Questo romanzo è una rievocazione del grande musicista nel periodo che precede la creazione dell'"Otello". L'azione si concentra in pochi mesi, nella suggestiva cornice della Venezia di fine Ottocento, che Wagner aveva eletto a palcoscenico dei suoi trionfi. Werfel immagina che Verdi vi si rechi in incognito a studiare il rivale, convinto che la propria vena creativa sia esaurita. Il conflitto tra i due musicisti diventa la chiave interpretativa del romanzo fino a quando Verdi, riacquistata la consapevolezza della propria arte e della propria indipendenza spirituale, si recherà ad incontrare il grande nemico-amico e apprenderà della sua morte.
Dall'infanzia nel cuore del Caucaso ai vertici della politica mondiale: l'uomo che ha messo fine alla guerra fredda, Michail Gorbaciov, presenta un bilancio maturo e ponderato della propria vita, scritto con onestà intellettuale e schiettezza politica.
Il 17 febbraio 1600 Giordano Bruno muore sul rogo dell'Inquisizione, a Campo de' Fiori. All'indomani delle guerre di Religione, nel pieno della Controriforma, la Chiesa di Roma non gli perdona la sua insubordinazione. Esiliato, isolato, eterno dissidente, è rimasto imprigionato nei suoi miti troppo a lungo: Bruno ateo, Bruno spia, Bruno moderno, Bruno eretico. Attorno alla figura del Nolano è fiorita una vasta letteratura, che non di rado ha cercato di tirare Bruno da un lato o dall'altro, accentuandone alcuni tratti a discapito di altri. Levergeois abbatte in questo libro i luoghi comuni, tratteggia un Bruno "umanizzato" e lo rende contemporaneo a noi. Passo dopo passo lo seguiamo nella varie tappe della sua movimentata esistenza e del suo irriducibile pensiero. Domenicano, rompe col suo ordine e lascia l'Italia, dando inizio a un lungo peregrinare da esule. A Ginevra si oppone ai calvinisti che lo scomunicano. A Parigi seduce con l'arte della memoria Enrico III e trova protezione. In Inghilterra scandalizza dottori di Oxford e puritani. Una terza scomunica arriva dai luterani tedeschi. Bruno segna una svolta nella storia del pensiero occidentale. Si ispira a san Tommaso, a Cusano e a Ficino a un tempo. Nemico di Aristotele, stabilisce, a partire da Copernico, l'esistenza di un universo infinito, popolato da innumerevoli mondi. Dalla matematica alla magia, passando per la scoperta dell'America, mette in discussione tutto ciò che sembra già acquisito.
Un addio coraggioso, un inno all'amore e alla felicità, il racconto struggente di chi continua a vivere preparandosi a morire.
A 10 anni dalla morte, avvenuta a Bangkok il 29 marzo 2003, si propone una nuova edizione, interamente riveduta e aggiornata con materiali inediti, del libro pubblicato nel 2004, quando ancora era forte il ricordo dell’epidemia di SARS e la notorietà del medico che per primo isolò il virus, consentendo un rapido contenimento della sua letale diffusione e che morì subito dopo la scoperta, proprio per essere entrato in contatto con il virus. Man mano che passa il tempo, Carlo Urbani si propone come figura credibile di generosità, altruismo, ascolto e rispetto dell’altro, con un sguardo grande come il mondo.
«Nei momenti di grave crisi sanitaria riponiamo le nostre speranze e aspettative nell’efficienza delle grandi organizzazioni come l’OMS o di quelle più piccole come gli ospedali e i presidi sanitari. Non sono però le organizzazioni che cambiano il nostro destino o che fanno la differenza, ma sono le persone che ci lavorano dentro, in particolare quelle si fanno carico di cambiare il corso degli eventi perché credono fino in fondo nell’importanza del loro lavoro. Carlo Urbani era una di queste persone». (Ilaria Capua, virologa e veterinaria di fama internazionale)
Questo libro è una presentazione accurata e sintetica al tempo stesso della vita e del pensiero di Etty Hillesum, la nota figura emblematica della Shoah, che ha rivelato al mondo, con la sua straordinaria grandezza d’animo, che anche in mezzo all’orrore dei campi di concentramento nazisti, si può credere nell’uomo e si può credere in Dio; malgrado il male nel quale è immersa giunge a vivere unita a Dio in una gioia profonda.
L’autore ripercorre brevemente la vita di Etty attraverso la scarsa documentazione reperibile, ma soprattutto i suoi diari, quindi ne scandaglia il pensiero analizzando il rapporto che Etty ha avuto con l’ebraismo, con il cristianesimo, con la Bibbia, ma soprattutto con Dio. Altri capitoli ci rivelano la personalità di Etty attraverso la sua preghiera, l’amore al prossimo, il suo atteggiamento di perdono e verso la sofferenza. Un saggio che affronta tutte le dimensioni della personalità di Etty, con passione ma anche senza remore per le ambiguità che possono essere capite solo approfondendo il carisma e la chiamata particolare di questa ebrea che ha abbracciato la religione di Dio e dell’uomo.
L'autore
Yves bériault, canadese, religioso domenicano, è teologo e psicologo di formazione. È stato cappellano all’università e ha insegnato all’Istituto di Pastorale dei domenicani a
Montréal. Direttore per alcuni anni del celeberrimo centro per gli studenti Benoît-Lacroix, ha promosso attività culturali e di formazione per i giovani universitari. Attualmente è maestro dei novizi nel proprio ordine.
Si tratta di una “biografia” di Carlo Urbani, che fu Presidente nazionale di Medici Senza Frontiere, costruita attraverso le interviste con persone che lo hanno conosciuto nei diversi periodi della sua vita.
Questo volume raccoglie decine di testimonianze, di familiari, amici, medici, dirigenti, funzionari, diplomatici, molti dei quali parlano per la prima volta, raccontando un Carlo Urbani spesso diverso da quello finora conosciuto. Storie, aneddoti che tentano di superare un’agiografia spesso in questi casi inevitabile, per offrire, le tracce di un’esperienza capace di destare, ancora, entusiasmi e speranze.
Il testo è diviso in 5 parti:
• I familiari
• Amici dal periodo giovanile all’impegno
• Colleghi medici e qualche paziente
• Colleghi e membri di MSF e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’impegno all’estero
• La notizia della sua morte
A questo si aggiunge una ultima parte dedicata all’AICU – Associazione Italiana Carlo Urbani – e ai suoi progetti. La freschezza e la partecipazione delle interviste rendono il testo immediato e toccante: ne emerge un Carlo Urbani a tutto tondo: con la sua creatività, spirito di avventura, capacità di amicizia, di stabilire relazioni e di organizzare le cose più impensate: ma sempre su un fondamento di dedizione assoluta ai più deboli, vissuta al massimo delle sue potenzialità.
Autore
Vincenzo Varagona è nato a Lecco nel 1960. Giornalista dal 1982, collabora con Avvenire e Famiglia Cristiana. Dal 1987 lavora nella redazione Tgr
Rai Marche. Ha realizzato reportage nei Balcani in guerra (Croazia 1993, Kossovo 2001), in Medio Oriente (2006) e in Africa (1995, 2004, 2009). Nel 2010 la Fondazione Green Accord gli assegna a Pistoia il Premio giornalistico «Sentinella del creato», per i temi affrontati nel reportage dall’Etiopia. Con le Paoline ha pubblicato Pollicino nel bosco dei media. Come educare i bambini a un uso corretto dei mezzi di comunicazione (2007) e Abba Marcello. Viaggio nel cuore dell’Africa missionaria (2011). Ha curato inoltre la pubblicazione di Rai, una per tutti (Edizioni Sigim, 2005) e 50 anni di Ucsi (Edizioni Ucsi, 2010).
Un testo su uno dei massimi cineasti viventi ancora in attività: Manoel De Oliveira.
Manoel de Oliveira (1908) - Tra i massimi cineasti viventi ancora in attività, la sua età è quasi quella del cinema e la sua opera ne ha attraversato scoperte, figure, mutamenti, nella costruzione di uno stile e di uno spessore filosofico che si traduce ogni volta in cristalline ed enigmatiche espressioni artistiche.
Il regista lusitano è Maestro di un cinema di pensiero entro cui si dipanano i valori dell’immagine, la costruzione dello spazio filmico, l’esplorazione del tempo e del gesto, l’interrogazione del linguaggio, la densità simbolica, la misura classica della poesia, il senso universale della storia, il sentimento del mistero, l’enigma della religiosità.
Nei suoi film la centralità del cinema nell’orizzonte del moderno si misura sul rapporto costante con le arti, dal teatro alla parola letteraria, dalla pittura alla musica. Il suo amore per la tradizione si accompagna a una inesausta tensione sperimentale. Ciò fin da un film-chiave della avanguardia cinematografica come Douro, lavoro fluviale (1931) e attraverso la forma singolare di realismo fantastico di Aniki-Bóbó (1942), passando per quello straordinario documento poetico di vita e verità che è Atto di primavera (1963) e per la rivelazione del sublime nella forma-melodramma della quadrilogia degli amori impossibili Il passato e il presente (1971), Benilde o la vergine madre (1975), Amor di perdizione (1978), Francisca (1981), arrivando a film estremi nella durata e nella ricchezza immaginaria come Le soulier de satin (1985), nelle sue sette ore, o come il folgorante apologo di Il mio caso (1986), interrogativo sul senso dell’arte nel mondo contemporaneo, realizzando meditazioni sui destini storici e sulle domande filosofiche dell’umanità come No, o la folle gloria del comando (1990), La Divina Commedia (1991), Parole e utopia (2000), Un film parlato (2003), Il quinto Impero (2005) e struggenti elegie sulle imperscrutabili vie di un amore che si incarna tra misticismo e desiderio, come in La valle del peccato (1993), I misteri del convento (1995), Inquietudine (1998), La lettera (1999), Il principio dell’incertezza (2002), Specchio magico (2005), Belle toujours - Bella sempre (2006), Singolarità di una ragazza bionda (2009).
Fino ad oggi il suo lavoro instancabile ci ha dato opere ogni volta sorprendenti, fino a giungere, come avviene in Lo strano caso di Angelica (2010) e in O Gebo e a Sombra (2012), alla capacità di filmare l’invisibile, di spingere lo sguardo oltre lo specchio, laddove il cinema e la vita sembrano congiungersi in una visione limpida e insieme arcana.
Bruno Roberti (Napoli, 1955) - Critico cinematografico, docente di “Istituzioni di regia” e “Stili di regia cinematografica” all’Università della Calabria. Studioso di cinema e teatro, regista, sceneggiatore, curatore di festival e rassegne.
Ha studiato al Dams di Bologna e al Centro Sperimentale di Cinematografia.È membro del direttivo delle riviste «Filmcritica» e «Fata Morgana», dove ha pubblicato numerosi saggi. È stato redattore esperto per l’Enciclopedia del Cinema Treccani diretta da Enzo Siciliano, e collabora come autore con l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani per la stesura delle voci di argomento cinematografico.
È autore di saggi sul lavoro di registi come Raoul Ruiz, Mario Martone, Abbas Kiarostami, Wim Wenders, John Boorman, Julio Bressane, Roman Polanski, Amos Gitai, Stanley Kubrick, Martin Scorsese, Clint Eastwood, Manuel de Oliveira, João César Monteiro.
Tra le sue pubblicazioni recenti: Cinema Alchimia Uno (Bari, 2012), Ruiz Faber (con E. Bruno, L. Esposito e D. Turco, Roma, 2007), Senso come rischio (con L. Esposito e D. Turco, Recco, 2010), Spazio Wenders (con R. De Gaetano e E. Arnone, Cosenza, 2009), Morfologie dell’Iguana: Anna Maria Ortese tra cinema e letteratura (con M. Ganeri, Cosenza, 2011).
Ha scritto per il cinema le sceneggiature dei film Domenica (2001) di Wilma Labate, Il diario di Matilde Manzoni (2002) di Lino Capolicchio, ed è stato collaboratore artistico del film L’Iguana di Catherine McGilvray (2003).
"L'arte di Tiziano seppe soddisfare al meglio le esigenze politiche, religiose, sociali, personali o autocelebrative di alcuni tra i più importanti personaggi affacciati al palcoscenico del Rinascimento europeo, riuscendo sempre in modo efficace a parlare con la vivida voce dei suoi committenti e al contempo a non svilire mai il suo innovativo messaggio estetico". Dalla piccola provincia natia sulle Dolomiti alla gloria internazionale nella cosmopolita Venezia, Tiziano si è guadagnato un prestigio raro tra i suoi colleghi, una posizione sociale che gli ha gradualmente consentito di varcare gli angusti confini del suo mestiere di pittore per catapultarlo nel mondo protetto dei sovrani, dei papi, dei dignitari di corte, dei diplomatici, degli intellettuali di professione. I rapporti politici di Venezia con le corti italiane, con l'Impero di Massimiliano I prima e di Carlo V poi, con la Spagna di Filippo II, si riflettono nei dipinti di Tiziano, in un suggestivo specchio di messaggi ideologici di una intensità spesso superiore ad altri documenti dell'epoca. In queste pagine, la luminosa e lunga carriera di Tiziano è analizzata in rapporto alla storia politica, religiosa, economica, culturale e artistica del Cinquecento, a partire dalle opere giovanili fino a quelle dell'estrema vecchiaia, quando alla spensieratezza della gioventù si sostituisce un cupo dramma esistenziale.
Nel 1993 tre ragazzi dell'Arkansas (Jason Baldwin, Jessie Misskelley e Damien Echols) sono arrestati con l'accusa dell'omicidio di tre bambini. Il processo, celebrato in un clima di isteria collettiva, usò false testimonianze e prove incerte. Ma bisognava trovare subito un colpevole. Baldwin e Misskelley furono condannati all'ergastolo; Echols, considerato il capo del gruppo, fu spedito nel braccio della morte. Nei diciotto anni che seguirono, mentre Echols attendeva in carcere l'esecuzione della pena, che poteva essere decisa da un giorno all'altro, si consolidò un enorme movimento che lavorò per dare sostegno e riaprire il processo. Numerosissime furono le persone del mondo dello spettacolo che si mobilitarono per raccogliere fondi. Nel 2011, dopo aver preso in considerazione una serie di nuove prove, la Corte e lo Stato dell'Arkansas decisero di rilasciare i tre detenuti. Echols fu scarcerato ad agosto. Da allora vive a New York, con Lorri, la donna conosciuta e sposata durante la detenzione, che per anni ha coordinato il movimento, e ne è stata la prima scintilla.
Ernst Jünger (1895-1998) può essere definito il "diarista del XX secolo": filosofo, romanziere, saggista, figura eminente della cultura tedesca del Novecento, ha coniato uno stile inconfondibile, aggressivo e sfavillante, che sembra far parlare lo spirito del mondo. Non soltanto nelle sue opere, ma anche nella vita ha incarnato i passaggi e le cesure della storia tedesca. Nella giovinezza acceso nazionalista, al fronte nella Prima guerra mondiale, fu critico del nazismo e divenne al termine della sua lunga esistenza un classico europeo. La prima biografia di Jünger edita in Italia fa ricorso a documenti di prima mano, offrendo un ritratto completo di quest'uomo affascinante e discusso.Il vero scrittore, come la vera ricchezza, si riconosce non dai tesori di cui è in possesso, ma dalla sua capacità di rendere preziose le cose che tocca. Egli è pertanto simile a una luce che, invisibile, riscalda e rende visibile il mondo.
Dopo oltre settant'anni torna nelle librerie la "Vita segreta di Gabriele d'Annunzio", raccontata dall'insostituibile segretario e confidente, Tom Antongini. Tradotta in nove lingue, varie volte ristampata, fu pubblicata da Mondadori nel 1938 (anno della morte del poeta) ed ebbe fino agli anni Sessanta migliaia di lettori. Il suo autore, Tom Antongini, custode dei segreti più intimi del "Vate" e testimone delle sue gesta, degli incredibili sperperi, delle manie, dei clamori e delle leggende che lo accompagnarono in tutta Europa, aveva senza dubbio tutte le credenziali del "testimone chiave". La relazione di amicizia in primo luogo, resistente ai frequenti cambi di residenza e di fortuna. Il ruolo privilegiato: segretario, agente, traduttore, editore, Antongini ebbe una posizione determinante, che gli valse da parte del poeta la singolare qualifica di "custode del mio sorriso". E, per finire, lo sguardo, quegli "occhi acuti e attenti", come li definì d'Annunzio, che seppero comporre i mille dettagli di un puzzle smisurato, il ritratto di un artista geniale e megalomane in cerca di una risposta all'interrogativo: "Sono una sostanza umana, o una pura volontà di arte?"