
Il volume è dedicato al mondo delle confraternite, associazioni laicali attestate sin dal VII secolo, diffuse estesamente a partire dal Medioevo e ancora molto attive ai giorni nostri. Viene indagata in particolare la tradizione dell’abito confraternale, che offre una chiave d’accesso privilegiata per comprendere la natura, gli scopi e le attività di confratelli e consorelle. L’abito sottolinea la comunità fraterna dei membri, li accompagna nella penitenza, nello svolgimento delle opere di misericordia e nella celebrazione del culto pubblico, spesso tramite processioni che ancora oggi attraggono un pubblico molto numeroso di fedeli, curiosi e turisti.