A partire dalla prima metà dell'Ottocento, fino ad anni recenti, sono state rinvenute, in vari sepolcri della Magna Grecia, di Creta e della Tessaglia, alcune sottilissime lamine d'oro, databili fra il IV e il II secolo a.C., che recano le "istruzioni destinate a guidare nel suo itinerario oltremondano l'anima che è stata debitamente iniziata a una dottrina misterica". Iniziazione sulla quale il mondo antico è riuscito a mantenere un impenetrabile segreto. In questo libro Pugliese Carratelli fa il punto sulle diverse interpretazioni che negli anni si sono succedute e avanza l'ipotesi che la maggior parte di queste iscrizioni siano intimamente legate alla scuola di Pitagora.
La Torre di Babele è un enigma archeologico, un simbolo del mondo dell'architettura, nonché un mito fondamentale della nostra civiltà. Quest'opera di Vicari prende le mosse dall'analisi dei resti risalenti al VII-VI secolo a.C.; passa poi a considerare la funzione della mitica ziggurat babilonese servendosi del testo di Erodoto che ha mutato, nell'immaginario collettivo, la Torre da quadrata a rampa spiraliforme. Infine, affronta l'aspetto mitologico connesso a questa leggendaria costruzione, la molteplicità di significati e di sensi che sono scaturiti dal racconto biblico della Genesi. Conclude l'opera una visione nel mondo dell'arte e un dibattito legato alla confusione e alla confluenza delle lingue.
L'uomo di fronte ai colori prova sensazioni contrastanti: alcune tinte suscitano allegria mentre altre sono origine di disagio e tristezza. Questo libro indaga sull'origine dell'archetipo colore, risalendo alle più antiche civiltà e ai miti che le distinguono. Ecco allora le diverse tinte usate per fini magici, apotropaici e, più tardi, essenzialmente simbolici. Dalla lettura di queste pagine giungerà la risposta a molte domande: perché l'oro rappresentava l'incorruttibilità dei corpi? Quale valore aveva il rosso? Quali immagini sinistre evocava il nero? Perché il verde e l'azzurro erano considerati colori benefici?
Il Messico settentrionale e il sud-ovest degli Usa furono storicamente omogenei rispecchiando l'aridità di clima e ambiente, la povertà delle economie praticabili nomadi o sedentarie. Le popolazioni vi hanno creato, in un largo arco cronologio qui rappresentato, varie forme espressive dalla rock art alle terracotte dipinte, dagli edifici in mattoni di fango essiccato a complessi insediamenti urbanistici.